Storie e Foto blog personale di Claudio Galli.
In questo blog si parlerà principalmente di storia locale del cuneese dal racconto di semplici storie al restauro di piccoli oggetti e collezionismo, passando per la fotografia.
Spero di fare cosa gradita condividendo quel poco che so o che ogni tanto cerco di inventarmi.
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Nel nuovo video vi porto con me in un episodio dedicato alla pulizia e conservazione di distintivi e medaglie militari prima di inserirli in collezione.
Tra mercatini e scambi tra collezionisti, ogni pezzo racconta una storia unica e merita di essere valorizzato nel modo giusto.
Inizio mostrando una spilletta da cappello alpino anni ’30-’40, con un raro scarpone con stella alpina e una piccola madonnina inserita nel laccio. L’ho pulita con il metodo dell’elettrolisi fredda, di cui trovate un video dedicato sul canale.
Poi passo ad altri pezzi interessanti:
Il distintivo della Scuola Centrale Militare di Alpinismo, epoca bellica, con doppio marchio sul retro.
Il distintivo della Val Arroscia, più raro e ricercato, appartenente al Primo Reggimento Alpini.
Il battaglione Piemonte, nato dopo l’8 settembre 1943 con materiali più poveri ma di grande valore storico.
Il distintivo delle Piccole Italiane, tipico delle corporazioni dell’epoca fascista.
E infine una medaglia scolastica di Vittorio Emanuele II, dedicata ai benemeriti della cultura nazionale all’estero: un pezzo davvero curioso e poco comune!
Nel video vi mostro passo passo come pulisco questi oggetti, come riconoscere i marchi e come evitare errori che potrebbero rovinarli.
Un’occasione perfetta per chi ama la storia militare, il collezionismo d’epoca e il restauro di oggetti storici.
🎥 Guarda il video completo su YouTube per scoprire i pezzi da vicino, le tecniche di pulizia e i dettagli che fanno la differenza.
Raramente mi capita di dover pulire oggetti in argento o leghe di questo metallo. Nonostante sia un metallo nobile, che tende a mantenere le sue condizioni nel tempo, a volte si ossida in maniera non uniforme con macchie nere che pregiudicano la bellezza dell'oggetto. Prima di andare avanti faccio una premessa, i metodi che andremo a vedere spatinano l'oggetto e lo portano alla brillantezza originale, i patiti di numismatica storceranno un po' il naso, ma sono metodi da usare su oggetti di poco valore. Anche io non pulisco oggetti che si sono ossidati in maniera uniforme, ma quando l'ossidazione è orrenda non esiste altro rimedio che eliminare la patina e sperare che il tempo faccia il suo corso in maniera migliore. Come sempre un click sulle pubblicità a lato o sotto è ben gradito e mi rimborsa quelle poche spese che ho legate al sito. Come esempio vi mostrerò tre monete che ho pulito in tre modi diversi. Le avevo li da anni, recuperate per pochi euro ad un mercatino e sapevo che il loro destino sarebbe stato quello di farci esperimenti. Primo metodo: Strofinamento con bicarbonato di sodio Questa è la moneta nelle condizioni di partenza.
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Si tratta di un 7,6 soldi di Carlo Emanuele in mistura di rame argento. E' abbastanza poco ossidata quindi per pulirla è sufficiente un semplice sfregamento tra le dita con bicarbonato di sodio leggermente inumidito. Si creerà un fanghiglia biancastra che mentre la pulizia avanza diventerà scura a causa dello scioglimento dell'ossido. Ecco il risultato dopo qualche minuto di strofinio.
La moneta di destra è quella che useremo nel metodo seguente. Secondo metodo: Elettrolisi a freddo o Elettrolisi fredda In certi casi lo sfregamento con bicarbonato non basta e, nonostante l'impegno, la moneta rimane con evidenti macchie scure molto brutte da vedere. Inoltre con questo processo si creano delle mini abrasioni che in caso di argento lucido non sono ottimali. Prendiamo ad esempio la moneta di destra delle foto sopra, ho sperato che il bicarbonato bastasse, ma come avete visto non c'è stato verso. In partenza era così.
