sabato 18 febbraio 2017

Ricostruzione coltellino piemontese a serramanico con cavatappi

Buonasera a tutti voi che ogni tanto fate un giro su storie e foto.
In questo post voglio raccontarvi come ho ricostruito un vecchio coltellino piemontese a serramanico con cavatappi. E' databile tra la fine del 1700 e il 1800, in origine aveva guancette con decori in corno di vacca e cavatappi.
E' stata una storia lunga e travagliata, causa una serie di errori che hanno allungato il lavoro.
Cercherò di farvi un resoconto in modo da evitare, a chi volesse cimentarsi in qualcosa di simile, di ripeterli.

Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.


Per prima cosa le condizioni di partenza, è stato ritrovato da un amico nell'orto. Sapendo la mia passione per questi oggetti me l'ha gentilmente regalato. Perciò lo ringrazio infinitamente.

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

Facendo molta attenzione a non rompere la guancetta in basso che era già leggermente storta ho prima pulito e poi forato i perni che tenevano unito il tutto. In questo modo le due guancette in ottone si sono divise e le ho messe a bagno in una soluzione di acqua distillata e acido cloridrico. Dopo qualche ora ho estratto dal bagno e pulito col dreemel.

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

Sono anche riuscito a recuperare un pezzo della lama e l'archetto che fungeva da molla. In questo modo ho potuto fare i disegni e iniziare a lavorare.


vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

A questo punto ho disegnato la lama e l'archetto su una lamiera di C70 da 3 mm che era lo spessore originario del pezzo di lama recuperato.

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

Una volta segnata la linea di mezzeria con una punta dello stesso spessore ho iniziato a limare fino ad aver un filo di circa un decimo di mm.

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

A questo punto ho stoppato le lavorazioni sulla lama e ho iniziato le operazioni per produrre i due inserti in corno da applicare sulle guancette.
Non avevo mai lavorato prima il corno di mucca quindi vi spiegherò brevemente come lavorarlo per ottenere degli inserti o altri decori.
La prima cosa da fare è procurarsene uno e lasciarlo qualche tempo all'aria aperta per fargli perdere l'odore, vi consiglio almeno un anno. Io ne avevo recuperati alcuni da un allevatore qualche anno fa ed è stata l'occasione giusta per usarli. Dovete sezionare il corno eliminando la parte piena verso la punta, poi dividere la parte cava in due in senso longitudinale. 
Vi troverete due mezzelune di corno che, per essere lavorate, andranno spianate. Nulla di difficile, basta scaldarle fin quando diventeranno malleabili. Io l'ho fatto con una pistola a caldo, ma potete metterle anche su una fiamma viva senza lasciarle per troppo tempo. Una volta calde le ho chiuse nella morsa e le ho lasciate fino a quando si sono raffreddate tornando alla loro durezza normale. 

come lavorare il corno di vacca per coltelli serramanico 1700 xviii secolo

come lavorare il corno di vacca per coltelli serramanico 1700 xviii secolo

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come lavorare il corno di vacca per coltelli serramanico 1700 xviii secolo

come lavorare il corno di vacca per coltelli serramanico 1700 xviii secolo

Ottenuto le due "piattine" di corno ho scartato la parte di destra che non è regolare ne come spessore ne come colore.
Ho poi forato i due inserti e ho iniziato a modellarli per riempire lo spazio che avrebbero poi occupato.

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

Quando sono arrivato ad avere la forma desiderata ho fissato le guancette al corno con una resina epossidica bicomponente e dei rivetti in rame ricavati assottigliando due chiodini.

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

A questo punto ho carteggiato il tutto per smussare angoli e dare uniformità allo spessore del corno. Seguiranno altre carteggiature e lucidature più accurate, è inutile arrivare a finiture elevate adesso.
Dopo di ciò ho iniziato a pensare al cavatappi che fin dall'inizio è stato il punto che mi preoccupava di più perché non sapevo proprio da dove iniziare e come avrei fatto. Seguendo suggerimenti vari ho cannibalizzato un vecchio cavatappi da due soldi e l'ho saldato ad un pezzo di C70 che ho poi modellato a dovere.

