Storie e Foto blog personale di Claudio Galli.
In questo blog si parlerà principalmente di storia locale del cuneese dal racconto di semplici storie al restauro di piccoli oggetti e collezionismo, passando per la fotografia.
Spero di fare cosa gradita condividendo quel poco che so o che ogni tanto cerco di inventarmi.
PS: se poi farete anche un click su una delle pubblicità a fianco per voi sarà un secondo e per me un piccolo aiuto.
Benvenuti, esploratori di avventure e appassionati di minerali! Oggi vi porto con me in un'entusiasmante escursione sotterranea, equipaggiato con zainetto, frontale, pile di ricambio e tutto il necessario per scoprire i segreti nascosti sotto la terra.
Armato di luce ultravioletta, rivelerò dettagli sorprendenti e microcristalli che brillano misteriosamente. Vedremo insieme come le rocce si trasformano, da incrostazioni marroni a strati neri, e come il quarzo si intreccia con l'ossido d'uranio.
Se siete curiosi di scoprire il mondo sotterraneo e di immergervi nelle meraviglie della mineralogia, non perdetevi questo video emozionante! Ricordatevi di lasciare un "mi piace", iscrivervi al canale per non perdere le prossime avventure e di condividere con altri esploratori curiosi. Ci vediamo nel prossimo capitolo!
Roburent è un piccolo comune montano della bassa provincia di Cuneo. E' famoso per la sua caratteristica torre saracena e per le località sciistiche delle vicine frazioni San Giacomo e Cardini. Qui è ritratto in una cartolina di inizio '900.
Le origini del nome sono oscure, alcuni attribuiscono una derivazione dal latino per indicare la robustezza degli abitanti, rappresentata anche nello stemma comunale che ritra un giovane nell'atto di domare un un toro.
Altri attribuiscono il nome al brusio causato dal torrente Roburentello che scorre subito sotto il paese. In antiche fonti è infatti citato come Rivo Bruzenti, si suppone si sia lentamente evoluto in Rivuo Bruzenti, quindi in Rivuobrugente, Rivobruzzente, Rioburente fino all'attuale Roburent. Pochi sanno però che, lungo il corso del Roburentello, esiste un antico ponte ormai in disuso noto come il "ponte romano". Si trova sul tracciato dell'antica via del sale ai piedi della borgata Roà Marenca frazione di Montaldo in località Cava di Gneis - Pradera. E' costituito da un arco di pietre perfettamente disposte che hanno resististito alle intemperie di diversi secoli, ma le ultime alluvioni e la mancanza totale di manutenzione ne stanno compromettendo la stabilità. E' difficile da raggiungere non essendoci un sentiero che lo avvicini, l'unica via possibile è percorrere il corso del torrente muniti di robusti scarponcini o stivali. La stagione migliore per raggiungerlo è l'inverno cercando di arrivarci da monte, a valle purtroppo il ghiaccio potrebbe rendervi la vita difficile. Inoltre in estate la vegetazione lo nasconde quasi completamente. Nei dintorni del ponte si riesce ancora a scorgere il tracciato dell'antica via scavata nella roccia da un lato e sorretta da muretti di pietre dall'altro lato del fiume. Sono inoltre presenti alcune pietre sagomate che probabilmente facevano parte di qualche altra struttura. A discapito del nome il ponte è probabilmente di origine medievale essendo molto simile a quello citato da Egle Micheletto e Marica Venturino Gambari nel loro monografia "Montaldo di Mondovì. Un insediamento protostorico. Un castello." edita nel 1991 che attraversa il Corsaglia nella vicina valle. Sicuramente la romanizzazione della zona avvenne molto tardi e non continuativamente quindi è probabile che esistesse già un ponte su cui ne venne poi edificato uno nuovo nel medioevo. Io ho provato a fotografarlo due volte ma entrambe le volte non sono riuscito a fare un buon lavoro. Queste sono immagini che risalgono al 2017, ci passai per caso e avevo solo il cellulare. Come potete vedere il bastione a destra è quasi stato demolito dalle ultime piene, se l'acqua riuscirà ad infilarsi dietro non ci sarà scampo per il ponte che crollerà.
