sabato 2 gennaio 2021

Impianto aria compressa fai da te e restauro accendino zippo

Mi ero dimenticato di scriverlo anche sul blog, ma nel mese scorso ho pubblicato due video sul canale youtube di storieefoto.

Il primo mostra come ho costruito l'impianto dell'aria compressa in garage, inoltre spiego come funziona il regolatore di pressione o riduttore che abbiamo attaccato ad ogni compressore.





Nel secondo video invece vi faccio vedere come restaurare un vecchio accendino tipo zippo, durante il video potrete vedere come rimuovere la ruggine e l'ossidazione da ferro e leghe metalliche a base di rame.
Infine come sostituire tutte le parti di un accendino, dalla pietrina allo stoppino.




venerdì 1 gennaio 2021

Benvenuto 2021

 Auguro a tutti un buon 2021 e saluto con due foto questo 2020.

Sicuramente è stato un anno che rimarrà nella storia, mi ricordo ancora quando a capodanno pensai a cosa ci avrebbe potuto portare questo anno bisesto. Bene, devo dire che le attese non sono andate vane...

Ho deciso di mettere due foto che ho fatto tornando dal lavoro, poco fuori il parcheggio dove comunemente mi fermo la mattina.

Nonostante l'anno sia stato bruttino basta guardare la natura che ci offre sempre splendidi spunti, quindi, come è tramontato il 2020, speriamo ci siano tante belle albe nel 2021.

Sono scattate col mio ormai vecchiotto Huawei P10 pro, e le ho lavorate in photoshop usando i filtri Nik Collection

La prima risale a qualche settimana fa, la secondo invece dopo la recente nevicata e il gelo di questi giorni.

Sullo sfondo l'arco alpino Col Mondolè sulla sinistra e la dorsale della Besimauda e il Bric Costa Rossa a destra.

Come sempre li trovate in alta definizione sui miei profili 500px e flickr e non dimenticatevi di seguirmi su instagram e su youtube cercando @storieefoto

tramondo mondovì bisalta mondolè alpi cuneo piemonte

tramondo mondovì bisalta mondolè alpi cuneo piemonte





sabato 5 dicembre 2020

Finalmente ho catturato un lupo

Finalmente sono riuscito a catturare un'immagine in cui si vede senza ombra di dubbio un lupo.


Da qualche anno si susseguono avvistamenti, ma io non avevo ancora avuto la fortuna.

Nel comune di Roburent ho una casa di famiglia in cui passiamo qualche giorno in estate e facciamo un po' di campagna

Sistemiamo la fototrappola per controllare che non ci siano ladri e malintenzionati vari, con l'occasione capita sovente di fare video a vari animali.

Quasi sempre si vedono volpi e gatti randagi venire a mangiare gli avanzi di cibo lasciati da mia madre per gli uccellini e gli altri animaletti selvatici.

Da quest'anno però le volpi e i gatti sono praticamente spariti mentre ci sono molti caprioli, cinghiali e addirittura cervi.

Una sera, poco prima del lock down, avevo intravisto quello che poteva essere una coppia di lupi.

Purtroppo arrivò la pandemia e per qualche mese la fototrappola rimase nel cassetto. Quest'estate abbiamo ripreso le catture e finalmente, una sera di luglio, abbiamo visto un lupo inseguire e poi essere inseguito da un branco di cinghiali.

Condivido con voi il video delle catture. E' un montaggio con immagini di diversi mesi.



Qui trovate la recensione alla fototrappola.

http://storieefoto.blogspot.com/2014/03/recensione-e-prime-catture-con-la.html


mercoledì 11 novembre 2020

Chi mangia le mie piante??? Catture con fototrappola

Come vi avevo scritto qui ogni tanto mi diverto a piazzare la fototrappola nei boschi e vedere cosa se ne va a spasso quando l'uomo non disturba la natura.

Quest'estate, oltre i soliti animali, c'era qualcosa che faceva visita alle mie piante da frutto e le rovinava ad un'altezza non proprio trascurabile.

I rami rotti venivano mangiati o decorticati proprio all'altezza della mia spalla. Io sono alto un metro e ottanta quindi eravamo intorno al metro e sessanta o forse più.

Ho così piazzato la fototrappola e catturato il colpevole.

Durante il montaggio, in cui ho fatto una selezione dei momenti migliori ho visto anche alcune scene divertenti.

Ho visto una martora cibarsi di fichi, un cinghiale rincorrere una mela, caprioli fare diverse visite e il colpevole di queste rotture.

