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lunedì 16 ottobre 2023

Esplorazione Mineraria alla ricerca delle antiche cave di Uranio in provincia di Cuneo

Benvenuti, esploratori di avventure e appassionati di minerali! Oggi vi porto con me in un'entusiasmante escursione sotterranea, equipaggiato con zainetto, frontale, pile di ricambio e tutto il necessario per scoprire i segreti nascosti sotto la terra.

Armato di luce ultravioletta, rivelerò dettagli sorprendenti e microcristalli che brillano misteriosamente. Vedremo insieme come le rocce si trasformano, da incrostazioni marroni a strati neri, e come il quarzo si intreccia con l'ossido d'uranio.




Se siete curiosi di scoprire il mondo sotterraneo e di immergervi nelle meraviglie della mineralogia, non perdetevi questo video emozionante! Ricordatevi di lasciare un "mi piace", iscrivervi al canale per non perdere le prossime avventure e di condividere con altri esploratori curiosi. Ci vediamo nel prossimo capitolo!

giovedì 1 giugno 2023

Sulle tracce della storia, villaggio abbandonato di Servagno. Valle Stura.

Esplorazione dei ruderi storici e delle testimonianze di guerra nella suggestiva Valle Stura. Un'avventura emozionante alla scoperta degli antichi abitati di Servagno e della pittoresca Borgata Serra, situati quasi al confine con la Francia. Godetevi il meraviglioso tempo e venite con me mentre vi mostro tutto ciò che ho scoperto lungo il percorso.



Per chi volesse approfondire gli avvenimenti relativi alla campagna di Francia, quando provammo ad invadere i cugini d'oltralpe ed entrammo ufficialmente nella seconda guerra mondiale lascio qualche lettura.


La Tridentina in Piemonte

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Con l'11° Alpini sul Fronte Alpino Occidentale

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La Battaglia delle Alpi: 10-25 giugno 1940. La divisione Superga e gli alpini nell'alta valle di Susa

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lunedì 20 marzo 2023

Il Bricco Mindino: una montagna ricca di storia e leggende.

Il Bricco Mindino: una montagna ricca di storia e leggende.



Il Bricco Mindino è una montagna situata tra la Val Casotto e la Val Tanaro, in Piemonte. 

La croce di Bricco Mindino, alta circa 25 metri, è stata costruita nel dopoguerra come ringraziamento per gli avvenimenti che sono capitati nella zona. 

Queste terre sono state abitate dai Liguri più di duemila anni fa e sono state utilizzate come passaggio per gli scambi commerciali tra il Piemonte e la Liguria.

La zona intorno al Bricco Mindino è stata anche teatro di scontri tra i francesi e i piemontesi, che si sono fronteggiati durante l'epoca napoleonica. Nell'ultimo conflitto, la montagna è stata un punto di difesa delle Brigate Partigiane contro le truppe nazi-fasciste.

Ma non sono solo gli avvenimenti storici a caratterizzare il Bricco Mindino. La montagna è anche ricca di leggende e miti. Ad esempio, ai bambini delle montagne veniva raccontata la leggenda del gigante di Pietrabruna, che riusciva a fare passi da gigante e che, si narra, ha nascosto un tesoro sotto la testa di roccia che assomiglia alla sua faccia.

La zona circostante il Bricco Mindino è ancora poco studiata, ma merita sicuramente un'attenzione maggiore per la sua storia e le sue leggende. Se siete appassionati di escursioni in montagna, questa potrebbe essere una meta interessante per scoprire i segreti della natura e della storia.

venerdì 1 gennaio 2021

Benvenuto 2021

 Auguro a tutti un buon 2021 e saluto con due foto questo 2020.

Sicuramente è stato un anno che rimarrà nella storia, mi ricordo ancora quando a capodanno pensai a cosa ci avrebbe potuto portare questo anno bisesto. Bene, devo dire che le attese non sono andate vane...

