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domenica 1 gennaio 2023

Unboxing e test taglio al plasma Parkside PPS 40 B3

Neanche a farlo apposta arrivo a Natale con video numero 100 e per creare il clima dovevo fare due scintille. 
Quale occasione migliore per sballare il taglio al plasma della Lidl.




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lunedì 5 dicembre 2022

Come scoprire di che metallo è un oggetto, calcolo della densità

In questo video vediamo un semplice trucchetto per scoprire in che materiale è costituito un oggetto. Con lo stesso metodo si può calcolare il volume di un oggetto e da li, dopo averlo pesato, ricavare il peso specifico.




La procedura è questa. 

Vi servirà un bilancino di precisione
un becker 
E dell'acqua distillata.
Il primo passo è pesare l'oggetto. 
Poi dovrete fissare l'oggetto di materiale incognito ad un cordino, il meno voluminoso possibile per non falsare la misura. 
Un trucco è quello di aiutarsi con l'attack o colla cianoacrilica qualsiasi.
A questo punto mettete un po' di acqua distillata nel becker, sufficiente a coprire l'oggetto. 
Mettete il bicchiere con l'acqua sulla bilancia e fate la tara. 
Ora immergete l'oggetto appeso al cordino senza far toccare il fondo o le pareti. 
Il peso che leggerete sul display è uguale al peso dell'acqua spostata e quindi equivale al volume dell'oggetto. 
Con questo dato potete calcolare la densità che equivale al Peso dell'oggetto / Volume dell'oggetto. 
Il numero che otterrete potrete confrontarlo con le tabelle dei pesi specifici e da li risalire al materiale che avete sotto mano.

martedì 7 settembre 2021

Brasatura al castolin

Non avevo mai saldato al castolin, e credo si veda dal video, ma visto che ho filmato lo condivido con voi.

Avevo ritrovato una vecchia punta per tracciare i metalli costruita, con molta probabilità, da un mio zio.

Ha la forma di una penna ricavata intrecciando due bacchette di acciaio inox, la parte per appenderla al taschino a forma di pesce.

Peccato che mi è caduta e si è staccata la punta, probabilmente costituita da un pezzo di acciaio al vcarbonio temprato e molto duro.

Come fare a risaldarla senza rovinare la tempra?

L'unica strada era una brasatura al castolin dolce.

Ecco il video.




giovedì 18 dicembre 2014

18 Dicembre 1935 - Anello Oro alla patria

Non tutti sanno che, esattamente 79 anni fa, il 18 dicembre 1935, ci fu la "Giornata della Fede", durante la quale gli italiani furono chiamati a donare le loro fedi nuziali in oro. Uno dei primi regali di Natale che fece il fascismo al popolo italiano.

Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.

Il 3 ottobre 1935 il Regno d'Italia invase l'Etiopia occupando direttamente il suo territorio. Il 6 ottobre 1935 la Società delle Nazioni condannò l'attacco da parte italiana e il 3 novembre furono approvate le sanzioni, decidendone l'entrata in vigore il 18 ( molti confondono tale data 18-11-35 con quella della giornata della fede perché è riportata all'esterno o all'interno degli anelli).
La deliberazione delle sanzioni fece esplodere le folle che scesero in piazza contro la Società delle Nazioni, provocando la mobilitazione interna. Il governo colse la palla al balzo e iniziò a raccogliere metalli utili per la causa bellica. 

L'Italia, per rispondere alle sanzioni, diede il via alla campagna "Oro alla Patria" e, un mese esatto dopo l'entrata in vigore della Società delle Nazioni, il 18 dicembre fu proclamata la "Giornata della Fede", giorno in cui venne chiesto agli italiani di donare le proprie fedi nuziali al fine di sostenere i costi della guerra e far fronte alle difficoltà.
Molti personaggi autorevoli del tempo, anche chi non appoggiava il regime, descrivono la cerimonia come la massima espressione patriottica di massa di tutti i tempi.
A coloro che donarono la propria fede d'oro venne data in cambio una fede in acciaio che portava la dicitura: ORO ALLA PATRIA - 18-NOV-35 XIV. 