Qui vedere la traccia del vecchio sentiero scavata nella roccia.
Questa una delle pietre scavate che si trovano poco più a monte del ponte, spero siano ancora visibili, essendo a pelo d'acqua non è escluso che le piene le abbiano ricoperte.
Bisogna ringraziare la pianta che ha protetto il lato sinistro del ponte dalle piene.
Ho provato a raggiungere il ponte quest'inverno, ma non mi sono potuto avvicinare troppo causa impossibilità ad attraversare il ruscello. Avevo la Canon nello zaino e non volevo rischiare di finire a bagno, così il cielo lattiginoso non ha permesso un grande scatto. In ogni caso rende bene l'idea dell'ambiente incontaminato in cui si trova il ponte.
Un articolo di Alessandro Borgotallo su "Provincia Granda" del 7 Giugno 2017
Ieri ho fatto una veloce gita sul Monte Alpet vicino a San Giacomo di Roburent, montagna della mia infanzia, mille ricordi, ogni angolo ricorda qualcosa. Lo conosco come le mie tasche e ogni volta che ci vado mi premia regalandomi un momento indimenticabile. Ieri c'era una fioritura di narcisi selvatici incredibile, un mare di fiori gialli. Spettacolare, nulla da aggiungere. Ora la foto, il colore immaginatelo. (foto ottenuta unendo 4 scatti del sony xperia e lavorata coi filtri nik collection) Come sempre versione in alta definizione su 500px o flickr. Prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.
Questo week-end, terminata l'allerta meteo post alluvione del 24 novembre, ho fatto un giro per documentare e mettere in archivio qualche foto dei danni causati dalle acque. Questa volta l'esperienza ha insegnato ed i lavori svolti dopo l'alluvione del 1994 hanno dato i suoi frutti. Nonostante i dati Arpa confermino che è scesa più acqua della scorsa alluvione non si sono registrate vittime e quindi bisogna ritenersi, da un lato fortunati perché tutto è andato liscio e dall'altro soddisfatti perché significa che chi si occupa di queste cose, cioè amministrazioni comunali, province, regione, protezione civile, vigili del fuoco e forze dell'ordine hanno lavorato bene. In questi giorni si è vista una discesa in massa di gente comune per aiutare chi aveva bisogno e anche questo non può fare altro che piacere. Nel monregalese siamo stati fortunati e non si sono registrati grossi danni, in altre zone del Piemonte e Liguria le cose non sono andate così. Alcuni paesi diventeranno probabilmente fantasma dopo le frane che li hanno interessati. Le immagini che trovate sotto sono state tutte ottenute con la Canon 6d e il 24-105 del kit. Come sempre trovate le mie foto in alta risoluzione sui miei profili flickr e 500px. Prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero. Due vedute di Mondovì, dopo la piena dell'Ellero.
Uno splendido Caco impassibile che ammira il suo paesaggio in Val Corsaglia, sullo sfondo Montaldo.
Frazione Oberti in Val Corsaglia, purtroppo questa strada temo rimarrà interrotta per molto tempo.
Questa lamiera con la scritta Frabusè (Frabosani) rappresenta bene la forza e la grinta di queste popolazioni.
Qui siamo a San Michele Mondovì in zona impianti sportivi, nel '94 li aveva praticamente spianati, questa volta ha accumulato molta legna e cambiato il corso del fiume.
Mi sono spostato in Val Corsaglia, qui abbiamo i danni più pesanti, il fiume ha portato via una bella fetta della fondovalle che va da Torre Mondovì a Corsagliola.
