venerdì 2 ottobre 2026

Sulle tracce di Napoleone tra Val Corsaglia e Val Casotto

Un'altra escursione nei boschi delle nostre montagne, questa volta sullo spartiacque tra Val Corsaglia e Val Casotto, lungo la vecchia Via dei Cannoni e tra faggi e rododendri.

Quello che potrebbe sembrare semplicemente un bel giro nel bosco nasconde in realtà moltissime tracce del passato.

La prima sorpresa sono le carbonaie. In diversi punti del bosco si incontrano ancora gli spiazzi dove un tempo venivano preparate le cataste di legna che, ricoperte di terra e lasciate bruciare lentamente, permettevano di produrre carbone. Accanto ad alcune di queste aree sono ancora visibili i resti delle piccole capanne utilizzate dai carbonai, che dovevano sorvegliare continuamente la combustione.

Proseguendo il percorso arriviamo però in una zona ancora più interessante: quella degli accampamenti e delle fortificazioni della campagna napoleonica.

Sul piano sotto Cima Robert sono ancora riconoscibili numerose depressioni nel terreno, i cosiddetti "catini", che corrispondono alle zone dove venivano montate le tende. L'estensione dell'accampamento è notevole e, secondo quanto raccontato nel video, la zona fu utilizzata prima dai piemontesi e successivamente dai francesi durante l'ingresso in Piemonte.

La vegetazione oggi ha ricoperto gran parte delle tracce, ma osservando attentamente il terreno è ancora possibile riconoscere la disposizione delle tende, le vecchie strade e i collegamenti con gli altri accampamenti presenti nella zona.

Arrivati a Cima Robert, la situazione diventa ancora più evidente: sono ancora visibili i resti del grande trinceramento e della ridotta, con la caratteristica forma a stella e gli spazi destinati alle artiglierie.

Da qui proseguiamo verso Bausetti, incontrando altri resti delle fortificazioni. Muri, terrapieni e sbancamenti del terreno permettono di ricostruire almeno in parte il sistema difensivo che controllava questa parte della valle.

Ed è proprio qui che il paesaggio diventa anche una sorta di mappa della storia: dalle fortificazioni piemontesi si può guardare verso le posizioni che, secondo il racconto del video, erano occupate dalle forze francesi. Una zona dove le due parti arrivarono a trovarsi molto vicine e dove si verificarono anche scontri.

Un'escursione quindi che unisce natura, archeologia del territorio e storia militare, proprio nel modo che mi piace di più: camminare nei boschi e cercare di capire cosa si nasconde sotto la vegetazione e apparentemente lontano dai sentieri più conosciuti.

E naturalmente, durante il ritorno, non poteva mancare anche una piccola ricerca di funghi: quelli che avevamo lasciato lungo il percorso erano ancora lì ad aspettarci!



Se vi piacciono le escursioni alla ricerca delle tracce del passato, la storia militare e i luoghi poco conosciuti delle nostre montagne, questo è proprio uno di quei percorsi in cui basta guardarsi un po' intorno per trovare qualcosa di interessante.

Alla prossima escursione!

Una mattina tra medaglie e distintivi: pulizia e nuove scoperte

Dopo alcuni mesi lontano da casa e il trasloco, è finalmente arrivato il momento di rimettere mano al materiale raccolto durante questo periodo.

Nel nuovo video di Storieefoto apro una parte degli oggetti arrivati in collezione negli ultimi mesi e mi dedico alla loro pulizia, cercando allo stesso tempo di raccontarne la storia e le particolarità.

Si parte da alcuni distintivi e medaglie legati al mondo militare e della scuola, tra cui interessanti pezzi degli anni tra la fine dell'Ottocento e il periodo bellico. Tra questi troviamo una medaglia del 1908 dedicata all'educazione fisica, alcune medaglie scolastiche di Vittorio Emanuele II e una particolare medaglia in argento dorato destinata alle scuole italiane all'estero.

Non mancano poi due medaglie per le campagne di Libia e italo-turca, alcuni distintivi degli Alpini e del Battaglione Mondovì, compreso un interessante esemplare con smalti particolarmente belli e una versione dorata che mancava alla mia collezione.

E naturalmente non poteva mancare una delle mie grandi passioni: la Croce di ghiaccio. Questa volta si tratta di un esemplare postbellico marchiato Lorioli, che ho deciso di non pulire per non rischiare di danneggiare la vernice originale. È anche l'occasione per parlare delle diverse varianti che ho trovato nel tempo e che potrebbero meritare un video dedicato.

Durante la pulizia si vede anche quanto possa cambiare un distintivo apparentemente molto sporco: soprattutto quelli con gli smalti mostrano dettagli e colori che prima erano quasi nascosti. È interessante anche osservare la differenza tra gli smalti d'epoca, leggermente ondulati, e quelli moderni perfettamente lisci.

Ma alla fine arriva anche la piccola chicca del video: un minuscolo distintivo legato al Touring Club, nella particolare versione CTI – Consociazione Turistica Italiana, e soprattutto legato al turismo scolastico. Un oggetto di poco valore economico, ma proprio per questo ancora più curioso dal punto di vista storico e collezionistico.

Insomma, una semplice mattinata dedicata alla pulizia si trasforma in un viaggio tra medaglie, distintivi, Alpini, scuola e storia italiana.



E voi quale di questi pezzi avreste tenuto assolutamente in collezione?

Come sempre, se il video vi è piaciuto lasciate un mi piace, iscrivetevi al canale e seguitemi anche sugli altri social!

Batteria della fototrappola guasta: ecco cosa c’era dentro

Una delle batterie che utilizzavo per alimentare una fototrappola nel bosco ha improvvisamente smesso di caricarsi. Si tratta di un pacco agli ioni di litio da circa 12 V e 5200 mAh: dopo una notte intera collegata al caricabatterie, rimaneva acceso soltanto il primo LED.

Ho deciso quindi di aprirla per capire cosa fosse successo.

La sorpresa è arrivata subito: all'interno il pacco batterie era costruito con sei celle, organizzate in gruppi di due celle in parallelo e tre gruppi collegati in serie. Le celle, a quanto pare, erano ancora perfettamente cariche e funzionanti. Il vero problema erano invece i collegamenti tra le celle.

Alcune delle linguette metalliche utilizzate per collegarle si erano staccate e presentavano evidenti segni di ossidazione e ruggine. Una situazione abbastanza comprensibile considerando che la batteria veniva utilizzata all'aperto, all'interno di una fototrappola, quindi in un ambiente inevitabilmente umido.

Ho quindi verificato una per una le celle e ricostruito i collegamenti, sostituendo quelli danneggiati. Una volta ripristinato il circuito, la batteria è tornata a fornire quasi 12 V anche sui connettori esterni.

A quel punto è stato possibile verificare anche il funzionamento del circuito di protezione e della ricarica. Insomma, una batteria che sembrava ormai da buttare era in realtà perfettamente recuperabile: il problema era semplicemente un collegamento interrotto.

Nel video vi mostro tutta la riparazione, dall'apertura del pacco batterie fino alle misurazioni delle singole celle e alla prova finale.



Un piccolo esempio di come, prima di buttare una batteria apparentemente guasta, possa valere la pena capire cosa è realmente successo.

Come sempre, nel video e nella descrizione trovate anche gli strumenti e i materiali utilizzati per la riparazione.