Ciao a tutti...visto che sono ai box per motivi forzati condivido con voi un video dell'anno scorso.
Storie e Foto blog personale di Claudio Galli. In questo blog si parlerà principalmente di storia locale del cuneese dal racconto di semplici storie al restauro di piccoli oggetti e collezionismo, passando per la fotografia. Spero di fare cosa gradita condividendo quel poco che so o che ogni tanto cerco di inventarmi. PS: se poi farete anche un click su una delle pubblicità a fianco per voi sarà un secondo e per me un piccolo aiuto.
sabato 6 aprile 2024
Gita sul Monte Alpet tra accampamenti NAPOLEONICI e tracce di lupo
Ciao a tutti...visto che sono ai box per motivi forzati condivido con voi un video dell'anno scorso.
domenica 23 aprile 2023
Pulizia distintivi italiani della seconda guerra mondiale - cleaning ww2 italian badge
Nel nostro nuovo video, andiamo a pulire alcuni oggetti che avete già visto nei nostri passati UnBoxing sulla pagina TikTok e Instagram.
Ma veniamo al punto: utilizzeremo il nostro solito metodo di pulizia con acetone e cotton fioc, in modo da eliminare lo sporco senza danneggiare gli strati d'ossido naturali degli oggetti antichi. Tuttavia, dovremo fare attenzione a non toccare la vernice che copre uno dei nostri oggetti. Tra i pezzi che puliremo, ci sono due bottoni dell'Ottocento appartenenti alla guardia imperiale napoleonica, una medaglia della Carica del Bricchetto, un distintivo della scuola media, un pezzo legato al Fronte Alpino Occidentale e due distintivi Alpini.
Buona visione!
lunedì 20 marzo 2023
Il Bricco Mindino: una montagna ricca di storia e leggende.
Il Bricco Mindino è una montagna situata tra la Val Casotto e la Val Tanaro, in Piemonte.
La croce di Bricco Mindino, alta circa 25 metri, è stata costruita nel dopoguerra come ringraziamento per gli avvenimenti che sono capitati nella zona.
La zona intorno al Bricco Mindino è stata anche teatro di scontri tra i francesi e i piemontesi, che si sono fronteggiati durante l'epoca napoleonica. Nell'ultimo conflitto, la montagna è stata un punto di difesa delle Brigate Partigiane contro le truppe nazi-fasciste.
Ma non sono solo gli avvenimenti storici a caratterizzare il Bricco Mindino. La montagna è anche ricca di leggende e miti. Ad esempio, ai bambini delle montagne veniva raccontata la leggenda del gigante di Pietrabruna, che riusciva a fare passi da gigante e che, si narra, ha nascosto un tesoro sotto la testa di roccia che assomiglia alla sua faccia.
La zona circostante il Bricco Mindino è ancora poco studiata, ma merita sicuramente un'attenzione maggiore per la sua storia e le sue leggende. Se siete appassionati di escursioni in montagna, questa potrebbe essere una meta interessante per scoprire i segreti della natura e della storia.
martedì 17 ottobre 2017
Fischietti militari napoleonici o da caccia?
Prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.
Tutte le foto che seguono sono prese dalla rete, se qualcuno avesse qualcosa in contrario basta che mi contatti.
Ogni tanto, su tutti i forum o gruppi facebook di collezionismo militare in cui sono iscritto salta fuori la classica domanda.
"Sapete darmi indicazioni su questo fischietto?"
Quasi sempre l'utente di turno, senza indugio e sicuro al 100% di quello che dice, lo identifica come fischietto napoleonico in uso ai militari.
Seguitemi con tutorial e guide anche su youtube, iscrivetevi al canale di STORIE E FOTO
Ebbene io non vorrei guastare le uova nel paniere, ma ogni volta mi sono battuto per cercare di far ragionare il malcapitato di turno su quanto l'identificazione fosse quanto mai forzata.
Partiamo da una descrizione dell'oggetto, si tratta di fischietti di piccola taglia, misurano circa 4 cm di lunghezza e 1 cm abbondante di diametro. Sono fabbricati tramite colatura di una lega di stagno in due parti poi unite e quasi sempre hanno decori floreali o romboidali.
Mentre il periodo è abbastanza esatto definirlo napoleonico, anche se sarebbe meglio dire prima metà 1800, attribuirli al campo militare è a mio modesto parere errato.
Per un collezionista poter dire di aver in collezione qualcosa legato a Napoleone Bonaparte è sicuramente oggetto di vanto e credo sia proprio da questo che derivi la foga a volerli attribuire a tal settore.
Ma veniamo ai punti chiave che mi fanno dubitare:
a) si trovano indistintamente in ogni zona, non solo francese anche dove i militari non sono mai stati;
b) i francesi avevano il vizio, un po' come i tedeschi durante la seconda guerra mondiale, di catalogare tutto cosa era dato in dotazione ai militari. Infatti ci sono tavole che descrivono le singole fibbie montate sul fucile e sulle giberne, i bottoni, le forniture il set da cucito o da riparazione del fucile ecc ecc. Perché quindi non catalogare anche i fischietti se erano effettivamente una dotazione consegnata al militare?
