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giovedì 13 novembre 2025

Pulizia e Storia di Distintivi Alpini e Medaglie Militari d’Epoca

Ciao a tutti! 👋

Nel nuovo video vi porto con me in un episodio dedicato alla pulizia e conservazione di distintivi e medaglie militari prima di inserirli in collezione.

Tra mercatini e scambi tra collezionisti, ogni pezzo racconta una storia unica e merita di essere valorizzato nel modo giusto.

Inizio mostrando una spilletta da cappello alpino anni ’30-’40, con un raro scarpone con stella alpina e una piccola madonnina inserita nel laccio. L’ho pulita con il metodo dell’elettrolisi fredda, di cui trovate un video dedicato sul canale.

Poi passo ad altri pezzi interessanti:

Il distintivo della Scuola Centrale Militare di Alpinismo, epoca bellica, con doppio marchio sul retro.

Il distintivo della Val Arroscia, più raro e ricercato, appartenente al Primo Reggimento Alpini.

Il battaglione Piemonte, nato dopo l’8 settembre 1943 con materiali più poveri ma di grande valore storico.

Il distintivo delle Piccole Italiane, tipico delle corporazioni dell’epoca fascista.

E infine una medaglia scolastica di Vittorio Emanuele II, dedicata ai benemeriti della cultura nazionale all’estero: un pezzo davvero curioso e poco comune!

Nel video vi mostro passo passo come pulisco questi oggetti, come riconoscere i marchi e come evitare errori che potrebbero rovinarli.

Un’occasione perfetta per chi ama la storia militare, il collezionismo d’epoca e il restauro di oggetti storici.

🎥 Guarda il video completo su YouTube per scoprire i pezzi da vicino, le tecniche di pulizia e i dettagli che fanno la differenza.



venerdì 14 marzo 2025

Mostra sugli Alpini per i 70 anni dell'ANA di Roccaforte Mondovì

Il Week-end a cavallo del 15 Giugno 2024 si è tenuta una mostra sugli alpini dedicata ai 70 anni della locale sezione Alpina. 
L'organizzazione dell'evento è stata curata dall'associazione culturale RAdici ROccaforte (Ra.Ro.) che ha esposto cimeli donati o prestati da gente del posto e collezionisti locali. 
Nella mostra spiccava la divisa e i copricapi del tenente Gustavo Orsi indossata al momento del ferimento che lo portò alla morte durante la prima guerra modniale.




Con questo video vi porto con me durante l'allestimento e il giorno seguente.

domenica 23 aprile 2023

Pulizia distintivi italiani della seconda guerra mondiale - cleaning ww2 italian badge

Nel nostro nuovo video, andiamo a pulire alcuni oggetti che avete già visto nei nostri passati UnBoxing sulla pagina TikTok e Instagram. 

Ma veniamo al punto: utilizzeremo il nostro solito metodo di pulizia con acetone e cotton fioc, in modo da eliminare lo sporco senza danneggiare gli strati d'ossido naturali degli oggetti antichi. Tuttavia, dovremo fare attenzione a non toccare la vernice che copre uno dei nostri oggetti. Tra i pezzi che puliremo, ci sono due bottoni dell'Ottocento appartenenti alla guardia imperiale napoleonica, una medaglia della Carica del Bricchetto, un distintivo della scuola media, un pezzo legato al Fronte Alpino Occidentale e due distintivi Alpini. 

Buona visione!



mercoledì 28 dicembre 2022

Unboxing arrivi natalizi, distintivi scuola ed alpini della seconda guerra mondiale

Finalmente un video unboxing relativo alla mia passione faleristica.
Ho spachettato con voi l'ultimo arrivo. 
In ordine vedete:

Distintivo PNF GIL Gioventù Italiana del Littorio Corsi nazionali di Educazione Fisica per Dirigenti e Insegnanti della scuola Media Anno XVI (1937-38)
Distintivo PNF Corsi nazionali per Dirigenti e Insegnanti Scuola Primaria
Distintivo per abito civile dirigente di sezione associazione nazionale alpini ANA
Spilla da cappello alpino a forma di picozza
Edelweiss Stella alpina.

BUON NATALE e mi raccomando come regalo iscrivetevi al canale e lasciate un like.

domenica 21 agosto 2022

Come restaurare un cappello alpino della seconda guerra mondiale

Finalmente anche io ho messo un cappello alpino della seconda guerra mondiale in collezione.
Ecco qui il video dell'unboxing e del restauro conservativo che ho cercato di fare.


