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lunedì 20 marzo 2023

Il Bricco Mindino: una montagna ricca di storia e leggende.

Il Bricco Mindino: una montagna ricca di storia e leggende.



Il Bricco Mindino è una montagna situata tra la Val Casotto e la Val Tanaro, in Piemonte. 

La croce di Bricco Mindino, alta circa 25 metri, è stata costruita nel dopoguerra come ringraziamento per gli avvenimenti che sono capitati nella zona. 

Queste terre sono state abitate dai Liguri più di duemila anni fa e sono state utilizzate come passaggio per gli scambi commerciali tra il Piemonte e la Liguria.

La zona intorno al Bricco Mindino è stata anche teatro di scontri tra i francesi e i piemontesi, che si sono fronteggiati durante l'epoca napoleonica. Nell'ultimo conflitto, la montagna è stata un punto di difesa delle Brigate Partigiane contro le truppe nazi-fasciste.

Ma non sono solo gli avvenimenti storici a caratterizzare il Bricco Mindino. La montagna è anche ricca di leggende e miti. Ad esempio, ai bambini delle montagne veniva raccontata la leggenda del gigante di Pietrabruna, che riusciva a fare passi da gigante e che, si narra, ha nascosto un tesoro sotto la testa di roccia che assomiglia alla sua faccia.

La zona circostante il Bricco Mindino è ancora poco studiata, ma merita sicuramente un'attenzione maggiore per la sua storia e le sue leggende. Se siete appassionati di escursioni in montagna, questa potrebbe essere una meta interessante per scoprire i segreti della natura e della storia.

domenica 2 settembre 2018

Medaglia o Croce commemorativa della battaglia di Isbuschenskij e Jagodnji

Il 24 Agosto è stato l'anniversario della famosa battaglia di Jsbuscenskij o Isbuschenskij, quella che viene ricordata come l'ultima carica a cavallo dell'esercito italiano.
Siamo nel 1942 e l'esercito in ritirata dalla Russia, dopo aver abbandonato la riva del Don, deve sfuggire all'accerchiamento nemico. 
Fino a qualche anno fa si pensava non esistessero immagini di questo evento poi Carlo Comello, un reduce della seconda guerra mondiale, trovò una foto in un cassetto e si ricordò di averla scattata proprio li. Questa è l'unica immagine che ritrae la battaglia di Jsbuschenskij.


Medaglia  Croce commemorativa della battaglia di Isbuschenskij e Jagodnji

In realtà come si può leggere dal link sottostante non fu l'ultima carica a cavallo in quanto un altro reggimento attaccò, sciabola alla mano, il 17 ottobre dello stesso anno a Poloj. 

Credo sia giusto ricordarle nell'insieme.

Il 22 agosto 1942 il Reggimento ''Lancieri di Novara'' (5°) caricò a Jagodnji.

Il 24 agosto 1942 il Reggimento ''Savoia Cavalleria'' (3°) caricò a Jsbuschenskij.

Il 17 ottobre 1942 il Reggimento ''Cavalleggeri di Alessandria'' (14°) caricò a Poloj.


https://www.reccom.org/es/2017/08/21/isbuscenskij-lultima-carica-
cavalleria/

Inoltre se consideriamo gli eventi successivi all'8 settembre 1943 il reggimento Piemonte Reale Cavalleria cercherà di sbarrare la strada ai tedeschi diretti su Torino fino al 12 setembre. All'interno di questi scontri ci fu anche una carica nei pressi del campo volo di Savigliano da parte del 1° squadrone.

http://www.regioesercito.it/reparti/cavalleria/regcav2.htm

Ma veniamo al dunque, non sono qui per raccontarvi le cariche di cavalleria, trovate notizie on-line a volontà.
Vorrei parlarvi della medaglia che venne coniata in ricordo della carica di Jsbuschenskij.
Questa è la mia, munita del suo sacchetto originale del produttore Lorioli Fratelli.

