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mercoledì 16 aprile 2025

ANTIPASTO GARGANTUA - Pulizia in ossalico - oxalic cleaning

Video veloce veloce sui risultati ottenuti dalla pulizia di alcune latte di cibo trovate in una discarica di alta quota sul fronte alpino occidentale.

La casermetta era occupata da militari della gaf e dagli alpini del primo reggimento.

Nonostante le pessime condizioni mi sono divertito con la pulizia.

Un salto nel passato per sentirsi un po' più vicini ai nostri vecchi.






martedì 16 aprile 2024

Restauro Elmetto m33 con acido ossalico della seconda guerra mondiale - WW2 Elmet Restoration

Oggi vediamo un video completo sul trattamento di un elmetto italiano della seconda guerra mondiale con acido ossalico. 
Qualche link utile e sotto i miei social.



mercoledì 14 aprile 2021

Tagliacarte da trincea - Trench art knife

In questo video vi mostro un tagliacarte realizzato partendo dalla corona di fornzamento di un proiettile d'artiglieria della prima guerra mondiale. 


Come vedete sul manico sono ancora presenti i segni della rigatura lasciati dalla rigatura del cannone all'atto dello sparo. 

La rigatura della canna è elicoidale e fa si che il proiettile, durante il suo cammino all'interno della stessa, è costretto a iniziare un movimento di rotazione attorno al suo asse. Il moto del proietto risulta, per effetto giroscopico, molto più stabile e se ne può aumentare la gittata e la precisione. 

Un problema che hanno dovuto affrontare i primi ingegneri fu quello dell'enorme attrito che si sviluppava tra la canna e il proietto, entrambi in materiale acciaioso. Questo attrito si trasformava in calore che a sua volta poteva creare grippaggi, esplosioni precoci del proiettile ed usura anticipata dell'arma. 

Arrivarono presto alla conclusione che serviva un secondo metallo piu tenero che facesse da intermediario tra i due. All'inizio venne scelto il piombo, poi si arrivò al rame. 

Nel video è presente anche un coltello da me realizzato, qui trovate l'articolo con le fasi di lavorazione che avevo scritto a suo tempo.

https://storieefoto.blogspot.com/2018...​ 

Una curiosa lettura su chi fece cose simili anche dopo la seconda guerra mondiale. https://amzn.to/3fS8HLs


giovedì 7 luglio 2016

Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea tra paesaggi foto e storia

La Colla dei Termini è situata sul confine tra la Val Corsaglia e la Val Tanaro in provincia di Cuneo, su di essa transita un vecchio sentiero che ha origini antichissime, probabilmente una delle vecchie vie marenche che univano il Piemonte al mare.
Si arriva comodamente alla colla passando da Ormea muniti di un fuoristrada. Dalla piazza al centro del paese basta seguire la via che sale costeggiando un piccolo torrente e seguire le indicazioni per Cascine. Fino a tale borgata la via è asfaltata poi diventa sterrata e in certi punti non è bellissima a causa dei continui temporali e l'ormai sempre più scarsa manutenzione delle vie montane.
E' sovente imbattersi in mandrie o greggi durante la salita quindi prestate attenzione inoltre, se scendete nel pomeriggio, è frequente la nebbia data la vicinanza col mare.
Sabato scorso ho attraversato tutta la displuviale partendo dalla colla e arrivando fino al Pizzo di Ormea, durante tale gita, facile e ben segnalata, ho colto l'occasione per visitare e scovare i segni lasciati dall'esercito francese durante la Guerra delle Alpi o prima campagna d'Italia che dir si voglia.
Vi faccio un breve riassunto. 

Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.

Prima dell'avvento di Napoleone Bonaparte nel 1794-95 si era giunti a una situazione di stallo tra l'esercito francese e l'esercito piemontese alleato con gli austriaci che si erano asserragliati sulle nostre montagne. Questa situazione perdurerà fino all'arrivo del piccolo Corso nel 1796, che incitò le sue truppe con la famosa frase:

«Soldati! Voi siete nudi e mal nutriti; la Francia vi deve molto ma non può darvi nulla. La  pazienza ed il coraggio che avete dimostrato tra queste rocce sono ammirevoli, ma non vi hanno dato  gloria: nemmeno un’ombra ne ricade su di voi. Io vi condurrò nelle più fertili pianure della terra. Province ricche, città opulente, cadranno in vostro potere; vi troverete ricchezze, onori e gloria. Soldati dell’Armata d’Italia! Vi lascerete mancare il coraggio e la perseveranza?».
da “Corréspondance” di Napoleone Bonaparte, vol. 1, n. 91, p. 107.