Si tratta di un cappello da truppa trasformato per i gradi superiori appartenuto ad un reduce del primo reggimento alpini.
Probabilmente appartenuto al battaglione Ceva, data la prensenza della nappina bianca, e nello specifico alla 5° compagnia.
La medaglia che lo testimonia ad oggi non si è mai vista, o almeno per me è stato così e sui vari gruppi di appassionati alla faleristica non si sa molto della sua esistenza.
Su di essa al fronte si può leggere "5° compagnia alpina" con l'immagine di quattro militari in marcia, sullo sfondo un monte stilizzato, al retro il motto "Di lotte e di ardimenti non mai l'anima è sazia" con un contorno di stelle alpine chiuse da un fascio in basso e il punzone 800 dell'argento ed in alto due sci incrociati con una picozza.

5° compagnia alpina con l'immagine di quattro militari in marcia sullo sfondo un monte stilizzato al retro il motto Di lotte e di ardimenti non mai l'anima è sazia con un contorno di stelle alpine chiuse da un fascio in basso e il punzone 800 argento ed in alto due sci incrociati con una picozza

5° compagnia alpina con l'immagine di quattro militari in marcia sullo sfondo un monte stilizzato al retro il motto Di lotte e di ardimenti non mai l'anima è sazia con un contorno di stelle alpine chiuse da un fascio in basso e il punzone 800 argento ed in alto due sci incrociati con una picozza

Il cappello è stato trovato in una casa di Roma da una ditta di pulizie incaricata di svuotarla.
Il propietario, da cosa son riuscito a sapere, era un qualche funzionario del WWF o di qualche associazione dedita alla salvaguardia dell'ambiente che si trasferì in Africa senza mai fare ritorno.
Probabilmente fu uno dei pochi a tornare dalla campagna di Russia considerando le tristi sorti di tutti i battaglioni appartenuti alla Cuneense.
I suoi averi rimasero quindi chiusi in quella casa fino ad oggi, compreso il suo cappello da reduce.
E' stato un evento più unico che raro trovare un cimelio della seconda guerra mondiale intoccato e di prima mano.

A livello di pulizia vi spiego brevemente le fasi a cui ho sottoposto il cappello per stabilizzarlo e lasciarlo il più possibile intoccato.
Per prima cosa ha passato una settimana in freezer per bloccare le tarme adulte, poi è stato un'altra settimana in una borsa ermetica con antitarme e insetticida per fermare eventuali uova.
A quel punto dopo una bella asciugata l'ho spolverato con un pennello e con l'aria compressa soffiata dall'interno.

Infine ho pulito la medaglietta con acetone prestando attenzione a non rovinare il cappello.

Sistemato con spilli la fascia che è la parte più rovinata.

Ero indeciso sul provare a risistemare la penna, ma alla fine ho deciso di lasciarla come è stata trovata.

cappello alpino primo reggimento battaglione ceva 5 compagnia campagna di russia nappina bianca csir armir

5° compagnia alpina con l'immagine di quattro militari in marcia sullo sfondo un monte stilizzato al retro il motto Di lotte e di ardimenti non mai l'anima è sazia con un contorno di stelle alpine chiuse da un fascio in basso e il punzone 800 argento ed in alto due sci incrociati con una picozza

5° compagnia alpina con l'immagine di quattro militari in marcia sullo sfondo un monte stilizzato al retro il motto Di lotte e di ardimenti non mai l'anima è sazia con un contorno di stelle alpine chiuse da un fascio in basso e il punzone 800 argento ed in alto due sci incrociati con una picozza

5° compagnia alpina con l'immagine di quattro militari in marcia sullo sfondo un monte stilizzato al retro il motto Di lotte e di ardimenti non mai l'anima è sazia con un contorno di stelle alpine chiuse da un fascio in basso e il punzone 800 argento ed in alto due sci incrociati con una picozza

5° compagnia alpina con l'immagine di quattro militari in marcia sullo sfondo un monte stilizzato al retro il motto Di lotte e di ardimenti non mai l'anima è sazia con un contorno di stelle alpine chiuse da un fascio in basso e il punzone 800 argento ed in alto due sci incrociati con una picozza