Ho deciso di mettere due foto che ho fatto tornando dal lavoro, poco fuori il parcheggio dove comunemente mi fermo la mattina.

Nonostante l'anno sia stato bruttino basta guardare la natura che ci offre sempre splendidi spunti, quindi, come è tramontato il 2020, speriamo ci siano tante belle albe nel 2021.

Sono scattate col mio ormai vecchiotto Huawei P10 pro, e le ho lavorate in photoshop usando i filtri Nik Collection

La prima risale a qualche settimana fa, la secondo invece dopo la recente nevicata e il gelo di questi giorni.

Sullo sfondo l'arco alpino Col Mondolè sulla sinistra e la dorsale della Besimauda e il Bric Costa Rossa a destra.

Come sempre li trovate in alta definizione sui miei profili 500px e flickr e non dimenticatevi di seguirmi su instagram e su youtube cercando @storieefoto

tramondo mondovì bisalta mondolè alpi cuneo piemonte

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lunedì 4 novembre 2019

25 anni dall'alluvione del 1994

In questi giorni ricorre l'anniversario per i 25 anni dagli avvenimenti del 4, 5 e 6 Novembre 1994.
All'epoca avevo 12 anni e mi ricordo ancora bene cosa accadde.
Pioveva già dal mattino, o forse dal giorno prima, ma fu nel pomeriggio che iniziai a capire di essere di fronte ad un evento eccezionale. Ero a casa e giocavo col Sega Mega Drive assieme al mio amico di infanzia. Di colpo la via sotto il condominio in cui vivevo si trasformò in un vero e proprio torrente con tanto di pietre, fango e rami trasportati a valle.
Noi, neanche adolescenti, rimanemmo stupiti dalla cosa e allo stesso tempo ammiravamo la potenza della natura. 
Solo nei giorni a seguire capimmo quanta acqua era scesa e quali danni avevano causato le inondazioni dei fiumi Tanaro, Corsaglia e Ellero.
La valle più colpita fu sicuramente la Val Tanaro, che per la sua forma orografica ad arco raccoglie le acque di un territorio vastissimo. A Ceva un ponte, su cui si incastrarono diversi tronchi, fece da diga e mezza città venne allagata.
Al mio paese natio, San Michele Mondovì la situazione fu meno critica ma il Corsaglia distrusse ponti, e distrusse completamente l'area sportiva. Ci furono frane lungo varie strade e alcune famiglie vennero evaquate per periocolo di smottamenti.
Quando l'emergenza rientrò obbligai mia madre a portarmi in giro e, nonostante non sapessi ancora cosa fosse una macchina fotografica, feci qualche scatto con una vecchia macchinetta Yashica.
Eccoli qua.
Scatti di un ragazzino di 12 anni.

I giardinetti dove giocavamo tutti i pomeriggi, ancora oggi meta di molti giovanotti del paese.


alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia


Il ponte nei pressi del quale avvenne la battaglia napoleonica del 1796 vicino la Poli Sportiva.

alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

La strada che portava agli impianti sportivi di San Michele Mondovì


alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

Cosa rimaneva del campo sportivo, 10 metri vennero asportati, la porta verso il fiume venne ritrovata nel comune di Niella Tanaro qualche chilometro a valle.

alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

Il parcheggio degli impianti sportivi.


alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

Dai lampioni erano presenti due campi da tennis, uno dei due aveva un muro per potercisi allenare anche in solitaria.


alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

Nei mesi seguenti si mise in moto tutta la macchina dei soccorsi. Da tutt'Italia arrivarono aiuti. Arrivarono militari e volontari e tutto venne sistemato.
Io ricordo due cose di quel periodo: 

- Un invito da parte di un parco acquatico del milanese presso cui passammo una giornata completamente spesata assieme alle nostre famiglie nell'estate seguente.

