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giovedì 6 ottobre 2022

Ripristino e riparazione pacco batterie al litio non più in commercio - Repair battery pack

In questo video vediamo come ho riparato un pacco batterie di uno sfrondatore del marchio florabest, non più commercializzato in Italia.

Oggi lidl si appoggia a parkside e quindi non si riesce più a trovare una batteria sostitutiva senza spendere un capitale facendosela arrivare dalla germania.

Visto che non mi piace gettare la spugna davanti alle difficoltà e ancora meno buttare nella spazzatura macchinari che funzionano benissimo ho deciso di investire qualche euro in delle celle sfuse modello 18650 per provare a sostituire la cella rotta.


Sotto trovate qualche link ai prodotti che ho usato.

Riattivante per contatti https://amzn.to/3LsFW5Q Cella al litio 18650 di qualità https://amzn.to/3RVZfXw Multimetro tester di qualità https://amzn.to/3BVp6t2 Multimetro tester "da combattimento" https://amzn.to/3xExevq Caricabatterie universale https://amzn.to/3ByVsIQ Kit saldatura a stagno https://amzn.to/3EajbSC Kit Diodi https://amzn.to/3BI29X1 Kit Diodi Zener https://amzn.to/3CEX6YC Kit Led vari https://amzn.to/3bElMEY Kit resistenze https://amzn.to/3wdYDCq Kit Condensatori https://amzn.to/3q9N1jb https://amzn.to/3BJcr9d Kit Circuiti integrati sempre utili https://amzn.to/3EJiVH7 Kit Regolatori di tensione https://amzn.to/3GRYYQu Kit transistor NPN PNP sempre utili https://amzn.to/300AhAq Kit transistor MosFet sempre utili https://amzn.to/3ELF1ZM

giovedì 10 settembre 2020

Finalmente ho un logo

Da troppi anni scrivo e posto su questo blog, su facebook, su instagram e su altri siti, ma non ho mai pensato ad avere un logo tutto mio.

Forse perchè ho sempre pensato più alla sostanza dei contenuti e ad aiutare qualcuno che per qualche motivo finiva sulle mie pagine.

Come avevo scritto alla nascita del blog, nel lontano 2012, questo sito nasceva per condividere cosa ho avuto modo di imparare durante le mie avventure e i miei esperimenti. Il web mi ha dato tanto e volevo dare qualcosa anche io.

Qualche tempo fa mi sono imbattuto nel sito Canva che permette di lavorare graficamente su immagini di ogni genere e piccoli video in maniera molto semplice e intuitiva.

Permette l'iscrizione gratuita, più che sufficiente per i lavori semplici come devo fare io ed è previsto un piano professionale con molto più materiale a disposizione e un'interfaccia per lavorare in team.

Ho così pensato di provare a costruirmi un logo come ogni blogger moderno deve avere. Ditemi se vi piace.



Logicamente questa piattaforma non sostituisce programmi ben più performanti e professionali come Adobe Illustrator e Photoshop però è molto utile per piccoli lavoretti.

Inoltre per studenti e docenti è gratuito anche l'account professional.

Per chi non mi seguisse ancora vi lascio i link ai miei social, mi trovate comunque scrivendo Storieefoto.

Facebook

Instagram

Youtube

 

martedì 12 maggio 2020

Costruzione di un pirografo a costo zero

In questo periodo di quarantena, dove fare ordini su internet è un problema, qualche giorno fa, mia moglie mi chiede se non ho un pirografo.
Logicamente la risposta è no, la cosa più simile è il mio saldatore a stagno, ma quello è sacro e non si tocca.
Così decido di provare a costruirne uno. Alla fine non è nulla di difficile, semplicemente si sfrutta l'effetto Joule della corrente elettrica per scaldare un filamento di metallo.

La forma desiderata doveva essere quella di una matita con una punta incandescente, facile da tenere in mano, per poter disegnare tratti precisi sul legno.

