lunedì 3 agosto 2020

Come testare un motore elettrico trifase o monofase

Buonasera, metto per scritto due note che vi possono servire tutte quelle volte in cui avete bisogno di testare il funzionamento di un motore monofase o trifase.
Ho già messo un video sul canale Youtube dove ne ho provato uno dal vivo.


La prima cosa da capire è come è fatto un motore elettrico, ne esistono diversi tipi, ma fondamentalmente si tratta sempre di un rotore che viene messo in moto grazie a campi magnetici generati da una serie di avvolgimenti percorsi da corrente.
Quindi a semplificare estremamente un motore elettrico non è nulla più che una serie di cavi arrotolati.

Nei motori trifase, gli avvolgimenti sono sempre un multiplo di 3 e possono essere collegati in diversi modi tra loro, in base alla coppia che si vuole ottenere, alla tensione che si ha a disposizione e al numero di giri a cui deve girare il rotore.
Nei motori monofase invece, quasi sempre, è previsto un avvolgimento di marcia e uno di avviamento che normalmente viene disalimentato dopo che il motore è partito.

La prima misura che potete fare, con un semplice tester, prima di attaccare il motore alla rete è quella di verificare che nessun polo sia in contatto con la carcassa del motore. Dovete impostare il tester sulla continuità elettrica o come Ohmmetro e dovete leggere un valore molto alto.
Se un polo qualsiasi è collegato alla terra tramite la carcassa significa che un avvolgimento si è rovinato e fa contatto, se lo collegherete all'alimentazione scatterà l'interruttore differenziale detto comunemente salvavita.

Un'altra misura da compiere sempre impostando il tester come Ohmmetro è quella sui singoli avvolgimenti.
Dovrete leggere un valore di qualche decina di Ohm mettendo i puntalini sui singoli poli degli avvolgimenti.
Se leggete un valore troppo basso l'avvolgimento che state testando probabilmente si è cortocircuitato quindi se lo collegate alla rete creerà un assorbimento troppo alto e scatterà l'interruttore magnetotermico. Viceversa se leggete un valore molto alto o infinito significa che l'avvolgimento è interrotto quindi la corrente al suo interno non può scorrere. 

Se tutte le misure sono andate bene (come nel video) non vi resta che collegarlo alla rete. Nel mio caso il motore si surriscaldava e dopo un po' scattava il magnetotermico. Significa che c'era un assorbimento di corrente troppo alto, normalmente ciò si verifica quando il motore è bloccato e non riesce a girare. Tenete conto che un motore elettrico in fase di spunto può assorbire anche 10 volte la corrente nominale, se la cosa si protrae gli avvolgimenti si surriscaldano e fondono.
In questi casi normalmente si prova a sbloccarlo, nel mio caso, essendo il motorino di un frigo, non era possibile arrivare agli organi in movimento quindi è finito in discarica.

Se osserviamo in particolare i motori dei frigo a 220 Volt quasi sempre hanno un circuito di avviamento che alimenta per poco tempo l'avvolgimento di spunto. In alcuni casi è presente un relè amperometrico in altri un dispositivo detto PTC.

In entrambi i casi la corrente viene interrotta dopo che il motore è partito, se fate una misura dovete osservare che a freddo la corrente possa passare. In caso negativo il motore non potrà avviarsi.

Un altro dispositivo che troverete è una protezione termica che interrompe la corrente se la temperatura aumenta oltre un certo limite. In certi casi è detto clicson a causa del rumore che fa quando scatta.

Anche qui dovrete misurare che ai suoi capi la corrente possa scorrere a freddo. Rimuovendolo, come nel caso del video, il motore non sarà protetto e correte il rischio di fonderlo se è bloccato.

Un altro componente a volte presente è il condensatore, assomiglia ad un barilotto cilindrico e serve ad aumentare la coppia di spunto del motore in fase diavviamento. Verificate che non sia in corto circuito, col tester dovrà risultare come un circuito aperto.


















venerdì 24 luglio 2020

Come costruire un banco da lavoro in ferro

Ciao a tutti, in questo tempo sono stato un po' assente perchè ho provato a costruire un banco da lavoro in ferro e legno.
In garage ero un po' stretto con gli spazi e avevo bisogno di un tavolo robusto su misura per i miei lavoretti.
Dopo una valutazione del materiale sul mercato ho pensato di farmelo, risparmiare qualche soldo e imparare qualcosa di nuovo.
In realtà nella mia adolescenza ebbi la fortuna di lavorare, in quelli che oggi si chiamano stage, assieme ad un saldatore di vecchia data che mi insegnò molto.
Così, nonostante abbia studiato tutt'altro, sono soddisfatto del mio lavoro.
Se mi seguite sul canale youtube avrete già visto il video che ho postato qualche giorno fa. Purtroppo non ho fatto un video su come costruire il banco da lavoro, perchè i tempi erano stretti e non potevo stare dietro alle riprese ecc.