Medaglia  Croce commemorativa della battaglia di Isbuschenskij e Jagodnji

Medaglia  Croce commemorativa della battaglia di Isbuschenskij e Jagodnji

Medaglia  Croce commemorativa della battaglia di Isbuschenskij e Jagodnji

Medaglia  Croce commemorativa della battaglia di Isbuschenskij e Jagodnji

La medaglia si presenta sotto la forma di croce a bracci uguali. Il materiale è bronzo e venne fatta coniare dall'ANAC nel 27° anniversario della carica (1969). La ricevettero tutti i reduci viventi assieme ad un diploma nominativo.
Sul fronte è presente una scena che ritrae 4 cavalli montati da militari armati di lancia che stanno caricando più il posteriore di un quinto che sfugge dalla scena. La rappresentazione è incisa sui bracci orizzontali. E' molto bella, definita e ricca di movimento. 
Sul braccio superiore è presente lo stemma del Savoia Cavalleria, su quello inferiore quello dei Lancieri di Novara.
Il retro è più semplice e meno decorato. Sul braccio in alto e su quello in basso sono rappresentate tre lance incrociate.
In orizzontale sui bracci laterali sono ricordate le due cariche con le relative date: 
Jagodnji 22-8-1942
Jsbuschenskij 24-8-1942
Il nastrino è formato da 4 bande dei seguenti colori Rosso, Nero, Rosso, Bianco. Il rosso è molto più sottile rispetto agli altri due colori.
Il sistema di fissaggio al nastrino è composto da un "anello" di forma trapezoidale fissato alla croce tramite un attacco sferico, non si vedono saldature.
Ho deciso di descrivere dettagliatamente questa medaglia perchè ultimamente ne ho viste alcune su ebay vendute a prezzi intorno agli 80-100 euro che non rispettano queste linee. Gia mi paiono tanti per quella coniata, che non dimentichiamo è una medaglia di fine anni 60, spenderli per una variante di cui non si è sicuri mi sembra folle.
Questa medaglie "alternative", sono ottenute per fusione, il materiale pare più chiaro, i dettagli sono meno definiti, ma quello che le rende subito distinguibili da quelle che vennero donate ai reduci è la presenza di un attacco a forma tubolare saldato alla croce e un anello tondo.
Voci dicono che venne ritrovato un lotto di croci ottenute per fusione mancanti dell'attacco. Qualcuno ne creò uno al volo e iniziò a metterle sul mercato per pochi euro. Purtroppo non esiste documentaizone su questa medaglia perciò dire se sono false o se qualche reduce ne ricevette una in fusione è difficile a dirsi. Io tutte quelle che ho visto accompagnate da diploma o bustina sono come coniate.
Metto qualche foto presa dal web per farvi vedere la differenza.


Medaglia  Croce commemorativa della battaglia di Isbuschenskij e Jagodnji


Medaglia  Croce commemorativa della battaglia di Isbuschenskij e Jagodnji


Medaglia  Croce commemorativa della battaglia di Isbuschenskij e Jagodnji


Come le altre volte vi lascio i link a qualche buona lettura. Le prime sono inerenti la ritirata di russia, la seconda un po' più da collezionisti di medaglie e faleristica in genere.





sabato 20 gennaio 2018

19-20 Gennaio 1943 - 75° anniversario battaglia di Nowo-Postojalowka

Esattamente 75 anni fa in questa lunga giornata, la più bella gioventù, come canta una famosa canzone alpina, veniva annientata in Russia durante l'epopea della ritirata.

Sulla ritirata di Russia ci sono fior fiore di libri ma mi sembra giusto fare un un breve riassunto dei fatti.


"Il 19 e 20 gennaio 1943 presso Nowo-Postojalowka, nell'ambito dell'offensiva Ostrogorzk-Rossoš, ci fu il più rilevante scontro armato, per reparti impegnati e per il numero di caduti, fra le divisioni italiane alpine in ritirata e l'Armata Rossa, dietro le linee del Don.

