giovedì 1 marzo 2018

Come pulire monete in argento e argenteria

Raramente mi capita di dover pulire oggetti in argento o leghe di questo metallo.
Nonostante sia un metallo nobile, che tende a mantenere le sue condizioni nel tempo, a volte si ossida in maniera non uniforme con macchie nere che pregiudicano la bellezza dell'oggetto.

Prima di andare avanti faccio una premessa, i metodi che andremo a vedere spatinano l'oggetto e lo portano alla brillantezza originale, i patiti di numismatica storceranno un po' il naso, ma sono metodi da usare su oggetti di poco valore. Anche io non pulisco oggetti che si sono ossidati in maniera uniforme, ma quando l'ossidazione è orrenda non esiste altro rimedio che eliminare la patina e sperare che il tempo faccia il suo corso in maniera migliore.

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Come esempio vi mostrerò tre monete che ho pulito in tre modi diversi. Le avevo li da anni, recuperate per pochi euro ad un mercatino e sapevo che il loro destino sarebbe stato quello di farci esperimenti.

Primo metodo: Strofinamento con bicarbonato di sodio

Questa è la moneta nelle condizioni di partenza.


pulizia moneta argento argenteria cleaning silver succo limone bicarbonato elettrolisi a freddo

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Si tratta di un 7,6 soldi di Carlo Emanuele in mistura di rame argento.
E' abbastanza poco ossidata quindi per pulirla è sufficiente un semplice sfregamento tra le dita con bicarbonato di sodio leggermente inumidito. Si creerà un fanghiglia biancastra che mentre la pulizia avanza diventerà scura a causa dello scioglimento dell'ossido.
Ecco il risultato dopo qualche minuto di strofinio.


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La moneta di destra è quella che useremo nel metodo seguente.

Secondo metodo: Elettrolisi a freddo o Elettrolisi fredda

In certi casi lo sfregamento con bicarbonato non basta e, nonostante l'impegno, la moneta rimane con evidenti macchie scure molto brutte da vedere. Inoltre con questo processo si creano delle mini abrasioni che in caso di argento lucido non sono ottimali.
Prendiamo ad esempio la moneta di destra delle foto sopra, ho sperato che il bicarbonato bastasse, ma come avete visto non c'è stato verso.
In partenza era così.


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E' un 15 soldi di Vittorio Amedeo e, nonostante la lega sia migliore della moneta precedente, ha creato ossidazioni orribili. Il bicarbonato ha tolto le incrostazioni più grossolane ma, l'ossidazione è rimasta.
In questo caso ho voluto provare il rimedio della nonna che sfrutta il fenomeno dell'elettrolisi a freddo. Cioè la capacità di due metalli messi a contatto tra loro di creare una differenza di potenziale e quindi una corrente elettrica minuscola tra i due.
Sfruttando questo fenomeno si crea una vera e propria elettrolisi che disossida il metallo da pulire.

Avevamo parlato di elettrolisi vera e propria in questo post:

http://storieefoto.blogspot.it/2014/11/pulizia-e-restauro-tramite-lelettrolisi.html

Per realizzare l'elettrolisi fredda dovete procurarvi un contenitore in plastica o ceramica, un po' d'acqua, del bicarbonato di sodio e della carta d'alluminio.  
Normalmente io procedo così, metto l'acqua a scaldare nella quale sciolgo un bel cucchiaio di bicarbonato in modo da renderla conduttiva. Quando bolle ci immergo la moneta fasciata dalla carta in alluminio. 
Inizierà una reazione tra l'oggetto d'argento e l'alluminio e pian piano vedrete l'acqua che si intorbidisce. Non dovete avere fretta ed a volte è necessario scaldare l'acqua più volte. 


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Nel mio caso dopo 20 minuti la moneta era così.


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Dopo altri 20


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E infine dopo un'ora abbondante


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Non avevo tempo per continuare ma, se fossi andato avanti ancora una mezz'oretta, probabilmente sarei arrivato ad un bel colore uniforme.

Questo metodo è particolarmente indicato per pulire l'argenteria. Ha due vantaggi abbastanza importanti: 
- Non richiede l'utilizzo di sostanze chimiche di nessun tipo.
- Non richiede mezzi meccanici che potrebbero rovinare l'effetto lucido.
Come esempio ho pulito i miei cucchiaini in argento che stavano iniziando ad ossidare come potete vedere dall'immagine sottostante.


pulizia moneta argento argenteria cucchiai posate cleaning silver succo limone bicarbonato elettrolisi a freddo

Ho preparato un piccolo pentolino in cui ho messo carta d'alluminio e bicarbonato di sodio. Una volta messi i cucchiaini li ho ricoperti di acqua. 

