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lunedì 20 gennaio 2025

Come Riparare una Vecchia Scheda Elettronica Alluvionata caduta in acqua

Ciao a tutti! Recentemente ho pubblicato un video sul mio canale YouTube in cui mi sono cimentato con una sfida affascinante: riportare in vita una vecchia scheda elettronica degli anni ’80-’90, trovata per caso durante una pulizia in garage. La particolarità? Questa scheda era stata alluvionata e piena di sabbia! In questo articolo vi racconto l’intero processo e vi invito a guardare il video per scoprire ogni dettaglio.

La scheda, prodotta negli anni ’80 o ’90, proveniva da un laboratorio a Torino, in via Bazzi 4. Anche se il suo utilizzo originale non era chiaro, presentava un display a otto segmenti e un tastierino. Nonostante le sue condizioni, la struttura era ben conservata, con componenti su zoccoli rimovibili, il che ha facilitato il lavoro di restauro.

Ho iniziato smontando tutti i componenti rimovibili per lavarli accuratamente. La sabbia era ovunque, incastrata persino nei residui di saldatura. Dopo una pulizia con acqua e un successivo lavaggio con alcol (utile per eliminare l’umidità), ho lasciato asciugare tutto per una settimana, assicurandomi che non rimanesse traccia di acqua all’interno.

Perché Guardare il Video?

  • Scoprirete come affrontare il recupero di circuiti danneggiati.
  • Vedrete in azione una scheda vintage e i suoi componenti originali.
  • Avrete l’opportunità di partecipare a una discussione sulla possibile funzione del circuito.


giovedì 8 ottobre 2020

Alluvione Ceva 2 - 3 Ottobre 2020

Sembra ieri che scrivevo questo articolo 

https://storieefoto.blogspot.com/2019/11/25-anni-dallalluvione-del-1994.html

http://storieefoto.blogspot.com/2016/11/alluvione-2016-val-corsaglia-e-mondovi.html

e sono nuovamente a raccontarvi la storia di un'altra alluvione.

Questa volta metto anche un breve filmato per chi non avesse voglia di leggere. Lo trovate sulla pagina ufficiale di Storie e Foto.


Come avrete sicuramente sentito da TG nazionali nella giornata del 2 Ottobre 2020 la tempesta Alex ha scaricato sul sud della Francia, in particolar modo sulla Val Roja, e sul basso Piemonte una quantità d'acqua che ha battuto tutti i record storici misurati.

La cosa incredibile di quest'evento è stata la velocità dell'evento. Guardando i dati delle stazioni di misurazione sul Tanaro il fiume è uscito dai livelli di guardia, ha raggiunto un massimo mai toccato ed è tornato nei livelli di sicurezza nel giro di 9 ore.

L'alluvione del 1994, che aveva causato danni simili, era stata provocata da 3 giorni di piogge incessanti su tutto il bacino della Val Tanaro ed oltre.


Come potete vedere dal grafico in questo caso l'evento è stato una vera e propria bomba d'acqua concentrata sull'alta Val Tanaro e sulle adiacenti Val Roja, Val Corsaglia e Casotto e Val Vermenagna. Altrove la gente non si è quasi accorta di cosa era accaduto.

Io stesso avevo letto l'allerta lanciata da un amico geologo che diceva come i valori pluviometrici fossero saliti in maniera improvvisa a 350 mm di pioggia (diventeranno quasi 600 mm in 24 ore) ma, dopo aver guardato la stazione meteo di Ceva, sono andato a dormire tranquillo vedendo il Tanaro agitato ma non pericoloso.

Al mattino mi sveglio e un collega cebano mi chiama avvisandomi del disastro.

Mi son recato subito a Ceva, c'era il sole ed in effetti fino a qualche km prima del centro abitato sembrava una normale giornata di autunno con le rondini pronte a partire e gli sciami di formiche nei prati.

Arrivato nei laboratori della nostra scuola e nella sede amministrativa il disastro era immane. Ovunque fango e distruzione.