La battaglia iniziò verso mezzogiorno del 19 gennaio, quando la colonna dell'8º Reggimento alpini della Divisione Julia si trovò la marcia sbarrata da ingenti truppe russe, asserragliate a Nowo Postojalowka, località formata da un piccolo gruppo di isbe situato sulla pista che le divisioni alpine in ritirata dovevano percorrere, su una dorsale che separa la valle del fiume Rossosch da quella dell'Oljkowatka, entrambi affluenti del Kalitwa prima della confluenza nel Don.

Partirono all'attacco prima il Battaglione Gemona, appoggiato dall'artiglieria del Gruppo Conegliano, poi i Battaglioni Tolmezzo e Cividale, ma gli attacchi degli alpini della Julia furono sempre respinti dalle truppe russe, che poi contrattaccarono con i carri armati.

Nella notte i battaglioni della Julia furono raggiunti dalla colonna del 1º Reggimento alpini della Divisione Cuneense e i comandanti concordarono di procedere, prima dell'alba, ad un nuovo attacco, che fu guidato dagli alpini del Battaglione Ceva, anche loro furono respinti dalle artiglierie e dal contrattacco di alcuni carri armati russi.

Più tardi arrivarono gli altri battaglioni della Cuneense e i comandanti delle due divisioni, Emilio Battisti per la Cuneense e Umberto Ricagno della Julia, concordarono di procedere all'attacco della postazione russa con tutti reparti disponibili.

Gli attacchi delle truppe alpine continuarono per tutta la giornata, ma furono sempre respinti dai cannoni e dalle mitragliatrici russe posizionate fra le case di Nowo Postojalowka e dalle incursioni dei carri armati sovietici, i micidiali T34.

Durante i combattimenti caddero eroicamente il comandante del Battaglione Mondovì, maggiore Mario Trovato, e quello del Ceva, tenente colonnello Giuseppe Avenanti, oltre a decine di ufficiali e migliaia di alpini.

Il generale Emilio Battisti, nella relazione "La Divisione Alpina Cuneense al fronte russo", scrisse: "Il giorno 20 gennaio, per rompere lo sbarramento nemico ... furono impiegati ... quattro battaglioni alpini che andarono quasi completamente distrutti."

Il generale Emilio Faldella, nella sua "Storia delle truppe alpine", così definisce la battaglia di Nowo Postojalowka: " ... quella sanguinosa, disperata battaglia che durò, pressoché ininterrotta, per più di trenta ore ed in cui rifulse il sovrumano e sfortunato valore dei battaglioni e dei gruppi della Julia e della Cunennse, che ne uscirono poco meno che distrutti". ... la più dura, lunga e cruenta fra le molte sostenute dagli alpini, sia in linea sia nel corso del ripiegamento."

Arrivarono a Valuiki il 28 gennaio dove vennero catturati i sopravvissuti.
Quel doloroso calvario fu riconosciuto con una medaglia d’oro al Primo Alpini. Questa la motivazione: 


«Con i suoi fieri Battaglioni “Ceva”, “Pieve di Teco” e “Mondovì”, il 1° Reggimento Alpini, stremato dal doloroso calvario di freddo e di fatiche e dai sanguinosi incessanti combattimenti, in un’atmosfera di sublime eroismo e dedizione al dovere, concluse la propria leggendaria vicenda tra il Don e l’Oskol con una disperata resistenza facendo scudo, fino all’estremo sacrificio, alla sacra ed immacolata bandiera che – simbolo della Patria lontana – distrusse per sottrarla al nemico. Fronte russo, 20 settembre 1942 - 28 gennaio 1943»."

A Nowo Postojalowka in un giorno caddero circa 13000 Alpini.