Furono raccolte complessivamente 37 tonnellate d'oro e 115 d'argento.
Logicamente la gente agiata che appoggiava il governo appoggiò la propaganda fascista e donò di buona lena la propria fede. Nelle campagne, dove la povertà regnava, la cosa venne vista molto più in malo modo, anche perché si sa che molte volte a chi non aveva nulla da dare venne chiesto addirittura di donare le proprie pentole in rame.
Su queste ricevute e anche sulla tipologia delle fedi c'è molta varietà perché ogni zona aveva le sue.
Le varianti principali sono con scritta interna o con scritta esterna, in ognuno dei due casi ci può essere oppure no un fascio littorio di fianco alla scritta. Pare che la presenza del fascio venisse apposta se chi donava la fede era vedovo/a. Anche la data a volte può mancare.
In certi casi è presente una saldatura come se la fede sia stata adattata a misure diverse, anche questo non ne pregiudica l'originalità.
Non credo che ci siano fedi false dato lo scarso valore, in ogni caso basatevi su due o tre mie considerazioni.
E' molto più probabile che la fede sia una sola, all'epoca poche volte entrambi gli sposi avevano la fede in oro. La fede se indossata ha apparenza lucida, ma deve anche avere segni dovuti alla lavorazione al tornio, tenete conto che non venivano fatte con tanta cura.
Non bisogna confondere le fedi oro alla patria con quelle post belliche in duralluminio che venivano scelte dagli sposi nel primo dopoguerra a causa dell'altissimo prezzo dell'oro e della povertà di quasi tutta la popolazione italiana.
Questa è la mia, la si trova comunemente su cifre intorno dai 20 ai 30 euro se corredate di una qualche ricevuta.


18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio

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18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio

In collezione ho anche la relativa ricevuta che venne rilasciata dal podestà di turno.

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevuta partito nazionale fascista

Per commemorare quest'evento vennero stampate anche delle cartoline.

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

Aggiornamento 8 Aprile 2016
Aggiungo gli ultimi entrati in collezione in questi anni.

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista
Vista d'insieme, i tre in alto hanno la scritta esterna, uno ha i fasci. Gli altri tre hanno scritta interna. Tutti coi fasci.


18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista



martedì 11 febbraio 2014

Restauro costruzione coltellino a serramanico

Oggi su storie e foto vi racconto l'ultima impresa in cui mi sono cimentato la costruzione e il restauro di un antico coltello a serramanico.
All'ultimo mercatino di Cherasco mi sono assicurato per la modica cifra di 2 € i resti di un povero coltellino.
Mi ha colpito perché la forma non è la classica forma dei coltelli di queste zone, inoltre lo stato di conservazione davvero pessimo lo collocano abbastanza indietro nel tempo, secondo me siamo intorno a metà 1800 ma su questo non mi sbilancio più di tanto.
Su http://www.tuttocoltelli.it,  un forum davvero competente su questi argomenti, me lo hanno classificato come coltello di provenienza Italia-meridionale, forse Siciliano o di area francese. Sicuramente qualche storia da raccontare ce l'avrebbe visto che è finito in un banchetto di un mercatino in Piemonte.

Prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare un click sulle pubblicità a destra. Si aprirà una pagina di pubblicità a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille.

Queste le sue condizioni iniziali, la lama e le guancette in ottone.




Dell'archetto, la molla che non fa richiudere troppo facilmente la lama, non rimane più nulla quindi dovrò andare di mia inventiva.
Lo stesso vale per la lama della quale è più facile trovare una foto di un coltello più o meno della stessa epoca e forma, un esempio potrebbe essere questo.



Ma ora veniamo al restauro vero e proprio.
Per prima cosa ho dovuto pulire le guancette, eliminando i vecchi perni e i rimasugli di ferro ossidato. Per fare questo ho lasciato a bagno in acido cloridrico (muriatico) le guancette per 5-10 minuti tenendo sotto controllo l'avanzamento del processo.  L'ideale sarebbe stato usare dell'acido solforico, che una volta corroso lo sporco è molto meno aggressivo degli altri acidi sul bronzo, ottone e rame. 

Il bagno in acido


Dopo una bella risciacquata


Il risultato non sembra niente di eccezionale, ma con una leggera spazzolata col trapano la storia cambia di molto...purtroppo è pieno di piccoli buchi causati dalla precedente ossidazione. Verranno livellati con carta vetro alla fine.