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno
Sono seguiti i primi montaggi di prova per vedere se tutto quadrava e se la molla faceva il suo lavoro.

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

Tutto proseguiva per il verso giusto e quindi ho proseguito con la tempra. Questa volta ho fatto un video perché avevo troppi pezzi da temprare e poche mani per far le foto.



I pezzi dopo la tempra e il rinvenimento di 1 ora in forno a 200°C.

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

Ho quindi iniziato a rifinire il tutto con varie grane di carta vetro man mano più sottile fino ad arrivare all'effetto voluto. Tutto andava bene fino a quando ho dato la prima pulizia al cavatappi. Ho usato una spazzola d'acciaio e forse sarò stato un po' brusco, fatto sta che si è rotto in due pezzi. Per carità, meglio a questo punto che non alla fine durante una prova di funzionamento.

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

Non mi sono perso d'animo e ho iniziato a ricostruire il cavatappi questa volta però tutto in un unico pezzo. Utilizzando una fiamma e una pizza a beccucci conici ho "forgiato" le spire. Non sarà perfetto come il primo ma almeno non dovrebbe spezzarsi.

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

Ho rimontato il tutto.

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

Poi ho carteggiato e rifinito il più possibile.

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

vecchio coltellino coltello serramanico piemontese cavatappi con guancette in corno

sabato 28 gennaio 2017

Distintivo della 4° Divisione Alpina Cuneense

Oggi è l'anniversario di un tragico evento che ormai pochi ricordano, ma che ha toccato molto da vicino gli abitanti della provincia di Cuneo più di 70 anni fa. Il 28 gennaio 1943 la 4° Divisione Alpina Cuneense, nata appena 8 anni prima, veniva completamente annientata in Russia. Dei 16.500 Alpini che la costituirono, solo 1300 riuscirono a sfuggire alla morsa sovietica ed ai campi di prigionia. Per il suo altissimo contributo di sangue viene ancora oggi ricordata come "La Divisione Martire".

Potete trovare tutta la sua breve ed al tempo stesso eroica storia a questo link 

http://www.vecio.it/cms/index.php/reparti-alpini/brigate-alpine/227-divisione-alpina-cuneense

In collezione ho messo da poco il distintivo bellico coniato dalla Lorioli.
I distintivi delle truppe alpine sono sempre più rari e molto sovente raggiungono prezzi, a mio avviso, spropositati che superano le centinaia di euro.
Io ho avuto fortuna e l'ho portato via a poco meno di 60 €. Probabilmente nessuno l'ha notato perchè il titolo dell'articolo su ebay conteneva un errore di ortografia. Io non me lo sono lasciato sfuggire.

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Era molto sporco quando mi è arrivato, guardate la differenza dopo una pulita con acetone. La pulizia con acetone fa miracoli su oggetti in bronzo o leghe ed è indicata ogni volta che non avete vernici che potrebbero essere intaccate.

Queste le condizioni appena arrivato.

distintivo 4 divisione alpina cuneense pulizia acetone

distintivo 4 divisione alpina cuneense pulizia acetone

E queste dopo una leggera pulita in acetone.

distintivo 4 divisione alpina cuneense pulizia acetone

distintivo 4 divisione alpina cuneense pulizia acetone

Sul retro, come quasi tutti i distintivi del periodo bellico, reca il marchio del produttore, FM. Lorioli Fratelli Milano Roma. Anche il porta spilla è marchiato col nome del fabbricate che, nella seconda riga però, cita l'indirizzo Via Bronzetti 25 Milano.
Sul libro "I distintivi delle truppe Alpine dal 1915 al 1945" di Bruno Erzeg, si trova anche una versione leggermente più piccola (390x301 mm) senza marchi sul retro. Esiste una versione post bellica degli anni 60 coniata per i reduci che si differenza da questa per la presenza delle 3 medaglie d'oro al valor militare in alto sotto la scritta Div Alp Cuneense.