This weekend, once the weather post flood alert of 24 November, I made a trip to document and put on file some photos of the damage caused by water. This time the experience has taught and the work carried out after the flood of 1994 have borne fruit. Despite Harp confirming data that has dropped more water last flood there were no victims and therefore must be considered, by a lucky side because everything went smoothly and the other satisfied because it means that those who deal with these things, that municipalities , provinces, region, civil defense, firefighters and police worked well. These days it saw a drop in the mass of ordinary people to help those in need, and this too can not help but enjoy. In monregalese we were lucky and there were no major damage, in other areas of Piedmont and Liguria things did not go well. Some countries are likely to become ghost after landslides that have affected them. The pictures you find below were all obtained with the Canon 6d and 24-105 kit.
Quante volte mi sono addormentato con le note di questa canzone nelle braccia di mia madre, dal suono così malinconico, inventata dagli alpini di vedetta durante la prima guerra mondiale.
Stanotte invece non dormivo...sentivo la pioggia battente sul tetto e pensavo che circa 22 anni fa, a novembre del 1994 stava succedendo la stessa cosa.
All'epoca avevo poco più di 10 anni e quel pomeriggio io ed un mio amico che oggi non c'è più stavamo giocando coi trasformer.
Chiamò sua mamma tutta preoccupata dicendo di andare a casa in fretta perchè stava scendendo il diluvio universale e anche solo attraversare la strada era diventato impossibile.
Noi eravamo bambini e anche un'alluvione ci pareva una cosa interessante, da guardare, da andare a curiosare, per un certo verso bella.
Nei giorni a seguire abbiamo girovagato un po' ovunque, con la nostra bicicletta, lungo il corso del Corsaglia, del Casotto, dell'Ellero e del Tanaro a vedere i disastri che aveva combinato.
Incredibile vedere cosa fosse stata in grado di fare l'acqua, visto con gli occhi di un bambino tutto sembrava ancora più enorme e impossibile. Oggi sta risuccedendo la stessa cosa. Speriamo non faccia i danni del '94 e che l'emergenza rientri in fretta. Potete tenere sott'occhio la situazione del Tanaro a Ceva su questa Webcam del CFP Cebano Monregalese.
La Colla dei Termini è situata sul confine tra la Val Corsaglia e la Val Tanaro in provincia di Cuneo, su di essa transita un vecchio sentiero che ha origini antichissime, probabilmente una delle vecchie vie marenche che univano il Piemonte al mare. Si arriva comodamente alla colla passando da Ormea muniti di un fuoristrada. Dalla piazza al centro del paese basta seguire la via che sale costeggiando un piccolo torrente e seguire le indicazioni per Cascine. Fino a tale borgata la via è asfaltata poi diventa sterrata e in certi punti non è bellissima a causa dei continui temporali e l'ormai sempre più scarsa manutenzione delle vie montane. E' sovente imbattersi in mandrie o greggi durante la salita quindi prestate attenzione inoltre, se scendete nel pomeriggio, è frequente la nebbia data la vicinanza col mare. Sabato scorso ho attraversato tutta la displuviale partendo dalla colla e arrivando fino al Pizzo di Ormea, durante tale gita, facile e ben segnalata, ho colto l'occasione per visitare e scovare i segni lasciati dall'esercito francese durante la Guerra delle Alpi o prima campagna d'Italia che dir si voglia. Vi faccio un breve riassunto. Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero. Prima dell'avvento di Napoleone Bonaparte nel 1794-95 si era giunti a una situazione di stallo tra l'esercito francese e l'esercito piemontese alleato con gli austriaci che si erano asserragliati sulle nostre montagne. Questa situazione perdurerà fino all'arrivo del piccolo Corso nel 1796, che incitò le sue truppe con la famosa frase:
«Soldati! Voi siete nudi e mal
nutriti; la Francia vi deve molto ma non può darvi nulla. La pazienza
ed il coraggio che avete dimostrato tra queste rocce sono ammirevoli, ma
non vi hanno dato gloria: nemmeno un’ombra ne ricade su di voi. Io vi
condurrò nelle più fertili pianure della terra. Province ricche, città
opulente, cadranno in vostro potere; vi troverete ricchezze, onori e
gloria. Soldati dell’Armata d’Italia! Vi lascerete mancare il coraggio e
la perseveranza?». da “Corréspondance” di Napoleone Bonaparte, vol. 1, n. 91, p. 107.