- Un gigantesco elicottero a doppia elica dell'esercito. Venne impiegato per portare in Val Casotto degli enormi tubi in metallo. 
Credo si trattasse di un Boeing CH-47 Chinook.
Ricordo che andai a vedere un viaggio di questo bestione in bicicletta, alzo pezzi di legno e polvere a decine di metri di distanza. Si fermava e riforniva nel piazzale di una locale industria chimica del legno, l'attuale Silva Team.

Boeing CH-47 Chinook alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia icl silva team

Boeing CH-47 Chinook alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia icl silva team

Sullo sfondo si vedono i tubi, si capiscono le dimensioni confrontandoli col camion cisterna che è pure più vicino.

Boeing CH-47 Chinook alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia icl silva team

Boeing CH-47 Chinook alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia icl silva team

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Giusto due dati dell'alluvione del 1994.

Dopo 3 giorni di piogge continue (oltre 600 mm in 48 ore) il Tanaro crebbe a livelli spaventosi. Un'onda di piena si formò il giorno 5 novembre a Ormea e, correndo verso valle, devastò con furia inaudita tutto il suo corso e le decine di centri abitati lungo le sue sponde sino a giungere presso la confluenza nel Po alle prime ore del giorno 7 novembre.

Durante l'evento alluvionale il Tanaro toccò valori di portata record mai raggiunti nel secolo:


- all'idrometro di Farigliano il fiume sfiorò l'eccezionale altezza di 9 metri (ben 3 metri oltre il precedente livello storico) con una portata di 3.400 m³/s.;
- ad Alba, Asti e Alessandria l'ampiezza della piena fu compresa tra i 4.000 e 4.200 m³/s;
- all'idrometro di Montecastello, pochi km prima della confluenza nel Po, il Tanaro sfiorò i 5.000 m³/s con 8,50 m di livello idrometrico.

Particolarmente sconvolto dall'evento alluvionale risultò tutto il tratto compreso tra il comune di Ceva e la confluenza con la Stura di Demonte presso Cherasco, dove il Tanaro distrusse quasi totalmente la maggior parte dei manufatti civili presenti (abitazioni, ponti, strade, ecc…), mutando anche per ampi tratti in modo definitivo la fisionomia del suo letto e del fondovalle.

In tutto si contarono 70 morti, 500 feriti e 2226 sfollati.

venerdì 11 gennaio 2019

Qualche alba e tramonto durante il periodo natalizio

Ogni anno, durante le vacanze di Natale, cerco di dedicare un po' di tempo alla fotografia. 
In questo periodo infatti, le ferie e le giornate particolarmente corte aiutano a trovare spunti carini.
Normalmente carico la reflex in macchina e quando capita l'occasione mi fermo e scatto.
Purtroppo quest'anno sono stato molto sfortunato e non ho ricavato  nulla che mi abbia particolarmente soddisfatto.
La colpa principale l'attribuisco al meteo, questo dannato surriscaldamento globale, le giornate sono state sempre limpidissime senza una nuvola ne all'alba ne al tramonto. Anche le temperature erano alte così non si poteva giocare con i riflessi sulla neve o le strutture di ghiaccio. In queste condizioni, come potete immaginare, i paesaggi sono molto banali.
L'unica sera in cui il tramonto ha regalato qualche emozione mi trovavo sulle colline intorno al santuario di Vicoforte, ma non avevo la macchina fotografica.
Qualche immagine l'ho ricavata lo stesso usando il mio cellulare (Huawey P10).
Eccovi i paesaggi con la grande basilica al centro della conca, sullo sfondo l'arco alpino.


tramonto santuario vicoforte mondovì cuneo bisalta

tramonto santuario vicoforte mondovì cuneo bisalta


La stessa sera mi sono fermato anche nei dintorni di Villanova Mondovì. I campi senza neve non regalano grandi giochi di riflessi ma la maestosità della Bisalta coi colori del cielo in qualche modo andava immortalata.