La più grande disfatta mai subita da nessuna divisione o insieme di battaglioni nella Storia dell'Italia, per trovare un esempio simile, dobbiamo ritornare ai tempi della battaglia della Foresta di Teutoburgo, svolta nell'anno 9 d.C. tra i Romani e le tribù germaniche della bassa Sassonia. Dove i Romani furono completamente distrutti perdendo in un giorno tre legioni e alcuni reparti di cavalleria per un totale di 15000 uomini.



 


Se volete approfondire il discorso qualche anno fa a Mondovì gli alpini fecero un interessante mostra che ebbi l'onore di fotografare, trovate un reportage qui.

http://storieefoto.blogspot.it/2013/01/mostra-70-anniversario-battaglia-di.html

In collezione, come sapete ho qualche croce di ghiaccio e qualche distintivo del corpo di spedizione in Russia (CSIR), data l'importanza della giornata volevo condividere su storie e foto gli ultimi pezzi d'epoca arrivati.

Partiamo con la versione mignon della croce di ghiaccio, veniva portata principalmente sui vestiti civili dai reduci, se già della versione classica se ne trovano poche in buone condizioni della mignon diventa ancora più difficile. Come valore siamo circa sugli stessi prezzi della croce di ghiaccio normale.
Per quanto riguarda l'originalità del pezzo valgono le stesse regole della croce di ghiaccio classica. Deve essere in zama, a volte bronzata, sul retro devono apparire le scritte sul bracci e in basso ci deve essere il marchio del produttore su due righe, deve essere verniciata e non smaltata.

Se volete approfondire trovate le discussioni sulla croce di ghiaccio ai link sotto.



croce di ghiaccio mignon lorioli milano alpini csir armir

croce di ghiaccio mignon lorioli milano alpini csir armir

croce di ghiaccio mignon lorioli milano alpini csir armir



croce di ghiaccio mignon lorioli milano alpini csir armir

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Altri pezzi interessanti, ormai difficili da reperire, sono i distintivi dei reparti alpini del periodo bellico.
Qui vedete quello della Divisione Alpina Cuneense, quello del Primo Reggimento Alpini e quello del Primo Battaglione Genio.
Per l'originalità di questi io mi affido normalmente al libro di Bruno Erzeg "I distintivi delle truppe alpine 1915-1945".




distintivo cuneense alpini csir armir ww2 italian badge

distintivo cuneense alpini csir armir ww2 italian badge FM lorioli Fratelli milano roma


1 primo reggimento alpini nec descendere nec morari distintivo ww2 italian badge

1 primo reggimento alpini nec descendere nec morari distintivo ww2 italian badge fm fratelli lorioli milano roma

1 battaglione genio alpino btg italian badge ww2 csir armir

1 battaglione genio alpino btg italian badge ww2 csir armir  milano johnson

Infine un bel quadretto d'insieme.


csri armir battaglione alpini cuneense genio croce di ghiaccio primo reggimento mondovi ceva fronte russo






lunedì 27 marzo 2017

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Stasera vi voglio mostrare l'ultima chicca che mi ha permesso di completare un quadretto poco conosciuto.
Sono riuscito ad aggiudicarmi la terza variante della medaglia coniata per chi partecipò alla battaglia del fronte alpino occidentale.

Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.


