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mercoledì 1 aprile 2026

Recupero dell’oro da un oggetto dorato: prova pratica con acido nitrico

In questo video vi mostro un tentativo di recupero dell’oro da un piccolo oggetto arrugginito, apparentemente senza valore, ma che presenta ancora una leggera doratura color oro rosato.

Buttarlo via mi dispiaceva, quindi ho deciso di provare a recuperare quel poco oro residuo, giusto per vedere cosa si riesce a salvare.

Un’alternativa sarebbe stata fonderlo insieme ad altri metalli, ma quella sarà magari materia per un altro video.

Analisi iniziale e peso dell’oggetto ⚖️

L’oggetto in questione pesa 4,95 grammi.

Visivamente:

la parte esterna è ossidata

la doratura è sottile

l’interno sembra essere rame o una lega simile

In teoria, utilizzando acido nitrico in quantità adeguata, è possibile sciogliere i metalli di base e lasciare l’oro libero sotto forma di residui solidi.

Scioglimento con acido nitrico 🧪

La procedura mostrata nel video è la seguente:

Inserimento dell’oggetto in un contenitore

Aggiunta di circa 20 ml di acqua

Aggiunta graduale di acido nitrico (inizialmente meno del previsto per evitare reazioni troppo violente)

⚠️ Tutta la reazione viene gestita con attenzione e spostandosi all’aperto, vista la produzione di fumi.

Dopo circa un giorno, la maggior parte del metallo risulta sciolta.

Attesa, controllo e filtrazione ⏳

Dopo circa una settimana di reazione:

il metallo di base è praticamente scomparso

restano piccoli frammenti d’oro visibili

Per sicurezza viene anche valutata l’eventuale presenza di argento (molto improbabile in questo caso).

A questo punto si procede con:

filtrazione

più risciacqui con acqua distillata

separazione del residuo solido

Il liquido finale risulta limpido, segno che la filtrazione è andata a buon fine.

Risultato finale 🟡

La quantità di oro recuperata è molto ridotta, come prevedibile trattandosi di una semplice doratura.

Per questo motivo:

non vale la pena procedere con l’acqua regia

il residuo viene lasciato ad asciugare

verrà conservato insieme ad altri filtri per un trattamento cumulativo futuro

Questo è un approccio pratico e sensato quando si lavora con micro-quantità di oro.

mercoledì 11 marzo 2026

Recupero e raffinazione dell’oro dai filtri: dalla cenere alla fusione finale

In questo nuovo video torniamo a parlare di recupero dell’oro, partendo da un materiale che spesso viene sottovalutato: i filtri usati durante le lavorazioni chimiche.



Se seguite il canale, questo materiale vi sarà familiare:
proviene da precedenti video, tra cui il recupero dell’oro da un ciondolo placcato in pessime condizioni, sciolto tempo fa.
Ora è arrivato il momento di trattare tutti i filtri accumulati e vedere cosa si riesce davvero a recuperare.

Incenerimento dei filtri 🔥

Il primo passaggio è l’incenerimento:

tutti i filtri vengono raccolti

inseriti nella stufa

ridotti completamente in cenere

Questo serve a eliminare:

carta

residui organici

impurità grossolane

Alla fine resta solo il materiale minerale, dove possono essere presenti pagliuzze d’oro finissime, tipiche delle dorature.

Perché non lavare subito le ceneri? ⚠️

In teoria si potrebbe:

lavare

separare la parte galleggiante

Ma il rischio è alto:
le pagliuzze d’oro da placcatura sono microscopiche e rischierebbero di finire nello scarto.

Per questo si sceglie un approccio più sicuro:
👉 trattamento chimico completo.

Trattamento con acido nitrico 🧪

Le ceneri vengono:

triturate finemente

messe in un bicchiere

bagnate con acqua distillata

trattate con acido nitrico

Scopo:

eliminare eventuali residui di rame

sciogliere argento o metalli base

lasciare solo l’oro insolubile

Dopo i lavaggi, si passa alla fase successiva.

Acqua regia: scioglimento dell’oro ⚗️

Dopo aver eliminato le impurità, si procede con l’acqua regia (miscela di acido cloridrico e acido nitrico).

