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lunedì 20 marzo 2023

Il Bricco Mindino: una montagna ricca di storia e leggende.

Il Bricco Mindino: una montagna ricca di storia e leggende.



Il Bricco Mindino è una montagna situata tra la Val Casotto e la Val Tanaro, in Piemonte. 

La croce di Bricco Mindino, alta circa 25 metri, è stata costruita nel dopoguerra come ringraziamento per gli avvenimenti che sono capitati nella zona. 

Queste terre sono state abitate dai Liguri più di duemila anni fa e sono state utilizzate come passaggio per gli scambi commerciali tra il Piemonte e la Liguria.

La zona intorno al Bricco Mindino è stata anche teatro di scontri tra i francesi e i piemontesi, che si sono fronteggiati durante l'epoca napoleonica. Nell'ultimo conflitto, la montagna è stata un punto di difesa delle Brigate Partigiane contro le truppe nazi-fasciste.

Ma non sono solo gli avvenimenti storici a caratterizzare il Bricco Mindino. La montagna è anche ricca di leggende e miti. Ad esempio, ai bambini delle montagne veniva raccontata la leggenda del gigante di Pietrabruna, che riusciva a fare passi da gigante e che, si narra, ha nascosto un tesoro sotto la testa di roccia che assomiglia alla sua faccia.

La zona circostante il Bricco Mindino è ancora poco studiata, ma merita sicuramente un'attenzione maggiore per la sua storia e le sue leggende. Se siete appassionati di escursioni in montagna, questa potrebbe essere una meta interessante per scoprire i segreti della natura e della storia.

mercoledì 26 aprile 2017

Vicoli di memoria - Mostra per il 25 Aprile 2017 al santuario di Vicoforte Mondovì

Nel week-end del 25 aprile appena trascorso, assieme ad alcuni amici e grazie alla collaborazione della Biblioteca civica di Vicoforte Mondovì, abbiamo organizzato una piccola mostra di materiale risalente alla seconda guerra mondiale.
Per chi non ha potuto venire a trovarci condivido alcune immagini della mostra.

Prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.

Chiedo scusa per la loro qualità ma i vetri e l'illuminazione non mi hanno permesso di fare meglio.


Vicoli di memoria - Mostra per il 25 Aprile 2017 al santuario di Vicoforte Mondovì


Vicoli di memoria - Mostra per il 25 Aprile 2017 al santuario di Vicoforte Mondovì

Vicoli di memoria - Mostra per il 25 Aprile 2017 al santuario di Vicoforte Mondovì


Vicoli di memoria - Mostra per il 25 Aprile 2017 al santuario di Vicoforte Mondovì

Abbiamo allestito la mostra con 4 teche poste al centro a creare un percorso storico partendo dal ventennio fascista per arrivare alla resistenza e al 25 Aprile.
Intorno abbiamo disposto delle fotografie del comune che ci ha ospitato con militari del luogo. Alternate a manichini che indossavano le divise dei vari attori che parteciparono alle lotte partigiane di queste zone, camice nere, divisione monterosa, ss e partigiani garibaldini.


gil oro alla patria fede africa aoi etiopia love you anello alpini mussolini gaf fregio pentagonale pnf

Teca contenente materiale precedente alla guerra; materiale di propaganda, fedi oro alla patria, qualche pezzo della campagna d'Etiopia, una medaglia della G.A.F. (Guardia alla frontiera) e alcuni fregi pentagonali da bustina o adrian.


11 armata campagna albania grecia jugoslavia russia fronte alpino occidentale scudetti da braccio cosseria monviso tridentina cuneense croce di ferro ghiaccio

Qua siamo durante la guerra, sono presenti alcune medaglie della campagna di Albania Grecia e Jugoslavia,  del fronte alpino occidentale e alcune della campagna di Russia.


internato militare imi gavetta galliano giorgio forchetta re regio esercito bossolo 91 trech art arte da trincea

Questa teca invece vuole rappresentare gli internati militari che per un motivo o per l'altro finirono nei campi di lavoro tedeschi. 


bossoli mg 42 34 151 cal .50 browning gladi rsi divisione monterosa viva la morte piastrina ss in bocca al lupo

Infine l'ultima teca che rappresentava i due fronti contrapposti, i partigiani a sinistra e i combattenti della RSI o delle SS a destra.

Infine un video realizzato durante la manifestazione da Ettore Poggi che ringraziamo.



Grazie a tutti quelli che sono passati, abbiamo notato come sia necessario ricordare e come i giovani stiano ad orecchie aperte quando qualcuno gli racconta la storia davanti a qualcosa di diverso da un libro. Speriamo di riuscire a rifarla l'anno prossimo e siamo aperti a nuove idee, nel nostro piccolo ci riteniamo molto soddisfatti.
Ancora grazie.