Facciamo un breve riassunto di cosa accadde dal 21 al 24 giugno del 1940.
Dobbiamo partire da qualche tempo prima, per la precisione il 10 dello stesso mese. Siamo agli inizi della seconda guerra mondiale, per l'Italia fino a quei giorni gli ordini di Mussolini erano di tenere, sul confine Francese, un atteggiamento difensivo e di non intraprendere nessun azione nei confronti della Francia.
Il 10 giugno però, l'Italia entra in guerra e per Mussolini la Francia sembra una preda facile dato che era praticamente già capitolata a causa dell'invasione tedesca al nord.
Ecco che s'iniziano diverse operazioni di bombardamento nel sud della Francia, tramite artiglieria e aerei.
Per Mussolini però, le attività sembrano troppo blande e quindi viene ordinata l'invasione della Francia meridionale.
Le operazioni iniziano il 21 giugno attraverso tutti i valichi alpini delle Alpi occidentali, vengono impiegati circa 300000 uomini che in 3 giorni di ostilità arrivano fino a Mentone. Non è chissà quale risultato se si conta che non sono molti i chilometri d'invasione e ci furono parecchie perdite da parte Italiana, dovute anche a diversi congelamenti. Questo sarebbe dovuto essere sintomo di quanto fossero mal equipaggiate le nostre truppe. Purtroppo, presi dalla foga della vittoria, non si fece molto caso a questi dettagli e da li a poco sarebbe venuta tutta l'epopea russa.
Il secondo fronte al sud fece definitivamente collassare la Francia che richiese l'armistizio firmandolo il 24 giugno.
Tutto il territorio occupato rimase sotto il controllo italiano.

Ma veniamo alle medaglie, gli approfondimenti storici li trovate tranquillamente su ogni libro o sul web.

Partiamo dalla più comune.
E' in bronzo coniata da Lorioli e incisa da Affer, non è una medaglia ufficiale venne probabilmente acquistata dai partecipanti all'invasione. A me piace molto per la profondità dei dettagli e la fatica che evoca.
Sul fronte è rappresentato un militare con elmetto e moschetto 91 in spalla nell'atto di spingere delle rocce. Tra le ore 10 e 11 è presente la scritta VINCERE!. A ore 5 è presente il marchio dell'incisore Affer.

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale


Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Sul retro appare una vittoria alata con uno scudo decorato da un fascio littorio, sotto le montagne e il mare.
Sono incise le scritte 21 - 22 - 23 - 24 Giugno - A - XVIII, più in basso Battaglia del Fronte Alpino Occidentale


Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale


Di questa medaglia esiste una variante dove sul fronte è presente una raffigurazione di Umberto di Savoia principe di Piemonte.
(la potete vedere qui)

Veniamo alla seconda un po' più rara da trovare, il fronte è uguale, sul retro invece appare una fiamma ardente con un 4 su cannoni decussati posta sopra a rilievi montuosi e cannone. Intorno c'è la scritta Battaglia Fronte Alpino Occ. 21-24 Giugno XVIII.

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Ed infine l'ultima, non l'ho praticamente mai vista, quando mi è capitata l'ho presa al volo senza badare troppo al prezzo. E' anche quella che è più vissuta probabilmente chi la indossava era un ufficiale e ne andava molto fiero. I dettagli da un lato infatti sono abbastanza consumati.
E' in argento con le iniziali di chi probabilmente la indossò.
Il fronte e il retro sono uguali a quella postata poco sopra.

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Eccole infine tutte assieme.

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Sul nastrino della medaglia per il fronte alpino occidentale ci sono poche certezze, sul Brambilla è riportato che il nastrino ha 10 righe bianche e 9 righe rosse alternate partendo dal bianco. Non essendo però una medaglia ufficiale non esistono normative che la descrivono esattamente e quindi si crede che l'usanza di usare il nastrino bianco e rosso discenda dal ritrovamento di un campione di questo nastro montato su una croce del Gruppo Armate Ovest della Johnson. Probabilmente anche le medaglie venivano fornite con questo nastrino o i vari militari se ne procuravano uno. Fatto sta che si trovano molte medaglie che hanno i nastrini bianco e rosso con più o meno righe o addirittura con i colori del reggimento.
Le mie hanno tre nastri diversi che sono comunque abbastanza datati. Il più corretto e che, a pelle, mi piace di più è quello in mezzo, ma anche quello di sinistra visto dal vivo sembra coerente per l'epoca. Tutti non hanno odori di nuovo e a naso potrebbero anche essere ammissibili.

Li ho fotografati con la luce ultravioletta, il bianco non risalta quindi la stoffa non è trattata con metodi moderni, notare la differenza del filo usato per cucire il nastrino di quella in argento molto più recente.