Si trattava di un bellissimo cervo, ma son quasi sicuro che ce ne fosse più di uno.

Vi lascio il link al video.





giovedì 8 ottobre 2020

Alluvione Ceva 2 - 3 Ottobre 2020

Sembra ieri che scrivevo questo articolo 

https://storieefoto.blogspot.com/2019/11/25-anni-dallalluvione-del-1994.html

http://storieefoto.blogspot.com/2016/11/alluvione-2016-val-corsaglia-e-mondovi.html

e sono nuovamente a raccontarvi la storia di un'altra alluvione.

Questa volta metto anche un breve filmato per chi non avesse voglia di leggere. Lo trovate sulla pagina ufficiale di Storie e Foto.


Come avrete sicuramente sentito da TG nazionali nella giornata del 2 Ottobre 2020 la tempesta Alex ha scaricato sul sud della Francia, in particolar modo sulla Val Roja, e sul basso Piemonte una quantità d'acqua che ha battuto tutti i record storici misurati.

La cosa incredibile di quest'evento è stata la velocità dell'evento. Guardando i dati delle stazioni di misurazione sul Tanaro il fiume è uscito dai livelli di guardia, ha raggiunto un massimo mai toccato ed è tornato nei livelli di sicurezza nel giro di 9 ore.

L'alluvione del 1994, che aveva causato danni simili, era stata provocata da 3 giorni di piogge incessanti su tutto il bacino della Val Tanaro ed oltre.


Come potete vedere dal grafico in questo caso l'evento è stato una vera e propria bomba d'acqua concentrata sull'alta Val Tanaro e sulle adiacenti Val Roja, Val Corsaglia e Casotto e Val Vermenagna. Altrove la gente non si è quasi accorta di cosa era accaduto.

Io stesso avevo letto l'allerta lanciata da un amico geologo che diceva come i valori pluviometrici fossero saliti in maniera improvvisa a 350 mm di pioggia (diventeranno quasi 600 mm in 24 ore) ma, dopo aver guardato la stazione meteo di Ceva, sono andato a dormire tranquillo vedendo il Tanaro agitato ma non pericoloso.

Al mattino mi sveglio e un collega cebano mi chiama avvisandomi del disastro.

Mi son recato subito a Ceva, c'era il sole ed in effetti fino a qualche km prima del centro abitato sembrava una normale giornata di autunno con le rondini pronte a partire e gli sciami di formiche nei prati.

Arrivato nei laboratori della nostra scuola e nella sede amministrativa il disastro era immane. Ovunque fango e distruzione.

Vi lascio alle immagini che valgono più di mille parole. 

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Icredibilmente non ci sono stati morti quindi qualcosa di buono negli anni è stato fatto.

Ora è il momento della ripartenza, ma credo sia ora di iniziare a ragionare in modo diverso.

E' inutile continuare a spendere soldi pubblici in paliativi che non risolvono il problema. Purtroppo aggiustare il distrutto non farà altro che far spendere più soldi in futuro. Se lo si farà andranno anche previste strutture che permettano di non avere danni enormi che l'economia moderna non può più sostenere.

Sento troppa gente dire che, una volta si pulivano i fiumi e che bisognerebbe lasciar dragare o altre cose di questo genere.

Prima di tutto dobbiamo fare una distintinzione tra fiumi e torrenti.

In pianura, dove la pendenza dell'alveo e la velocità dell'acqua diminuiscono, devono avere degli spazi in cui espandersi in caso di piena improvvisa (e le piene saranno sempre più forti ed improvvise con questi regimi di precipitazione). Queste casse d'espansione portano via terreno utile e spazi ai privati. Ma nella parte alta dei bacini (vedi Limone, Tenda, Ormea, ecc.) i corsi d'acqua non possono avere casse di espansione per evidenti motivi orografici e quindi dovrebbero essere regimati. Una volta venivano costruite le briglie come vedete nella foto sottostante postata su Facebook da Paolo Salsotto del Corpo Forestale dello Stato.


Queste opere però vanno mantenute e gestite costantemente, non si può pensare di abbandonarle a loro stesse. In questo caso ecco che diventa sensata la frase "una volta pulivano i fiumi ecc ecc...".

Se invece la cosa vuole essere andiamo tutti a prendere della legna e della sabbia nel fiume le cose non tornano.

