Se qualcuno ha qualche idea sull'origine di questo temperino lo scriva nei commenti.
Storie e Foto blog personale di Claudio Galli. In questo blog si parlerà principalmente di storia locale del cuneese dal racconto di semplici storie al restauro di piccoli oggetti e collezionismo, passando per la fotografia. Spero di fare cosa gradita condividendo quel poco che so o che ogni tanto cerco di inventarmi. PS: se poi farete anche un click su una delle pubblicità a fianco per voi sarà un secondo e per me un piccolo aiuto.
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domenica 11 giugno 2023
Restauro vecchio coltellino chiudibile serramanico - Old knife restoration
Il nuovo video presenta il processo di recupero di un coltellino chiudibile a serramanico arrugginito e spezzato. Trovato un pezzo di lamierino adatto per sostituire la lama iniziamo la lavorazione. Dopo averlo stemprato lo lavoriamo e procediamo con la tempra e il rinvenimento. A questo punto dopo la pulizia e il montaggio passiamo all'affilatura a pietra.
Materiale usato nel video
Supergas Kemper
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Kit Lanski
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Dreemel
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Spazzola acciaio originale x dreemel
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Spazzola per lucidare in feltro x dreemel
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Acido Cloridrico 1 litro e 5 litri
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Evaporust
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martedì 12 maggio 2020
Costruzione di un pirografo a costo zero
In questo periodo di quarantena, dove fare ordini su internet è un problema, qualche giorno fa, mia moglie mi chiede se non ho un pirografo.
Logicamente la risposta è no, la cosa più simile è il mio saldatore a stagno, ma quello è sacro e non si tocca.
Così decido di provare a costruirne uno. Alla fine non è nulla di difficile, semplicemente si sfrutta l'effetto Joule della corrente elettrica per scaldare un filamento di metallo.
La forma desiderata doveva essere quella di una matita con una punta incandescente, facile da tenere in mano, per poter disegnare tratti precisi sul legno.
La prima cosa che ho fatto è stata quella di procurarmi il corpo della matita, ho preso la bacchetta di legno di un mobile da bagno che avevo tra i vari scarti. Potete prendere un tubo di plastica rigida o qualsiasi materiale che non conduca bene il calore e la corrente.
L'ho forato e ci ho fatto passare un cavo, anche lui di recupero, da due poli con sezione 1.5 mmq.
Ho poi piantato due chiodi a cui ho segato la testa che serviranno da supporto per la punta.
Con un connettore (mammuth) a cui ho tolto il rivestimento in plastica ho connesso i cavi alla punta, fissando il tutto sui due chiodi.
A questo punto ho realizzando la punta incandescente con un pezzo di fil di ferro diametro 1mm piegato alla forma voluta.
Per facilitare il surriscaldamento in punta ho dato qualche colpo di lima in modo da diminuirne la sezione, in questo modo la corrente si troverà a dover attraversare un punto in cui la sezione è minore e tenderà a riscaldare quella zona invece che altrove.
In ogni caso si può giocare e provare a fare mille forme di punta.
Come prima prova ho attaccato i due cavi all'alimentatore da pc che vi ho descritto in questo articolo alla tensione di 5 Volt (cavo rosso) e subito il filamento è diventato rovente fondendosi in qualche istante.
Ho poi provato a collegarlo alla 3 Volt (cavo arancione), ma anche così la corrente era ancora troppa. La punta diventava troppo rovente, quasi arancione e non andava bene per scrivere sul legno.
Per dimunire la corrente ho quindi preso 5 metri di cavo di rame con sezione 0,6 mmq (il classico cavetto rigido che si usa per gli esperimenti sulle bread board) e li ho collegati in serie al tutto.
Con 5 metri la punta non si scaldava neanche, ho quindi iniziato a tagliare via un metro di cavo alla volta dopo ogni test.