5° compagnia alpina con l'immagine di quattro militari in marcia sullo sfondo un monte stilizzato al retro il motto Di lotte e di ardimenti non mai l'anima è sazia con un contorno di stelle alpine chiuse da un fascio in basso e il punzone 800 argento ed in alto due sci incrociati con una picozza

5° compagnia alpina con l'immagine di quattro militari in marcia sullo sfondo un monte stilizzato al retro il motto Di lotte e di ardimenti non mai l'anima è sazia con un contorno di stelle alpine chiuse da un fascio in basso e il punzone 800 argento ed in alto due sci incrociati con una picozza



martedì 26 giugno 2018

Confronto tra varianti dei distintivi commemorativi per il fronte russo

Buongiorno a tutti, in questo periodo ho poco tempo per scrivere sul blog. 
Questa sera mi son messo di lena e ho concluso questo confronto tra le varianti del distintivo commemorativo per il fronte russo. Venne consegnato agli appartenenti all'ARMIR (Armata Italiana in Russia) e allo CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russia) nel 1943.
Ne avevo già parlato in questi articoli datati 2013-14 a cui vi rimando per i dettagli storici.

http://storieefoto.blogspot.com/2013/03/distintivo-commemorativo-della-campagna.html

http://storieefoto.blogspot.com/2014/05/distintivo-commemorativo-del-fronte.html 

Questi sono i miei 5. Come già scritto negli altri due articoli quelli ritenuti sicuramente del periodo sono quelli a spilla verticale. Quelli a spilla obliqua sono molto spesso delle riproduzioni e bisogna stare attenti quando li si acquista. Uno dei miei appartiene al lotto ritrovato in un magazzino dismesso della Lorioli con ancora il sacchetto di carta che lo conteneva.
E' sicuramente originale ma non venne consegnato ai reduci, probabilmente la Lorioli ne iniziò una produzione che venne abbandonata dopo gli eventi dell'8 settembre 1943.


confronto tra distintivi commemorativi del fronte russo csir armir badge russian italian

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Passiamo ora alle foto dei singoli distintivi, partirò dal primo in alto a sinistra proseguendo verso destra per poi passare la fila in basso.

Per chi volesse ho caricato le foto in alta definizione sul mio profilo flickr che trovate al seguente indirizzo.

https://www.flickr.com/photos/claudio82clod/

Il primo è quello più curioso che, ad oggi, mi è capitato una volta sola tre le mani, logicamente non me lo sono lasciato sfuggire. E' anche stato fotografato per essere pubblicato in un libro che parla degli equipaggiamenti della RSI.
La particolarità sta nel fatto che, oltre ad avere la spilla verticale, ha la scritta "F.M. Lorioli Frlli." abbreviata e senza l'indirizzo. Sul lato opposto "Milano Roma" senza la dicitura del marchio depositato. Come potete vedere dalle foto sottostanti non ha particolari segni che lo differenziano dagli altri sul fronte.


confronto tra distintivi commemorativi del fronte russo csir armir badge russian italian

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Passiamo al secondo che è uguale al terzo se non per la differente lunghezza dell'ago di fissaggio sul retro. Anche il perno tra i due è leggermente diverso. Ha le scritte molto definite e nitide e l'ago lungo come il primo.
Sul retro si legge la classica scritta che reca da una parte "F.M. Lorioli Milano Via F. Bronzetti 25" e dall'altra "Modello depositato n. 38".
Un segno particolare che devono avere tutti distintivi del fronte russo è quell'eccesso di materiale che si vede al retro su una delle due sciabole.
Anche per questo distintivo sul fronte i dettagli sono nitidi e non si vedono segni particolari.


confronto tra distintivi commemorativi del fronte russo csir armir badge russian italian

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Il terzo è uguale al secondo se non per il consumo della zama e la diversa lucentezza. Sul retro le scritte sono identiche mentre l'ago di fissaggio è leggermente più lungo con un perno diverso dai precedenti. Non so dire se a causa di una riparazione dell'epoca o variante.


confronto tra distintivi commemorativi del fronte russo csir armir badge russian italian

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Passiamo ora ai due distintivi con attacco obliquo sul retro di una delle sciabole. 
Sul fronte hanno una leggera differenza nel incavo di destra del nodo savoia il secondo ha un eccesso di materiale che compare in tutti quelli appartenente al lotto ritrovato ancora imbustato nei magazzini Lorioli.
Sul retro hanno la stessa scritta dei distintivi ad attacco verticale. 
I miei due si differenziano per la lunghezza della spilla. 
Il primo ha la spilla più lunga, circa 4 cm, rispetto quello con ancora il sacchetto di carta inoltre presenta il classico eccesso di materiale sul retro della sciabola.