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli luce ultravioletta lampada di wood

Per quanto riguarda i valori è difficile dare quotazioni essendo medaglie non molto ricercate e poco conosciute, normalmente la più comune si trova intorno ai 40 € l'altra qualche decina di euro in più. Quella in argento l'ho vista raramente e quindi non saprei dire un prezzo esatto.

Naturalmente è ben accetta ogni informazione aggiuntiva che possa integrare quest'articolo nell'ottica di divulgare gratuitamente ogni sapere. Sto notando che ultimamente i forum italiani han perso molto del loro spirito iniziale e molti tendono a far tesoro dei propri saperi facendo oltremodo i gelosi. Su facebook si trova qualche gruppo serio dove i più anziani, parlando in senso collezionistico, aiutano i meno esperti, ma queste discussioni sono destinate a finire nell'oblio del web perché non sono indicizzate da google e quindi non più rintracciabili dopo poco tempo. Io ho fondato questo blog con l'obiettivo di divulgare gratuitamente quel poco che so o scopro, a qualcuno darà fastidio, ma credo di essere nel giusto.



giovedì 7 luglio 2016

Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea tra paesaggi foto e storia

La Colla dei Termini è situata sul confine tra la Val Corsaglia e la Val Tanaro in provincia di Cuneo, su di essa transita un vecchio sentiero che ha origini antichissime, probabilmente una delle vecchie vie marenche che univano il Piemonte al mare.
Si arriva comodamente alla colla passando da Ormea muniti di un fuoristrada. Dalla piazza al centro del paese basta seguire la via che sale costeggiando un piccolo torrente e seguire le indicazioni per Cascine. Fino a tale borgata la via è asfaltata poi diventa sterrata e in certi punti non è bellissima a causa dei continui temporali e l'ormai sempre più scarsa manutenzione delle vie montane.
E' sovente imbattersi in mandrie o greggi durante la salita quindi prestate attenzione inoltre, se scendete nel pomeriggio, è frequente la nebbia data la vicinanza col mare.
Sabato scorso ho attraversato tutta la displuviale partendo dalla colla e arrivando fino al Pizzo di Ormea, durante tale gita, facile e ben segnalata, ho colto l'occasione per visitare e scovare i segni lasciati dall'esercito francese durante la Guerra delle Alpi o prima campagna d'Italia che dir si voglia.
Vi faccio un breve riassunto. 

Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.

Prima dell'avvento di Napoleone Bonaparte nel 1794-95 si era giunti a una situazione di stallo tra l'esercito francese e l'esercito piemontese alleato con gli austriaci che si erano asserragliati sulle nostre montagne. Questa situazione perdurerà fino all'arrivo del piccolo Corso nel 1796, che incitò le sue truppe con la famosa frase:

«Soldati! Voi siete nudi e mal nutriti; la Francia vi deve molto ma non può darvi nulla. La  pazienza ed il coraggio che avete dimostrato tra queste rocce sono ammirevoli, ma non vi hanno dato  gloria: nemmeno un’ombra ne ricade su di voi. Io vi condurrò nelle più fertili pianure della terra. Province ricche, città opulente, cadranno in vostro potere; vi troverete ricchezze, onori e gloria. Soldati dell’Armata d’Italia! Vi lascerete mancare il coraggio e la perseveranza?».
da “Corréspondance” di Napoleone Bonaparte, vol. 1, n. 91, p. 107.