Alcune tavolo d'esempio trovate facilmente in rete.
c) se ne trovano oggettivamente troppi, in teoria era munito di fischietto chi impartiva ordini o chi serrava le file (il sergente appunto), ma dal numero di fischietti che si vede in giro le cose non tornano, tutti i militari avrebbero dovuto perderne uno durante il loro periodo passato in Italia.
Io ad esempio ne posseggo 4 interi più diversi frammenti, ogni collezionista iscritto sui forum ne avrà altrettanti. In Italia quanti appassionati ci sono? Qualche migliaio almeno, quindi vorremmo credere che ci siano stati decine di migliaia di sergenti o ufficiali e che tutti han perso il fischietto?
Se qualcuno volesse approfondire le tecniche di guerra del periodo napoleonico può leggersi i libri che trova qui sotto.
Si sa che col passare degli anni i fischietti diventano lisci e grandi. E' certo che nella prima guerra mondiale vengono usati dai militari e compaiono in ordinamenti e fotografie varie.
Qui vedete un estratto di un catalogo per vendita a distanza di fine '800 inizi 1900. Tratto da questo sito http://jeanluc.matte.free.fr/catal/catalp.htm
Anche nel '700 erano sicuramente usati da chi impartiva gli ordini, infatti in molti resoconti di battaglie sono raccontati attimi di foga in cui i militari, durante gli scontri, non riuscivano più a capire gli ordini impartiti tramite i fischi, come ancora oggi si fa in marina.
Questo però non significa che tutti i fischietti che si trovano in giro sono di origine militare perché se no lo sarebbero anche le forchette, i coltelli, i chiodi e qualsivoglia altro oggetto di uso comune.
E' molto più probabile che fossero comuni oggetti presenti nelle tasche di ogni pastorello, contadino o cacciatore che scorrazzava per le nostre montagne e che fossero usati un po' da chiunque per comunicare a distanza. Non dimentichiamoci che fino a 50 o 60 anni fa il tempo trascorso nei boschi dai nostri avi era molto più di quello che ci trascorriamo oggi e che il cellulare non esisteva.
Quindi per una semplice questione di probabilità, è più facile che il fischietto che vi siete ritrovati in mano sia stato perso da un pastorello e non da un ufficiale/sergente di passaggio.
In ogni caso se qualcuno trovasse un qualche genere di documento che li rappresenti sarò il primo a cambiare idea.
giovedì 7 luglio 2016
Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea tra paesaggi foto e storia
Si arriva comodamente alla colla passando da Ormea muniti di un fuoristrada. Dalla piazza al centro del paese basta seguire la via che sale costeggiando un piccolo torrente e seguire le indicazioni per Cascine. Fino a tale borgata la via è asfaltata poi diventa sterrata e in certi punti non è bellissima a causa dei continui temporali e l'ormai sempre più scarsa manutenzione delle vie montane.
E' sovente imbattersi in mandrie o greggi durante la salita quindi prestate attenzione inoltre, se scendete nel pomeriggio, è frequente la nebbia data la vicinanza col mare.
Sabato scorso ho attraversato tutta la displuviale partendo dalla colla e arrivando fino al Pizzo di Ormea, durante tale gita, facile e ben segnalata, ho colto l'occasione per visitare e scovare i segni lasciati dall'esercito francese durante la Guerra delle Alpi o prima campagna d'Italia che dir si voglia.
Vi faccio un breve riassunto.
Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.
Prima dell'avvento di Napoleone Bonaparte nel 1794-95 si era giunti a una situazione di stallo tra l'esercito francese e l'esercito piemontese alleato con gli austriaci che si erano asserragliati sulle nostre montagne. Questa situazione perdurerà fino all'arrivo del piccolo Corso nel 1796, che incitò le sue truppe con la famosa frase:
da “Corréspondance” di Napoleone Bonaparte, vol. 1, n. 91, p. 107.
Da questi luoghi possiamo immaginare i Francesi ridotti alla fame guardare i loro avversari sulle montagne vicine e le ricche pianure del Piemonte subito dietro, ad un passo, dopo 2 anni di fatiche.
In poche parole quella che oggi chiameremmo la prima linea era proprio la Colla dei Termini. I Francesi avevano costruito più campi trincerati sulla displuviale e armato diversi bricchi nelle vicinanze. Sono ancora ben visibili le tracce delle ridotte a forma di stella realizzate con muri a secco presenti sulla Punta dei Termini e sul Bricco Ferrarine. Sulla Ciuaiera e su due bricchetti poco distanti che dominano il Passo della Valletta erano stati portati dei cannoni, si vede ancora bene la vecchia mulattiera, usata per trasportare i pezzi. Parte dalla Colla dei Termini prosegue a mezza costa con pendenza costante, scollina verso il Zottasso Soprano, scende in direzione del Passo della Valletta per risalire e fermarsi in una piccola piazzola sul bricco segnato a quota 2022 sulle IGM 1:25.000.
A giudicare dalle vecchie carte militare rintracciabili qui
http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/visua.php?uad=146180
anche tutta la zona dopo la Cima Ruscarina fino alla colla del Pizzo doveva essere trincerata, ma io non ho trovato tracce evidenti di lavori militari, se erano presenti il tempo li ha cancellati.