Da questi luoghi possiamo immaginare i Francesi ridotti alla fame guardare i loro avversari sulle montagne vicine e le ricche pianure del Piemonte subito dietro, ad un passo, dopo 2 anni di fatiche.
La zona dell'alta Val Tanaro era controllata dai Francesi che scendevano fino quasi a Garessio, invece i Piemontesi avevano costruito una linea difensiva sulle montagne che confinavano con detta valle. Erano stati costruiti campi trincerati sulla colla di Casotto, ancora oggi si può vedere sulle IGM una zona denominata l'accampamento, a Pra Robert, e quasi tutte le cime vicine erano munite di fortificazioni. Su Cima Robert e Bausetti si vedono ancora bene le ridotte a stella, sul Bric Mindino è parzialmente visibile la stella rovinata dall'attuale croce.
In poche parole quella che oggi chiameremmo la prima linea era proprio la Colla dei Termini. I Francesi avevano costruito più campi trincerati sulla displuviale e armato diversi bricchi nelle vicinanze. Sono ancora ben visibili le tracce delle ridotte a forma di stella realizzate con muri a secco presenti sulla Punta dei Termini e sul Bricco Ferrarine. Sulla Ciuaiera e su due bricchetti poco distanti che dominano il Passo della Valletta erano stati portati dei cannoni, si vede ancora bene la vecchia mulattiera, usata per trasportare i pezzi. Parte dalla Colla dei Termini prosegue a mezza costa con pendenza costante, scollina verso il Zottasso Soprano, scende in direzione del Passo della Valletta per risalire e fermarsi in una piccola piazzola sul bricco segnato a quota 2022 sulle IGM 1:25.000.
A giudicare dalle vecchie carte militare rintracciabili qui

http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/visua.php?uad=146180

anche tutta la zona dopo la Cima Ruscarina fino alla colla del Pizzo doveva essere trincerata, ma io non ho trovato tracce evidenti di lavori militari, se erano presenti il tempo li ha cancellati.
Notare inoltre dalla carta che anticamente l'attuale Ciuaiera era chiamata Cima Garassina e un nome simile a quello attuale "Coera" era la quota 2022 delle IGM.


vecchia carta Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Qualche tempo fa scattai queste foto proprio dalla colletta dove sbuca la ex mulattiera e si vede Bausetti con i due bricchetti su cui erano piazzati i cannoni a quota 2022.

vecchia carta Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Qui si vede bene la quota 2022 con una traccia che sale a mezza costa e si ferma in una piazzola.

vecchia carta Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Tra Bausetti e questi due bricchetti si combatté un aspra battaglia il 26 giugno 1795 dove venne riconosciuta anche una delle prime medaglie al valore della campagna al Granatiere Piemontese "Coer de Roi".
La particolare conformazione del territorio ad anfiteatro con aspri gradoni che salivano verso le due cime fece si che i francesi applaudirono i loro nemici, osservando l'audacia dei piemontesi che provavano ad attaccare sotto il fuoco incrociato praticamente senza speranza.

Questa invece è una visione dall'alto tratta dal sito 

http://webgis.arpa.piemonte.it/flxview/GeoViewerArpa/

della Cima dei Termini, si vede bene la ridotta, la Colla è dove la strada curva.


vecchia carta Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Qui è un'immagine tratta dallo stesso sito della ridotta di Ferrarine, ancora oggi molto ben conservata, sulla vecchia carta la trovate col nome Rascarina o Ruscarina. Quindi anche in questo caso c'è una discordanza tra le moderne carte e le vecchie.


vecchia carta Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Ora vi metto qualche foto che ho scattato durante la mia gita, sono quasi tutte foto panoramiche ottenute unendo più foto. Vi consiglio di visualizzarle tramite il mio profilo flickr 

https://www.flickr.com/photos/claudio82clod/

dove le trovate a grandezza reale e potete zoommarle al 100%, qui ho dovuto rimpicciolirle.