Il banco doveva essere lungo 170 cm e profondo 60 cm. L'altezza mi interessava relativamente, ma doveva consentirmi di lavorare comodamente dalla posizione eretta, quindi compresa tra i 100 e i 110 cm.
Ho poi pensato che ferro prendere, alla fine mi sono orientato su uno scatolato di sezione quadrata da 35 mm per uno spessore di 3 mm. Credo sia un buon compromesso tra la robuestezza del telaio e le mie possibilità a livello di tagli, spostamenti ecc. 
A questo punto ho disegnato l'idea in Fusion 360. 
E' un software per il disegno 3D di casa Autodesk che può essere scaricato gratuitamente se ci si iscrive come studenti.



Qui vedete una fase del progetto poi modificato in molti punti.
Ho aggiunto le ruote, non ho messo 6 piedi ma solamente 4, le tavole non le ho incassate nel telaio ma appoggiate sopra semplificando di molto il lavoro e il ferro necessario.

Quando il disegno mi ha soddisfatto ho inziato a pensare dove prendere il ferro. Purtroppo non ho un carrello dove poter caricare le barre che forniscono i rivenditori lunghe 6 metri. 
Contattato i venditori locali facevano tutti fatica a taglierle a 3 o 2 metri di lunghezza ed inoltre anche il trasporto di barre da 3 metri su un'utlitaria comune non è cosa da poco, con sbarre da 2 metri infine avrei fatto troppo scarto.
Così mi son rivolto ad una ditta trovata su ebay che, contattata privatamente, mi ha fatto un ottimo prezzo per barre da 3 metri spedite togliendo le commissioni ebay e altre spese. Alla fine spendevo una decina di euro in più rispetto il miglior preventivo fatto dalle aziende locali e avevo le sbarre consegnate davanti al garage.
In totale ho pagato 100 € per il ferro e ne ho avanzate 2 barre da 3 metri, in totale ne ho usato 21 metri.

Un gioco divertente è stato capire come tagliare i singoli pezzi dalle varie barre per avere il minimo spreco.
Ho realizzato un file di excel per aiutarmi nei calcoli.




Ho quindi eseguito tutte le sezioni a mano con la moletta e il disco da taglio, li ho poi puntati e ripassato le saldature ad elettrodo.

Infine ho avvitato tramite dei fori filettati le 4 ruote frenanti.

Anche per quanto riguarda le ruote ho fatto una visita dai vari ferramenta brico e alla fine son finito su Amazon.
Incredibile la disparità di prezzo per un prodotto molto simile.
Dai vari venditori una singola ruota costava intorno ai 20 € su amazon le ho prese tutte frenate a 30 € comprensive dei bulloni di fissaggio. Sono date per reggere un carico di 200 kg l'una, ma non credo ci arriverò mai.

Per quanto riguarda i piani ho messo una tavola di multistrato da 20 mm sul piano sopra che ho protetto con due mani di impregnante da esterni ed una guaina in plastica.
I due ripiani sotto, non dovendo resistere a chissà quale sforzo li ho fatti con un assi da 12 mm di OSB.

In totale per i ripiani e la guaina ho speso 70 €.

Infine ho verniciato tutto con uno smalto da esterni che avevo avanzato quando colorai la ringhiera di casa.

In conclusione mi ritengo soddisfatto del mio lavoro, ho riscoperto il piacere di farsi le cose e imparato diversi trucchetti.
In totale ho impiegato 2 giorni di lavoro più qualche oretta per la verniciatura tra una mano e l'altra.

La spesa complessiva è stata quindi di:

  • 100 € ferro
  • 70 € legno e guaina ripiani
  • 30 € le ruote
  • qualche euro per i dischi da taglio e smerigliatura, gli elettrodi e la vernice.

Un consiglio che vi do è cercate prima di spendere perchè si può risparmiare molto su quasi tutto quello che comprate. Nella pagina dedicata ai consigli per gli acquisti vi lascio il link alle ruote.


giovedì 2 luglio 2020

Campi di Lavanda a Sale San Giovanni e Sale delle Langhe

Sale San Giovanni e Sale delle Langhe sono due piccoli comuni di pochissimi abitanti della bassa provincia di Cuneo.