Nel video viene spiegato il calcolo:

circa 3 ml di acqua regia sciolgono 1 g di oro

la quantità usata è ampiamente sufficiente per l’oro presente

Durante la reazione:

si formano fumi di ossidi di azoto

tutto viene gestito all’aperto

Viene aggiunto anche un avanzo di soluzione aurifera da lavorazioni precedenti.

Filtrazione e concentrazione della soluzione ⏳

Dopo circa un giorno:

la reazione è terminata

il liquido non mostra più colorazioni attive

Si procede quindi con:

filtrazione

più lavaggi

successiva concentrazione per evaporazione

Il volume passa da circa 300 ml a meno di 100 ml, eliminando:

eccesso di liquido

eccesso di acidi

Precipitazione dell’oro con metabisolfito 🟤

A questo punto si aggiunge direttamente il metabisolfito di sodio, senza scioglierlo in acqua.

Il risultato è immediato:

la soluzione si scurisce

l’oro precipita rapidamente

dopo poche ore si vede chiaramente il deposito sul fondo

Dopo un giorno:
👉 l’oro è completamente precipitato.

Test con cloruro di stagno 🔍

Prima dei lavaggi finali, viene fatto un test con cloruro di stagno per verificare:

se è rimasto oro in soluzione

se serve un’ulteriore precipitazione

Il test non mostra colorazioni:
✅ tutto l’oro è già precipitato

In ogni caso, i liquidi non vengono mai scaricati, ma trattati nel bagno di rame, dove eventuali metalli preziosi residui vengono cementati.

Lavaggi dell’oro 🧼

La sequenza corretta è fondamentale:

Lavaggi abbondanti in acqua distillata

per eliminare ogni traccia di acido nitrico

Lavaggi in acido cloridrico

rimuovono impurità solubili

Ultimi lavaggi in acqua

Dopo il terzo lavaggio in HCl:

l’acido non si colora più

l’oro risulta quasi puro

Essiccazione e fusione dell’oro 🔥🟡

L’oro viene:

trasferito nel crogiolo

asciugato completamente

pesato (con tara)

Segue la fusione:

inizialmente si formano due piccole palline

successivamente rifuse in un’unica pallina d’oro

Il risultato finale non sarà perfetto esteticamente, ma è oro reale, recuperato da materiale che molti butterebbero via.

lunedì 20 ottobre 2025

Esperimento: recupero di oro e argento da un vecchio portachiavi

Ciao a tutti!

In questo nuovo video vi porto in un esperimento davvero curioso: ho trovato per terra quello che restava di un vecchio portachiavi, con incisa la scritta “acciaio e oro”, e ho deciso di scoprire quanto oro e argento conteneva davvero!

👉 Guarda il video completo qui sotto per seguire tutto il processo passo passo!



Dal portachiavi alla lega preziosa

Dopo aver smontato e pesato i pezzi, ho scoperto che contenevano una piccola quantità di oro (0,25 g) e circa 3 g di argento. Da lì è iniziato l’esperimento: fondere i metalli, creare una lega e provare a purificare l’oro con metodi chimici da laboratorio.

Nel video ti mostro:

Come preparare la lega con oro e argento in giuste proporzioni.

La prova con acido nitrico, per verificare la purezza dell’oro.

Il processo di purificazione con acido nitrico e poi acquaragia (miscela di acido cloridrico e nitrico).

Il recupero dell’argento cementato su rame e la precipitazione dell’oro con metabisolfito.

Infine, la fusione dei metalli con fiamma ossidrica e la creazione delle due piccole pepite: una d’oro e una d’argento puro!

Un esperimento complesso ma affascinante, che unisce chimica, curiosità e passione per il recupero dei metalli preziosi.

Alla fine del processo ho ottenuto:

🟡 circa 0,1 g di oro puro,

⚪ circa 0,7 g di argento puro.

Può sembrare poco, ma la soddisfazione di averli estratti e fusi personalmente non ha prezzo!

