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venerdì 2 ottobre 2026

Batteria della fototrappola guasta: ecco cosa c’era dentro

Una delle batterie che utilizzavo per alimentare una fototrappola nel bosco ha improvvisamente smesso di caricarsi. Si tratta di un pacco agli ioni di litio da circa 12 V e 5200 mAh: dopo una notte intera collegata al caricabatterie, rimaneva acceso soltanto il primo LED.

Ho deciso quindi di aprirla per capire cosa fosse successo.

La sorpresa è arrivata subito: all'interno il pacco batterie era costruito con sei celle, organizzate in gruppi di due celle in parallelo e tre gruppi collegati in serie. Le celle, a quanto pare, erano ancora perfettamente cariche e funzionanti. Il vero problema erano invece i collegamenti tra le celle.

Alcune delle linguette metalliche utilizzate per collegarle si erano staccate e presentavano evidenti segni di ossidazione e ruggine. Una situazione abbastanza comprensibile considerando che la batteria veniva utilizzata all'aperto, all'interno di una fototrappola, quindi in un ambiente inevitabilmente umido.

Ho quindi verificato una per una le celle e ricostruito i collegamenti, sostituendo quelli danneggiati. Una volta ripristinato il circuito, la batteria è tornata a fornire quasi 12 V anche sui connettori esterni.

A quel punto è stato possibile verificare anche il funzionamento del circuito di protezione e della ricarica. Insomma, una batteria che sembrava ormai da buttare era in realtà perfettamente recuperabile: il problema era semplicemente un collegamento interrotto.

Nel video vi mostro tutta la riparazione, dall'apertura del pacco batterie fino alle misurazioni delle singole celle e alla prova finale.



Un piccolo esempio di come, prima di buttare una batteria apparentemente guasta, possa valere la pena capire cosa è realmente successo.

Come sempre, nel video e nella descrizione trovate anche gli strumenti e i materiali utilizzati per la riparazione.

martedì 23 maggio 2023

Scopri la differenza tra le batterie alcaline e le batterie al zinco-carbone!


Ciao ragazzi! Oggi voglio mostrarvi la differenza tra due tipi di batterie apparentemente simili: le batterie alcaline e le batterie al zinco-carbone. Entrambe hanno una lunga durata, ma c'è una piccola differenza che potrebbe fare la differenza.




Le pile alcaline sono quelle che conosciamo tutti, solitamente usate da almeno trent'anni. Le pile zinco-carbone, invece, erano praticamente scomparse dal mercato, ma ultimamente sono tornate a circolare a causa di un prezzo inferiore e di una produzione più semplice. Entrambe le batterie hanno una tensione di 1,5 volt.

Ma qual è la differenza principale? Le pile alcaline mantengono una scarica più lineare nel tempo e praticamente non si auto-scaricano, il che significa che possono essere conservate per lungo tempo senza subire significative perdite di carica. Le pile al zinco-carbone, d'altra parte, hanno una discesa più rapida nella scarica, il che significa che potreste doverle sostituire prima. Inoltre, un altro svantaggio delle pile al zinco-carbone è che potreste acquistarle nuove, ma potrebbero già essere scariche.

Nel video, vi mostro anche come sono fatte all'interno. Le batterie alcaline hanno un catodo separato dal resto della batteria, mentre le batterie al zinco-carbone hanno una divisione tra il polo positivo e il contenitore in zinco. Potrete vedere i materiali utilizzati e come funzionano.

Se il video vi è piaciuto, vi invito a iscrivervi al canale e lasciare un like. 
Non perdete le foto che ho inserito per capire meglio la struttura interna delle batterie. 
Grazie per la visione e ci vediamo presto!