Con circa 2 metri di cavo in serie la punta diventava abbastanza calda da scrivere sul legno, ma la moglie, durante il collaudo, mi ha detto che era troppo fredda.
Ho quindi tolto ancora 20 cm di cavo arrivando a metterne circa 1,8 metri in serie alla punta.
Questi test dovrete farli andando per tentativi fino ad arrivare alla temperatura della punta voluta. Ho notato che addirittura una vite più o meno tirata cambia quanta corrente passa e quindi la temperatura della punta. Purtroppo non avendo potenziometri di potenza a casa bisogna aggiustarsi con cosa si ha.
E' un progettino davvero buttato un po' in aria, ma a me piace recuperare roba che andrebbe butta per dargli nuova vita.
Per i più curiosi ho fatto un video in cui lo si vede funzionare.
Logicamente la risposta è no, la cosa più simile è il mio saldatore a stagno, ma quello è sacro e non si tocca.
Così decido di provare a costruirne uno. Alla fine non è nulla di difficile, semplicemente si sfrutta l'effetto Joule della corrente elettrica per scaldare un filamento di metallo.
La forma desiderata doveva essere quella di una matita con una punta incandescente, facile da tenere in mano, per poter disegnare tratti precisi sul legno.
La prima cosa che ho fatto è stata quella di procurarmi il corpo della matita, ho preso la bacchetta di legno di un mobile da bagno che avevo tra i vari scarti. Potete prendere un tubo di plastica rigida o qualsiasi materiale che non conduca bene il calore e la corrente.
L'ho forato e ci ho fatto passare un cavo, anche lui di recupero, da due poli con sezione 1.5 mmq.
Ho poi piantato due chiodi a cui ho segato la testa che serviranno da supporto per la punta.
Con un connettore (mammuth) a cui ho tolto il rivestimento in plastica ho connesso i cavi alla punta, fissando il tutto sui due chiodi.
A questo punto ho realizzando la punta incandescente con un pezzo di fil di ferro diametro 1mm piegato alla forma voluta.
Per facilitare il surriscaldamento in punta ho dato qualche colpo di lima in modo da diminuirne la sezione, in questo modo la corrente si troverà a dover attraversare un punto in cui la sezione è minore e tenderà a riscaldare quella zona invece che altrove.
In ogni caso si può giocare e provare a fare mille forme di punta.
Come prima prova ho attaccato i due cavi all'alimentatore da pc che vi ho descritto in questo articolo alla tensione di 5 Volt (cavo rosso) e subito il filamento è diventato rovente fondendosi in qualche istante.
Ho poi provato a collegarlo alla 3 Volt (cavo arancione), ma anche così la corrente era ancora troppa. La punta diventava troppo rovente, quasi arancione e non andava bene per scrivere sul legno.
Per dimunire la corrente ho quindi preso 5 metri di cavo di rame con sezione 0,6 mmq (il classico cavetto rigido che si usa per gli esperimenti sulle bread board) e li ho collegati in serie al tutto.
Con 5 metri la punta non si scaldava neanche, ho quindi iniziato a tagliare via un metro di cavo alla volta dopo ogni test.
Con circa 2 metri di cavo in serie la punta diventava abbastanza calda da scrivere sul legno, ma la moglie, durante il collaudo, mi ha detto che era troppo fredda.
Ho quindi tolto ancora 20 cm di cavo arrivando a metterne circa 1,8 metri in serie alla punta.
Questi test dovrete farli andando per tentativi fino ad arrivare alla temperatura della punta voluta. Ho notato che addirittura una vite più o meno tirata cambia quanta corrente passa e quindi la temperatura della punta. Purtroppo non avendo potenziometri di potenza a casa bisogna aggiustarsi con cosa si ha.
E' un progettino davvero buttato un po' in aria, ma a me piace recuperare roba che andrebbe butta per dargli nuova vita.
Per i più curiosi ho fatto un video in cui lo si vede funzionare.
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