tramonto villanova mondovì cuneo bisalta

tramonto villanova mondovì cuneo bisalta

Ho poi colto la palla al balzo durante il raduno aerostatico dell'epifania per fotografare il Re di Pietra, è così che da queste parti gli appassionati di montagna chiamano il Monviso che domina tutta la pianura Padana.
Effettivamente la sua maestosità e la sua sagoma piramidale è riconoscibilissima da tutti i piemontesi e non solo.
Queste immagini le ho scattate poco dopo l'alba mentre aspettavo di capire che direzione avrebbero preso le mongolfiere una volta decollate.
In quel momento il freddo pungente dell'alba arrossiva il Monviso mentre la pianura iniziava a svegliarsi.


risveglio del re di pietra monviso alba corvo èianura piemontese cuneo mondovì

risveglio del re di pietra monviso alba corvo èianura piemontese cuneo mondovì

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Come sempre li trovate in alta definizione sui miei profili 500px e flickr e non dimenticatevi di seguirmi su instagram @storieefoto

Per chi fosse interessato suggerisco questo bel libro che trovate a poco prezzo su amazon.

lunedì 9 gennaio 2017

La caccia alla volpe

No, non sono diventato un cacciatore, sto parlando della gara di ieri durante il raduno internazionale di mongolfiere che si è tenuto in questi giorni nella mia città, come vi ho raccontato in questo post:

http://storieefoto.blogspot.it/2017/01/raduno-aerostatico-dellepifania-2017.html

Anche ieri, nonostante il freddo e contro ogni aspettativa sono riuscito a fare due scatti durante la gara denominata Caccia alla Volpe.
In questa competizione vince chi si avvicina di più a una mongolfiera detta volpe che parte 10 minuti prima delle altre. Tutti partono dallo stesso punto e nello stesso momento rendendo la manifestazione spettacolare perché, in men che non si dica, si gonfiano e partono tutti gli equipaggi.

Per gli scatti ho montato il sigma 12-24 per dare il più possibile l'idea dell'immersione di colori in cui ci si trova.

Trovate le mie foto in alta risoluzione sui miei profili flickr e 500px.

Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.


Ecco la volpe, la vedete in lontananza al centro di colore bianco.

caccia alla volpe raduno aerostatico epifania mondovì mongolfiere

Qui alcuni momenti frenetici e la partenza degli equipaggi. Sembrava davvero di essere in una favola.

caccia alla volpe raduno aerostatico epifania mondovì mongolfiere

caccia alla volpe raduno aerostatico epifania mondovì mongolfiere

caccia alla volpe raduno aerostatico epifania mondovì mongolfiere




No, I have not become a hunter, I'm talking of yesterday's race during the international gathering of hot air balloons that took place these days in my city, as I told you in this post: http://storieefoto.blogspot.it/2017/01/raduno-aerostatico-dellepifania-2017.html Also yesterday, despite the cold and against all odds managed to make two shots during the contest called Fox Hunt.
In this competition the win goes to whoever is closest to a balloon that fox that starts 10 minutes before the other. All start from the same point and at the same time making the spectacular event because, in no time at all, swell and leave all the crews. For photos I mounted the sigma 12-24 to give as much as possible the dive idea of ​​colors in which you are located.

Here is the fox, you see it in the distance to the white center.

