mercoledì 4 settembre 2019

Costruire un coltello pieghevole col manico in corno

Sarò in grado di costruire un coltello col manico in corno?
Questa è la domanda che mi son fatto più di un anno fa quando, andando a spasso, ho trovato un corno di vacca immerso in un canale d'irrigazione.

Lo volevo buttare nella spazzatura poi è rimasto quasi un anno ad asciugare nascosto tra le varie cianfrusaglie del garage.

All'inizio delle ferie me lo sono ritrovato per caso tra le mani e mi è tornata in mente la domanda iniziale.

Cosi ho deciso di provare a realizzare un coltellino pieghevole col manico in corno.

Per prima cosa ho provato a disegnare qualche sagoma tenendo conto della forma.


costruzione coltello pieghevole in corno

costruzione coltello pieghevole in corno

A questo punto ho segato il corno misurando fino a dove era pieno. Le due metà vuote invece le ho appiattite usando la pistola ad aria calda come avevo fatto per le due guancette del coltello piemontese che avevo restaurato qui.

http://storieefoto.blogspot.com/2017/02/ricostruzione-coltellino-piemontese.html

Le userò in futuri progetti.

costruzione coltello pieghevole in corno

costruzione coltello pieghevole in corno

Con la levigatrice verticale che avevo costruito qui,

http://storieefoto.blogspot.com/2019/03/come-realizzare-un-supporto-verticale.html

ho abbozzato un manico, purtroppo il corno aveva una forma che non si adattava a nessuna impugnatura canonica quindi mi sono dovuto accontentare.
Inoltre nella zona in cui dovrà poi essere fatto il foro per il perno era presente una fessura che si apriva sempre più ad ogni lavorazione.
L'ho chiusa e solidificata usando della colla ciano acrilica, il comune attack va benissimo, miscelata a della polvere di corno.

costruzione coltello pieghevole in corno

costruzione coltello pieghevole in corno

A questo punto ho disegnato su una lamiera di C70 da 3 mm una lama che si adattasse al manico.


costruzione coltello pieghevole in corno

costruzione coltello pieghevole in corno

L'ho ritagliata e creato i biselli a lima, per fare ciò ho tracciato la linea di mezzeria con una punta da 3 mm e segnato il bordo superiore intorno ai 10 mm dal tagliente. In questo modo ho ottenuto un angolo tra i biselli di circa 17°.

L'angolo di bisello, cioè l'angolo interno tra le due facce della lama, va da 6 gradi di un rasoio ai 30 35 di una mannaia. 
Il miglior compromesso è circa 20°. 
Bisogna però tenere conto dell'estetica che si vuole dare alla lama. 


costruzione coltello pieghevole in corno biselli angolo bisello


Se qualcuno volesse ho anche scritto un semplice file in excel con le formule che calcolano l'altezza del bisello in base all'angolo del tagliente che si vuole ottenere.

Lo potete scaricare qui.


Tenete conto che quanto scritto sopra è un approssimazione perchè i due lati del bisello non si andranno ad incontrare in un punto ma dovrà essere lasciato uno spessore di circa un mm in modo da permettere la realizzazione del filo. 

costruzione coltello pieghevole in corno

costruzione coltello pieghevole in corno

Dopo aver fatto qualche prova per posizionare correttamente il foro del perno ho marchiato la lama con le mie iniziale, l'ho temprata (trovate la procedura che uso nelle guide in fondo) e ricotta in forno.


costruzione coltello pieghevole in corno

costruzione coltello pieghevole in corno

costruzione coltello pieghevole in corno

costruzione coltello pieghevole in corno

costruzione coltello pieghevole in corno

Arrivati a questo punto il grosso era fatto. Ho quindi ripulito la lama con carta vetro di grana man mano più fine applicando lo stesso procedimento al manico.



costruzione coltello pieghevole in corno

costruzione coltello pieghevole in corno

Infine ho affilato la lama col set della Lansky. Devo dire che per essere la prima volta che lavoravo il corno e il kit di affilatura della Lansky sono soddisfatto.


costruzione coltello pieghevole in corno come affilare coltelli kit lansky


Se qualcuno volesse provare il set di affilatura può acquistarlo su amazon a questo link





Per altre guide su come costruire un coltello potete visistare i seguenti link.