La prima cosa che ho fatto è stata quella di procurarmi il corpo della matita, ho preso la bacchetta di legno di un mobile da bagno che avevo tra i vari scarti. Potete prendere un tubo di plastica rigida o qualsiasi materiale che non conduca bene il calore e la corrente.

L'ho forato e ci ho fatto passare un cavo, anche lui di recupero, da due poli con sezione 1.5 mmq.


pirografo autocostruito saldatore home made maker diy

Ho poi piantato due chiodi a cui ho segato la testa che serviranno da supporto per la punta.

Con un connettore (mammuth) a cui ho tolto il rivestimento in plastica ho connesso i cavi alla punta, fissando il tutto sui due chiodi.


pirografo autocostruito saldatore home made maker diy

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A questo punto ho realizzando la punta incandescente con un pezzo di fil di ferro diametro 1mm piegato alla forma voluta.


pirografo autocostruito saldatore home made maker diy

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Per facilitare il surriscaldamento in punta ho dato qualche colpo di lima in modo da diminuirne la sezione, in questo modo la corrente si troverà a dover attraversare un punto in cui la sezione è minore e tenderà a riscaldare quella zona invece che altrove.
In ogni caso si può giocare e provare a fare mille forme di punta.

Come prima prova ho attaccato i due cavi all'alimentatore da pc che vi ho descritto in questo articolo alla tensione di 5 Volt (cavo rosso) e subito il filamento è diventato rovente fondendosi in qualche istante.


pirografo autocostruito saldatore home made maker diy


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Ho poi provato a collegarlo alla 3 Volt (cavo arancione), ma anche così la corrente era ancora troppa. La punta diventava troppo rovente, quasi arancione e non andava bene per scrivere sul legno.

Per dimunire la corrente ho quindi preso 5 metri di cavo di rame con sezione 0,6 mmq (il classico cavetto rigido che si usa per gli esperimenti sulle bread board) e li ho collegati in serie al tutto. 

Con 5 metri la punta non si scaldava neanche, ho quindi iniziato a tagliare via un metro di cavo alla volta dopo ogni test.

Con circa 2 metri di cavo in serie la punta diventava abbastanza calda da scrivere sul legno, ma la moglie, durante il collaudo, mi ha detto che era troppo fredda.
Ho quindi tolto ancora 20 cm di cavo arrivando a metterne circa 1,8 metri in serie alla punta. 


pirografo autocostruito saldatore home made maker diy

Questi test dovrete farli andando per tentativi fino ad arrivare alla temperatura della punta voluta. Ho notato che addirittura una vite più o meno tirata cambia quanta corrente passa e quindi la temperatura della punta. Purtroppo non avendo potenziometri di potenza a casa bisogna aggiustarsi con cosa si ha.

E' un progettino davvero buttato un po' in aria, ma a me piace recuperare roba che andrebbe butta per dargli nuova vita.

Per i più curiosi ho fatto un video in cui lo si vede funzionare.











venerdì 18 ottobre 2019

Restauro giberna tedesca in cuoio - come restaurare la vecchia pelle

Qualche tempo fa in una scampagnata in montagna mi trovai sulla strada questo rudere.


rudere alta valle stura piemonte

alta valle stura mughetti selvatici

Buttai un occhio dentro e, in una fissura tra le pietre del muro, notai uscire un pezzo di cuoio. Lo estrassi, era tutto umido con muffa e licheni, chissà quanta pioggia aveva preso in tutti questi anni.

Subito mi resi conto di aver tra le mani un pezzo di storia, in particolare si trattava di una giberna per caricatori del Mauser K98 tedesco. 