lunedì 28 novembre 2016

Alluvione 2016 Val Corsaglia e Mondovì

Questo week-end, terminata l'allerta meteo post alluvione del 24 novembre, ho fatto un giro per documentare e mettere in archivio qualche foto dei danni causati dalle acque.
Questa volta l'esperienza ha insegnato ed i lavori svolti dopo l'alluvione del 1994 hanno dato i suoi frutti.
Nonostante i dati Arpa confermino che è scesa più acqua della scorsa alluvione non si sono registrate vittime e quindi bisogna ritenersi, da un lato fortunati perché tutto è andato liscio e dall'altro soddisfatti perché significa che chi si occupa di queste cose, cioè amministrazioni comunali, province, regione, protezione civile, vigili del fuoco e forze dell'ordine hanno lavorato bene.
In questi giorni si è vista una discesa in massa di gente comune per aiutare chi aveva bisogno e anche questo non può fare altro che piacere.
Nel monregalese siamo stati fortunati e non si sono registrati grossi danni, in altre zone del Piemonte e Liguria le cose non sono andate così. Alcuni paesi diventeranno probabilmente fantasma dopo le frane che li hanno interessati.
Le immagini che trovate sotto sono state tutte ottenute con la Canon 6d e il 24-105 del kit.

Come sempre trovate le mie foto in alta risoluzione sui miei profili flickr e 500px

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Due vedute di Mondovì, dopo la piena dell'Ellero.

ponte mondovì alluvione 2016

ponte mondovì alluvione 2016

Uno splendido Caco impassibile che ammira il suo paesaggio in Val Corsaglia, sullo sfondo Montaldo.

caco panorama montaldo val corsaglia

Frazione Oberti in Val Corsaglia, purtroppo questa strada temo rimarrà interrotta per molto tempo.

frazione oberti val corsaglia alluvione frana 2016

Questa lamiera con la scritta Frabusè (Frabosani) rappresenta bene la forza e la grinta di queste popolazioni. 

frazione oberti val corsaglia alluvione frana 2016 frabosano frabusè

Qui siamo a San Michele Mondovì in zona impianti sportivi, nel '94 li aveva praticamente spianati, questa volta ha accumulato molta legna e cambiato il corso del fiume.

san michele mondovì alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì alluvione 2016 corsaglia

Mi sono spostato in Val Corsaglia, qui abbiamo i danni più pesanti, il fiume ha portato via una bella fetta della fondovalle che va da Torre Mondovì a Corsagliola.

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

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san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

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This weekend, once the weather post flood alert of 24 November, I made a trip to document and put on file some photos of the damage caused by water. This time the experience has taught and the work carried out after the flood of 1994 have borne fruit. Despite Harp confirming data that has dropped more water last flood there were no victims and therefore must be considered, by a lucky side because everything went smoothly and the other satisfied because it means that those who deal with these things, that municipalities , provinces, region, civil defense, firefighters and police worked well. These days it saw a drop in the mass of ordinary people to help those in need, and this too can not help but enjoy. In monregalese we were lucky and there were no major damage, in other areas of Piedmont and Liguria things did not go well. Some countries are likely to become ghost after landslides that have affected them. The pictures you find below were all obtained with the Canon 6d and 24-105 kit.