L'intero territorio dei due comuni è noto alla storia con il nome di Sale o Sale delle Langhe fino al 2 marzo 1948, quando le rivalità fra gli abitanti della frazione Bricco e quelli della Valle, l'attuale Sale delle Langhe, culminarono con il decreto che portò alla scissione del primo con la costituzione del comune di Sale San Giovanni.

Sull'origine del toponimo Sale esistono due ipotesi: la prima riporta al nome di antichi abitatori della zona, i Salii, Sallui o Salluvi, mentre l'altra si rifà ad un antico vocabolo stante ad indicare grotta, stanza, sala o villaggio.

In resto del nome è legato al culto di san Giovanni Battista, al quale venne dedicata la pieve costruita attorno all'anno 1000.


Nei due comuni si coltivano erbe officinali e aromatiche. Ogni anno si tiene una fiera delle erbe aromatiche nel week-end di fine giugno, quest'anno, a causa dell'emergenza COVID, non si è potuta svolgere.

Da qualche anno a questa parte i contadini della zona hanno inzianto a lavorare con maggior interesse la lavanda.

Nel giro di poco tempo il territorio dei due comuni è diventato interessante anche per i turisti di tutto il Piemonte e la Liguria che hanno inziato ad invadere i campi fioriti di lavanda nelle settimane precedenti la raccolta ed usano le colline tinte al viola come il set dei migliori fotografi.

Il periodo migliore per assistere a questo spettacolo è tra la metà di giugno e la metà di luglio. Ogni anno però la fioritura può anticipare o ritardare di una o due settimane in base al meteo, perciò v'invito a cercare sul sito del comune le indicazioni precise.


Per facilitare le visite ed evitare assembramenti il comune ha organizzato passeggiate con sentieri segnalati e bus navetta.

Io ci sono stato quache anno fa in tempi non sospetti, quando eravamo ancora due gatti a girare per quelle colline e non c'erano divieti ad intrufolarsi nelle vie più sperdute in macchina.

In questi giorni ho visto le pagine dei vari social invasi da foto dei campi di lavanda perciò ho deciso di mettere mano all'archivio e condividerne con voi qualcuna. Nonostante ci fosse pochissima gente qualche personaggio di rilievo l'avevo trovato.




lunedì 22 giugno 2020

Video sulla pulizia di medaglie e monete di bronzo

Qualche giorno fa ho postato un video in cui spiego come pulire e restaurare monete o medaglie di bronzo.

Il metodo che utilizzo normalmente lo avevo già descritto in questo post di qualche mese fa.

https://storieefoto.blogspot.com/2020/04/pulizia-e-restauro-medaglie-monete-e.html

Nel video ho semplicemente lavato le medaglie con acetone puro.

Per la medaglia interalleata italo tedesca ho anche fatto una leggera pulizia con acqua distillata e bisturi per rimuovere alcune incrostazioni più tenaci.




martedì 12 maggio 2020

Costruzione di un pirografo a costo zero

In questo periodo di quarantena, dove fare ordini su internet è un problema, qualche giorno fa, mia moglie mi chiede se non ho un pirografo.
Logicamente la risposta è no, la cosa più simile è il mio saldatore a stagno, ma quello è sacro e non si tocca.
Così decido di provare a costruirne uno. Alla fine non è nulla di difficile, semplicemente si sfrutta l'effetto Joule della corrente elettrica per scaldare un filamento di metallo.

La forma desiderata doveva essere quella di una matita con una punta incandescente, facile da tenere in mano, per poter disegnare tratti precisi sul legno.

La prima cosa che ho fatto è stata quella di procurarmi il corpo della matita, ho preso la bacchetta di legno di un mobile da bagno che avevo tra i vari scarti. Potete prendere un tubo di plastica rigida o qualsiasi materiale che non conduca bene il calore e la corrente.

L'ho forato e ci ho fatto passare un cavo, anche lui di recupero, da due poli con sezione 1.5 mmq.


pirografo autocostruito saldatore home made maker diy

Ho poi piantato due chiodi a cui ho segato la testa che serviranno da supporto per la punta.