Dopo una veloce lavata con lo spazzolino sotto acqua corrente si presentava così. Il cuoio era completamente piegato, non aveva più la sua forma originale, le parti in alluminio erano incrostate e le cuciture erano sparite, probabilmente il cordino di cotone usato all'epoca non ha retto al peso degli anni e delle intemperie. Inoltre il cuoio assomigliava ad una plastica rigida, appena lo si piegava si creavano piccole crepe.


restauro giberna mauser k98 cartdrige bag pouch restoration cuoio leather

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Era però ancora ben visibile il marchio del fabbricante (A Hellmuth), la città di produzione (Berlin) e la data (1938).

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Purtroppo mancava completamente la chiusura, col senno di poi forse è caduta in terra ed è ancora nel rudere, purtroppo non sono tornato a vedere.

Non avevo mai lavorato il cuoio e non sapevo neanche cosa sarei stato in grado di fare, alla fine però non mi sono tirato indietro, buttare questa giberna tedesca nella spazzatura non è nelle mie corde, quindi ho deciso di tentare un restauro.

Ecco come si doveva presentare la giberna per k98 prima di essere abbandonata.






La prima cosa che ho fatto è stata quella di documentarmi, molte volte lo si da per scontato, ma se non lo si fa si corre il rischio di combinare grossi danni.

Ho scoperto che il problema più grande del cuoio invecchiato è quello di essersi seccato e quindi aver perso la sua elasticità. In effetti la giberna pareva molto fragile, durante il primo lavaggio anche piegarla leggermente creava piccole crepe. 
Lo stesso problema si potrebbe avere nel restauro di vecchie borse, portafogli o cinture in questo materiale.
Il primo passo col cuoio vecchio e secco è quindi quello di reidratarlo con acqua e oli appositi. 

Per reidratare e sterilizzare il cuoio dalle muffe che lo avevano colonizzato, l'ho lasciato a mollo in acqua per più di un mese, una volta a settimana cambiavo il liquido, provavo a muoverlo delicatamente e aggiungevo qualche goccia di conegrina.


restauro giberna mauser k98 cartdrige bag pouch restoration cuoio leather

Dopo tutto questo tempo ho lasciato asciugare circa un giorno, stando attento a non far reinsecchire il cuoio nuovamente. Si può passare alla fase dell'oliatura quando il cuoio non bagna più le dita al tocco.

A questo punto ho iniziato a massaggiare e dare olio cercando di far tornare il cuoio ad un livello di flessibilità che mi permettesse di lavorarlo senza romperlo. Potete continuare a dare olio e massaggiare fino a quando vi accorgerete che il pezzo non assorbe più l'unguento. Tra un'oliata e la successiva lasciate passare un giorno.

Ci sono vari tipi di oli che possono andare bene, io ne ho acquistato uno per selle da cavallo, alcuni mi avevano consigliato anche la comune crema da mani contenente vaselina, ma altri me l'hanno sconsigliata perchè potrebbe favorire le muffe col passare del tempo.




Una volta arrivati ad un risultato che vi soddisfa dovete mettere il vostro pezzo in forma e lasciarlo asciugare.
Io mi sono aiutato con dei pezzi di legno di misura per dare la forma alle tasche della giberna e due semplici assi chiusi nella morsa per appiattire la parte retrostante.
Se dovete lavorare borse o scarpe in questa fase aiutatevi con vecchi giornali e cordini per non lasciare segni coi morsetti.


restauro giberna mauser k98 cartdrige bag pouch restoration cuoio leather

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Dopo qualche giorno passato in queste condizioni è arrivata la parte difficile. Ricucire assieme le parti.


restauro giberna mauser k98 cartdrige bag pouch restoration cuoio leather

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Per cucire il cuoio ho dovuto riaprire i fori fatti all'epoca, ho usato un punteruolo che ho preso su amazon assieme ad un set di aghi e filo per cuciture di questo genere.





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Purtroppo il cuoi usato all'epoca era molto robusto ma, allo stesso tempo, abbastanza grezzo. Questo ha fatto si che alcune parti nonostante le reidratazione fossero irrimediabilmente perse ed impossibili da cucire.