Ora inizia il difficile.
Prima cosa capire e recuperare dell'acciaio giusto. Io ho usato del C70 da 2,5 mm di spessore su suggerimento sempre del forum sopra citato.
Nel frattempo ho fatto un disegno su un cartone per avere un modello di come dovrebbe essere la lama e l'archetto alla fine del lavoro.
Fatto ciò essendo la prima volta ho provato a fare un modello su una lamiera di ferro dello stesso spessore, questo è stato il risultato


Una volta visto che la cosa era fattibile ho iniziato a tagliare l'acciaio.

Inizio del taglio


Taglio della lama con i modelli in ferro della lama e dell'archetto.


A questo punto si prosegue di lima aiutandosi per i pezzi più grossi con la smerigliatrice fino ad arrivare alla forma voluta.


A questo punto bisogna iniziare a limare le due facce della lama cercando di mantenere la stessa inclinazione dai due lati. Io sono arrivato ad avere sul tagliente circa mezzo millimetro, il filo verrà dato per ultimo. 

Ora viene una delle fasi più importanti, la tempra. Per fare ciò ho recuperato una vecchia forgia, ma volendo potete costruirvene una piccolina come ho fatto io qui.


PRIMA di temprare ricordiamoci di caricare la molla (archetto) piegandola fino a coprire il foro per il perno della lama come mostrato nella figura sottostante.



Per la tempra dell'acciaio C70 la teoria dice che bisogna farlo scaldare fino al colore rosso ciliegia chiaro che equivale circa a 850 °C e poi immergerlo in un bagno di olio precedentemente riscaldato intorno ai 50 60 °C. Se cercate in internet trovate fior fiore di siti con le tabelle dei vari colori e tempi. In teoria per avere il filo più duro e il coltello più elastico la tempra andrebbe fatta in due passaggi, prima un leggero bagno di uno o due secondi solo sulla parte tagliente poi lo si dovrebbe estrarre e infine nuovamente reimmergere definitivamente lasciandolo raffreddare. Per quanto riguarda l'olio io ho usato il friol da cucina assicurandomi di avere a portata di mano un coperchio che, in caso di incendio, copra perfettamente il contenitore e soffochi le fiamme. Per non sbagliare a leggere il colore, l'operazione andrebbe fatta in penombra. Logicamente eseguite queste operazioni all'aperto e indossate guanti e occhiali di protezione.

La lama comincia a scaldarsi, scusate per la qualità della foto ma in questi momenti bisogna prestare attenzione alla temperatura e fare uno scatto decente avendo le mani impegnate e sporche non è semplice. 


Qui invece la lama e l'archetto a bagno nell'olio.


Una volta eseguita la tempra è necessario il rinvenimento che serve a eliminare le tensioni interne che si sono create durante lo shock termico. Per questa operazione ho lasciato lama e archetto in forno a 180 °C per un'ora.
Eccoli una volta estratti, vi consiglio da ora in avanti di fasciare la lama con del nastro adesivo, è vero che non ha il filo ma basta un niente per farsi dei bei tagli o rovinarla.


A questo punto ho provato a montare il tutto per verificare che la lama non si fosse storta, è andato tutto bene, fino a quando ho provato a far ruotare la lama, nel momento in cui ha fatto forza sulla molla ecco che ho sentito un CRICK!!! e l'archetto si è spezzato in prossimità del foro centrale.


Non vi dico la rabbia, ma ho capito l'errore, materiale troppo esiguo e troppo rigido per fare da molla.
In poco tempo ho costruito un'altro archetto, ma stavolta l'ho temprato solo sull'estremità a contatto con la lama in modo che non si usuri essendo più morbido. Inoltre l'ho lasciato un po' più spesso, questo mi garantirà maggior robustezza in cambio non riuscirò più ad avere l'archetto a filo con le guancette una volta terminato il tutto.


Ho dato una leggera pulita ai pezzi usando carta vetro e li ho assemblati.



Poi pian piano usando carta vetro sempre più fine, ho dato la forma finale al coltellino. Anche le guancette in ottone hanno subito lo stesso trattamento per eliminare in parte i segni del tempo. Io ho usato diverse grane 140, 400 e 1000.





Un'ultima cosa i perni, che sono stati ricavati da dei chiodini del diametro di 2 mm a cui è stata segata la testa. In prima battuta ho provato con dei chiodini dello stesso diametro di rame, ma non mi piaceva la malleabilità esagerata del metallo.
Spero di aver fatto cosa gradita e di aver ridato vita ad un piccolo pezzo di storia.