Se da un lato è vero che togliere i detriti dai fiumi e abbassarne il livello in prossimità dei ponti può dare un aiuto sulle piccole piene di stagione, dall'altro ci dobbiamo mettere in testa che quando il fiume esonda occupa spazi enormi e in quel momento porta via boschi interi che non si può abbattere. Togliere le piante dagli argini non fa altro che indebolirli creando ancora più problemi durante le piene stagionali, in montagna invece, togliere sabbia o terra dall'alveo ne aumenta l'inclinazione, e sappiamo tutti che i torrenti vanno frenati non accellerati.

In conclusione credo sia ora di ridare ai fiumi i loro spazi e che certe zone antropizzate andrebbero spostate.

Facile a dirsi ma difficile a farsi se non quasi impossibile.

Quest'immagine del prima e dopo su due tratti della Roja lo fa capire benissimo. 

Se volete approfondire vi lascio questo link.

https://apps.sentinel-hub.com/sentinel-playground/?source=S2&lat=44.112239974004645&lng=7.29766845703125&zoom=11&preset=null&layers=B01,B02,B03&maxcc=91&gain=1.0&gamma=1.0&time=2020-04-01%7C2020-10-03&atmFilter=&showDates=false



Dal sito sopra avevo tratto quest'immagine che vi fa capire l'estensione della chiazza causata dalla Roja quando sfocia nel Mar Mediterraneo.

Immaginate quanta terra e detriti son stati trascinati a valle.




martedì 15 settembre 2020

Restauro parti di un acciarino per fucile da caccia ad avancarica

Buonasera signori, due settimane fa ho avuto una gran botta di fortuna.

Sistemando tra il materiale di mio padre ho trovato, all'interno della scatola di una serratura, i pezzi del meccanismo di scatto di un fucile da caccia ad avancarica. Quello che viene comunemente chiamato acciarino o piastra.

Giuro che non vi sto raccontando una bugia.

Purtroppo già a prima vista si vedono fessure nel materiale che ne compromettono la meccanica rendendolo poco più di un blocco di ruggine.

Ho pensato di dargli una sistemata e ho fatto un piccolo video in cui vi descrivo le singole fasi.


Sul blog cercherò di andare un po' più nel dettaglio.

La prima fase è stata quella di smontare il tutto. Sono stato abbastanza fortunato perchè le viti sono venute via senza troppa fatica.

Ricordatevi in questa fase la massima attenzione, perchè se rompete il filetto di una vite o la spanate non è così facile trovarne una uguale all'originale. Anzi direi quasi impossibile. 

Le viti in certi casi non vogliono proprio saperne di svitarsi, se dovete fare un lavoro puramente estetico vi consiglio di lascarle dove sono e trattare il tutto come un unico blocco.

Se invece siete obbligati a rimuoverle, la prima tecnica è quella di battere sulla testa col cacciavite adeguato. Logicamente avrete prima bagnato il tutto con abbondante sblocca filetti lasciandolo agire per qualche ora o giorno.

Un'altra tecnica per sbloccare una vite è quella di scaldare il pezzo, giocando sulla dilatazione termica, potete farlo più volte, ad ogni tentativo aggiungete svitol o sbloccante.

Se non vi interessa salvare la vite, e con questi metodi non siete riusciti a sbloccarla, le strade successive sono quella di forarla o usare appositi estrattori che hanno una specie di filetto antiorario. Vi lascio qualche link in basso.

Quando abbiamo svitato tutte le viti e i pezzi sono liberi, possiamo preseguire con la rimozione della ruggine, ne ho già parlato diverse volte sul blog, quindi vi rimando agli articoli sull'argomento.

http://storieefoto.blogspot.com/2016/05/pulizia-ferro-arrugginito-con-acido.html

http://storieefoto.blogspot.com/2015/09/prove-e-test-di-rimozione-della-ruggine.html

http://storieefoto.blogspot.com/2014/11/pulizia-e-restauro-tramite-lelettrolisi.html

In questo caso ho scelto di usare l'evaporust. Avendo usato parecchio svitol ho avuto l'accortezza di sgrassare i pezzi con acetone in modo da facilitare l'azione del prodotto.

Dopo due giorni a bagno, la ruggine era completamente sparita, ho quindi pulito per bene i pezzi usando il dremmel con la spazzola d'acciaio.

A questo punto ho provato a vedere se il ferro si ossidava naturalmente, ma non ho avuto un risultato accettabile ho quindi pensato a come brunire un vecchio acciaio.