Come costruire un coltello a serramanica partendo da scarti e pezzi di bombe.
https://storieefoto.blogspot.com/2018/11/1918-2018-coltello-per-il-centenario.html

Costruzione e restauro di un vecchio coltello piemontese frabosano.
http://storieefoto.blogspot.com/2016/12/ricostruzione-antico-coltellino.html

Costruzione e restauro di un vecchio coltello francese.
http://storieefoto.blogspot.com/2014/02/restauro-ricostruzione-coltellino.html

Ricostruzione e restauro un vecchio coltellino piemontese a stivale con cavatappi del 1700.
http://storieefoto.blogspot.com/2017/02/ricostruzione-coltellino-piemontese.html


giovedì 11 luglio 2019

11 Luglio 1944 - Bombardamento sul ponte ferroviario di Ceva

In questi giorni mi è tornato in mente che avevo iniziato un lavoro sul bombardamento del ponte ferroviario tra Lesegno e Ceva.
Purtroppo l'articolo era finito nel dimenticatoio, ma oggi l'ho ritrovato e concluso.

Durante le ricerche sul bombardamento del ponte di Lesegno di cui vi avevo parlato in questo post:

http://storieefoto.blogspot.it/2015/07/bombardamento-sul-ponte-stradale-di.html

mi ero imbattuto in questo sito che raccoglieva altre missioni di bombardamento su obiettivi Italiani, spulciando, trovai questo articolo che parlava di un altra missione sempre in zona Cebana.

http://57thbombwing.com/340th_History/487th_History/missions/071144_Ceva.htm

In questo caso l'obiettivo era il ponte della ferrovia a sud di Ceva a metà strada con Lesegno.
Il bombardamento avvenne l'11 luglio del 1944, forse il vecchietto che mi raccontò i suoi ricordi e mi fece partire con le ricerche si confondeva tra i due ponti?
Come si può leggere, 11 B-25 americani appartenenti al 487° squadrone del 340° gruppo bombardieri di stanza in Corsica bombardarono il ponte che rimase in piedi. Vennero sganciate 36 bombe da 1000 libbre, 4 rimasero a bordo a causa di un guasto.
Durante la missione osservarono tra 75 e 100 vagoni vicino ad Albenga, 2 piccoli vascelli vicino all'isola Gallinara, 3 piccole barche al porto di Pietra Ligure, 50 vagoni a Loano. 
Al campo di volo di Bagnasco segnalarono un aereo che poteva essere finto. Durante la missione vennero scattate delle foto su Albenga.
Un aereo del gruppo tornò indietro prima degli altri per un problema ad un motore.
Sia l'andata che il ritorno alla base furono tranquilli senza nessun fuoco di sbarramento o caccia italo-tedesco avvistato.

bombardamento ponte ferroviario lesegno ceva

Questa la stessa zona oggi.

bombardamento ponte ferroviario lesegno ceva

Ho anche provato a vedere se con le immagini LIDAR si vedono ancora i crateri causati dalle esplosioni ma a occhio direi che non si vede più nulla.

bombardamento ponte ferroviario lesegno ceva Lidar

bombardamento ponte ferroviario lesegno ceva Lidar

Report della missione.

bombardamento ponte ferroviario lesegno ceva

bombardamento ponte ferroviario lesegno ceva


Qui potete trovare i diari dello squadrone che compì la missione su Ceva

http://57thbombwing.com/340th_History/487thSquadronHistory.php

Queste invece sono le patch che indossavano i membri di questi squadroni.

patch 340 gruppo
Patch del 340° gruppo

patch 487 squadrone
Patch del 487° squadrone




giovedì 20 giugno 2019

Il Ponte Romano di Roburent

Roburent è un piccolo comune montano della bassa provincia di Cuneo. E' famoso per la sua caratteristica torre saracena e per le località sciistiche delle vicine frazioni San Giacomo e Cardini.
Qui è ritratto in una cartolina di inizio '900.


roburent inzio 1900 xx secolo 20 torre saracena parrocchia terremoto fulmine

Le origini del nome sono oscure, alcuni attribuiscono una derivazione dal latino per indicare la robustezza degli abitanti, rappresentata anche nello stemma comunale che ritra un giovane nell'atto di domare un un toro. 


stemma roburent

Altri attribuiscono il nome al brusio causato dal torrente Roburentello che scorre subito sotto il paese. In antiche fonti è infatti citato come Rivo Bruzenti, si suppone si sia lentamente evoluto in Rivuo Bruzenti, quindi in Rivuobrugente, Rivobruzzente, Rioburente fino all'attuale Roburent.