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A questo punto ho scaldato l'acqua sul gas portandola ad ebollizione, una volta raffreddato il tutto ho asciugato con un panno i cucchiaini che sono tornati splendenti.


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Terzo metodo: Succo di limone

Anche questo è un metodo della nonna sempre valido per pulire l'argento. Credo funzionerebbero anche altri acidi, basta diluirli in modo da poter controllare la reazione.

E' sufficiente immergere l'oggetto in argento da pulire nel succo di mezzo limone e, di tanto in tanto, verificare cosa sta succedendo. Quando prenderete in mano l'oggetto da pulire e lo strofinerete con le dita vi accorgerete che vi rimane del nero. Anche in questo caso è l'ossido che se ne sta andando.
In questo caso come esempio ho preso un 7,6 soldi di Vittorio Amedeo in mistura che, dopo la solita strofinata col bicarbonato, è rimasta così.

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Eccola a bagno nel succo di limone.


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Dopo una ventina di minuti


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E dopo circa altri 20 minuti.


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In conclusione se dovete pulire argenteria quasi sempre sarà già in buone condizioni quindi qualsiasi metodo sceglierete avrete buoni risultati, se invece avrete a che fare con monete, portachiavi o oggetti di uso comune è probabile le ossidazioni siano più difficili e dovete essere molto pazienti.
Il bello di questi metodi è che sono molto graduali e vi permettono di regolare il grado di pulizia.

Qui trovate un video più recente.




Per chi volesse sperimentare prodotti dedicati alla pulizia dell'argento lascio alcuni link.


mercoledì 14 febbraio 2018

Una sciata nel comprensorio del Monte Pigna a Lurisia

Ieri, approfittando di una giornata di ferie, sono andato a sciare sul Monte Pigna a Lurisia in provincia di Cuneo.
Nonostante ce l'abbia a 4 passi da casa ci ero stato solo una volta diversi anni fa. Devo dire che con la nuova cabinovia la situazione è nettamente migliorata. Si sta riparati durante la salita che ci porta da 800 metri slm a oltre 1600 per una durata di 25 minuti. 

Questo il sito ufficiale. 

https://www.lurisiagspigna.it/

E' un piccolo comprensorio sciistico, raccoglie 5 impianti che danno accesso a 16 piste adatte a tutte le difficoltà. Il pezzo forte è il pistone che ci fa scendere per più di mille metri di dislivello senza interruzioni.
E' presente un tapis-roulant per i più piccoli dove si possono muovere i primi passi.
Il biglietto è particolarmente economico e sovente sono previste offerte per sciare a prezzi davvero contenuti.
Inoltre un altro fattore importante rispetto alle più rinomate località sciistiche della zona è l'ubicazione, si parte da molto basso e si arriva in quota con la cabinovia, quindi nel prezzo del biglietto risparmiate anche il carburante che usereste per andare più in alto con la vostra auto.
Una cosa che mi è davvero piaciuta è l'ambiente famigliare che si respira e il contatto con la natura. Su queste piste sembra di sciare come una ventina di anni fa e l'impatto dell'uomo non è pesante come in altre zone. Ci sono ancora boschi di abeti incantati ricchi di uccellini, se poi qualcuno si azzarda in fuoripista un po' più spinti si può incontrare anche qualche scoiattolo che si è svegliato dal letargo per uno spuntino.

Vi metto due immagini che ho fatto al volo con Huawey P10.

Il Monte Pigna.


Panorama dal Monte Pigna verso la Gardiola e la Val Ellero lurisia sci piste

Panorama verso la Pianura Padana e il Monviso.

Panorama dal Monte Pigna verso la Gardiola e la Val Ellero lurisia sci piste

Piste splendidamente battute.

Panorama dal Monte Pigna verso la Gardiola e la Val Ellero

Metto anche due foto un po' lavorate...le trovate anche su flickr o 500px.

Panorama dal Monte Pigna verso la Gardiola e la Val Ellero


Panorama dal Monte Pigna verso la Gardiola e la Val Ellero

Panorama dal Monte Pigna verso la Gardiola e la Val Ellero

Questo invece è un panorama che si è generato con l'assistente di google foto, non è nulla di che ma mi ha evitato il lavoro quindi lo condivido, ditemi cosa ne pensate.


panorama monte pigna lurisia val ellero gardiola mondolè monviso neve


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sabato 20 gennaio 2018

19-20 Gennaio 1943 - 75° anniversario battaglia di Nowo-Postojalowka

Esattamente 75 anni fa in questa lunga giornata, la più bella gioventù, come canta una famosa canzone alpina, veniva annientata in Russia durante l'epopea della ritirata.

Sulla ritirata di Russia ci sono fior fiore di libri ma mi sembra giusto fare un un breve riassunto dei fatti.