confronto tra distintivi commemorativi del fronte russo csir armir badge russian italian

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Questo è quello contenuto ne sacchetto di carta che appartiene al lotto ritrovato nei magazzini Lorioli. Come vedete ha la spilla più corta e l'eccesso di materiale all'interno del nodo savoia nell'incavo a destra. Sul retro ha le scritte ben definite ed anche qui è presente l'eccesso di materiale sulla sciabola sinistra sebbene sia quasi impossibile vederlo dalle foto.


confronto tra distintivi commemorativi del fronte russo csir armir badge russian italian

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In conclusione dopo anni di osservazioni su diversi distintivi credo di poter dire che:

- i distintivi ad attacco verticale, se buoni, possono avere due tipologie di scritte, quella abbreviata e quella estesa. La seconda molto più comune della prima che da alcuni è ritenuta un prototipo precedente alla deposizione del modello.
- i distintivi buoni, indipendentemente dal tipo di spilla, hanno sempre un eccesso di materiale sul retro della sciabola a sinistra ad eccezione di quelli con scritta abbreviata .
- i distintivi ad attacco obliquo possono avere una spilla di due differenti misure fissata sempre tramite saldatura ed un'apposita placchetta. 
- i distintivi con attacco obliquo appartenenti al lotto contenuto nella bustina di carta presentano al fronte un eccesso di materiale nell'incavo destro del nodo savoia.
- i distintivi buoni hanno sempre le scritte sul retro e i dettagli molto nitidi e non hanno segni di fusione.

Come sempre vi ringrazio per aver avuto voglia di leggere fino qui e se vi è tornato utile fate un clic sulle pubblicità a lato o sotto.


sabato 28 gennaio 2017

Distintivo della 4° Divisione Alpina Cuneense

Oggi è l'anniversario di un tragico evento che ormai pochi ricordano, ma che ha toccato molto da vicino gli abitanti della provincia di Cuneo più di 70 anni fa. Il 28 gennaio 1943 la 4° Divisione Alpina Cuneense, nata appena 8 anni prima, veniva completamente annientata in Russia. Dei 16.500 Alpini che la costituirono, solo 1300 riuscirono a sfuggire alla morsa sovietica ed ai campi di prigionia. Per il suo altissimo contributo di sangue viene ancora oggi ricordata come "La Divisione Martire".

Potete trovare tutta la sua breve ed al tempo stesso eroica storia a questo link 

http://www.vecio.it/cms/index.php/reparti-alpini/brigate-alpine/227-divisione-alpina-cuneense

In collezione ho messo da poco il distintivo bellico coniato dalla Lorioli.
I distintivi delle truppe alpine sono sempre più rari e molto sovente raggiungono prezzi, a mio avviso, spropositati che superano le centinaia di euro.
Io ho avuto fortuna e l'ho portato via a poco meno di 60 €. Probabilmente nessuno l'ha notato perchè il titolo dell'articolo su ebay conteneva un errore di ortografia. Io non me lo sono lasciato sfuggire.

Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.

Era molto sporco quando mi è arrivato, guardate la differenza dopo una pulita con acetone. La pulizia con acetone fa miracoli su oggetti in bronzo o leghe ed è indicata ogni volta che non avete vernici che potrebbero essere intaccate.

Queste le condizioni appena arrivato.

distintivo 4 divisione alpina cuneense pulizia acetone

distintivo 4 divisione alpina cuneense pulizia acetone

E queste dopo una leggera pulita in acetone.

distintivo 4 divisione alpina cuneense pulizia acetone

distintivo 4 divisione alpina cuneense pulizia acetone

Sul retro, come quasi tutti i distintivi del periodo bellico, reca il marchio del produttore, FM. Lorioli Fratelli Milano Roma. Anche il porta spilla è marchiato col nome del fabbricate che, nella seconda riga però, cita l'indirizzo Via Bronzetti 25 Milano.
Sul libro "I distintivi delle truppe Alpine dal 1915 al 1945" di Bruno Erzeg, si trova anche una versione leggermente più piccola (390x301 mm) senza marchi sul retro. Esiste una versione post bellica degli anni 60 coniata per i reduci che si differenza da questa per la presenza delle 3 medaglie d'oro al valor militare in alto sotto la scritta Div Alp Cuneense.