E' un 15 soldi di Vittorio Amedeo e, nonostante la lega sia migliore della moneta precedente, ha creato ossidazioni orribili. Il bicarbonato ha tolto le incrostazioni più grossolane ma, l'ossidazione è rimasta. In questo caso ho voluto provare il rimedio della nonna che sfrutta il fenomeno dell'elettrolisi a freddo. Cioè la capacità di due metalli messi a contatto tra loro di creare una differenza di potenziale e quindi una corrente elettrica minuscola tra i due. Sfruttando questo fenomeno si crea una vera e propria elettrolisi che disossida il metallo da pulire. Avevamo parlato di elettrolisi vera e propria in questo post: http://storieefoto.blogspot.it/2014/11/pulizia-e-restauro-tramite-lelettrolisi.html Per realizzare l'elettrolisi fredda dovete procurarvi un contenitore in plastica o ceramica, un po' d'acqua, del bicarbonato di sodio e della carta d'alluminio. Normalmente io procedo così, metto l'acqua a scaldare nella quale sciolgo un bel cucchiaio di bicarbonato in modo da renderla conduttiva. Quando bolle ci immergo la moneta fasciata dalla carta in alluminio. Inizierà una reazione tra l'oggetto d'argento e l'alluminio e pian piano vedrete l'acqua che si intorbidisce. Non dovete avere fretta ed a volte è necessario scaldare l'acqua più volte.
Nel mio caso dopo 20 minuti la moneta era così.
Dopo altri 20
E infine dopo un'ora abbondante
Non avevo tempo per continuare ma, se fossi andato avanti ancora una mezz'oretta, probabilmente sarei arrivato ad un bel colore uniforme. Questo metodo è particolarmente indicato per pulire l'argenteria. Ha due vantaggi abbastanza importanti: - Non richiede l'utilizzo di sostanze chimiche di nessun tipo. - Non richiede mezzi meccanici che potrebbero rovinare l'effetto lucido. Come esempio ho pulito i miei cucchiaini in argento che stavano iniziando ad ossidare come potete vedere dall'immagine sottostante.
Ho preparato un piccolo pentolino in cui ho messo carta d'alluminio e bicarbonato di sodio. Una volta messi i cucchiaini li ho ricoperti di acqua.
A questo punto ho scaldato l'acqua sul gas portandola ad ebollizione, una volta raffreddato il tutto ho asciugato con un panno i cucchiaini che sono tornati splendenti.
Terzo metodo: Succo di limone Anche questo è un metodo della nonna sempre valido per pulire l'argento. Credo funzionerebbero anche altri acidi, basta diluirli in modo da poter controllare la reazione. E' sufficiente immergere l'oggetto in argento da pulire nel succo di mezzo limone e, di tanto in tanto, verificare cosa sta succedendo. Quando prenderete in mano l'oggetto da pulire e lo strofinerete con le dita vi accorgerete che vi rimane del nero. Anche in questo caso è l'ossido che se ne sta andando. In questo caso come esempio ho preso un 7,6 soldi di Vittorio Amedeo in mistura che, dopo la solita strofinata col bicarbonato, è rimasta così.
Eccola a bagno nel succo di limone.
Dopo una ventina di minuti
E dopo circa altri 20 minuti.
In conclusione se dovete pulire argenteria quasi sempre sarà già in buone condizioni quindi qualsiasi metodo sceglierete avrete buoni risultati, se invece avrete a che fare con monete, portachiavi o oggetti di uso comune è probabile le ossidazioni siano più difficili e dovete essere molto pazienti.
Il bello di questi metodi è che sono molto graduali e vi permettono di regolare il grado di pulizia. Qui trovate un video più recente.
Per chi volesse sperimentare prodotti dedicati alla pulizia dell'argento lascio alcuni link.