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Per cucire il cuoio si lavora con due aghi incrociando ogni volta i punti che quindi rimangono ben saldi senza bisogno di nodi particolari.





restauro giberna mauser k98 cartdrige bag pouch restoration cuoio leather

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La parte più difficile è stata quella di far combaciare i punti delle singole parti. In ogni caso nonostante le mancanze e i pezzi ormai irrecuperabili mi reputo soddisfatto.


restauro giberna mauser k98 cartdrige bag pouch restoration cuoio leather

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lunedì 18 febbraio 2019

Storieefoto ritorna su Facebook

Dopo un periodo di assenza torno su Facebook.


storie e foto su facebook storieefoto

Ero sparito circa 4 mesi fa dopo un periodo di inattività.
Non so ancora se ho fatto bene o male a prendermi questo periodo di pausa dal più famoso dei social, non mi portava molte visite sul sito e quindi ho provato a lasciarlo perdere per un po'.
Oggi sono tornato, principalmente mi spiace lasciar sparire nel dimenticatoio tutte le raccolte di foto che ho fatto negli anni e i contatti con quelli che mi seguono su quel mondo. 
Per chi non lo sapesse Storieefoto è anche su instagram, basta cercare l'omonimo profilo e vi lascio il link diretto in basso.


storie e foto su instagram storieefoto

Mentre su Facebook Storieefoto è una raccolta di album fotografici a tema, su Instagram cerco di pubblicare un'immagine al giorno. Il tema è scelto ogni tre giorni rispettando la regola di tre foto a colori e tre in bianco e nero.
Per le foto a colori i temi variano a seconda della giornata, per quelle in bianco e nero invece tendo a seguire un argomento più ampio. Ad esempio in questo periodo sto passando in rassegna i mezzi militari del regio esercito durante la seconda guerra mondiale.
Non è facile trovare foto interessanti in bianco e nero che non siano le solite viste e riviste, ma cerco di impegnarmi. 
Se vi ho fatto venire un po' di acquolina in bocca seguitemi sui social cercando Storieefoto o cliccando sui link sottostanti. 

https://www.instagram.com/storieefoto/

https://www.facebook.com/storieefoto/

Grazie a tutti.

martedì 26 giugno 2018

Confronto tra varianti dei distintivi commemorativi per il fronte russo

Buongiorno a tutti, in questo periodo ho poco tempo per scrivere sul blog. 
Questa sera mi son messo di lena e ho concluso questo confronto tra le varianti del distintivo commemorativo per il fronte russo. Venne consegnato agli appartenenti all'ARMIR (Armata Italiana in Russia) e allo CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russia) nel 1943.
Ne avevo già parlato in questi articoli datati 2013-14 a cui vi rimando per i dettagli storici.

http://storieefoto.blogspot.com/2013/03/distintivo-commemorativo-della-campagna.html

http://storieefoto.blogspot.com/2014/05/distintivo-commemorativo-del-fronte.html 

Questi sono i miei 5. Come già scritto negli altri due articoli quelli ritenuti sicuramente del periodo sono quelli a spilla verticale. Quelli a spilla obliqua sono molto spesso delle riproduzioni e bisogna stare attenti quando li si acquista. Uno dei miei appartiene al lotto ritrovato in un magazzino dismesso della Lorioli con ancora il sacchetto di carta che lo conteneva.
E' sicuramente originale ma non venne consegnato ai reduci, probabilmente la Lorioli ne iniziò una produzione che venne abbandonata dopo gli eventi dell'8 settembre 1943.


confronto tra distintivi commemorativi del fronte russo csir armir badge russian italian

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Passiamo ora alle foto dei singoli distintivi, partirò dal primo in alto a sinistra proseguendo verso destra per poi passare la fila in basso.