La prima è il cartello che indica l'arrivo sulla Colla dei Termini, sulla destra e sotto la strada era l'accampamento francese, sulla sinistra l'imbocco del sentiero per il Pizzo di Ormea.

vecchia carta Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Qui vedete tutta la cresta tra le due valli, in fondo il Pizzo d'Ormea con la sua classica forma ed a metà la Cima Ferrarine. Scattata subito dopo Cima dei Termini.

vecchia carta Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Siamo quasi arrivati su Cima Ferrarine si inizia a intravedere la sagoma della ridotta. Pensare che 200 anni fa qualcuno ha portato e impilato tutte quelle pietre così ordinatamente fa impressione.

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Poco a Sud della cima voltandosi verso il mare la visuale era questa, purtroppo in Liguria era nuvoloso e non si vedeva il mare. Qui era stato approntato un altro accampamento francese.

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Vista dai dirupi verso la Val Corsaglia la ridotta fa capire come fosse inattaccabile e facilmente difendibile dai francesi.

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Il mio compare di avventure scruta le cime in fronte verso la Val Corsaglia dove 200 anni fa erano accampati e pronti a difendersi i nostri avi dell'esercito piemontese.

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Queste sono alcune panoramiche scattate dalla ridotta di Cima Ferrarine, vi consiglio di aprirle su flickr.

Vista verso il Pizzo sulla destra appena visibile in Mongioie, il secondo più alto delle Alpi Marittime dopo il Marguareis.
La ridotta era abbastanza grande, circondata da un muro spesso circa un metro realizzato con pietre del luogo. Verso il Pizzo come si vede circa a metà di questo scatto si nota un'apertura nel muro, non so se sia stata fatta all'epoca o se è un adattamento di qualche contadino per trasformare la ridotta in un ottimo recinto.


ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro


Vista da un'altra delle punte della ridotta. Sotto la Val Corsaglia. Tutto a destra la Colla dei Termini.

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Siamo poi scesi da Ferrarine e saliti su Ruscarina, durante la salita la ridotta si vedeva così, abbiamo notato solo un piccolo muretto a secco a circa metà discesa. Dove spiana invece è presente un leggero piano forse artificiale in cui sarebbero potute alloggiare 2 o 3 tende.
Notare le nebbie che stavano salendo dalla Liguria, da li a poco ci avrebbero chiuso ogni visuale, chissà quante volte i soldati hanno visto questa scena e han passato mesi interi alle intemperie.

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Questa la visuale poco prima della Colla del Pizzo, si vede in basso il Lago del Pizzo di Ormea.

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Guardando dal lato opposto la visuale dalla colla era questa, si vede il Torrente Corsaglia che nasce e origina l'omonima valle, in faccia il monte Mongioie. Qui non ho notato nessun segno che possa essere attribuito alle opere militari di fine 1700 anche se è probabile che questo colletto fosse presidiato visto che è comunque segnato come transitabile già nelle vecchie carte.

nascita del corsaglia, val corsaglia cuneo

Questo il paesaggio tornati alla macchina, come vedete, nebbia che si tagliava con un grissino, poco dopo forte temporale a valle per fortuna non ero più su.


mucche nella nebbia

Aggiornamento 22/07/2016
Grazie ad Ale che mi ha mandato un po' di foto fatte durante una sua gita a Cima dei Termini, su cui è presente la ridotta che vi ho messo nella prima vista aerea.

Visione dal lato opposto, la ridotta di Punta dei Termini con sotto il sentiero da me percorso verso il Pizzo di Ormea. Probabilmente una vecchia mulattiera che serviva ad armare le ridotte su quel lato e permettere un veloce spostamento di truppe dalla colla a tutta la dorsale.

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea

Vista dalla ridotta di termini sulla colla, al centro la Ciuaiera ex cima Garassina , anche lei un tempo fortificata.

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea

I muretti a stella ancora perfettamente conservati.

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea

Vista verso Bausetti, è la punta che spunta fuori. Notare una traccia della probabile mulattiera scavata dai francesi per armare i bricchi che avrebbero poi cannoneggiato su Bausetti.

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea

Dalla colla dei termini la vecchia mulattiera è ben riconoscibile come si vede nella foto sottostante.