"Il 19 e 20 gennaio 1943 presso Nowo-Postojalowka, nell'ambito dell'offensiva Ostrogorzk-Rossoš, ci fu il più rilevante scontro armato, per reparti impegnati e per il numero di caduti, fra le divisioni italiane alpine in ritirata e l'Armata Rossa, dietro le linee del Don.

La battaglia iniziò verso mezzogiorno del 19 gennaio, quando la colonna dell'8º Reggimento alpini della Divisione Julia si trovò la marcia sbarrata da ingenti truppe russe, asserragliate a Nowo Postojalowka, località formata da un piccolo gruppo di isbe situato sulla pista che le divisioni alpine in ritirata dovevano percorrere, su una dorsale che separa la valle del fiume Rossosch da quella dell'Oljkowatka, entrambi affluenti del Kalitwa prima della confluenza nel Don.

Partirono all'attacco prima il Battaglione Gemona, appoggiato dall'artiglieria del Gruppo Conegliano, poi i Battaglioni Tolmezzo e Cividale, ma gli attacchi degli alpini della Julia furono sempre respinti dalle truppe russe, che poi contrattaccarono con i carri armati.

Nella notte i battaglioni della Julia furono raggiunti dalla colonna del 1º Reggimento alpini della Divisione Cuneense e i comandanti concordarono di procedere, prima dell'alba, ad un nuovo attacco, che fu guidato dagli alpini del Battaglione Ceva, anche loro furono respinti dalle artiglierie e dal contrattacco di alcuni carri armati russi.

Più tardi arrivarono gli altri battaglioni della Cuneense e i comandanti delle due divisioni, Emilio Battisti per la Cuneense e Umberto Ricagno della Julia, concordarono di procedere all'attacco della postazione russa con tutti reparti disponibili.

Gli attacchi delle truppe alpine continuarono per tutta la giornata, ma furono sempre respinti dai cannoni e dalle mitragliatrici russe posizionate fra le case di Nowo Postojalowka e dalle incursioni dei carri armati sovietici, i micidiali T34.

Durante i combattimenti caddero eroicamente il comandante del Battaglione Mondovì, maggiore Mario Trovato, e quello del Ceva, tenente colonnello Giuseppe Avenanti, oltre a decine di ufficiali e migliaia di alpini.

Il generale Emilio Battisti, nella relazione "La Divisione Alpina Cuneense al fronte russo", scrisse: "Il giorno 20 gennaio, per rompere lo sbarramento nemico ... furono impiegati ... quattro battaglioni alpini che andarono quasi completamente distrutti."

Il generale Emilio Faldella, nella sua "Storia delle truppe alpine", così definisce la battaglia di Nowo Postojalowka: " ... quella sanguinosa, disperata battaglia che durò, pressoché ininterrotta, per più di trenta ore ed in cui rifulse il sovrumano e sfortunato valore dei battaglioni e dei gruppi della Julia e della Cunennse, che ne uscirono poco meno che distrutti". ... la più dura, lunga e cruenta fra le molte sostenute dagli alpini, sia in linea sia nel corso del ripiegamento."

Arrivarono a Valuiki il 28 gennaio dove vennero catturati i sopravvissuti.
Quel doloroso calvario fu riconosciuto con una medaglia d’oro al Primo Alpini. Questa la motivazione: 


«Con i suoi fieri Battaglioni “Ceva”, “Pieve di Teco” e “Mondovì”, il 1° Reggimento Alpini, stremato dal doloroso calvario di freddo e di fatiche e dai sanguinosi incessanti combattimenti, in un’atmosfera di sublime eroismo e dedizione al dovere, concluse la propria leggendaria vicenda tra il Don e l’Oskol con una disperata resistenza facendo scudo, fino all’estremo sacrificio, alla sacra ed immacolata bandiera che – simbolo della Patria lontana – distrusse per sottrarla al nemico. Fronte russo, 20 settembre 1942 - 28 gennaio 1943»."

A Nowo Postojalowka in un giorno caddero circa 13000 Alpini.

La più grande disfatta mai subita da nessuna divisione o insieme di battaglioni nella Storia dell'Italia, per trovare un esempio simile, dobbiamo ritornare ai tempi della battaglia della Foresta di Teutoburgo, svolta nell'anno 9 d.C. tra i Romani e le tribù germaniche della bassa Sassonia. Dove i Romani furono completamente distrutti perdendo in un giorno tre legioni e alcuni reparti di cavalleria per un totale di 15000 uomini.



 


Se volete approfondire il discorso qualche anno fa a Mondovì gli alpini fecero un interessante mostra che ebbi l'onore di fotografare, trovate un reportage qui.

http://storieefoto.blogspot.it/2013/01/mostra-70-anniversario-battaglia-di.html

In collezione, come sapete ho qualche croce di ghiaccio e qualche distintivo del corpo di spedizione in Russia (CSIR), data l'importanza della giornata volevo condividere su storie e foto gli ultimi pezzi d'epoca arrivati.