Ho fatto anche due foto di taglio visto che sono sempre difficili da trovare e, a volte, possono far la differenza tra un distintivo buono e una copia.

distintivo 4 divisione alpina cuneense pulizia acetone

distintivo 4 divisione alpina cuneense pulizia acetone

Intorno a Natale, quando era arrivato il pacchetto che mi ero regalato avevo fatto anche una piccola composizione un po' più artistica per dare onore al distintivo e a ciò che significa.

distintivo 4 divisione alpina cuneense bokeh croce di ghiaccio armir csir russia natale ritirata

giovedì 23 gennaio 2014

L'alpino Bartolomeo Beccaria

Quella che ora andrò a condividere con voi su storie e foto è la dimostrazione che i giovani di oggi non sono quello che vogliono farci credere i media.
Al contrario ce n'è ancora qualcuno che crede negli antichi valori delle nostre zone e che, invece di andarsi a distruggere in discoteca o perdere tempo al bar, preferisce riscoprire la storia della sua famiglia riportando a casa un pezzo di storia.
I miei più sentiti complimenti ad Andrea Bertolino, alunno del liceo scientifico di Mondovì, a cui va anche un doveroso grazie per avermi dato l'opportunità di pubblicare su questo piccolo spazio la storia di un suo prozio caduto in Russia.

Ecco il suo racconto.

Il 5 gennaio del 2012, uno degli ultimi giorni delle vacanze natalizie, ero a pranzo dai miei nonni paterni. Finito di mangiare, non mi ricordo come, ci siamo messi a parlare dei vari bis e trisnonni, allora mia nonna è andata a prendere un album di vecchie foto e si è messa a sfogliarlo e a indicarmi i nomi delle persone immortalate nel bianco e nero. Dopo un po' di pagine ho subito adocchiato una foto di un militare alpino, che a parer mio poteva risalire circa agli anni '40. La mia passione per la storia militare mi ha subito portato a chiedere notizie di quel giovane in divisa, mia nonna mi rispose che si trattava di suo zio, morto in Russia durante la seconda guerra mondiale, il suo nome era Bartolomeo Beccaria. Purtroppo nessuno si ricordava la data di nascita, dato che mi era indispensabile per avviare una ricerca su Onorcaduti, mi sono rivolto agli amici di Miles. Il mondo di internet ha prontamente dato la sua risposta, Bartolomeo Beccaria nato a Mondovì li 06/09/1919, in forza alla 306 sez Sanità Alpina della divisione Cuneense, caduto in terra russa li 11/01/1943.

Forte di queste informazioni ho contattato l'Archivio di Stato di Cuneo e mi sono fatto inviare il foglio matricolare da cui ho ricavato altri dettagli sul mio prozio scomparso: soldato di leva il 13 aprile 1940, tale nell'ospedale militare di Savigliano dal 3-1-1941 al 30-6-1941, ecc

Bartolomeo era giunto in Russia il 28 luglio 1942 per prendere parte all'operazione “Blu”, che prevedeva la distruzione del raggruppamento sovietico sul fiume Donec, la conquista del Dombass, l'invasione del Kuban e del Caucaso, il raggiungimento del Don e del Volga , la neutralizzazione dell'importante centro manifatturiero di Stalingrado.

Questi progetti, in gran parte, riuscirono e l'ARMIR (Armata Italiana in Russia) forte di 230.000 uomini si attestò lungo il Don per proteggere la 6a armata tedesca impegnata a Stalingrado.

Il 26 ottobre mio prozio venne ferito in combattimento e ricoverato nel grande centro ospedaliero di Rossosch, città che ospitava anche il comando della Cuneense.

Il 16 dicembre i Russi lanciarono una grande offensiva lungo il Don e il 17 travolsero la divisione Ravenna (catturando il cognato di Bartolomeo, mio bisnonno Andrea Bono che morirà tre mesi dopo nel campo di prigionia di Tiomnikov) spezzando il fronte in due sacche, una che chiudeva Stalingrado e il XXXVo Corpo d'Armata Italiano e una che chiudeva il resto dell'Armir.

Nei giorni successivi i Russi penetrarono sempre più in profondità le linee italiane, l'11 gennaio mio prozio morì in combattimento.