Esistono brunitori a freddo che danno colorazioni più o meno blu, sarebbe stato il metodo più facile, ma su un pezzo d'epoca non mi sembrava la soluzione più coerente. Ho quindi provato a brunire a caldo con olio. 

Il procedimento da usare è lo stesso della tempra in olio, ma andrebbe usato olio motore esausto. Io non avevo olio motore, ho quindi usato lo stesso olio di semi che uso per temprare le lame dei coltelli, come avete visto in altri post.

Per brunire bisogna raggiungere il colore desiderato scaldando il pezzo e poi immergerlo nell'olio. Si fermerà la colorazione al livello voluto e si creerà anche una sottile patina protettiva. Tenete conto che l'olio tenderà a scurire l'oggetto, quindi dovreste fermarvi un po' prima del colore desiderato.

Se invece volete fare una brunitura a caldo, come si faceva sulle canne dei fucili, dovete preparare un bagno di acqua con una soluzione di soda caustica (idrossido di sodio) e salnitro (nitrato di potassio). 

Le dosi consigliate sono:

300 grammi di nitrato
500 grammi di soda
1000 grammi di acqua

Dovete avere una vasca di acciaio inox per evitare che la brunitura avvenga anche sul contenitore.

Mette l'acqua, poi la soda e infine il salnitro. ATTENZIONE perchè la soda caustica aggiunta all'acqua genera una reazione fortemente esotermica che sviluppa moltissimo calore, quindi versatela un cucchiaio alla volta muniti di guanti e occhiali.

La soluzione andrà scaldata e mantenuta vicina alla temperatura di ebollizione intorno ai 120 -130 °C. Se avete un termometro a pistola usatelo per tenere d'occhio la temperatura del bagno.

A questo punto sgrassate il ferro da trattare, per sicurezza potete fare anche un bagno in acido cloridrico che eliminerà tracce di altre bruniture o ossidazioni.

Quando il ferro sarà completamente pulito immergetelo nel bagno bollente per 20-50 minuti legato con un fil di ferro o inox in modo che non entri in contatto con la vasca. Fermatevi quando il colore vi aggrada.

ATTENZIONE durante il bagno l'acqua evapora, fatevi un segno del livello da mantenere e integratela pian piano. Quando aggiungete acqua fredda prestate attenzione perchè si abbassa il punto di ebollizione e la soluzione potrebbe traboccare a causa delle bolle che si generano.

Una volta concluso il trattamento, dovrete sciacquare i pezzi con abbondante acqua, aspettate che asciughino quindi oliateli. Prima di usarli lasciateli riposare per qualche giorno in un panno oliato.

Se volete trovare metodi antichi di colorazione e bruniture dei metalli fatevi un giro sul link che vi lascio qui sotto.

http://www.earmi.it/varie/bronzatura.htm

Se invece volete risparmiare tempo e non vi sentite tranquilli a fare i piccoli chimici potete usare un brunitore a freddo, ne esistono di diversi colori e marchi. Vi lascio qualche prodotto qui sotto.


giovedì 10 settembre 2020

Finalmente ho un logo

Da troppi anni scrivo e posto su questo blog, su facebook, su instagram e su altri siti, ma non ho mai pensato ad avere un logo tutto mio.

Forse perchè ho sempre pensato più alla sostanza dei contenuti e ad aiutare qualcuno che per qualche motivo finiva sulle mie pagine.

Come avevo scritto alla nascita del blog, nel lontano 2012, questo sito nasceva per condividere cosa ho avuto modo di imparare durante le mie avventure e i miei esperimenti. Il web mi ha dato tanto e volevo dare qualcosa anche io.

Qualche tempo fa mi sono imbattuto nel sito Canva che permette di lavorare graficamente su immagini di ogni genere e piccoli video in maniera molto semplice e intuitiva.

Permette l'iscrizione gratuita, più che sufficiente per i lavori semplici come devo fare io ed è previsto un piano professionale con molto più materiale a disposizione e un'interfaccia per lavorare in team.

Ho così pensato di provare a costruirmi un logo come ogni blogger moderno deve avere. Ditemi se vi piace.



Logicamente questa piattaforma non sostituisce programmi ben più performanti e professionali come Adobe Illustrator e Photoshop però è molto utile per piccoli lavoretti.

Inoltre per studenti e docenti è gratuito anche l'account professional.

Per chi non mi seguisse ancora vi lascio i link ai miei social, mi trovate comunque scrivendo Storieefoto.

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