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lunedì 8 gennaio 2018

Tre foto a Mondovì nelle vacanze di Natale

Anche quest'anno, durante il mio periodo di riposo a cavallo del Natale, ho voluto dedicare qualche ora alla fotografia.
Mentre fino a qualche tempo fa avevo la reflex sempre dietro da un po' ho smesso per cercare di dedicarmi a uscite fotografiche "serie". O meglio che sento serie o che semplicemente mi fanno stare bene. Quasi sempre in solitaria con poche idee a monte.
Si parte e si fa qualche scatto.

Purtroppo quest'anno il raduno di mongolfiere che si svolge ogni anno a Mondovì non si è tenuto causa maltempo e quindi non ho potuto raccontarvi nulla a riguardo.
Vi lascio il link a cosa avevo scritto l'anno scorso su storie e foto.

http://storieefoto.blogspot.it/2017/01/raduno-aerostatico-dellepifania-2017.html

Venendo alle foto le ho fatte con la canon 6d e il sigma 12-24 ad eccezione di quella in bianco e nero dove il vecchio "pompone" della canon (100-400) mi è tornato utile.



La prima è stata scattata all'alba tra Mondovì e Villanova, riprende la collina di San Lorenzo verso Monastero di Vasco.
I colori erano davvero qualcosa di eccezionale e nonostante cosa si potrebbe pensare è quella meno lavorata delle tre immagini.
Come sempre tutte le foto le potete trovare ad alta risoluzione sui miei profili Flickr e 500px.



alba, mondovì, sunset, sunrise, tramonto, cuneo, piemonte, monastero vasco

Quest'immagine è stata fatta poco sopra l'abitato di Briaglia lungo la strada che conduce a Niella Tanaro, stavo aspettando il tramonto e ho pensato di immortalare quello che da queste parti è soprannominato "Il re di pietra" (Monviso). Mi piaceva l'accostamento con la pianura Padana e il piccolo ricovero attrezzi. Purtroppo il cielo non era nulla di che e la nebbiolina non ha aiutato.


il re di pietra monviso da briaglia vicoforte mondovì cuneo

Infine arriviamo al tramonto sulle colline intorno a Mondovì, la città sul cocuzzolo che vedete in direzione delle impronte di lepre.
Purtroppo il cielo si era pulito e il tramonto non ha regalato i colori che mi aspettavo. 


tramonto su mondovì con impronte di lepre

Non sono nulla di eccezionale e non vogliono essere un'esempio, semplicemente mi hanno fatto stare bene e quindi le condivido con chi mi segue.
Infine se qualcuno di voi facesse qualche click sulle pubblicità a lato o sotto mi darebbe un aiuto a finanziare i piccoli progetti che condivido.
Ancora grazie a tutti.







martedì 10 settembre 2013

Uno scatto al volo alla fiera del Santuario di Vicoforte

Ieri sera stavo tornando a casa, nel mio tragitto attraverso Vicoforte Mondovì, piccolo paese della provincia di Cuneo, era l'ultimo giorno della famosa fiera del Santuario, passo in mezzo alla gente ed a un certo punto mi viene l'illuminazione.
Fortunatamente avevo la mia fidata 40d in macchina con cavalletto Manfrotto al seguito perché la sera prima sempre ero andato a fare qualche scatto in occasione dei Feu d'la Madona.
Al luna park quest'anno era presente una giostra incredibile, alta almeno 20 m che ruotava su un perno alle cui estremità erano fissati 4 seggiolini. Fotograficamente bellissima.

Il risultato è uno scatto di 4 secondi a f 10 con iso 200.

Fiera del Santuario Luna park


Giusto due  note storiche.
E' forse una delle più antiche fiere del Piemonte che non siano andate perdute. Ogni anno il dall'8 al 10 Settembre in occasione della Natività di Maria, patrona di Mondovì e del Monregalese, centinaia di bancarelle e commercianti bestiame di ogni genere si radunano intorno al maestoso Santuario di Vicoforte.
La fiera iniziò praticamente assieme alla devozione per l'antico pilone intorno al quale è stato costruito il Santuario. La leggenda vuole che dal pettò dell'affresco di Maria con Bambino sgorgò del sangue dopo che Giulio Sargiano andando a caccia lo colpì per sbaglio. Siamo nel 1592. Da quegli anni durante la festività dell'8 Settembre migliaia di pellegrini da ogni dove iniziarono a riversarsi nelle zone circostanti e spontaneamente nacque anche la fiera.
Una volta era un evento imperdibile per tutti gli abitanti del Monregalese e della vicina Liguria oggi forse è un po' più commerciale.
Mi ricordo ancora mio nonno raccontare come da Roburent, non proprio a due passi, si partiva in processione per andare a messa al santuario di Vicoforte passando per strade e sentieri ormai andati perduti nei boschi. Logicamente non si andava a mani vuote, si portavano i frutti dell'estate ormai alla fine cercando di racimolare qualche lira o scambiarla con qualche prodotto difficile da coltivare in montagna in vista dell'inverno. Storie di altri tempi ma che hanno trasmesso a noi l'imperdibilità dell'evento.