Ho fatto anche due foto di taglio visto che sono sempre difficili da trovare e, a volte, possono far la differenza tra un distintivo buono e una copia.

distintivo 4 divisione alpina cuneense pulizia acetone

distintivo 4 divisione alpina cuneense pulizia acetone

Intorno a Natale, quando era arrivato il pacchetto che mi ero regalato avevo fatto anche una piccola composizione un po' più artistica per dare onore al distintivo e a ciò che significa.

distintivo 4 divisione alpina cuneense bokeh croce di ghiaccio armir csir russia natale ritirata

sabato 21 gennaio 2017

Storie di valanghe, alberghi, capre, uomini, donne, asini e galline

In questi giorni la tv parla a tutto spiano della valanga sull'hotel di Rigopiano in Abruzzo avvenuta mercoledì 18 gennaio.
Causa mille coincidenze che, statisticamente parlando, non sarebbero mai dovute accadere un'enorme quantità di neve si è staccata da un vallone soprastante e ha letteralmente raso al suolo l'albergo.
L'albergo si trova, o meglio si trovava, all'imbocco di un vallone e già su questo ci sarebbe qualcosa da dire... 
In questi giorni un'incredibile nevicata ha depositato più di 2 metri di neve su gran parte del centro Italia. A rovinare il tutto si è aggiunta l'ennesima scossa di terremoto oltre il grado 5 della scala Richter che ha staccato in un colpo solo tutta questa massa nevosa.
Una nevicata così copiosa non si ricorda da metà del secolo scorso e secondo i sismolgi dopo tutte le scosse dell'estate appena trascorsa una come quella dei giorni scorsi era praticamente impossibile si ripresentasse. Praticamente è stato un 6 all'enalotto con la sfortuna.
Nel momento del distacco si crede ci fossero circa 35 persone nell'Hotel, per il momento il bilancio ufficiale è di 4 morti e 9 persone estratte vive dopo essere rimaste intrappolate sotto le macerie.
I soccorsi sono stati difficoltosi per mille fattori dovuti in parte alla negligenza di alcuni, ma per la maggior parte all'estremità dell'evento. Si dice che sopra l'albergo ci siano circa 8-9 metri di neve compattata mista a pietre e rami.

Alcune immagini dell'ansa di questi istanti.




Che posso fare io nel mio piccolo?
Poco, però posso raccontarvi una storia delle nostre vallate che potrà dare un po' di speranza a chi in queste ore attende con ansia notizie dei parenti.

Dobbiamo tornare indietro al 19 Marzo 1755 e spostarci in valle Stura di Demonte in provincia di Cuneo. 
In quegli anni accadde un evento molto simile a quello di questi giorni, un'enorme quantità di neve si staccò da un vallone e sommerse il paese di Bergemoletto (frazioen di Demonte) che si trovava più o meno nella stessa posizione dell'albergo di Rigopiano.
Creò 22 morti di cui si hanno poche notizie ma si sa perfettamente cosa accadde ad una mamma, le sue due figlie e la cognata che rimasero intrappolate nella loro casa assieme a due caprette, un'asina e una dozzina di galline.
Le notizie sono arrivate fino a noi perchè era presente in zona il prof. Somis medico reale che fece un ricercato rapporto sugli eventi.


Come si può leggere a questi link

http://www.mepiemont.net/blog/blog_commento.asp?blog_id=187&archivio=OK

http://www.alpidicuneo.it/2017/alpi-marittime/storie-alpi-marittime/la-tragica-valanga-bergemoletto

http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=7198

e sul libro

"La grande valanga di Bergemoletto" di Spirito P. Ed Vivalda.


"Anna Maria Rocchia, 45 anni, la figlia Margherita 13, il figlio Antonio 6, la cognata Anna 24, fanno appena in tempo a sprangare la porta della stalla che la neve ricopre tutto. Il marito Giuseppe con il primogenito 15enne Giacomo assiste impotente alla scena e sviene. 



Per i sopravvissuti l’affannoso spalare e scavare in una massa così compatta alla ricerca di superstiti, è illusorio quanto inutile. Stremati desistono ,aspettando il disgelo nella triste convinzione che siano tutti morti. 