Vi lascio alle immagini che valgono più di mille parole. 

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Alluvione 3 ottobre 2020 ceva

Icredibilmente non ci sono stati morti quindi qualcosa di buono negli anni è stato fatto.

Ora è il momento della ripartenza, ma credo sia ora di iniziare a ragionare in modo diverso.

E' inutile continuare a spendere soldi pubblici in paliativi che non risolvono il problema. Purtroppo aggiustare il distrutto non farà altro che far spendere più soldi in futuro. Se lo si farà andranno anche previste strutture che permettano di non avere danni enormi che l'economia moderna non può più sostenere.

Sento troppa gente dire che, una volta si pulivano i fiumi e che bisognerebbe lasciar dragare o altre cose di questo genere.

Prima di tutto dobbiamo fare una distintinzione tra fiumi e torrenti.

In pianura, dove la pendenza dell'alveo e la velocità dell'acqua diminuiscono, devono avere degli spazi in cui espandersi in caso di piena improvvisa (e le piene saranno sempre più forti ed improvvise con questi regimi di precipitazione). Queste casse d'espansione portano via terreno utile e spazi ai privati. Ma nella parte alta dei bacini (vedi Limone, Tenda, Ormea, ecc.) i corsi d'acqua non possono avere casse di espansione per evidenti motivi orografici e quindi dovrebbero essere regimati. Una volta venivano costruite le briglie come vedete nella foto sottostante postata su Facebook da Paolo Salsotto del Corpo Forestale dello Stato.


Queste opere però vanno mantenute e gestite costantemente, non si può pensare di abbandonarle a loro stesse. In questo caso ecco che diventa sensata la frase "una volta pulivano i fiumi ecc ecc...".

Se invece la cosa vuole essere andiamo tutti a prendere della legna e della sabbia nel fiume le cose non tornano.

Se da un lato è vero che togliere i detriti dai fiumi e abbassarne il livello in prossimità dei ponti può dare un aiuto sulle piccole piene di stagione, dall'altro ci dobbiamo mettere in testa che quando il fiume esonda occupa spazi enormi e in quel momento porta via boschi interi che non si può abbattere. Togliere le piante dagli argini non fa altro che indebolirli creando ancora più problemi durante le piene stagionali, in montagna invece, togliere sabbia o terra dall'alveo ne aumenta l'inclinazione, e sappiamo tutti che i torrenti vanno frenati non accellerati.

In conclusione credo sia ora di ridare ai fiumi i loro spazi e che certe zone antropizzate andrebbero spostate.

Facile a dirsi ma difficile a farsi se non quasi impossibile.

Quest'immagine del prima e dopo su due tratti della Roja lo fa capire benissimo. 

Se volete approfondire vi lascio questo link.

https://apps.sentinel-hub.com/sentinel-playground/?source=S2&lat=44.112239974004645&lng=7.29766845703125&zoom=11&preset=null&layers=B01,B02,B03&maxcc=91&gain=1.0&gamma=1.0&time=2020-04-01%7C2020-10-03&atmFilter=&showDates=false



Dal sito sopra avevo tratto quest'immagine che vi fa capire l'estensione della chiazza causata dalla Roja quando sfocia nel Mar Mediterraneo.

Immaginate quanta terra e detriti son stati trascinati a valle.




