In questo nuovo video torniamo a parlare di recupero dell’oro, partendo da un materiale che spesso viene sottovalutato: i filtri usati durante le lavorazioni chimiche.
Se seguite il canale, questo materiale vi sarà familiare:
proviene da precedenti video, tra cui il recupero dell’oro da un ciondolo placcato in pessime condizioni, sciolto tempo fa.
Ora è arrivato il momento di trattare tutti i filtri accumulati e vedere cosa si riesce davvero a recuperare.
Incenerimento dei filtri 🔥
Il primo passaggio è l’incenerimento:
tutti i filtri vengono raccolti
inseriti nella stufa
ridotti completamente in cenere
Questo serve a eliminare:
carta
residui organici
impurità grossolane
Alla fine resta solo il materiale minerale, dove possono essere presenti pagliuzze d’oro finissime, tipiche delle dorature.
Perché non lavare subito le ceneri? ⚠️
In teoria si potrebbe:
lavare
separare la parte galleggiante
Ma il rischio è alto:
le pagliuzze d’oro da placcatura sono microscopiche e rischierebbero di finire nello scarto.
Per questo si sceglie un approccio più sicuro:
👉 trattamento chimico completo.
Trattamento con acido nitrico 🧪
Le ceneri vengono:
triturate finemente
messe in un bicchiere
bagnate con acqua distillata
trattate con acido nitrico
Scopo:
eliminare eventuali residui di rame
sciogliere argento o metalli base
lasciare solo l’oro insolubile
Dopo i lavaggi, si passa alla fase successiva.
Acqua regia: scioglimento dell’oro ⚗️
Dopo aver eliminato le impurità, si procede con l’acqua regia (miscela di acido cloridrico e acido nitrico).
Nel video viene spiegato il calcolo:
circa 3 ml di acqua regia sciolgono 1 g di oro
la quantità usata è ampiamente sufficiente per l’oro presente
Durante la reazione:
si formano fumi di ossidi di azoto
tutto viene gestito all’aperto
Viene aggiunto anche un avanzo di soluzione aurifera da lavorazioni precedenti.
Filtrazione e concentrazione della soluzione ⏳
Dopo circa un giorno:
la reazione è terminata
il liquido non mostra più colorazioni attive
Si procede quindi con:
filtrazione
più lavaggi
successiva concentrazione per evaporazione
Il volume passa da circa 300 ml a meno di 100 ml, eliminando:
eccesso di liquido
eccesso di acidi
Precipitazione dell’oro con metabisolfito 🟤
A questo punto si aggiunge direttamente il metabisolfito di sodio, senza scioglierlo in acqua.
Il risultato è immediato:
la soluzione si scurisce
l’oro precipita rapidamente
dopo poche ore si vede chiaramente il deposito sul fondo
Dopo un giorno:
👉 l’oro è completamente precipitato.
Test con cloruro di stagno 🔍
Prima dei lavaggi finali, viene fatto un test con cloruro di stagno per verificare:
se è rimasto oro in soluzione
se serve un’ulteriore precipitazione
Il test non mostra colorazioni:
✅ tutto l’oro è già precipitato
In ogni caso, i liquidi non vengono mai scaricati, ma trattati nel bagno di rame, dove eventuali metalli preziosi residui vengono cementati.
Lavaggi dell’oro 🧼
La sequenza corretta è fondamentale:
Lavaggi abbondanti in acqua distillata
per eliminare ogni traccia di acido nitrico
Lavaggi in acido cloridrico
rimuovono impurità solubili
Ultimi lavaggi in acqua
Dopo il terzo lavaggio in HCl:
l’acido non si colora più
l’oro risulta quasi puro
Essiccazione e fusione dell’oro 🔥🟡
L’oro viene:
trasferito nel crogiolo
asciugato completamente
pesato (con tara)
Segue la fusione:
inizialmente si formano due piccole palline
successivamente rifuse in un’unica pallina d’oro
Il risultato finale non sarà perfetto esteticamente, ma è oro reale, recuperato da materiale che molti butterebbero via.
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