Da questi luoghi possiamo immaginare i Francesi ridotti alla fame guardare i loro avversari sulle montagne vicine e le ricche pianure del Piemonte subito dietro, ad un passo, dopo 2 anni di fatiche.
La zona dell'alta Val Tanaro era controllata dai Francesi che scendevano fino quasi a Garessio, invece i Piemontesi avevano costruito una linea difensiva sulle montagne che confinavano con detta valle. Erano stati costruiti campi trincerati sulla colla di Casotto, ancora oggi si può vedere sulle IGM una zona denominata l'accampamento, a Pra Robert, e quasi tutte le cime vicine erano munite di fortificazioni. Su Cima Robert e Bausetti si vedono ancora bene le ridotte a stella, sul Bric Mindino è parzialmente visibile la stella rovinata dall'attuale croce. In poche parole quella che oggi chiameremmo la prima linea era proprio la Colla dei Termini. I Francesi avevano costruito più campi trincerati sulla displuviale e armato diversi bricchi nelle vicinanze. Sono ancora ben visibili le tracce delle ridotte a forma di stella realizzate con muri a secco presenti sulla Punta dei Termini e sul Bricco Ferrarine. Sulla Ciuaiera e su due bricchetti poco distanti che dominano il Passo della Valletta erano stati portati dei cannoni, si vede ancora bene la vecchia mulattiera, usata per trasportare i pezzi. Parte dalla Colla dei Termini prosegue a mezza costa con pendenza costante, scollina verso il Zottasso Soprano, scende in direzione del Passo della Valletta per risalire e fermarsi in una piccola piazzola sul bricco segnato a quota 2022 sulle IGM 1:25.000. A giudicare dalle vecchie carte militare rintracciabili qui http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/visua.php?uad=146180 anche tutta la zona dopo la Cima Ruscarina fino alla colla del Pizzo doveva essere trincerata, ma io non ho trovato tracce evidenti di lavori militari, se erano presenti il tempo li ha cancellati. Notare inoltre dalla carta che anticamente l'attuale Ciuaiera era chiamata Cima Garassina e un nome simile a quello attuale "Coera" era la quota 2022 delle IGM.
Qualche tempo fa scattai queste foto proprio dalla colletta dove sbuca la ex mulattiera e si vede Bausetti con i due bricchetti su cui erano piazzati i cannoni a quota 2022.
Qui si vede bene la quota 2022 con una traccia che sale a mezza costa e si ferma in una piazzola.
Tra Bausetti e questi due bricchetti si combatté un aspra battaglia il 26 giugno 1795 dove venne riconosciuta anche una delle prime medaglie al valore della campagna al Granatiere Piemontese "Coer de Roi". La particolare conformazione del territorio ad anfiteatro con aspri gradoni che salivano verso le due cime fece si che i francesi applaudirono i loro nemici, osservando l'audacia dei piemontesi che provavano ad attaccare sotto il fuoco incrociato praticamente senza speranza. Questa invece è una visione dall'alto tratta dal sito http://webgis.arpa.piemonte.it/flxview/GeoViewerArpa/ della Cima dei Termini, si vede bene la ridotta, la Colla è dove la strada curva.
Qui è un'immagine tratta dallo stesso sito della ridotta di Ferrarine, ancora oggi molto ben conservata, sulla vecchia carta la trovate col nome Rascarina o Ruscarina. Quindi anche in questo caso c'è una discordanza tra le moderne carte e le vecchie.
Ora vi metto qualche foto che ho scattato durante la mia gita, sono quasi tutte foto panoramiche ottenute unendo più foto. Vi consiglio di visualizzarle tramite il mio profilo flickr https://www.flickr.com/photos/claudio82clod/ dove le trovate a grandezza reale e potete zoommarle al 100%, qui ho dovuto rimpicciolirle. La prima è il cartello che indica l'arrivo sulla Colla dei Termini, sulla destra e sotto la strada era l'accampamento francese, sulla sinistra l'imbocco del sentiero per il Pizzo di Ormea.