In Russia rimasero 95.000 nostri connazionali, dei quali 60.000 morti nei campi di prigionia.

A questo punto consideravo la mia ricerca conclusa, comunicai i risultati a mia nonna e lei ne fu felice.

Per un inaspettato colpo di fortuna appena 40 giorni dopo aver postato la richiesta di informazioni su Miles venni contattato da una persona che mi disse di avere importanti informazioni su mio prozio, vidi il messaggio il giorno dopo averlo ricevuto e chiamai subito il mittente, mi disse di essere un importante membro dell'ANA (Associazione Nazionale Alpini) e di essere venuto in possesso della piastrina di Bartolomeo Beccaria tramite un suo collaboratore russo e di raggiungerlo subito a Carcare (SV), dove si stava svolgendo una commemorazione delle “Marce del Davai”.


Naturalmente partii subito e dopo una commovente cerimonia si può dire che mio prozio sia tornato a casa, esattamente 70 anni dopo la sua partenza.

Andrea Bertolino

Ed ecco alcune foto 

Bartolomeo Beccaria

Alpino Bartolomeo Beccaria Mondovì Armir Csir Russia

La Piastrina dell'alpino Bartolomeo Beccaria

Piastrina Alpino Bartolomeo Beccaria Mondovì Armir Csir Russia


Infine vi metto i link di 3 articoli che potrebbero benissimo essere correlati a questa storia

http://storieefoto.blogspot.it/2013/06/croce-di-ghiaccio-ice-cross.html

http://storieefoto.blogspot.it/2013/03/distintivo-commemorativo-della-campagna.html

http://storieefoto.blogspot.it/2013/01/mostra-70-anniversario-battaglia-di.html

Now I'm going to share with you is proof that the youth of today are not what the media want us to believe.
On the contrary, there is someone who believes in the old values ​​and prefers to rediscover the history of his family back home a piece of history.
My warmest congratulations to Andrea Bertolino, a student at the high school in Mondovi, which also goes a dutiful thanks for giving me the opportunity to publish in this little web space the story of his great-uncle died in action in Russia in 1943.

Here is his story .

On January 5, 2012, one of the last days of the Christmas holidays, I was having lunch with my paternal grandparents . After eating, we started to talk about the various bis and great-grandparents . My grandmother took an album of old photos and started leafing through it and tell me the names of the people immortalized in black and white. Shortly after I spotted a picture of an alpine military , which in my opinion could go back around the 40s. My passion for military history made ​​me ask about that young man in uniform, my grandmother told me that it was her uncle, who died in Russia during the Second World War, his name was Bartolomeo Beccaria . Unfortunately, no one remembered the date of birth. It was required to start a search on ONORCADUTI . I asked to our friends at Miles's Forum . The world of internet has readily given his answer , Bartolomeo Beccaria was born in Mondovi 09/06/1919, pursuant to section 306 of the Health Alpini Cuneense division, fell into Russian land them 01/11/1943.

Armed with this information I contacted the State Archives of Cuneo and I did send the serial number on the sheet from which I have gained other details about my great-uncle died: conscript April 13, 1940, he was in the military hospital of Savigliano from 3 - 1-1941 to 06/30/1941, etc.

Bartholomew had arrived in Russia July 28, 1942 to take part in the operation "Blue", which included the destruction of the Soviet grouping on the Donets River, the conquest of Dombass, the invasion of the Kuban and the Caucasus, the Don and the achievement of Volga, the neutralization of the important manufacturing center of Stalingrad.

These plans were successful and ARMIR (Italian Army in Russia) consisting of 230,000 men which stood along the Don to protect the German 6th Army at Stalingrad committed.

On October 26, my great-uncle was wounded in combat and hospitalized in the great hospital of Rossosch, a city which also housed the command of Cuneense.

On December 16, the Russians launched a major offensive along the Don and 17 swept the division Ravenna (capturing the brother Bartolomeo, Andrea Bono my great-grandfather who died three months later in prison camp Tiomnikov) breaking the front two pockets, one that closed XXXV Italian Army Corps in Stalingrad and one that closed the rest of Armir.

In the following days the Russians penetrated deep into the Italian lines, January 11, my great-uncle died in combat.

In Russia, 95,000 men were killed, 60,000 of them in prison camps.

At this point I considered my search ended, I communicated the results to my grandmother and she was happy.