Pochi sanno però che, lungo il corso del Roburentello, esiste un antico ponte ormai in disuso noto come il "ponte romano".

Si trova sul tracciato dell'antica via del sale ai piedi della borgata Roà Marenca frazione di Montaldo in località Cava di Gneis - Pradera.

E' costituito da un arco di pietre perfettamente disposte che hanno resististito alle intemperie di diversi secoli, ma le ultime alluvioni e la mancanza totale di manutenzione ne stanno compromettendo la stabilità.

E' difficile da raggiungere non essendoci un sentiero che lo avvicini, l'unica via possibile è percorrere il corso del torrente muniti di robusti scarponcini o stivali.
La stagione migliore per raggiungerlo è l'inverno cercando di arrivarci da monte, a valle purtroppo il ghiaccio potrebbe rendervi la vita difficile.
Inoltre in estate la vegetazione lo nasconde quasi completamente.

Nei dintorni del ponte si riesce ancora a scorgere il tracciato dell'antica via scavata nella roccia da un lato e sorretta da muretti di pietre dall'altro lato del fiume. Sono inoltre presenti alcune pietre sagomate che probabilmente facevano parte di qualche altra struttura.

A discapito del nome il ponte è probabilmente di origine medievale essendo molto simile a quello citato da Egle Micheletto e Marica Venturino Gambari nel loro monografia "Montaldo di Mondovì. Un insediamento protostorico. Un castello." edita nel 1991 che attraversa il Corsaglia nella vicina valle. 
Sicuramente la romanizzazione della zona avvenne molto tardi e non continuativamente quindi è probabile che esistesse già un ponte su cui ne venne poi edificato uno nuovo nel medioevo.

Io ho provato a fotografarlo due volte ma entrambe le volte non sono riuscito a fare un buon lavoro.

Queste sono immagini che risalgono al 2017, ci passai per caso e avevo solo il cellulare.
Come potete vedere il bastione a destra è quasi stato demolito dalle ultime piene, se l'acqua riuscirà ad infilarsi dietro non ci sarà scampo per il ponte che crollerà.


 ponte romano via del sale roburent montaldo mondovì medievale arco


 ponte romano via del sale roburent montaldo mondovì medievale arco

 ponte romano via del sale roburent montaldo mondovì medievale arco

Qui vedere la traccia del vecchio sentiero scavata nella roccia.

 ponte romano via del sale roburent montaldo mondovì medievale arco

 ponte romano via del sale roburent montaldo mondovì medievale arco

Questa una delle pietre scavate che si trovano poco più a monte del ponte, spero siano ancora visibili, essendo a pelo d'acqua non è escluso che le piene le abbiano ricoperte.

 ponte romano via del sale roburent montaldo mondovì medievale arco

Bisogna ringraziare la pianta che ha protetto il lato sinistro del ponte dalle piene. 


 ponte romano via del sale roburent montaldo mondovì medievale arco

Ho provato a raggiungere il ponte quest'inverno, ma non mi sono potuto avvicinare troppo causa impossibilità ad attraversare il ruscello.
Avevo la Canon nello zaino e non volevo rischiare di finire a bagno, così il cielo lattiginoso non ha permesso un grande scatto. In ogni caso rende bene l'idea dell'ambiente incontaminato in cui si trova il ponte.


 ponte romano via del sale roburent montaldo mondovì medievale arco

Un articolo di Alessandro Borgotallo su "Provincia Granda" del 7 Giugno 2017





mercoledì 5 giugno 2019

Come non farsi fregare e risparmiare su Ebay

Questa sera ho pensato di darvi due regolette da seguire per non farsi fregare e risparmiare su Ebay.




Collezionando da anni materiale militare mi capita sovente di frequentare le aste on-line o i vari siti di compravendita alla ricerca del pezzo mancante.

Fermo restando che secondo me gli acchiappi migliori si fanno ai mercatini della domenica anche sul web a volte capita l'affare.

