mercoledì 11 marzo 2026

Recupero e raffinazione dell’oro dai filtri: dalla cenere alla fusione finale

In questo nuovo video torniamo a parlare di recupero dell’oro, partendo da un materiale che spesso viene sottovalutato: i filtri usati durante le lavorazioni chimiche.



Se seguite il canale, questo materiale vi sarà familiare:
proviene da precedenti video, tra cui il recupero dell’oro da un ciondolo placcato in pessime condizioni, sciolto tempo fa.
Ora è arrivato il momento di trattare tutti i filtri accumulati e vedere cosa si riesce davvero a recuperare.

Incenerimento dei filtri 🔥

Il primo passaggio è l’incenerimento:

tutti i filtri vengono raccolti

inseriti nella stufa

ridotti completamente in cenere

Questo serve a eliminare:

carta

residui organici

impurità grossolane

Alla fine resta solo il materiale minerale, dove possono essere presenti pagliuzze d’oro finissime, tipiche delle dorature.

Perché non lavare subito le ceneri? ⚠️

In teoria si potrebbe:

lavare

separare la parte galleggiante

Ma il rischio è alto:
le pagliuzze d’oro da placcatura sono microscopiche e rischierebbero di finire nello scarto.

Per questo si sceglie un approccio più sicuro:
👉 trattamento chimico completo.

Trattamento con acido nitrico 🧪

Le ceneri vengono:

triturate finemente

messe in un bicchiere

bagnate con acqua distillata

trattate con acido nitrico

Scopo:

eliminare eventuali residui di rame

sciogliere argento o metalli base

lasciare solo l’oro insolubile

Dopo i lavaggi, si passa alla fase successiva.

Acqua regia: scioglimento dell’oro ⚗️

Dopo aver eliminato le impurità, si procede con l’acqua regia (miscela di acido cloridrico e acido nitrico).

Nel video viene spiegato il calcolo:

circa 3 ml di acqua regia sciolgono 1 g di oro

la quantità usata è ampiamente sufficiente per l’oro presente

Durante la reazione:

si formano fumi di ossidi di azoto

tutto viene gestito all’aperto

Viene aggiunto anche un avanzo di soluzione aurifera da lavorazioni precedenti.

Filtrazione e concentrazione della soluzione ⏳

Dopo circa un giorno:

la reazione è terminata

il liquido non mostra più colorazioni attive

Si procede quindi con:

filtrazione

più lavaggi

successiva concentrazione per evaporazione

Il volume passa da circa 300 ml a meno di 100 ml, eliminando:

eccesso di liquido

eccesso di acidi

Precipitazione dell’oro con metabisolfito 🟤

A questo punto si aggiunge direttamente il metabisolfito di sodio, senza scioglierlo in acqua.

Il risultato è immediato:

la soluzione si scurisce

l’oro precipita rapidamente

dopo poche ore si vede chiaramente il deposito sul fondo

Dopo un giorno:
👉 l’oro è completamente precipitato.

Test con cloruro di stagno 🔍

Prima dei lavaggi finali, viene fatto un test con cloruro di stagno per verificare:

se è rimasto oro in soluzione

se serve un’ulteriore precipitazione

Il test non mostra colorazioni:
✅ tutto l’oro è già precipitato

In ogni caso, i liquidi non vengono mai scaricati, ma trattati nel bagno di rame, dove eventuali metalli preziosi residui vengono cementati.

Lavaggi dell’oro 🧼

La sequenza corretta è fondamentale:

Lavaggi abbondanti in acqua distillata

per eliminare ogni traccia di acido nitrico

Lavaggi in acido cloridrico

rimuovono impurità solubili

Ultimi lavaggi in acqua

Dopo il terzo lavaggio in HCl:

l’acido non si colora più

l’oro risulta quasi puro

Essiccazione e fusione dell’oro 🔥🟡

L’oro viene:

trasferito nel crogiolo

asciugato completamente

pesato (con tara)

Segue la fusione:

inizialmente si formano due piccole palline

successivamente rifuse in un’unica pallina d’oro

Il risultato finale non sarà perfetto esteticamente, ma è oro reale, recuperato da materiale che molti butterebbero via.

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