For an unexpected stroke of luck just 40 days after posting the request for information on Miles I was contacted by someone who told me he had important information about my great-uncle. I saw the message on the day after you received it and called the sender immediately, told me to be an important member of the ANA (Associazione Nazionale Alpini) and be in possession of the dog tag of Bartolomeo Beccaria. I joined him immediately in Carcare (SV), where he was conducting a commemoration of the "Gears of Davai."


After the ceremony I can say that my great-uncle returned home, exactly 70 years after his departure.

domenica 20 gennaio 2013

Mostra 70° anniversario battaglia di Nowo-Postojalowka Nikolajewka

Oggi, 20 Gennaio, ricorre il settantesimo anniversario della battaglia di Nowo-Postojalowka Nikolajewka, ultima battaglia combattuta dai nostri militari dell'ARMIR durante la ritirata di Russia. Durò sette giorni, durante i quali i nostri Alpini cercarno di uscire dalla sacca creata dai Russi che avevano sfondato le linee sul Don a Nord e a Sud. Non voglio dilungarmi in questo perchè ci sono centinaia di libri che trattano questi fatti, quello che si può sicuramente affermare è che il confronto fu sicuramente impari, per mezzi e numero di uomini. Nonostante ciò gli Alpini riuscirono, con incredibili perdite, ad avviarsi verso la via di casa. Purtroppo per loro, questa marcia creò, forse, più vittime della battaglia stessa a causa della scarsità di viveri ed equipaggiamenti non adatti a climi così rigidi.
Inoltre beffa della vita, molti arrivati in prossimità dei confini Italiani vennero catturati dai Tedeschi, che ne frattempo erano diventati nemici, e internati in qualche campo di prigionia.
A Mondovì in questi giorni, nonostante la neve, si commemora l'anniversario con un raduno di Alpini provenienti da tutt'Italia e un'interessante mostra nella cappella di Santo Stefano.
Oggi ci ho fatto un giro armato della mia cara Canon 40d e Tamron 17-50 f 2.8.
Vi posto su storie e foto alcuni scatti dell'evento.

Una riproduzione di un mulo con la slitta.


(click sulle foto per ingrandirle)

mulo e slitta alpino in russia

mulo e slitta alpino in russia

A proposito di muli vi trascrivo queste righe che forse rendono più di altro l'idea delle situazioni in cui vivessero i nostri nonni.

Lettera alla cara Urbisaglia dell'alpino conducente Pietro Bongiovanni da "In Russia con Urbi" - Da Peveragno al Don e ritorno"

Cara mula,
se oggi posso scrivere queste poche righe lo devo a te perchè grazie al tuo aiuto sono uno dei pochi che sono tornati dal fronte russo.
Urbisaglia era il tuo nome, ma io l'avevo abbreviato "Urbi", eri sempre pronta al mio invito, dicevo "anduma urbi" e tu partivi, non te lo sei mai fatta ripetere. Hai sempre fatto più del tuo dovere, fino all'impossibile. Prima con la carretta durante le marce di avvicinamento, poi in servizio fino al 17 Gennaio con la slitta, in questa data iniziò il nostro calvario. Quanta fame hai dovuto patire mangiano solo un po' di paglia e con quanta neve hai dovuto dissetarti, ma nonostante tutto sei sempre andata avanti con la slitta carica, a volte di congelati, a volte di feriti. Avevi addirittura imparato a smuovere la slitta quando i pattini gelati rimanevano incastrati nella neve. Chissà quanti si ricorderanno e ancora oggi possono dire grazie di essere tornati grazie a te.
Dopo tanti disagi tu sei ancora tornata in Italia, il tuo compagno no, "Bimbo" è morto sfinito durante la marcia compiendo al massimo il suo dovere proprio quando si cominciava a sentire il profumo dell'Italia. 
Forse qualcuno potrà ridere, ma la verità è che prima di lasciarla, l'ho salutata abbracciandola e baciandola con le lacrime.
Grazie cari Muli.

Qui la vedete ritratta in una foto gentilmente concessa da Luciano Amaranto.