Il web è da una parte patria della libertà d'informazione ma, dall'altra, luogo in cui si nascondono insidie di ogni genere.

Proverò a descrivervi qualche piccolo stratagemma per evitare di finire nei pasticci usando Ebay e magari risparmiare qualche euro.

Partiamo da come funziona Ebay. La nota piattaforma non è altro che un sito di compravendita online tra privati e/o aziende con offerte all'asta. Vince chi, allo scadere del tempo, ha offerto la cifra più alta.

Capito questo concetto partiamo dalla prima regola, l'offerta va fatta il più tardi possibile, idealmente l'ultimo secondo prima che l'asta scada.

Perchè è necessario fare l'offerta alla fine?

Perchè farla prima non fa altro che alzare il prezzo dell'oggetto. Questo va sia a discapito di chi sta facendo l'offerta sia ad un altro compratore potenziale che, se vincesse, si sarebbe visto alzare il prezzo. In poche parole rilanciare molto prima della scadenza non fa altro che agevolare il venditore che vede il prezzo lievitare.
Inoltre fare l'offerta all'ultimo ci tutela dal giochetto del "Rilancio offerta".

Il rilancio offerta non è altro che una piccola truffa

Cercherò di spiegarvela brevemente.

Il venditore si mette d'accordo con un amico che rilancerà sempre l'offerta in modo da far salire il prezzo il più possibile.
Questo compratore fasullo, d'accordo col venditore, una volta vinta l'asta rinuncerà all'acquisto. 
Ciò è permesso da Ebay per salvaguardare i clienti da eventuali errori su offerte non volute.
A questo punto però, il venditore saprà chi è stato il penultimo a rilanciare e saprà anche quanto quest'ultimo era disposto ad offrire, in questo modo potrà contattare privatamente il compratore, ignaro di tutto, che si vedrà offrire l'oggetto desiderato guarda a caso al prezzo che aveva offerto. 
A me è già capitato più di una volta, normalmente in questi casi ripondo al venditore truffaldino che, se vuole vendermi quell'oggetto, lo comprerò al minimo che avevo offerto e non al massimo, normalmente la cosa non si conclude e il venditore finisce nella lista nera.

Se l'offerta si fa agli ultimi secondi questo raggiro non funziona e non si corre il rischio di lottare al rilancio con un altro possibile cliente. Se tutti facessero così si comprerebbe meglio e a prezzi più bassi. Logicamente bisogna avere in testa quanto si vuole spendere e una buona capacità di stima sul prezzo del pezzo desiderato.

Parliamo ora dei venditori.

Io normalmente acquisto sempre e solo da chi ha feedback al 100% che accetti pagamenti con Paypal o bonifico bancario. 
Prima di fare offerte andate a farvi un giro sulla pagina del venditore e guardate cosa ha venduto in passato. Se son tutti oggetti da 2 o 3 € e adesso sta vendendo un pezzo da mille ci sono buone probabilità che dietro ci sia una fregatura.
Verificate anche cosa ha venduto in passato, un collezionista di monete è difficile che fino a due giorni prima vendesse altro.

Parlando dei metodi di pagamento il migliore a livello di comodità e sicurezza è Paypal, al secondo posto c'è il bonifico ed infine la carta Postepay che cerco di usare il meno possibile per ragioni di costro e impossibilità di sapere se chi riceve i soldi è effettivamente chi mi sta vendendo l'oggetto.
Ho amici che si son presi belle fregature usando Postepay e non sono riusciti ad avere indietro i soldi nonostante denunce e spese legali.

Se si compra sovente da un venditore si può anche provare a contattarlo e concludere la compravendita fuori dai canali Ebay, in questo caso si cercherà di trovare un accordo sul prezzo che dovrebbe essere pi un po' più basso visto che il venditore non pagherà le commissioni alla piattaforma.

Un altro trucchetto è quello di osservare le aste degli oggetti interessati, se l'asta va deserta, si può provare a contattare il venditore per cercare di avere un prezzo più basso visto che, nonostante l'enorme visibilità data dal sito, nessuno ha fatto offerte.