Da questi luoghi possiamo immaginare i Francesi ridotti alla fame guardare i loro avversari sulle montagne vicine e le ricche pianure del Piemonte subito dietro, ad un passo, dopo 2 anni di fatiche.
La zona dell'alta Val Tanaro era controllata dai Francesi che scendevano fino quasi a Garessio, invece i Piemontesi avevano costruito una linea difensiva sulle montagne che confinavano con detta valle. Erano stati costruiti campi trincerati sulla colla di Casotto, ancora oggi si può vedere sulle IGM una zona denominata l'accampamento, a Pra Robert, e quasi tutte le cime vicine erano munite di fortificazioni. Su Cima Robert e Bausetti si vedono ancora bene le ridotte a stella, sul Bric Mindino è parzialmente visibile la stella rovinata dall'attuale croce.
In poche parole quella che oggi chiameremmo la prima linea era proprio la Colla dei Termini. I Francesi avevano costruito più campi trincerati sulla displuviale e armato diversi bricchi nelle vicinanze. Sono ancora ben visibili le tracce delle ridotte a forma di stella realizzate con muri a secco presenti sulla Punta dei Termini e sul Bricco Ferrarine. Sulla Ciuaiera e su due bricchetti poco distanti che dominano il Passo della Valletta erano stati portati dei cannoni, si vede ancora bene la vecchia mulattiera, usata per trasportare i pezzi. Parte dalla Colla dei Termini prosegue a mezza costa con pendenza costante, scollina verso il Zottasso Soprano, scende in direzione del Passo della Valletta per risalire e fermarsi in una piccola piazzola sul bricco segnato a quota 2022 sulle IGM 1:25.000.
A giudicare dalle vecchie carte militare rintracciabili qui

http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/visua.php?uad=146180

anche tutta la zona dopo la Cima Ruscarina fino alla colla del Pizzo doveva essere trincerata, ma io non ho trovato tracce evidenti di lavori militari, se erano presenti il tempo li ha cancellati.
Notare inoltre dalla carta che anticamente l'attuale Ciuaiera era chiamata Cima Garassina e un nome simile a quello attuale "Coera" era la quota 2022 delle IGM.


vecchia carta Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Qualche tempo fa scattai queste foto proprio dalla colletta dove sbuca la ex mulattiera e si vede Bausetti con i due bricchetti su cui erano piazzati i cannoni a quota 2022.

vecchia carta Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Qui si vede bene la quota 2022 con una traccia che sale a mezza costa e si ferma in una piazzola.

vecchia carta Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Tra Bausetti e questi due bricchetti si combatté un aspra battaglia il 26 giugno 1795 dove venne riconosciuta anche una delle prime medaglie al valore della campagna al Granatiere Piemontese "Coer de Roi".
La particolare conformazione del territorio ad anfiteatro con aspri gradoni che salivano verso le due cime fece si che i francesi applaudirono i loro nemici, osservando l'audacia dei piemontesi che provavano ad attaccare sotto il fuoco incrociato praticamente senza speranza.

Questa invece è una visione dall'alto tratta dal sito 

http://webgis.arpa.piemonte.it/flxview/GeoViewerArpa/

della Cima dei Termini, si vede bene la ridotta, la Colla è dove la strada curva.


vecchia carta Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Qui è un'immagine tratta dallo stesso sito della ridotta di Ferrarine, ancora oggi molto ben conservata, sulla vecchia carta la trovate col nome Rascarina o Ruscarina. Quindi anche in questo caso c'è una discordanza tra le moderne carte e le vecchie.


vecchia carta Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Ora vi metto qualche foto che ho scattato durante la mia gita, sono quasi tutte foto panoramiche ottenute unendo più foto. Vi consiglio di visualizzarle tramite il mio profilo flickr 

https://www.flickr.com/photos/claudio82clod/

dove le trovate a grandezza reale e potete zoommarle al 100%, qui ho dovuto rimpicciolirle.

La prima è il cartello che indica l'arrivo sulla Colla dei Termini, sulla destra e sotto la strada era l'accampamento francese, sulla sinistra l'imbocco del sentiero per il Pizzo di Ormea.

vecchia carta Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Qui vedete tutta la cresta tra le due valli, in fondo il Pizzo d'Ormea con la sua classica forma ed a metà la Cima Ferrarine. Scattata subito dopo Cima dei Termini.

vecchia carta Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Siamo quasi arrivati su Cima Ferrarine si inizia a intravedere la sagoma della ridotta. Pensare che 200 anni fa qualcuno ha portato e impilato tutte quelle pietre così ordinatamente fa impressione.