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea

giovedì 5 maggio 2016

5 maggio 1936 - L'Etiopia è nuovamente Italiana.... per poco.



Oggi è il 5 maggio, andrò un po' contro corrente.

Tutti pensano a Napoleone in questa data, ricordandosi della sua dipartita da questo mondo.
Lo stesso giorno però, esattamente 80 anni fa, finì anche la seconda guerra di Italo-Etiope con l'occupazione di Adis Abeba da parte Italiana. Eravamo nel 1936 e l'Italia di allora si accingeva a diventare anche lei una potenza europea con le sue colonie e domini africani. La cosa durò pochi anni perché ben presto, con l'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale, le sue colonie divennero a tutti gli effetti bersagli per gli stati alleati e in poco tempo liberate.

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Io in collezione ho poca roba delle campagne africane, l'oggetto che mi piace di più di questo periodo è quest'anello.

Recuperato da un rigattiere per pochi euro, purtroppo gli smalti sono brutti ma non è facile trovarne e non me ne sono più capitati per le mani.

Il braccialetto ha probabilmente le stesse origini visto che chi l'aveva mi ha assicurato fossero assieme. La cosa curiosa è la scritta in inglese e la pallottola di un carcano applicata alla chiusura.

Magari un nostro allora nemico se l'era portato da casa come ricordo dell'amata, poi divenne preda bellica di un soldato italiano che, tornato in patria, se lo dimenticò in un cassetto assieme all'anello.



5 maggio 1936 adis abeba anello ring italia italy



5 maggio 1936 adis abeba anello ring italia italy braccialetto for you carcano 1891



In collezione ho anche una medaglia curiosa che non è comune vedere in Italia, l'ho presa su ebay qualche tempo fa andando un po' al buio. Ho capito che era roba Etiope, come data era compatibile con gli eventi bellici Italiani e per 30 € l'ho presa. Forse si potrebbe trovarla a meno, ma non è facile.

E' la medaglia istituita dall'imperatore Haile Selassie I nel 1941 per riconoscere i servizi prestati dai militari Etiopi o Inglesi per combattere gli Italiani invasori. Coniata a Londra da Mappin & Webb.

Il nastrino porta i colori della bandiera etiope Verde Giallo e Rosso.

Ha forma di una croce copta sormontata dalla corona imperiale, misura 43 x 59 mm e pesa 37 grammi.
Su un lato porta la stella della Trinità circondata da scritte in caratteri Etiopi. In lingua locale, l' amharico, le scritte recitano “Star of Victory 1933. Unforgettable Achievement” (1933 perché è nel calendario Etiope). Sul lato opposto invece è riportala la scritta in caratteri occidentali “Star of Victory 1941"




Star of Victory 1933. Unforgettable Achievement 1941 Stella della vittoria etiopia ethiopia

Star of Victory 1933. Unforgettable Achievement 1941 Stella della vittoria etiopia ethiopia

Star of Victory 1933. Unforgettable Achievement 1941 Stella della vittoria etiopia ethiopia

Star of Victory 1933. Unforgettable Achievement 1941 Stella della vittoria etiopia ethiopia

Venne rilasciata in due versioni, quella per i militari Etiopi e quella per il personale ausiliario come gli Inglesi e il personale sanitario.

Questa la foto di una seconda versione presa dal web.


Ne esiste anche una versione ridotta che misura 37 x 26 mm come potete vedere da questa foto presa dal web. 


Per chi volesse approfondire la faleristica Etiope può visitare questi siti.








sabato 23 maggio 2015

23 Maggio 1915 - Cento anni fa l'Italia iniziava la sua prima guerra mondiale



Ciao a tutti, non ho voglia di fare commenti su una guerra su cui si è già detto di tutto e di più.

Vorrei solo ricordare il primo caduto italiano, Giusto Riccardo, molte volte chiamato erroneamente Di Giusto, e sperare che cose così abominevoli non accadano mai più.