Della stalla invece crolla solo una parte del tetto, si salva il colmo e la parete con la mangiatoia dove le donne adagiano i bambini. Lo spazio rimasto a loro disposizione era lungo circa 3,5mt e alto 1,5mt.

Del bestiame si salvarono solo due caprette di cui una doveva partorire a metà aprile. Le donne non si persero d’animo e tra preghiere e speranza nutrirono le caprette con la paglia della mangiatoia e, finita quella, con altra che riuscivano ad estrarre a fatica in piccole manciate da una provvidenziale intercapedine del muro adiacente al fienile.

Si salvò qualche gallina ed una gallo che si rivelarono inutili, tranne forse il povero gallo che finchè potè cantò all’alba, dando ai sepolti vivi il senso del tempo, dopo, l’unico riferimento fu la capra che partorì come previsto. 

Non c’era cibo nella stalla e Anna aveva in saccoccia 15 castagne che furono divise e mangiate “religiosamente”, quindi, rimaneva solo il litro di latte al giorno, delle caprette, da dividere tra tutti. 

Purtroppo il piccolo se ne andò dopo circa 10-12 giorni e gli altri raccontarono come pian piano il morso della fame scemasse, anche se, nato il caprettino lo uccisero per avere più latte e un pò di carne anche se cruda. 

Riferirono che il peggior fastidio era il fetore, unito ai vestiti bagnati che si sbrindellavano addosso e al costante ossessivo rumore dello stillicidio della neve che si scioglieva in acqua. 

Fortunosamente non rimasero a contatto diretto con la neve, il che avrebbe provocato una tragedia istantanea, ebbero modo di respirare, anche se malamente, e soprattutto la possibilità di bere. 

La ricerca ricomincia il 25 aprile, quando un cognato, che abitava a Demonte, nella notte, sognò la sorella Anna Maria che gli diceva di andarla a prendere. Si riaccendono fioche speranze e individuata la stalla con una lunga pertica, tutti, e in specie il marito, rimasero sbaccaliti nel trovare ancora vive le due donne e la bambina. 

La terribile prigionia, era durata 37 giorni ed appena estratte nessuna delle tre era più in grado di camminare.

Accorse l’abile medico di Demonte che le isolò in un locale semibuio non riscaldato, riiniziando l’alimentazione con un po’ di minestra e latte di capra. La piccola Margherita recuperò in fretta e dopo 8 giorni era già in grado di muoversi, Anna guarì in 20 giorni mentre, Anna Maria stenterà ancora ad alzarsi due mesi dopo il ritrovamento. Era diventata calva, non riusciva a dormire, vedeva doppio e per tutta la vita soffrirà di gonfiore agli arti inferiori, inappetenza, capogiri e altre patologie, psicosomatiche, si direbbe oggi, di natura claustrofobica. 

Dopo oltre 250 anni resta un muro di sassi ad indicare, forse, il luogo esatto della stalla, ma la storia racconta che tre mesi dopo la salvezza, il 24 luglio Giuseppe Rocchia partì a piedi con le tre donne e il resto della famiglia. Marciando due giorni, con soste la notte in baite, giunse ai bagni di Valdieri in valle Gesso, oggi le Terme, ove il Re offrì loro “abbondevol soccorso”. Qui il prof. Somis le visitò, constatò che le pupille di Anna Maria tremavano, e svolte le indagine mediche, raccolse con minuzia di particolari lo svolgimento dei fatti riuscendo a redigere l’interessante rapporto scritto. Con il denaro avuto dal Re, Giuseppe costruì una casa poco lontano da quella distrutta, tornando alla routine quotidiana. Passò un altro inverno, d’estate si lavorò ma in autunno ci si rese conto che non c’erano più risparmi per l’inverno imminente Fu Anna Maria, la invalida delle tre, ad avere la geniale idea, di mettersi in cammino, con la famiglia, di paese in paese a raccontare la straordinaria avventura vissuta che già tanta risonanza aveva avuto in Piemonte. Si spostarono instancabili da dicembre a marzo. A Gennaio si fermarono a Torino e il prof. Somis le riesaminò. Ovunque erano accolte con l’eccitazione di chi vuol sentire narrare dal vivo una storia quasi “miracolosa”, e tale fu l’emozione che suscitavano che tutti fecero a gara per trattenerli a dormire e sfamarli."