Last night I was driving home, in Vicoforte, a small town in the province of Cuneo, was the last day of the famous fair of the Sanctuary. I passed through the people in my car and at one point I had the idea.

Luckily I had my trusty 40d with Manfrotto tripod because the night before I went to photograph the fireworks.

At the carnival this year there was a carousel incredible, at least 20 m high that revolved on a pivot at the ends of which were fixed 4 seats. Photographically beautiful.


The result is a click 4 seconds f 10 iso 200.

The event is one of the oldest fairs in the Piedmont that they are not lost. Every year on September 8 to 10 at the Nativity of Mary, the patron saint of Mondovi and Monregalese, hundreds of stalls and cattle traders of all kinds gather around the majestic Sanctuary of Vicoforte.

The fair began practically together with devotion to the ancient shrine around which was built the Sanctuary. Legend has it that the chest of the fresco of Mary and Child gushed blood after Giulio Sargiano hit him by mistake hunting. We are in 1592. From those years during the feast of September 8, thousands of pilgrims from everywhere began to pour into the surrounding areas and also the fair was born spontaneously.

Once it was an unmissable event for all the inhabitants of the nearby Liguria Monregalese and today is a bit more commercial.

I still remember my grandfather telling how to Roburent, not very close, we went in procession to the sanctuary of Vicoforte through roads and trails lost in the woods. Logically did not go empty-handed, they brought the fruits of the summer almost over trying to earn some money or exchange it for products which are difficult to cultivate in the mountains in preparation for winter. Stories of the past that have transmitted to us the beauty of the event.

domenica 17 marzo 2013

Santuario di Vicoforte 16/03/2013

Ieri avevo idea di fare qualche foto col mio Sigma 12-24.
Mi fermo al santuario di Vicoforte con l'intento di fare qualche scatto al sagrato e all'interno, ma quando entro scopro che il cancello è chiuso, strano è sempre aperto e si può entrare liberamente.
Ho comunque scattato questa foto dall'esterno scegliendo un taglio quadrato. La condivido con voi su storie e foto.


Devo dire che il sigma 12-24 è davvero un buon obiettivo, distorce ma a quelle focali ci mancherebbe che non lo facesse, però ha davvero un'ottima resa e un rapporto qualità prezzo impagabile.

Mentre stavo per ritirare la macchina fotografica un po' deluso ecco apparire alcuni uomini con un colletto stile militare che si dirigono verso la chiesa, probabilmente avranno a che fare col cancello del santuario chiuso.
Ed infatti è proprio così, poco dopo compaiono anche alcune rappresentanze delle associazioni militari di zona, tra le quali un vecchio conoscente, il capitano Giovanni Reineri di Villanova che avevo interpellato per la storia dell'aereo di Fontane.
Ascolto due signori che parlano tra loro dicendo che alle 15.30 sarebbe giunto il Duca D'Aosta Amedeo alla messa di suffragio per il 30° anniversario della morte di Umberto II.
Pian piano il sagrato inizia a riempirsi coi vari picchetti, gli Alpini, i Carabinieri, i Bersaglieri, i Granatieri di Sardegna e le varie rappresentanze locali Comuni e Provincia, che vengono disposti dall'arzillo Reineri, impressionante il carattere forte di quest'uomo.



Eccolo, un uomo veramente che merita il nostro rispetto.


I Granatieri di Sardegna in divisa storica poco prima dell'inizio della messa.


Ed eccolo S.A.R. Duca Amedeo di Savoia-Aosta, passa in rassegna le rappresentanze accompagnato dalla presidente della procinvia di Cuneo Gianna Gancia.



In conclusione poche foto ma sicuramente non è una cosa da tutti i giorni trovarsi davanti a quello che potrebbe essere stato il nostro re. 
Giornata strana, se posso permettermi alcune considerazioni personali, non ho capito molto il senso di tutte quelle rappresentanze politiche e militari in veste ufficiale (con la fascia o divisa). Posso capire le associazioni reducistiche e simili, ma non le cose attuali. Ora, la monarchia penso che appartenga al nostro passato e non essendo pratico di diritto mi chiedo se è previsto da qualche regolamento che per l'arrivo di un mancato re si debba indossare la fascia. Quest'ultima infatti dovrebbe significare che la persona che la indossa in quel momento sta rappresentando tutti i comuni mortali che lo hanno votato. Altra cosa che mi è parso di capire quanto siano diffusi i nostalgici specialmente tra le forze dell'ordine, non avevo mai visto tanti ufficiali di diversi corpi tutti insieme da queste parti.