lunedì 4 novembre 2019

25 anni dall'alluvione del 1994

In questi giorni ricorre l'anniversario per i 25 anni dagli avvenimenti del 4, 5 e 6 Novembre 1994.
All'epoca avevo 12 anni e mi ricordo ancora bene cosa accadde.
Pioveva già dal mattino, o forse dal giorno prima, ma fu nel pomeriggio che iniziai a capire di essere di fronte ad un evento eccezionale. Ero a casa e giocavo col Sega Mega Drive assieme al mio amico di infanzia. Di colpo la via sotto il condominio in cui vivevo si trasformò in un vero e proprio torrente con tanto di pietre, fango e rami trasportati a valle.
Noi, neanche adolescenti, rimanemmo stupiti dalla cosa e allo stesso tempo ammiravamo la potenza della natura. 
Solo nei giorni a seguire capimmo quanta acqua era scesa e quali danni avevano causato le inondazioni dei fiumi Tanaro, Corsaglia e Ellero.
La valle più colpita fu sicuramente la Val Tanaro, che per la sua forma orografica ad arco raccoglie le acque di un territorio vastissimo. A Ceva un ponte, su cui si incastrarono diversi tronchi, fece da diga e mezza città venne allagata.
Al mio paese natio, San Michele Mondovì la situazione fu meno critica ma il Corsaglia distrusse ponti, e distrusse completamente l'area sportiva. Ci furono frane lungo varie strade e alcune famiglie vennero evaquate per periocolo di smottamenti.
Quando l'emergenza rientrò obbligai mia madre a portarmi in giro e, nonostante non sapessi ancora cosa fosse una macchina fotografica, feci qualche scatto con una vecchia macchinetta Yashica.
Eccoli qua.
Scatti di un ragazzino di 12 anni.

I giardinetti dove giocavamo tutti i pomeriggi, ancora oggi meta di molti giovanotti del paese.


alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia


Il ponte nei pressi del quale avvenne la battaglia napoleonica del 1796 vicino la Poli Sportiva.

alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

La strada che portava agli impianti sportivi di San Michele Mondovì


alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

Cosa rimaneva del campo sportivo, 10 metri vennero asportati, la porta verso il fiume venne ritrovata nel comune di Niella Tanaro qualche chilometro a valle.

alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

Il parcheggio degli impianti sportivi.


alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

Dai lampioni erano presenti due campi da tennis, uno dei due aveva un muro per potercisi allenare anche in solitaria.


alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia poli sportiva

Nei mesi seguenti si mise in moto tutta la macchina dei soccorsi. Da tutt'Italia arrivarono aiuti. Arrivarono militari e volontari e tutto venne sistemato.
Io ricordo due cose di quel periodo: 

- Un invito da parte di un parco acquatico del milanese presso cui passammo una giornata completamente spesata assieme alle nostre famiglie nell'estate seguente.

- Un gigantesco elicottero a doppia elica dell'esercito. Venne impiegato per portare in Val Casotto degli enormi tubi in metallo. 
Credo si trattasse di un Boeing CH-47 Chinook.
Ricordo che andai a vedere un viaggio di questo bestione in bicicletta, alzo pezzi di legno e polvere a decine di metri di distanza. Si fermava e riforniva nel piazzale di una locale industria chimica del legno, l'attuale Silva Team.

Boeing CH-47 Chinook alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia icl silva team

Boeing CH-47 Chinook alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia icl silva team

Sullo sfondo si vedono i tubi, si capiscono le dimensioni confrontandoli col camion cisterna che è pure più vicino.

Boeing CH-47 Chinook alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia icl silva team

Boeing CH-47 Chinook alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia icl silva team

Boeing CH-47 Chinook alluvione 1994 san michele mondovì cuneo corsaglia icl silva team

Giusto due dati dell'alluvione del 1994.

Dopo 3 giorni di piogge continue (oltre 600 mm in 48 ore) il Tanaro crebbe a livelli spaventosi. Un'onda di piena si formò il giorno 5 novembre a Ormea e, correndo verso valle, devastò con furia inaudita tutto il suo corso e le decine di centri abitati lungo le sue sponde sino a giungere presso la confluenza nel Po alle prime ore del giorno 7 novembre.

Durante l'evento alluvionale il Tanaro toccò valori di portata record mai raggiunti nel secolo:


- all'idrometro di Farigliano il fiume sfiorò l'eccezionale altezza di 9 metri (ben 3 metri oltre il precedente livello storico) con una portata di 3.400 m³/s.;
- ad Alba, Asti e Alessandria l'ampiezza della piena fu compresa tra i 4.000 e 4.200 m³/s;
- all'idrometro di Montecastello, pochi km prima della confluenza nel Po, il Tanaro sfiorò i 5.000 m³/s con 8,50 m di livello idrometrico.