Dalla testimonianza di Chino Ermacora,

come riportata nel volume "Il Battaglione Cividale nella Guerra 1915-18", pag 49


<<La sera del 23 maggio giunge un dispaccio al Comando del Battaglione.
Gli Ufficiali si radunano a rapporto. Al tramonto, squilla l'adunata.
L'ordine è di tenersi pronti e dormire vestiti, perché la sveglia sarebbe suonata per tempo.
Mezz'ora dopo, eravamo sprofondati nel fieno odoroso, addossati gli uni agli altri. Qualche parola, un rumore metallico di gavette contro le buffetterie; lo sfiatar delle mucche nella stalla sottostante; un odore acuto di letame.
Poche ore dopo (non era ancora mezzanotte) un fanalaccio scorre sui nostri volti. "Sveglia e silenzio: guai a chi accende fiammiferi!"
Ci muoviamo con le membra indolenzite, mezzo intirizziti. Scendiamo una scala a pioli. L'oscurità è fonda; bisogna servirsi delle mani in luogo degli occhi.
A poco a poco, però, si comincia a discernere le masse scure delle case e degli alberi, il biancore della mulattiera.
Volano ordini sottovoce, s'odono dei fischi.
Assistiamo non so per quanto tempo (la nozione del tempo s'era andata a mano a mano perdendo) alla sfilata di uno o due battaglioni piemontesi: sono Alpini che avevamo conosciuti di sfuggita qualche giorno innanzi.
Marciano in silenzio. S'avverte soltanto il rumore secco delle scarpe ferrate sui ciotoli. Finalmente ci accodiamo in fila indiana.
Era scoppiata la guerra, ma nessuno di noi lo sapeva. Raggiungiamo la sommità dello spartiacque: il confine.
Ad un tratto ci pare di udire due colpi. Chi è stato? la domanda vola da uno all'altro senza trovare risposta.
Ma la risposta l'abbiamo poco dopo, passando vicino alla cappella Schlieme: sul ciglio del sentiero, riverso nell'erba, geme un soldato austriaco.
E' un adolescente. Invoca la madre lontana: "Meine Mutter! Meine Mutter!"
Altri colpi, più fitti stavolta.
E' caduto uno dei nostri. Lo scorgo, infatti, tra due compagni curvi, supino sull'erba: è il soldato Di Giusto Riccardo da Udine - 16^ Compagnia, classe 1895 - il compagno biondo e taciturno, il primo Caduto nella grande guerra.
Mi chino su di lui un istante.
Alla luce crepuscolare scorgo un forellino nella sua fronte, sotto i capelli.
Un filo di sangue gli si arresta in un'orbita .... Sfioro il volto con la mano: è tiepido ancora ... >>


Per maggiori info http://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Di_Giusto


Io personalmente ricordo Galliano Giovanni, fratello di mio bisnonno, ormai finita la guerra, morì a causa di un incidente su una funivia durante lo smantellamento delle linee del fronte. I suoi genitori ricevettero la pensione di guerra che poi venne negata, dovettero anche restituire quello che avevano incassato e piangere un figlio. Solo io a distanza di 100 anni ho scoperto dove è sepolto e mi sono promesso di andarlo a trovare.


Custodisco gelosamente alcune lettere dal fronte dei due fratelli che ho trovato i soffitta nella vecchia casa di famiglia e alcune fotografie.


Le condivido con voi

Galliano Giorgio e Giovanni

I due fratelli Galliano Giorgio e Giovanni si salutano prima della partenza per il fronte.

Primo Reggimento Alpini, Battaglione Ceva, Pamparato, Classi 1889 1890 1891 1892 1893 01/08/1914

Primo Reggimento Alpini, Battaglione Ceva, Pamparato, Classi 1889 1890 1891 1892 1893 01/08/1914



Addestramento con le mitragliatrici


Vi segnalo infine questa pagina ricca di testimonianze di combattenti della prima guerra mondiale residenti nel cuneese.


http://www.bibliolab.it/materiali_dida/mat_forum/gmat6.htm

RIP a tutti i caduti di tutte le guerre.