Parlando degli altri siti di e_commerce: subito, wish, ecc. state attenti da chi comprate e a quali metodi di pagamento accettano. Un trucco per vedere se il venditore vi sta provando a fregare è quello di "rompere le scatole". Si proprio così, prima di acquistare fate molte domande, chiedete degli sconti, altre foto, magari un video dell'oggetto per vederlo alla luce naturale. 
Se vi risponderà sempre con gentilezza, senza cercare di forzare l'acquisto siete sulla buona strada. Verificate che le foto inviate siano recenti andando nelle proprietà delle immagini, infine fate una ricerca utilizzando google immagini per verificare che la foto non sia stata scaricata dal web.






Un'ultima considerazione la faccio su Paypal, è il più sicuro ma, ha tariffe per i venditori davvero care, sovente vi chiederanno di usare altri metodi di pagamento o di trasferire il denaro "come amico".
Potete farlo, il venditore non paga le commissioni, ma perderete la tutela di Paypal in caso di controversia.

Quello che vi ho scritto stasera son piccole accortezze ma, quando manca il contatto personale che si ha nelle trattative viso a viso, possono salvarvi da brutte sorprese.
Inoltre ricordatevi che nel collezionismo una fregatura prima o poi capita a tutti...quindi non spaventatevi.







martedì 16 aprile 2019

Come restaurare, riparare e pulire vecchi coltelli

Volevo condividere con voi un mio ultimo ritrovamento, se così lo posso chiamare.
Si tratta di uno zaino del regio esercito risalente alla seconda guerra mondiale, probabilmente se lo portò a casa mio nonno o qualche suo parente.
Ci sarò passato davanti mille volte, ma non ho mai guardato cosa ci fosse dentro.
Eccolo appena portato a casa.


storieefoto zaino militare italiano regio esercito ww2

Dentro non c'era nulla di che, ve lo farò vedere in un prossimo post. 
Stasera vi dico solo che ci ho trovato questi tre coltelli.


vecchio coltelli restauro conservazione recupero pulizia affilitura ricostruzione restoration

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Sono tre coltelli abbastanza grandi, il primo in alto raggiunge quasi i 40 cm e la lama è molto grezza probabilmente di fattura artigianale. Il codolo s'innesta nel manico con lo stile delle sciabole o spade. 
Il secondo ha una fattura più moderna e il manico probabilmente è un rifacimento successivo.
L'ultimo è il più rifinito, s'intravede anche un marchio e il manico è in un legno molto duro, probabilmente bosso.
Ho quindi deciso di risistemarli e riportarli all'antico splendore. In seguito trovate le foto che vi mostrano come ripulire o restaurare vecchi coltelli.
Eccoli dopo una prima lavata, spazzolata e carteggiata, nei punti in cui la ruggine non voleva saperne di andarsene.


vecchio coltelli restauro conservazione recupero pulizia affilitura ricostruzione restoration

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In seguito mi sono dedicato ai manici, come scritto sopra dopo una prima lavata in acqua ho deciso di eliminare le tracce di incrostazione con solvente nitro. Spercialmente quello in alto quando lo pulivo emanava odori di spezie. Probabilmente venne usato per fare i salami e ne porta ancora le tracce.
Dopo questa pulizia ho cercato di riportare il legno ad un colore uniforme con due passaggi di carta vetro a grane via via più fini.


vecchio coltelli restauro conservazione recupero pulizia affilitura ricostruzione restoration

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Infine ho applicato una mano di cera per mobili ai manici e un po' d'olio sulle lame per salvaguardarle da ossidazioni precoci.
Eccoli finiti.
Io mi son fatto l'idea che il coltello più in alto, date le sue dimensioni e la robustezza, fosse quello usato per uccidere il maiale o comunque dividere le parti più grosse. 
Quello in mezzo fosse usato per ricavare i pezzi di carne prima di macinarla, mentre quello in basso data la sottigliezza della lama e la sua punta accuminata fosse un coltello per disossare.
Correggetemi se sbaglio.

vecchio coltelli restauro conservazione recupero pulizia affilitura ricostruzione restoration

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Vi riporto una foto macro del marchio presente sulla lama, non so quale sia il verso giusto da cui leggerlo. A me paiono le iniziali di qualche produttore, ma è una mia interpretazione e non riesco a decifrarla, se qualcuno avesse mai visto questo marchio mi farebbe un gran piacere saperne qualcosa in più.

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