Ancora oggi questo straordinario episodio rappresenta il record assoluto di sopravvivenza sotto una valanga, seppur con le vittime non a diretto contatto della neve.

Se più di due secoli fa senza squadre di soccorso e in completo abbandono alcune donne riuscirono a sopravvivere per tutto questo tempo io credo che ci sia speranza per i dispersi anche oggi.

Io sono stato a Bergemoletto qualche tempo fa, purtroppo non ho fatto foto alla zona perchè non conoscevo ancora la storia e mi son promesso di ritornarci.



Panorama da Bergemoletto sulla Valle Stura





lunedì 9 gennaio 2017

La caccia alla volpe

No, non sono diventato un cacciatore, sto parlando della gara di ieri durante il raduno internazionale di mongolfiere che si è tenuto in questi giorni nella mia città, come vi ho raccontato in questo post:

http://storieefoto.blogspot.it/2017/01/raduno-aerostatico-dellepifania-2017.html

Anche ieri, nonostante il freddo e contro ogni aspettativa sono riuscito a fare due scatti durante la gara denominata Caccia alla Volpe.
In questa competizione vince chi si avvicina di più a una mongolfiera detta volpe che parte 10 minuti prima delle altre. Tutti partono dallo stesso punto e nello stesso momento rendendo la manifestazione spettacolare perché, in men che non si dica, si gonfiano e partono tutti gli equipaggi.

Per gli scatti ho montato il sigma 12-24 per dare il più possibile l'idea dell'immersione di colori in cui ci si trova.

Trovate le mie foto in alta risoluzione sui miei profili flickr e 500px.

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Ecco la volpe, la vedete in lontananza al centro di colore bianco.

caccia alla volpe raduno aerostatico epifania mondovì mongolfiere

Qui alcuni momenti frenetici e la partenza degli equipaggi. Sembrava davvero di essere in una favola.

caccia alla volpe raduno aerostatico epifania mondovì mongolfiere

caccia alla volpe raduno aerostatico epifania mondovì mongolfiere

caccia alla volpe raduno aerostatico epifania mondovì mongolfiere




No, I have not become a hunter, I'm talking of yesterday's race during the international gathering of hot air balloons that took place these days in my city, as I told you in this post: http://storieefoto.blogspot.it/2017/01/raduno-aerostatico-dellepifania-2017.html Also yesterday, despite the cold and against all odds managed to make two shots during the contest called Fox Hunt.
In this competition the win goes to whoever is closest to a balloon that fox that starts 10 minutes before the other. All start from the same point and at the same time making the spectacular event because, in no time at all, swell and leave all the crews. For photos I mounted the sigma 12-24 to give as much as possible the dive idea of ​​colors in which you are located.

Here is the fox, you see it in the distance to the white center.

domenica 8 gennaio 2017

Raduno aerostatico dell'Epifania 2017 - Mondovì

Oggi, nonostante tutti i pronostici, sono riuscito a fare un'uscita fotografica durante il raduno aerostatico che si tiene ogni anno a Mondovì nel week-end dell'Epifania.
Vi avevo spiegato l'anno scorso come funzionano le varie gare della manifestazione, trovate il link qui sotto.

http://storieefoto.blogspot.it/2016/01/raduno-aerostatico-dellepifania-mondovi.html

Quest'anno a differenza dello scorso anno e per il poco tempo a disposizione ho deciso di recarmi dov'era posizionato uno dei bersagli da colpire dagli equipaggi. Non ho fatto molte foto ma credo possano essere interessanti. 

Come sempre trovate le mie foto in alta risoluzione sui miei profili flickr e 500px. 