Con un connettore (mammuth) a cui ho tolto il rivestimento in plastica ho connesso i cavi alla punta, fissando il tutto sui due chiodi.


pirografo autocostruito saldatore home made maker diy

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A questo punto ho realizzando la punta incandescente con un pezzo di fil di ferro diametro 1mm piegato alla forma voluta.


pirografo autocostruito saldatore home made maker diy

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Per facilitare il surriscaldamento in punta ho dato qualche colpo di lima in modo da diminuirne la sezione, in questo modo la corrente si troverà a dover attraversare un punto in cui la sezione è minore e tenderà a riscaldare quella zona invece che altrove.
In ogni caso si può giocare e provare a fare mille forme di punta.

Come prima prova ho attaccato i due cavi all'alimentatore da pc che vi ho descritto in questo articolo alla tensione di 5 Volt (cavo rosso) e subito il filamento è diventato rovente fondendosi in qualche istante.


pirografo autocostruito saldatore home made maker diy


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Ho poi provato a collegarlo alla 3 Volt (cavo arancione), ma anche così la corrente era ancora troppa. La punta diventava troppo rovente, quasi arancione e non andava bene per scrivere sul legno.

Per dimunire la corrente ho quindi preso 5 metri di cavo di rame con sezione 0,6 mmq (il classico cavetto rigido che si usa per gli esperimenti sulle bread board) e li ho collegati in serie al tutto. 

Con 5 metri la punta non si scaldava neanche, ho quindi iniziato a tagliare via un metro di cavo alla volta dopo ogni test.

Con circa 2 metri di cavo in serie la punta diventava abbastanza calda da scrivere sul legno, ma la moglie, durante il collaudo, mi ha detto che era troppo fredda.
Ho quindi tolto ancora 20 cm di cavo arrivando a metterne circa 1,8 metri in serie alla punta. 


pirografo autocostruito saldatore home made maker diy

Questi test dovrete farli andando per tentativi fino ad arrivare alla temperatura della punta voluta. Ho notato che addirittura una vite più o meno tirata cambia quanta corrente passa e quindi la temperatura della punta. Purtroppo non avendo potenziometri di potenza a casa bisogna aggiustarsi con cosa si ha.

E' un progettino davvero buttato un po' in aria, ma a me piace recuperare roba che andrebbe butta per dargli nuova vita.

Per i più curiosi ho fatto un video in cui lo si vede funzionare.











domenica 5 aprile 2020

Pulizia e restauro medaglie, monete e distintivi.

In quest'articolo vi mostro un metodo di pulizia che può essere usato per rimuovere sporco e ossidazione da monete, distintivi e medaglie di bronzo o leghe simili senza rovinarne la patina lasciata dal tempo.
In questo modo si resteurerà e si aumenterà il valore e la bellezza dell'oggetto.

Il metodo che vi descriverò è indicato se avete un minimo di manualità e se l'oggetto non è di particolare valore storico o economico. In questi casi rivolgetevi a dei professionisti e ricordate la regola che è sempre meglio fare il meno possibile.

Non trattero come rimuovere il cancro del bronzo perchè sono necessari prodotti cancerogeni, come il benzotriazzolo, che è meglio non usare in ambito domestico, quindi anche per questi casi vi consiglio di rivolgervi a dei professionisti.

Si lavora normalmente in tre fasi:

1 Lavaggio in acqua corrente e sapone neutro.

Tutto quello che finisce tra le mie mani subisce sempre questo lavaggio. Non mettete troppa energia con lo spazzolino per non creare righe sul nostro oggetto.
Non ci sono particolari controindicazioni se non per le medaglie che hanno ancora il loro nastrino d'epoca.
In questi casi state attenti perchè:

  • Il nastro, se originale, in certi casi aumenta di molto il valore della medaglia.
  • Sarà sporco e consumato dal tempo, una volta pulita la medaglia si potrebbe avere un effetto brutto a vedersi. In cui la medaglia è bella linda e pulita e il nastro no.
  • Il nastro molte volte è di seta che, una volta invecchiata, diventa molto fragile e anche solo bagnarlo potrebbe creare danni irreparabili. Mi è successo personalmente che un nastrino di una croce al valore mi si sia disgregato tra le mani. Sigh...
2 Bagno in acqua distillata