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Poco a Sud della cima voltandosi verso il mare la visuale era questa, purtroppo in Liguria era nuvoloso e non si vedeva il mare. Qui era stato approntato un altro accampamento francese.

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Vista dai dirupi verso la Val Corsaglia la ridotta fa capire come fosse inattaccabile e facilmente difendibile dai francesi.

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Il mio compare di avventure scruta le cime in fronte verso la Val Corsaglia dove 200 anni fa erano accampati e pronti a difendersi i nostri avi dell'esercito piemontese.

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Queste sono alcune panoramiche scattate dalla ridotta di Cima Ferrarine, vi consiglio di aprirle su flickr.

Vista verso il Pizzo sulla destra appena visibile in Mongioie, il secondo più alto delle Alpi Marittime dopo il Marguareis.
La ridotta era abbastanza grande, circondata da un muro spesso circa un metro realizzato con pietre del luogo. Verso il Pizzo come si vede circa a metà di questo scatto si nota un'apertura nel muro, non so se sia stata fatta all'epoca o se è un adattamento di qualche contadino per trasformare la ridotta in un ottimo recinto.


ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro


Vista da un'altra delle punte della ridotta. Sotto la Val Corsaglia. Tutto a destra la Colla dei Termini.

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Siamo poi scesi da Ferrarine e saliti su Ruscarina, durante la salita la ridotta si vedeva così, abbiamo notato solo un piccolo muretto a secco a circa metà discesa. Dove spiana invece è presente un leggero piano forse artificiale in cui sarebbero potute alloggiare 2 o 3 tende.
Notare le nebbie che stavano salendo dalla Liguria, da li a poco ci avrebbero chiuso ogni visuale, chissà quante volte i soldati hanno visto questa scena e han passato mesi interi alle intemperie.

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Questa la visuale poco prima della Colla del Pizzo, si vede in basso il Lago del Pizzo di Ormea.

ridotta ferrarine Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea battaglie napoleonica napoleone val tanaro

Guardando dal lato opposto la visuale dalla colla era questa, si vede il Torrente Corsaglia che nasce e origina l'omonima valle, in faccia il monte Mongioie. Qui non ho notato nessun segno che possa essere attribuito alle opere militari di fine 1700 anche se è probabile che questo colletto fosse presidiato visto che è comunque segnato come transitabile già nelle vecchie carte.

nascita del corsaglia, val corsaglia cuneo

Questo il paesaggio tornati alla macchina, come vedete, nebbia che si tagliava con un grissino, poco dopo forte temporale a valle per fortuna non ero più su.


mucche nella nebbia

Aggiornamento 22/07/2016
Grazie ad Ale che mi ha mandato un po' di foto fatte durante una sua gita a Cima dei Termini, su cui è presente la ridotta che vi ho messo nella prima vista aerea.

Visione dal lato opposto, la ridotta di Punta dei Termini con sotto il sentiero da me percorso verso il Pizzo di Ormea. Probabilmente una vecchia mulattiera che serviva ad armare le ridotte su quel lato e permettere un veloce spostamento di truppe dalla colla a tutta la dorsale.

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea

Vista dalla ridotta di termini sulla colla, al centro la Ciuaiera ex cima Garassina , anche lei un tempo fortificata.

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea

I muretti a stella ancora perfettamente conservati.

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea

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Vista verso Bausetti, è la punta che spunta fuori. Notare una traccia della probabile mulattiera scavata dai francesi per armare i bricchi che avrebbero poi cannoneggiato su Bausetti.

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea

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Dalla colla dei termini la vecchia mulattiera è ben riconoscibile come si vede nella foto sottostante.

ridotta a stella fortificazione di cima termini colla val casotto tanaro pizzo ormea