Per chi volesse ho caricato le foto in alta definizione sul mio profilo flickr che trovate al seguente indirizzo.

https://www.flickr.com/photos/claudio82clod/

Il primo è quello più curioso che, ad oggi, mi è capitato una volta sola tre le mani, logicamente non me lo sono lasciato sfuggire. E' anche stato fotografato per essere pubblicato in un libro che parla degli equipaggiamenti della RSI.
La particolarità sta nel fatto che, oltre ad avere la spilla verticale, ha la scritta "F.M. Lorioli Frlli." abbreviata e senza l'indirizzo. Sul lato opposto "Milano Roma" senza la dicitura del marchio depositato. Come potete vedere dalle foto sottostanti non ha particolari segni che lo differenziano dagli altri sul fronte.


confronto tra distintivi commemorativi del fronte russo csir armir badge russian italian

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Passiamo al secondo che è uguale al terzo se non per la differente lunghezza dell'ago di fissaggio sul retro. Anche il perno tra i due è leggermente diverso. Ha le scritte molto definite e nitide e l'ago lungo come il primo.
Sul retro si legge la classica scritta che reca da una parte "F.M. Lorioli Milano Via F. Bronzetti 25" e dall'altra "Modello depositato n. 38".
Un segno particolare che devono avere tutti distintivi del fronte russo è quell'eccesso di materiale che si vede al retro su una delle due sciabole.
Anche per questo distintivo sul fronte i dettagli sono nitidi e non si vedono segni particolari.


confronto tra distintivi commemorativi del fronte russo csir armir badge russian italian

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Il terzo è uguale al secondo se non per il consumo della zama e la diversa lucentezza. Sul retro le scritte sono identiche mentre l'ago di fissaggio è leggermente più lungo con un perno diverso dai precedenti. Non so dire se a causa di una riparazione dell'epoca o variante.


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Passiamo ora ai due distintivi con attacco obliquo sul retro di una delle sciabole. 
Sul fronte hanno una leggera differenza nel incavo di destra del nodo savoia il secondo ha un eccesso di materiale che compare in tutti quelli appartenente al lotto ritrovato ancora imbustato nei magazzini Lorioli.
Sul retro hanno la stessa scritta dei distintivi ad attacco verticale. 
I miei due si differenziano per la lunghezza della spilla. 
Il primo ha la spilla più lunga, circa 4 cm, rispetto quello con ancora il sacchetto di carta inoltre presenta il classico eccesso di materiale sul retro della sciabola.


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Questo è quello contenuto ne sacchetto di carta che appartiene al lotto ritrovato nei magazzini Lorioli. Come vedete ha la spilla più corta e l'eccesso di materiale all'interno del nodo savoia nell'incavo a destra. Sul retro ha le scritte ben definite ed anche qui è presente l'eccesso di materiale sulla sciabola sinistra sebbene sia quasi impossibile vederlo dalle foto.


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In conclusione dopo anni di osservazioni su diversi distintivi credo di poter dire che:

- i distintivi ad attacco verticale, se buoni, possono avere due tipologie di scritte, quella abbreviata e quella estesa. La seconda molto più comune della prima che da alcuni è ritenuta un prototipo precedente alla deposizione del modello.
- i distintivi buoni, indipendentemente dal tipo di spilla, hanno sempre un eccesso di materiale sul retro della sciabola a sinistra ad eccezione di quelli con scritta abbreviata .
- i distintivi ad attacco obliquo possono avere una spilla di due differenti misure fissata sempre tramite saldatura ed un'apposita placchetta. 
- i distintivi con attacco obliquo appartenenti al lotto contenuto nella bustina di carta presentano al fronte un eccesso di materiale nell'incavo destro del nodo savoia.
- i distintivi buoni hanno sempre le scritte sul retro e i dettagli molto nitidi e non hanno segni di fusione.

Come sempre vi ringrazio per aver avuto voglia di leggere fino qui e se vi è tornato utile fate un clic sulle pubblicità a lato o sotto.