1° Rgt Alpini, Btg Mondovì, 9° Compagnia, Plotone Conducenti con la Mula Urbisaglia Uscita dalla Ritirata di Russia trainando una slitta di Feriti e Congelati (nel caos della Ritirata, aggregata al Btg. Tirano)



Cassa in dotazione agli ufficiali veterinari per la cura dei muli

cassa farmaci muli russia alpini


Divise d'epoca



Alcune dotazioni personali





zaino modello 39 russia alpino



 La radio in dotazione ai nostri reparti


Fucile mitragliatore Breda mod. 30

breda modello 30

Fucile mitragliatore Breda mod. 37

breda modello 37

breda modello 37

Una bottiglia messa in cantina alla partenza per la Russia dello zio e purtroppo mai più riaperta.


Un cappello alpino con la classica medaglia con le spade incrociate data a tutti i partecipanti alla campagna di Russia e la relativa Croce di ghiaccio.

armir csir croce di ghiaccio russia alpino

E veniamo finalmente al punto dolente, gli scarponcini. Come potete vedere i Tedeschi erano i più avanti tecnicamente parlando, gli scarponi italiani non erano male per i nostri climi, ma i chiodi facevano da ponte termico e col freddo dell'inverno russo bastava poco tempo per avere i piedi congelati. I russi invece indossavano dei semplici calzati in feltro, infatti a quelle temperature la neve non bagna e si cammina su un soffice strato.

Tedeschi

scarponi Mostra 70° anniversario battaglia di Nowo-Postojalowka Nikolajewka alpini russia ritirata

scarponi Mostra 70° anniversario battaglia di Nowo-Postojalowka Nikolajewka alpini russia ritirata

Russi

scarponi Mostra 70° anniversario battaglia di Nowo-Postojalowka Nikolajewka alpini russia ritirata


Italiani

scarponi Mostra 70° anniversario battaglia di Nowo-Postojalowka Nikolajewka alpini russia ritirata

E per finire un cartello molto eloquente che forse aspetta ancora la risposta.

Mostra 70° anniversario battaglia di Nowo-Postojalowka Nikolajewka alpini russia ritirata




Today, January 20, marks the seventieth anniversary of the Battle of Nowo-Postojalowka Nikolajewka, the last battle fought by our military dell'ARMIR during the retreat from Russia. It lasted seven days, during which our Alpine cercarno out of the bag created by the Russians who had broken through the lines on Don North and South do not want to dwell on this because there are hundreds of books available on these facts, what can be definitely say is that the comparison was certainly learn, and means for number of men. Nevertheless the Alpine succeeded with incredible losses, to move towards the way home. Unfortunately for them, this march created, perhaps, more victims of the battle itself because of the shortage of supplies and equipment that are not suitable for climates so rigid.

In addition mockery of life, many arrived near the Italian border were captured by the Germans, who meanwhile had become enemies, and interned in some prison camp.

A Mondovì these days, despite the snow, we commemorate the anniversary with a gathering of Alpini from all over Italy and an interesting exhibition in the chapel of St. Stephen.

Today I've toured armed with my beloved Canon 40D and Tamron 17-50 f 2.8.


 About mules will transcribe these lines that might make it more like the idea of the situations where our grandparents lived.

Letter to my dear Urbisaglia of the Alpine driver Peter Bongiovanni from "In Russia with Urbi" - From Peveragno to Don and back "

Dear mule,

if today I write these few lines I owe it to you because with your help are one of the few who have returned from the Russian front.

Urbisaglia was your name, but I had abbreviated "Urbi" were always ready to my call, I said "anduma urbi" and you were leaving, I will not say you've never done. You have always done more than your duty, to the impossible. First with the cart during marches closer, then in service until January 17 with the slide, on this date began our ordeal. How hungry you eat only to suffer a bit 'of straw and with how much snow you have to quench your thirst, but in spite of everything you've always gone ahead with the slide loads, sometimes frozen, sometimes injured. Had even learned to move the slide when the pads ice remained stuck in the snow. Who knows how many will remember and still can say thank you to be back with you.

After many hardships you're still back in Italy, your partner no, "Bimbo" died exhausted while driving making the most of his duty just when he was beginning to feel the scent of Italy.

Maybe someone will laugh, but the truth is that before leaving, I said hello embraced and kissed her with tears.

Thanks dear Muli.


 And finally we come to the sore spot, boots. As you can see, the Germans were the most forward technically speaking, Italian boots were not bad for our climate, but the nails were as a thermal bridge and the cold of the Russian winter did not take much time to get your feet frozen. The Russians instead wore simple shod in felt, in fact, at those temperatures the snow does not get wet and you are walking on a soft layer.