Un'altra escursione nei boschi delle nostre montagne, questa volta sullo spartiacque tra Val Corsaglia e Val Casotto, lungo la vecchia Via dei Cannoni e tra faggi e rododendri.
Quello che potrebbe sembrare semplicemente un bel giro nel bosco nasconde in realtà moltissime tracce del passato.
La prima sorpresa sono le carbonaie. In diversi punti del bosco si incontrano ancora gli spiazzi dove un tempo venivano preparate le cataste di legna che, ricoperte di terra e lasciate bruciare lentamente, permettevano di produrre carbone. Accanto ad alcune di queste aree sono ancora visibili i resti delle piccole capanne utilizzate dai carbonai, che dovevano sorvegliare continuamente la combustione.
Proseguendo il percorso arriviamo però in una zona ancora più interessante: quella degli accampamenti e delle fortificazioni della campagna napoleonica.
Sul piano sotto Cima Robert sono ancora riconoscibili numerose depressioni nel terreno, i cosiddetti "catini", che corrispondono alle zone dove venivano montate le tende. L'estensione dell'accampamento è notevole e, secondo quanto raccontato nel video, la zona fu utilizzata prima dai piemontesi e successivamente dai francesi durante l'ingresso in Piemonte.
La vegetazione oggi ha ricoperto gran parte delle tracce, ma osservando attentamente il terreno è ancora possibile riconoscere la disposizione delle tende, le vecchie strade e i collegamenti con gli altri accampamenti presenti nella zona.
Arrivati a Cima Robert, la situazione diventa ancora più evidente: sono ancora visibili i resti del grande trinceramento e della ridotta, con la caratteristica forma a stella e gli spazi destinati alle artiglierie.
Da qui proseguiamo verso Bausetti, incontrando altri resti delle fortificazioni. Muri, terrapieni e sbancamenti del terreno permettono di ricostruire almeno in parte il sistema difensivo che controllava questa parte della valle.
Ed è proprio qui che il paesaggio diventa anche una sorta di mappa della storia: dalle fortificazioni piemontesi si può guardare verso le posizioni che, secondo il racconto del video, erano occupate dalle forze francesi. Una zona dove le due parti arrivarono a trovarsi molto vicine e dove si verificarono anche scontri.
Un'escursione quindi che unisce natura, archeologia del territorio e storia militare, proprio nel modo che mi piace di più: camminare nei boschi e cercare di capire cosa si nasconde sotto la vegetazione e apparentemente lontano dai sentieri più conosciuti.
E naturalmente, durante il ritorno, non poteva mancare anche una piccola ricerca di funghi: quelli che avevamo lasciato lungo il percorso erano ancora lì ad aspettarci!
Se vi piacciono le escursioni alla ricerca delle tracce del passato, la storia militare e i luoghi poco conosciuti delle nostre montagne, questo è proprio uno di quei percorsi in cui basta guardarsi un po' intorno per trovare qualcosa di interessante.
Alla prossima escursione!