Partiamo con la versione mignon della croce di ghiaccio, veniva portata principalmente sui vestiti civili dai reduci, se già della versione classica se ne trovano poche in buone condizioni della mignon diventa ancora più difficile. Come valore siamo circa sugli stessi prezzi della croce di ghiaccio normale.
Per quanto riguarda l'originalità del pezzo valgono le stesse regole della croce di ghiaccio classica. Deve essere in zama, a volte bronzata, sul retro devono apparire le scritte sul bracci e in basso ci deve essere il marchio del produttore su due righe, deve essere verniciata e non smaltata.

Se volete approfondire trovate le discussioni sulla croce di ghiaccio ai link sotto.



croce di ghiaccio mignon lorioli milano alpini csir armir

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croce di ghiaccio mignon lorioli milano alpini csir armir

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Altri pezzi interessanti, ormai difficili da reperire, sono i distintivi dei reparti alpini del periodo bellico.
Qui vedete quello della Divisione Alpina Cuneense, quello del Primo Reggimento Alpini e quello del Primo Battaglione Genio.
Per l'originalità di questi io mi affido normalmente al libro di Bruno Erzeg "I distintivi delle truppe alpine 1915-1945".




distintivo cuneense alpini csir armir ww2 italian badge

distintivo cuneense alpini csir armir ww2 italian badge FM lorioli Fratelli milano roma


1 primo reggimento alpini nec descendere nec morari distintivo ww2 italian badge

1 primo reggimento alpini nec descendere nec morari distintivo ww2 italian badge fm fratelli lorioli milano roma

1 battaglione genio alpino btg italian badge ww2 csir armir

1 battaglione genio alpino btg italian badge ww2 csir armir  milano johnson

Infine un bel quadretto d'insieme.


csri armir battaglione alpini cuneense genio croce di ghiaccio primo reggimento mondovi ceva fronte russo






lunedì 8 gennaio 2018

Tre foto a Mondovì nelle vacanze di Natale

Anche quest'anno, durante il mio periodo di riposo a cavallo del Natale, ho voluto dedicare qualche ora alla fotografia.
Mentre fino a qualche tempo fa avevo la reflex sempre dietro da un po' ho smesso per cercare di dedicarmi a uscite fotografiche "serie". O meglio che sento serie o che semplicemente mi fanno stare bene. Quasi sempre in solitaria con poche idee a monte.
Si parte e si fa qualche scatto.

Purtroppo quest'anno il raduno di mongolfiere che si svolge ogni anno a Mondovì non si è tenuto causa maltempo e quindi non ho potuto raccontarvi nulla a riguardo.
Vi lascio il link a cosa avevo scritto l'anno scorso su storie e foto.

http://storieefoto.blogspot.it/2017/01/raduno-aerostatico-dellepifania-2017.html

Venendo alle foto le ho fatte con la canon 6d e il sigma 12-24 ad eccezione di quella in bianco e nero dove il vecchio "pompone" della canon (100-400) mi è tornato utile.



La prima è stata scattata all'alba tra Mondovì e Villanova, riprende la collina di San Lorenzo verso Monastero di Vasco.
I colori erano davvero qualcosa di eccezionale e nonostante cosa si potrebbe pensare è quella meno lavorata delle tre immagini.
Come sempre tutte le foto le potete trovare ad alta risoluzione sui miei profili Flickr e 500px.



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Quest'immagine è stata fatta poco sopra l'abitato di Briaglia lungo la strada che conduce a Niella Tanaro, stavo aspettando il tramonto e ho pensato di immortalare quello che da queste parti è soprannominato "Il re di pietra" (Monviso). Mi piaceva l'accostamento con la pianura Padana e il piccolo ricovero attrezzi. Purtroppo il cielo non era nulla di che e la nebbiolina non ha aiutato.


il re di pietra monviso da briaglia vicoforte mondovì cuneo

Infine arriviamo al tramonto sulle colline intorno a Mondovì, la città sul cocuzzolo che vedete in direzione delle impronte di lepre.
Purtroppo il cielo si era pulito e il tramonto non ha regalato i colori che mi aspettavo. 


tramonto su mondovì con impronte di lepre

Non sono nulla di eccezionale e non vogliono essere un'esempio, semplicemente mi hanno fatto stare bene e quindi le condivido con chi mi segue.
Infine se qualcuno di voi facesse qualche click sulle pubblicità a lato o sotto mi darebbe un aiuto a finanziare i piccoli progetti che condivido.
Ancora grazie a tutti.