Perché guardare il video

Se ti piacciono gli esperimenti con metalli, il recupero di oro e argento, o semplicemente vuoi vedere un progetto di chimica pratica e fai da te, questo video fa per te.

Mostro ogni passaggio con cura e spiego le reazioni chimiche in modo semplice, così puoi capire come funziona davvero il processo.

📌 In descrizione troverai anche i link ai prodotti usati per la fusione e alla fiamma ossidrica del video.

Conclusione

Trasformare un oggetto dimenticato in due piccole pepite di oro e argento è stato un esperimento entusiasmante e istruttivo.

Guarda il video completo, lascia un like, iscriviti al canale e fammi sapere nei commenti se ti piacerebbe vedere altri esperimenti di recupero metalli!

lunedì 17 marzo 2025

Come trovare argento da contatti relè a costo zero

Ho provato a recuperare argento da contatti di relè particolari. Pensavo di trovare tanto argento ma ho scoperto poco dopo che il grosso del materiale non si scioglieva in acido nitrico. Quindi si tratta di qualche lega particolare che fa da supporto al resto.

Ho comunque ricavato un po' di metallo nobile.





lunedì 2 ottobre 2023

In due minuti togliamo l'oro dai contatti elettrici - scrap gold contact

In due minuti vediamo come è possibile rimuovere la placcatura in oro dai contatti elettrici.

In questo video ho voluto sperimentare il recupero dell'oro dai piedini.

L'esperimento è iniziato con la pesatura dei piedini, che hanno un peso di circa 7,32 grammi. Successivamente, i piedini sono stati coperti con acqua distillata e acido nitrico, in un rapporto di 1:1.

La reazione è iniziata immediatamente, con la produzione di fumi tossici. Per questo motivo, l'esperimento è stato condotto all'aria aperta.

Dopo circa un giorno, ho aggiunto ancora acido nitrico per tre volte. Alla fine, ho verificato che i vapori erano cessati, segno che la reazione era terminata.

A questo punto, in teoria, il rame presente nei piedini era stato completamente sciolto. Per recuperarlo, sarebbe stato necessario filtrare la soluzione e dissolvere l'oro in acqua regia. Successivamente, l'oro avrebbe dovuto essere precipitato per ottenere l'oro puro.

Ho deciso di non procedere con questi passaggi, in quanto il quantitativo di oro recuperabile era troppo piccolo.

Infatti, il filtro ha mostrato solo piccole quantità di oro, non sufficienti a giustificare la complessità dei passaggi successivi.

Conclusione

Questo esperimento è interessante, ma mostra che il recupero dell'oro dai piedini è un processo poco redditizio.

Per ottenere un quantitativo di oro significativo, sarebbe necessario trattare una quantità molto grande di piedini. Questo comporterebbe un notevole dispendio di tempo, denaro e risorse.

Inoltre, i passaggi necessari per recuperare l'oro sono complessi e pericolosi.

Per questi motivi, il recupero dell'oro dai piedini è un'operazione che non è generalmente praticata.



mercoledì 12 aprile 2023

Come recuperare oro da piatti e bicchieri

Oggi ho deciso di fare un nuovo esperimento, purtroppo ho rotto una vecchia coppetta che apparteneva alla mia lontana zia. Era un oggetto molto prezioso per mia madre, ma purtroppo è caduto e non c'è modo di ripararlo. Tuttavia, ho notato che c'era una foglia d'oro all'interno della coppetta, e ho deciso di vedere se fosse possibile recuperarla.

Ho effettuato alcuni test, come l'utilizzo di acido nitrico e acido cloridrico per vedere se l'oro si sciolgeva o si staccava. Dopo aver provato l'acqua regia, ho finalmente ottenuto l'oro disciolto dalla coppetta e ho filtrato la soluzione. Purtroppo, dopo un giorno, ho notato che il quantitativo di oro ottenuto era molto ridotto.

In ogni caso, è stato un esperimento molto interessante e stimolante, e ho imparato molto su come recuperare l'oro da oggetti danneggiati. Spero che il video vi sia piaciuto e vi abbia dato qualche spunto per nuovi esperimenti. Ci vediamo al prossimo video!