Notare inoltre dalla carta che anticamente l'attuale Ciuaiera era chiamata Cima Garassina e un nome simile a quello attuale "Coera" era la quota 2022 delle IGM.
Qualche tempo fa scattai queste foto proprio dalla colletta dove sbuca la ex mulattiera e si vede Bausetti con i due bricchetti su cui erano piazzati i cannoni a quota 2022.
Qui si vede bene la quota 2022 con una traccia che sale a mezza costa e si ferma in una piazzola.
Tra Bausetti e questi due bricchetti si combatté un aspra battaglia il 26 giugno 1795 dove venne riconosciuta anche una delle prime medaglie al valore della campagna al Granatiere Piemontese "Coer de Roi".
La particolare conformazione del territorio ad anfiteatro con aspri gradoni che salivano verso le due cime fece si che i francesi applaudirono i loro nemici, osservando l'audacia dei piemontesi che provavano ad attaccare sotto il fuoco incrociato praticamente senza speranza.
Questa invece è una visione dall'alto tratta dal sito
http://webgis.arpa.piemonte.it/flxview/GeoViewerArpa/
della Cima dei Termini, si vede bene la ridotta, la Colla è dove la strada curva.
Qui è un'immagine tratta dallo stesso sito della ridotta di Ferrarine, ancora oggi molto ben conservata, sulla vecchia carta la trovate col nome Rascarina o Ruscarina. Quindi anche in questo caso c'è una discordanza tra le moderne carte e le vecchie.
Ora vi metto qualche foto che ho scattato durante la mia gita, sono quasi tutte foto panoramiche ottenute unendo più foto. Vi consiglio di visualizzarle tramite il mio profilo flickr
https://www.flickr.com/photos/claudio82clod/
dove le trovate a grandezza reale e potete zoommarle al 100%, qui ho dovuto rimpicciolirle.
La prima è il cartello che indica l'arrivo sulla Colla dei Termini, sulla destra e sotto la strada era l'accampamento francese, sulla sinistra l'imbocco del sentiero per il Pizzo di Ormea.
Qui vedete tutta la cresta tra le due valli, in fondo il Pizzo d'Ormea con la sua classica forma ed a metà la Cima Ferrarine. Scattata subito dopo Cima dei Termini.
Siamo quasi arrivati su Cima Ferrarine si inizia a intravedere la sagoma della ridotta. Pensare che 200 anni fa qualcuno ha portato e impilato tutte quelle pietre così ordinatamente fa impressione.
Poco a Sud della cima voltandosi verso il mare la visuale era questa, purtroppo in Liguria era nuvoloso e non si vedeva il mare. Qui era stato approntato un altro accampamento francese.
Vista dai dirupi verso la Val Corsaglia la ridotta fa capire come fosse inattaccabile e facilmente difendibile dai francesi.
Il mio compare di avventure scruta le cime in fronte verso la Val Corsaglia dove 200 anni fa erano accampati e pronti a difendersi i nostri avi dell'esercito piemontese.
Queste sono alcune panoramiche scattate dalla ridotta di Cima Ferrarine, vi consiglio di aprirle su flickr.
Vista verso il Pizzo sulla destra appena visibile in Mongioie, il secondo più alto delle Alpi Marittime dopo il Marguareis.
La ridotta era abbastanza grande, circondata da un muro spesso circa un metro realizzato con pietre del luogo. Verso il Pizzo come si vede circa a metà di questo scatto si nota un'apertura nel muro, non so se sia stata fatta all'epoca o se è un adattamento di qualche contadino per trasformare la ridotta in un ottimo recinto.
Questa la visuale poco prima della Colla del Pizzo, si vede in basso il Lago del Pizzo di Ormea.
Questo il paesaggio tornati alla macchina, come vedete, nebbia che si tagliava con un grissino, poco dopo forte temporale a valle per fortuna non ero più su.
Aggiornamento 22/07/2016
Grazie ad Ale che mi ha mandato un po' di foto fatte durante una sua gita a Cima dei Termini, su cui è presente la ridotta che vi ho messo nella prima vista aerea.
Visione dal lato opposto, la ridotta di Punta dei Termini con sotto il sentiero da me percorso verso il Pizzo di Ormea. Probabilmente una vecchia mulattiera che serviva ad armare le ridotte su quel lato e permettere un veloce spostamento di truppe dalla colla a tutta la dorsale.
Vista dalla ridotta di termini sulla colla, al centro la Ciuaiera ex cima Garassina , anche lei un tempo fortificata.
I muretti a stella ancora perfettamente conservati.
Vista verso Bausetti, è la punta che spunta fuori. Notare una traccia della probabile mulattiera scavata dai francesi per armare i bricchi che avrebbero poi cannoneggiato su Bausetti.
Dalla colla dei termini la vecchia mulattiera è ben riconoscibile come si vede nella foto sottostante.



















