Particolarmente sconvolto dall'evento alluvionale risultò tutto il tratto compreso tra il comune di Ceva e la confluenza con la Stura di Demonte presso Cherasco, dove il Tanaro distrusse quasi totalmente la maggior parte dei manufatti civili presenti (abitazioni, ponti, strade, ecc…), mutando anche per ampi tratti in modo definitivo la fisionomia del suo letto e del fondovalle.

In tutto si contarono 70 morti, 500 feriti e 2226 sfollati.

lunedì 28 novembre 2016

Alluvione 2016 Val Corsaglia e Mondovì

Questo week-end, terminata l'allerta meteo post alluvione del 24 novembre, ho fatto un giro per documentare e mettere in archivio qualche foto dei danni causati dalle acque.
Questa volta l'esperienza ha insegnato ed i lavori svolti dopo l'alluvione del 1994 hanno dato i suoi frutti.
Nonostante i dati Arpa confermino che è scesa più acqua della scorsa alluvione non si sono registrate vittime e quindi bisogna ritenersi, da un lato fortunati perché tutto è andato liscio e dall'altro soddisfatti perché significa che chi si occupa di queste cose, cioè amministrazioni comunali, province, regione, protezione civile, vigili del fuoco e forze dell'ordine hanno lavorato bene.
In questi giorni si è vista una discesa in massa di gente comune per aiutare chi aveva bisogno e anche questo non può fare altro che piacere.
Nel monregalese siamo stati fortunati e non si sono registrati grossi danni, in altre zone del Piemonte e Liguria le cose non sono andate così. Alcuni paesi diventeranno probabilmente fantasma dopo le frane che li hanno interessati.
Le immagini che trovate sotto sono state tutte ottenute con la Canon 6d e il 24-105 del kit.

Come sempre trovate le mie foto in alta risoluzione sui miei profili flickr e 500px. 

Prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.
Due vedute di Mondovì, dopo la piena dell'Ellero.

ponte mondovì alluvione 2016

ponte mondovì alluvione 2016

Uno splendido Caco impassibile che ammira il suo paesaggio in Val Corsaglia, sullo sfondo Montaldo.

caco panorama montaldo val corsaglia

Frazione Oberti in Val Corsaglia, purtroppo questa strada temo rimarrà interrotta per molto tempo.

frazione oberti val corsaglia alluvione frana 2016

Questa lamiera con la scritta Frabusè (Frabosani) rappresenta bene la forza e la grinta di queste popolazioni. 

frazione oberti val corsaglia alluvione frana 2016 frabosano frabusè

Qui siamo a San Michele Mondovì in zona impianti sportivi, nel '94 li aveva praticamente spianati, questa volta ha accumulato molta legna e cambiato il corso del fiume.

san michele mondovì alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì alluvione 2016 corsaglia

Mi sono spostato in Val Corsaglia, qui abbiamo i danni più pesanti, il fiume ha portato via una bella fetta della fondovalle che va da Torre Mondovì a Corsagliola.

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia

san michele mondovì fondovalle corsagliola  alluvione 2016 corsaglia


This weekend, once the weather post flood alert of 24 November, I made a trip to document and put on file some photos of the damage caused by water. This time the experience has taught and the work carried out after the flood of 1994 have borne fruit. Despite Harp confirming data that has dropped more water last flood there were no victims and therefore must be considered, by a lucky side because everything went smoothly and the other satisfied because it means that those who deal with these things, that municipalities , provinces, region, civil defense, firefighters and police worked well. These days it saw a drop in the mass of ordinary people to help those in need, and this too can not help but enjoy. In monregalese we were lucky and there were no major damage, in other areas of Piedmont and Liguria things did not go well. Some countries are likely to become ghost after landslides that have affected them. The pictures you find below were all obtained with the Canon 6d and 24-105 kit.