Se la vostra medaglia presenta tracce di ossidazione o incrostazioni che non sono venute via col lavaggio in acqua e sapone dovete passare al bagno in acqua distillata.
Ho sentito gente che usa olio, paraffina, vasellina o altri bagni per questo scopo, ma lo sconsiglio per diversi motivi. Il primo è che tutti questi prodotti hanno un ph leggermente acido e, alla lunga, potrebbero dare dei danni, inoltre essendo oli, impregnano la patina cambiandone il colore originale e sono difficili da rimuovere in caso di bisogno.
Il bagno in acqua distillata non è amico della fretta. Io metto l'oggetto a bagno e me lo dimentico per almeno una settimana. 
Terminata la prima settimana prendo l'oggetto e con un bisturi o un cacciavite da orologiaio molto affilato provo, dando leva, a far staccare le piccole ossidazioni.
E' un lavoro da fare con calma, muniti di una buona lente e sotto una lampada, se vi scappa il bisturi è un attimo rigare il distintivo o la moneta. 
Se non vengono via non bisogna insistere e dimenticarsi per un'altra settimana dell'oggetto rimettendolo bagno sostituendo l'acqua. Si prosegue così fin quando le incrostazioni non si ammorbidiscono. 
Per velocizzare un po' il processo si può aggiungere all'acqua un po' di acqua ossigenata o usare un pulitore ad altrasuoni. Andateci cauti perchè potreste creare dei danni. 
  • L'acqua ossigenata tende a scurire gli oggetti.
  • Il pulitore ad ultrasuoni potrebbe staccare pezzettini di patina che erano un po' ballerini e voi non avevate notato.
Avevo fatto una guida per pulire oggetti utilizzando l'acqua ossigenata. Vi lascio il link:


Come pulire oggetti in rame o leghe di bronzo da incrostazioni e ossidazioni.


Qui alcune immagini di un medaglione pulito utilizzando questo metodo.

Si tratta di un medaglione molto grande e massiccio recante al fronte la dicitura Imperiale Regia Accademia delle Belle Arti e al retro Premio di Venezia tra fronde di alloro. L'incisore è Manfredini.
Come vedete a parte lo sporco dovuto a ditate, tracce di colla o chissà cosa son presenti incrostazioni verdi tipiche del bronzo che non sono venute via con un semplice lavaggio.


Imperiale Regia Accademia delle Belle Arti  Premio di Venezia fronde di alloro incisore è Manfredini pulizia acetone acqua distillata medaglia medaglione moneta distintivo

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Al retro la situazione è migliore.

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Durante la pulizia

Imperiale Regia Accademia delle Belle Arti  Premio di Venezia fronde di alloro incisore è Manfredini pulizia acetone acqua distillata medaglia medaglione moneta distintivo

Dopo la pulizia durata circa tre settimane. Una volta a settimana provavo col bisturi a vedere se si staccavano alla fine il lavoro è venuto discretamente.

Imperiale Regia Accademia delle Belle Arti  Premio di Venezia fronde di alloro incisore è Manfredini pulizia acetone acqua distillata medaglia medaglione moneta distintivo

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Come potete vedere le incrostazioni verdi di malachite son state completamente rimosse cercando di non intaccare la patina del tempo.

In questo caso non è stato necessario perchè lo sporco dopo più di due settimana a bagno e lavaggi vari se n'era completamente andato ma in altri casi potete passare al metodo seguente.

Pulizia con Acetone

Per questo metodo dovete dotarvi di pazienza, di acetone puro, di cotton fioc e di un locale arieggiato. 
Fate attenzione che il distintivo o la spilla non abbia parti verniciate e che gli smalti siano a fuoco e non resine recenti.
Gli smalti a fuoco essendo simili al vetro non subiscono danni causati dall'acetone, mentre le vernici e gli smalti a freddo possono venir danneggiati.
Un'altra accortezza è non usare l'acetone per unghie, non è puro e  all'interno sono disciolte sostanze per la cura estetica. Una volta evaporato l'acetone, queste sostanze rimangono sul vostro oggetto che risulterà più sporco di prima.

La pulizia con acetone deve essere fatta impregnando il cotton fioc, lavorando con molta cautela si rimuove lo sporco, sempre prestando attenzione a non rigare il fondo della moneta o della medaglia.

In questo video vi ho riassunto come pulire e restaurare medaglie monete o distintivi.




lunedì 16 marzo 2020

Canale Youtube di Storie e Foto

In questo tempo dedicato alla quarantena dovuta al virus Covi-19 ho avuto tempo di pensare e da ieri sera è on-line il canale youtube legato al blog.
Cercherò di adeguarmi anche io alle recenti tecnologie e metterò i video dei miei lavori.
Punterò prevalentemente ai contenuti, cercate di scusarmi se la qualità dei video e delle riprese non sarà all'altezza dei migliori videomaker del momento.

Per ora on line c'è il video del signor Chiodo la mascotte del mio garage.

https://www.youtube.com/channel/UCGpdKQxpQfA4DdZWrTrTIIQ/featured