mercoledì 9 novembre 2016

Un'antica impronta al Belvedere

Fila!!! Va Via!!!
Pinin urla a Dic, un bastardino bianco e marrone.
Pinin è un ragazzoto sulla ventina, l'età giusta non la sa nemmeno lui, in quel tempo non si usa contare gli anni. Purtroppo è l'ultimo di 11 fratelli e la sua famiglia non ha abbastanza terra da lavorare e coltivare, così è dovuto andare in città per guadagnarsi da vivere. Arriva da Roburento, un piccolo paese di metà montagna del basso Piemonte.
Nei paeselli di montagna la gente fa la fame se il raccolto non va bene, le castagne non sono ancora arrivate e nemmeno le patate o il mais, verranno importati solo tra qualche secolo. Tutta la dieta si basa su cereali poveri e robusti come la segale e il grano saraceno, la frutta e la verdura. Fortunatamente il rio da cui il paese prende il nome, il Roburentello,  è ricco di trote e gamberi, la selvaggina non manca, ma in quest'epoca si ha paura ad aggirarsi per troppo tempo nei boschi, ci sono le Masche e solo il nominarle può portare problemi.
Pinin è un ragazzo sveglio forse la monotonia del lavoro lo sta un po' turbando, a volte pare con la testa altrove. Probabilmente pensa ai suoi monti, ai suoi 7 fratelli, le 3 sorelle e alla mamma. Col papà non ha un gran rapporto, è molto burbero, ma in fondo gli vuole un gran bene. In quel tempo la famiglia è basata su uno schema strettamente patriarcale, di conseguenza gli uomini si devono comportare da duri e mostrare affetto ai figli non è cosa ben vista. Anzi, si crede faccia addirittura male alla prole.
Il suo lavoro dura dodici quattordici ore al giorno, deve rigirare i mattoni sul grande spiazzo adiacente il forno per farli asciugarli al sole. Una volta asciutti li dovrà impilare nel forno, avendo cura di lasciare il giusto spazio tra una fila e l'altra in modo che il calore possa avvolgerli in maniera uniforme. Se i mattoni non sono asciutti al punto giusto il calore farà dilatare l'acqua in eccesso al loro interno e i mattoni usciranno rotti, lui non riceverà la paga della settimana. 
Dic è di piccola taglia e ha umili origini ma ha una spiccata intelligenza e curiosità.
E' sempre vissuto nei dintorni della fornace di mattoni, forse va a dormire in qualche cascinotta vicina al Bricchetto dove ruba anche un tizzone di pane, ma per il resto del tempo è sempre in giro. Elemosina un po' di cibo da tutti quelli che incontra e alla fornace sa benissimo gli orari dei vari addetti. Lo hanno addirittura visto una volta a messa in Sant'Andrea a Mondovì piazza. E' la chiesa posta sul punto più alto della città, da li si può ammirare tutta la pianura fino al Monviso, quando il cielo è terso si vede anche il Monte Bianco e il Monte Rosa. La chiesa è bellissima, ha pianta a croce latina con tre navate. Purtroppo nei secoli a venire verrà abbandonata e pian piano smantellata perchè gli abitanti del colle del Belvedere si sposteranno in basso nella piana che prenderà il nome di Carassone, resisterà invece il suo campanile quella che per tutti i monregalesi è la Torre Civica del Belvedere.
Siamo a cavallo tra il 1200 e il 1300, nella piccola città di Mondovì si sta costruendo un campanile maestoso per la chiesa di Sant'Andrea che al momento ne ha uno troppo piccolo per poter essere visto e sentito da tutti gli abitanti che lavorano nei colli circostanti.
Siccome sarà il più grande che si sia mai visto da queste parti tutte le fornaci di mattoni stanno producendo senza sosta per soddisfare la richiesta. In particolare quella che per comodità ne produrrà di più è dove lavorano Dic e Pinin.
Pinin a volte lo odia il cagnolino furbetto, tutte le volte che mette i mattoni al sole, quando sono ancora morbidi ci scorrazza in mezzo, il più delle volte li evita sembra quasi che ci giochi, ma a volte una zampa gli scappa e rimane impressa l'impronta.
Per carità nulla di grave, ma se il padrone se ne accorge Pinin passerà una brutta mezz'ora di ramanzina, in questo stato ormai i mattoni non possono più essere rimodellati quindi se il mattone non si è storto verrà cotto con l'impronta di Dic.
Il mattone viene cotto e venduto alla fabbrica che sta costruendo il campanile, Dic e Pinin non lo vedranno mai più e se ne perderanno le tracce. 
Forse l'operaio di turno lo scartò non giudicandolo adatto per la costruzione del Belvedere e lo mise tra i materiali di recupero. Qualche tempo dopo un altro operaio, stufo di vedere una falla nel muro che portava al cantiere, lo utilizzò per ripararla.

Ed è così che a distanza di 700 anni lungo la stradina che porta al Belvedere, ancora oggi, fissato in un muro, c'è il mattone con l'impronta di Dic.

Sarà solo un piccolo racconto inventato una sera d'inverno, ma a volte un piccolo segno dal passato ci può far vivere qualche minuto spensierato.