Inoltre essendo un raduno internazionale ne trovate a centinaia ricercando il tag #mondovìvola 

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Iniziamo dal bersaglio, eccolo una croce di circa 5 metri di larghezza di un bel rosso vivace. Viene posizionata e comunicata agli equipaggi pochi istanti prima della gara, a questo punto i piloti, che partono tutti dallo stesso punto, devono studiare il vento per riuscire ad avvicinarsi il più possibile.

caccia al bersaglio raduno aerostatico epifania 2017 mongolfiere balloons balloon

Subito gli equipaggi paiono allontanarsi molto ma pian piano scendono di quota e prendono una corrente che soffia proprio nella direzione del bersaglio.

caccia al bersaglio raduno aerostatico epifania 2017 mongolfiere balloons balloon

Dai che il vento vi porta dalla parte giusta.

caccia al bersaglio raduno aerostatico epifania 2017 mongolfiere balloons balloon

La prima sta arrivando e pare proprio essere in linea col target. 

caccia al bersaglio raduno aerostatico epifania 2017 mongolfiere balloons balloon

caccia al bersaglio raduno aerostatico epifania 2017 mongolfiere balloons balloon

Questo invece è il peso che viene lanciato dagli equipaggi che si deve avvicinare il più possibile al centro.

caccia al bersaglio raduno aerostatico epifania 2017 mongolfiere balloons balloon

Arrivano anche le altre. 

caccia al bersaglio raduno aerostatico epifania 2017 mongolfiere balloons balloon

Questo equipaggio prova un lancio un po' azzardato...finirà a circa 34 metri dal bersaglio, ma meglio di altri che neanche riusciranno a farlo.

caccia al bersaglio raduno aerostatico epifania 2017 mongolfiere balloons balloon

Questa mongolfiera invece ha lanciato da molto alto, sperando che la forza di gravità faccia bene il suo dovere.

caccia al bersaglio raduno aerostatico epifania 2017 mongolfiere balloons balloon

Il lancio del peso dalla mongolfiera.

caccia al bersaglio raduno aerostatico epifania 2017 mongolfiere balloons balloon

caccia al bersaglio raduno aerostatico epifania 2017 mongolfiere balloons balloon

Qui trovate il video del lancio della mongolfiera che si è avvicinata di più al centro.



A fine serata, nonostante la temperatura polare di questi giorni, ho provato a fare un tramonto alla nostra Bisalta, su cui vi avevo raccontato una leggenda in questo articolo.

http://storieefoto.blogspot.it/2012/12/solstizio-dinverno-21122012.html

caccia al bersaglio raduno aerostatico epifania 2017 mongolfiere balloons balloon

Questa l'ho lavorata coi filtri nik collection di cui vi avevo parlato qui.

http://storieefoto.blogspot.it/2016/04/due-scatti-per-provare-i-filtri-nik.html

hdr tramonto bisalta modnovì

Aggiunte foto della gara Caccia alla Volpe qui

http://storieefoto.blogspot.it/2017/01/la-caccia-alla-volpe.html


Today, despite all the odds, I was able to go out and take two shots to aerostatico gathering there every year in Mondovi on the weekend of the Epiphany. There I explained last year how the different races of the event, find the link below.


http://storieefoto.blogspot.it/2016/01/raduno-aerostatico-dellepifania-mondovi.html

This year, unlike last year, and for the little time I decided to go where he was placed one of the targets to be hit by the crews. I have not done a lot of photos but I think you may find interesting.


As always before you go ahead I ask you, given that everything I do is for passion, if you could kindly make a few clicks on the advertisement to the right or below. Will open a sponsors page, you costs nothing and there are no viruses being all google advertising, then you can close it. I get a few cents in his pocket and covered my expenses and those few domain website. Thank you very much indeed.

We start from the target, here a cross of about 5 meters wide bright red nice. It is positioned and communicated to the crews a few moments before the race, at this point the drivers, who all start from the same point, they have to study the wind to be able to get as close as possible.

Immediately the crews seem to stray far but slowly descend in altitude and take a current that blows right in the direction of the target.