venerdì 17 maggio 2013

Piastrino tedesco di un prigioniero di guerra

Quella che oggi vi voglio raccontare su storie e foto è la storia di un vero colpo di fortuna.
All'ultimo mercatino non ho trovato nulla, me ne stavo andando e la maggior parte dei banchetti stava ritirando la merce dato anche il mal tempo.
In realtà qualcosa di bello l'avevo visto ma i prezzi erano davvero folli specialmente per questi periodi dove i soldi sono sempre pochi.
Ad un certo punto in una di quelle cassette piene di ferracci vedo una piastrina di metallo quadrata con tre fori. Subito ho pensato a qualche targhetta di qualche gavetta o simili, la prendo in mano e sorpresa.
Mi accorgo che è una piastrina militare avendo le scritte sulle due metà specchiate rispetto all'asse centrale che è traforato per permetterne il distacco in caso di bisogno.
I tre fori e la fattura mi ricordano le piastrine tedesche, ma quelle normalmente sono ovali questa invece è rettangolare. Purtroppo non conosco il tedesco ma le scritte e i caratteri impressi mi ricordano lo stile del periodo bellico, quindi, anche senza sapere cosa sia di preciso, la prendo, mi chiede 10 €, la porto via a 5 €.

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Le scritte impresse sono:

STALAG IA/EB
Nr. 14756 FZ (sotto FZ ci sono due 0 impressi con meno forza ruotati di 90°, pensavo a qualcosa di casuale, ma compaiono in entrambi i versi)
JT

Arrivato a casa faccio una breve ricerca in internet e mi accorgo che la scritta STALAG sta a indicare i campi di prigionia tedeschi della seconda guerra mondiale, in cui venivano internati i militari nemici catturati e i militari tedeschi indisciplinati.

Trovo su questo sito http://www.pegasusarchive.org/pow/Stalag.htm che la dicitura IA/EB indica lo stalag di Ebenrode odierna Nesterov in Russia.
Le cifre stanno ad indicare il numero di matricola e FZ JT probabilmente qualche classificazione del prigioniero interna al campo.

A questo punto inizio a fantasticare su che storia possa aver avuto questa piastrina, magari un militare italiano o partigiano catturato dopo l'8 Settembre, non vi nascondo che questa ipotesi è quella che mi piace di più perché mio nonno venne catturato dai tedeschi e si passò un brutto periodo di prigionia in Germania quindi probabilmente aveva un piastrino come questo; altra ipotesi quella di un militare internato di qualche esercito straniero che sulla via del ritorno, finita la guerra, l'ha buttato oppure un militare russo o tedesco che, dopo un periodo d'internamento, è stato mandato in prima linea a combattere contro i partigiani. Chi lo sa, solo la macchina del tempo potrebbe svelarci la storia di quest'oggetto, io sono contento lo stesso.

Ed eccolo appena ritrovato e dopo un veloce restauro.

Piastrino tedesco rettangolare prigioniero di guerra

Piastrino tedesco rettangolare prigioniero di guerra

Piastrino tedesco rettangolare prigioniero di guerra


What today I want to tell you the story of a real stroke of luck.
Last flea market I have not found anything, I was leaving and most of the banquets was withdrawing the goods because there was bad weather.
In fact I had seen something beautiful but the prices were really crazy especially for those periods where the money is always short.
After a while in one of those boxes full of old iron I see a square metal plate with three holes. Immediately I thought of a plate of some mess, I'll take it in hand and surprise.

I notice that is a plate having the military written on the two halves mirrored with respect to the central axis that is perforated to allow the tear in case of need.
The three holes and the bill remind me of the German plates, but those usually are oval instead this is rectangular. Unfortunately I do not know German, but the writing and characters imprinted remind me the style of the second world war, so even without knowing what it is exactly, I'll take it, ask me € 10, taking her away to 5 €.


The inscriptions are engraved:

STALAG IA/EB
Nr. 14756 FZ
JT

When I got home I do a brief search on the internet and find out that the word STALAG indicates the German prison camps of World War II, where they were interned captured enemy soldiers and undisciplined German soldiers.

I find it on this site http://www.pegasusarchive.org/pow/Stalag.htm that the wording IA / EB indicates the stalag of Ebenrode Nesterov in today's Russia.
The figures are to indicate the number and FZ JT probably some internal classification of the prisoner at the camp.

At this point I start to fantasize about that story may have had this plate, maybe an Italian military or partisan captured after September 8, I will not conceal that this hypothesis is the one I like best because my grandfather was captured by the Germans and passed a bad period of imprisonment in Germany so he probably had a small plate like this, other hypothesis than a military internship some foreign army on the way back, after the war, he threw a military or Russian or German, after a period of internment, he was sent to the front line to fight against the partisans. Who knows, only time machine could reveal the history of this object, I'm happy all the same.