Sperando di non avervi annoiato troppo ecco l'impronta.

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La Torre Civica del Belvedere





Row!!! Go away!!! Pinin screams in Dic, a brown and white mongrel. Pinin is a boy in his twenties, the right age do not even know him, at that time is not used to count the years.

Unfortunately is the last of 11 brothers and his family does not have enough land to work and cultivate, so it had to go to town to make a living. It comes from Roburento, a small town in mid-mountain in the southern Piedmont.

In the mountain villages in the people suffer hunger if the harvest is not good, the chestnuts have not yet arrived, and even potatoes or corn, only a few centuries will be imported. Any diet is based on poor cereals and robust as rye and buckwheat, fruits and vegetables. Fortunately the river from which the town takes its name, Roburentello, is rich in trout and crayfish, venison is not lacking, but at this time we are afraid to wander too long in the woods, there are Masche and only name them it can lead to problems.

Pinin is a cute boy perhaps the monotony of work it is a bit 'disturbing, sometimes it seems to head elsewhere. Probably he thinks about his mountain, his 7 brothers and 3 sisters and mothers. With dad does not have a great relationship, it is very gruff, but he wants a lot of good. At that time the family is based on a strictly patriarchal system, therefore men should behave as hard and show affection to their children is not something well seen. Indeed, it is believed even hurt to offspring.

Its takes twelve to fourteen hours a day job, must turn over the bricks on the large open space adjacent to the oven to dry them in the sun. Once dry will have to stack them in the oven, taking care to leave the right space between a row and the other so that heat can wrap them in a uniform manner. If the bricks are not dry at the right point, the heat will dilate the excess water in them and the bricks will come out broken, he did not receive the pay of the week. Dic is small in size and has humble origins but it has a remarkable intelligence and curiosity.

Always the dog lives in the area of ​​brick kiln, maybe he goes to sleep somewhere close to Cascinotta Bricchetto which also steals a brand of bread, but for the rest of the time is always around. Begging for a bit 'of food to everyone he meets, and the furnace knows the schedules of several employees. I have even seen once commissioning Sant'Andrea in Mondovi square. And 'the church placed on them by the highest of the city, you can see the point the whole plain to the Monviso, when the sky is clear you can also see the Mont Blanc and Monte Rosa. The church is beautiful, has a Latin cross with three naves. Unfortunately for centuries to come will be abandoned and gradually dismantled so that the inhabitants of the Belvedere hill will move down the plane that will take the name of Carassone, resist rather its bell tower that for all monregalesi is the Torre del Belvedere Civic.

We're riding between 1200 and 1300, in the small town of Mondovi you're building a majestic bell tower to the church of Sant'Andrea which currently has one too small to be seen and heard by all the people who work in the hills surrounding. Since you've ever seen in these parts will be the largest all brick kilns are producing tirelessly to meet the demand. Especially that which for convenience will produce the most is where they work Dic and Pinin.

Pinin sometimes hates the mischievous little dog, every time he puts the bricks in the sun, while they are still soft in the middle there running around, more often avoids them it seems that games there, but sometimes a paw and drops and remains the imprint. For heaven's sake nothing serious, but if the owner realizes it Pinin will spend a bad half hour, this was now the bricks can not be reshaped so if the brick is not wrong will be cooked with the imprint of Dic.

The brick is baked and sold the factory that is building the tower, Dic Pinin and will never see again and you will miss the traces. Perhaps the shift worker unwrapped it not judging it suitable for the construction of the Belvedere and put it between the recycled materials. Some time later another worker, sick of seeing a hole in the wall that led to the construction site, used it to repair it.

And so in 700 years along the road leading to the Belvedere, even today, set into a wall, there is a brick with the imprint of Dic. It will only be a short story invented a winter evening, but sometimes a small mark from the past can make us live a few carefree minutes. Hoping not to have bored you too here is the imprint.