Come sempre un piccolo click sulle pubblicità a fianco o sotto è molto gradito.

lunedì 28 aprile 2014

Battaglia di Valcasotto - Panorama da Frassanea

In questo lungo ponte del 25 aprile mi sono dedicato un giorno a visitare le borgate nei dintorni di Valcasotto che non avevo ancora visitato.
Valcasotto è un piccolo abitato dell'omonima valle e fu teatro tra il 13 e il 17 marzo del 1944 di una battaglia tra le truppe tedesche e i ribelli partigiani che si erano raccolti in quelle montagne. Il tutto avvenne all'interno di una più vasta operazione di lotta alla resistenza organizzata dalla Wermacht, dalla Luftwaffe e da reparti della RSI in tutte le valli alpine piemontesi di cui fece parte anche la battaglia di Pasqua della Val Ellero.
Per chi volesse saperne di più consiglio di leggere gli appunti dell'allora parroco di Pamparato Don Emidio Ferraris che potete recuperare qui:

http://comune.pamparato.cn.it/territorio_valcasotto

In particolare volevo visitare l'abitato di Frassanea avendo letto pochi giorni fa la testimonianza di Carlo Dalmasso classe 1925 apparsa su Provincia Granda (storico giornale locale) che vi riporto:


«In quel periodo facevo parte della Raf, la "volante mobile" di Pamparato (dovevamo procurare munizioni e vestiario), ma il 13 marzo, un lunedì, giorno dell'attacco tedesco, il mio distaccamento, comandato da Italo Corderò, era stato mandato verso Serra. Dopo aver combattuto per qualche ora, al pomeriggio tornammo a Tagliante». Ma era solo l'inizio. «Alla sera Mauri (il comandante Enrico Martini, ndr) ci ordinò di partire all'alba, passare lungo il costone e andare a prendere alle spalle i tedeschi che volevano salire verso la frazione Valcasotto. Ci fermammo alla Frassanea, un gruppo di rocce a poche centinaia di metri dalla strada, che era abbastanza stretta per la neve ai lati. Eravamo una decina, quasi tutti di Mondovì, con tre fucili mitragliatori e i moschetti, niente di più. Riuscimmo a colpire la prima autoblindo della colonna e così cominciammo il "tiro a segno". Ne abbiamo fatti fuori tanti. È brutto da dirsi, ma quella era guerra. In dieci li bloccammo tutto il giorno. Ci spararono tanti di quei colpi di mortaio che le rocce attorno a noi furono sgretolate. Ma ne uscimmo senza un graffio. Solo verso sera, quando capirono che non riuscivano a proseguire, i Tedeschi mandarono una squadra di sciatori a sorprenderci alle spalle. Gli uomini di Mauri furono costretti a dividersi in piccoli gruppi e disperdersi.
Riuscii a tornare a casa a Mondovì la domenica sera, il 19 Marzo. Non mangiavo da 8 giorni, mia madre mi riconobbe solo dalla voce. A diciotto anni fu veramente il battesimo del fuoco. Andare nei repubblichini sarebbe stato più facile ma scelsi la strada che mi sembrava più giusta. A distanza di settant'anni ne sono ancora convinto.»

Questa la visuale a 180 gradi che dovevano avere i ribelli durante quei tragici momenti dalle rocche di Frassanea. Come potete vedere siamo davvero una posizione strategica a picco sulla via sottostante quindi i tedeschi credo passarono momenti non proprio simpatici con 10 partigiani che gli sparavano sulla testa. A sinistra vedete l'imbocco della valle verso Pamparato, sulla destra l'abitato di Valcasotto. Non visibile l'abitato di Tagliante subito a destra, poi la valle prosegue col Castello di Casotto, la Correria, cascina Biula e il Baraccone e la Colla di Casotto che comunica con la Val Tanaro tutti luoghi interessati dagli scontri.
L'immagine è stata ottenuta unendo 4 scatti verticali da 20 Mpx l'uno.

(click per ingrandire)

Panorama Valcasotto 180° da Frassanea

La stessa foto la trovate in piena risoluzione sul mio profilo flickr al seguente link.

https://www.flickr.com/photos/claudio82clod/14059613733/sizes/l

Qui invece alcuni scatti delle case ormai diroccate della vicina borgata scattate con il fedele Sony Xperia Z1dove probabilmente alloggiarono anche i ribelli per qualche tempo.





Dove ho lasciato la macchina ho anche avuto un veloce incontro con una vipera che se l'è data a gambe alla velocità della luce.