Qui vedete tutta la cresta tra le due valli, in fondo il Pizzo d'Ormea con la sua classica forma ed a metà la Cima Ferrarine. Scattata subito dopo Cima dei Termini.
Siamo quasi arrivati su Cima Ferrarine si inizia a intravedere la sagoma della ridotta. Pensare che 200 anni fa qualcuno ha portato e impilato tutte quelle pietre così ordinatamente fa impressione.
Poco a Sud della cima voltandosi verso il mare la visuale era questa, purtroppo in Liguria era nuvoloso e non si vedeva il mare. Qui era stato approntato un altro accampamento francese.
Vista dai dirupi verso la Val Corsaglia la ridotta fa capire come fosse inattaccabile e facilmente difendibile dai francesi.
Il mio compare di avventure scruta le cime in fronte verso la Val Corsaglia dove 200 anni fa erano accampati e pronti a difendersi i nostri avi dell'esercito piemontese.
Queste sono alcune panoramiche scattate dalla ridotta di Cima Ferrarine, vi consiglio di aprirle su flickr. Vista verso il Pizzo sulla destra appena visibile in Mongioie, il secondo più alto delle Alpi Marittime dopo il Marguareis. La ridotta era abbastanza grande, circondata da un muro spesso circa un metro realizzato con pietre del luogo. Verso il Pizzo come si vede circa a metà di questo scatto si nota un'apertura nel muro, non so se sia stata fatta all'epoca o se è un adattamento di qualche contadino per trasformare la ridotta in un ottimo recinto.
Vista da un'altra delle punte della ridotta. Sotto la Val Corsaglia. Tutto a destra la Colla dei Termini.
Siamo poi scesi da Ferrarine e saliti su Ruscarina, durante la salita la ridotta si vedeva così, abbiamo notato solo un piccolo muretto a secco a circa metà discesa. Dove spiana invece è presente un leggero piano forse artificiale in cui sarebbero potute alloggiare 2 o 3 tende.
Notare le nebbie che stavano salendo dalla Liguria, da li a poco ci avrebbero chiuso ogni visuale, chissà quante volte i soldati hanno visto questa scena e han passato mesi interi alle intemperie.
Questa la visuale poco prima della Colla del Pizzo, si vede in basso il Lago del Pizzo di Ormea.
Guardando dal lato opposto la visuale dalla colla era questa, si vede il Torrente Corsaglia che nasce e origina l'omonima valle, in faccia il monte Mongioie. Qui non ho notato nessun segno che possa essere attribuito alle opere militari di fine 1700 anche se è probabile che questo colletto fosse presidiato visto che è comunque segnato come transitabile già nelle vecchie carte.
Questo il paesaggio tornati alla macchina, come vedete, nebbia che si tagliava con un grissino, poco dopo forte temporale a valle per fortuna non ero più su.
Aggiornamento 22/07/2016 Grazie ad Ale che mi ha mandato un po' di foto fatte durante una sua gita a Cima dei Termini, su cui è presente la ridotta che vi ho messo nella prima vista aerea. Visione dal lato opposto, la ridotta di Punta dei Termini con sotto il sentiero da me percorso verso il Pizzo di Ormea. Probabilmente una vecchia mulattiera che serviva ad armare le ridotte su quel lato e permettere un veloce spostamento di truppe dalla colla a tutta la dorsale.
Vista dalla ridotta di termini sulla colla, al centro la Ciuaiera ex cima Garassina , anche lei un tempo fortificata.
I muretti a stella ancora perfettamente conservati.
Vista verso Bausetti, è la punta che spunta fuori. Notare una traccia della probabile mulattiera scavata dai francesi per armare i bricchi che avrebbero poi cannoneggiato su Bausetti.
Dalla colla dei termini la vecchia mulattiera è ben riconoscibile come si vede nella foto sottostante.