E' da un po' che ce l'ho in collezione, ma chissà perchè non l'avevo mai fotografata degnamente e assieme alle sue sorelle in bronzo e argento.
Finalmente ho tutte e tre le varianti anche se si dice che ce ne sia una quarta in zama bronzata, se mai mi capiterà cercherò di non farmela sfuggire.
Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.
Vi rimando ai link sottostanti per la storia e la descrizione della medaglia.
http://storieefoto.blogspot.it/2014/04/medaglia-commemorativa-della-9-armata.html
http://storieefoto.blogspot.it/2014/07/medaglia-commemorativa-della-9-armata.html
Come sempre trovate le foto in alta definizione sul mio profilo flickr
Is a bit that I have it in the collection, but I wonder why I had never photographed with dignity and together with her sisters in bronze and silver.
I finally got all three variants.
As always before you go ahead I would ask you, everything I do is for passion, if you could kindly make a few clicks on the advertisement to the right or below. Will open a sponsors page, you costs nothing and there are no viruses being all google advertising, then you can close it. I gain a few cents that covers me those few domain expenses and website. Thanks so much.
I refer to the links below for the history and description of the medal.
http://storieefoto.blogspot.it/2014/04/medaglia-commemorativa-della-9-armata.html
http://storieefoto.blogspot.it/2014/07/medaglia-commemorativa-della-9-armata.html
Storie e Foto blog personale di Claudio Galli. In questo blog si parlerà principalmente di storia locale del cuneese dal racconto di semplici storie al restauro di piccoli oggetti e collezionismo, passando per la fotografia. Spero di fare cosa gradita condividendo quel poco che so o che ogni tanto cerco di inventarmi. PS: se poi farete anche un click su una delle pubblicità a fianco per voi sarà un secondo e per me un piccolo aiuto.
martedì 27 settembre 2016
Medaglia commemorativa della 9° Armata della Campagna di Grecia e Jugoslavia in zama
Etichette:
9° Armata,
argento,
bronzo,
campagna,
collezione,
commemorativa,
fascismo,
grecia,
italia,
Jugoslavia,
medaglia,
rsi,
savoia,
seconda guerra mondiale,
sex,
storia,
storie,
world war,
ww2,
zama
lunedì 5 settembre 2016
Costruzione di un mobile porta monete, medaglie o oggetti vari
Qualche tempo fa, durante una delle tante sere passate a vegliare mio padre all'ospedale, mi sono deciso a costruire un mobiletto per riporvi le mie medaglie e oggetti vari.
La scelta è stata dettata dall'enorme costo dei monetieri professionali e la mancanza sul mercato di mobiletti come quello che avevo in mente.
Con questo post sono arrivato a 100, è un piccolo compleanno per il mio sito, ma una grossa soddisfazione per me. Quando era nata l'idea del blog nella mia testa l'unico motivo era fermare e rendere disponibile gratuitamente la mia ricerca sull'aereo di Fontane, mai avrei pensato di continuare a scrivere. Vi ringrazio per la fiducia e la voglia che mi date a continuare.
Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.
Per prima cosa ho fatto un disegno; il primo è stato su un fazzoletto, sono partito dallo spazio che volevo ottenere per i singoli scompartimenti in ogni cassetto e da li ho semplicemente moltiplicato ottenendo la dimensione del fondo del cassetto.
Volevo uno spazio di 10 x 5 cm, in modo che le medaglie si sarebbero alloggiate comodamente col nastrino. Inoltre avrei potuto ottenere il doppio dei comparti dividendoli a metà in spazi di 5 x 5 cm.
Ecco un'idea iniziale del mobiletto.
A questo punto mi sono fatto un po' di conti e sono andato a farmi tagliare delle tavole delle misure che mi servivano.
Riporto di seguito una lista dei miei componenti ma, come detto, è molto semplice calcolarsi la misura dei vari pezzi partendo dallo singolo scompartimento interno.
Fondi dei cassetti:
Volevo ottenere 6 spazi adiacenti da 5 x 10 su 3 righe, divisi tra loro da bordini spessi 5 mm. Il fondo del cassetto doveva quindi misurare 50 x 6 + 5 x 5 = 325 mm di larghezza per 100 x 3 + 5 x 2 = 310 mm di lunghezza, inoltre volevo fare in modo che il fondo del cassetto si incastrasse nei bordi per una profondità di 5 mm sui fianchi. Ho quindi aumentato le misure di 10 mm per lato ottenendo così che i fondi dei cassetti dovevano essere 335 x 320 mm.
Come materiale ho preso del lamellare da 5 mm, credo che offra un buon compromesso come robustezza e peso.
Bordi dei cassetti:
Ho preso del listello di abete da 30 x 10 mm su cui ho fatto una scanalatura larga 5 mm profonda 5 mm alla distanza di 5 mm da una delle due estremità. In questo modo ogni cassetto rimane profondo 20 mm. Li ho poi tagliati di misura per abbinarsi ai cassetti, i lati lunghi 310 mm e i retro 335 mm. I frontali dei cassetti li ho invece fatti più spessi perché volevo avessero lo stesso stile del resto del mobiletto. Li ho quindi ricavati da una tavola di abete spessa 18 mm di misura 35 x 335 mm. I 5 mm in più di altezza rispetto agli altri bordi sono giustificati perché i cassetti appoggeranno su delle guide alte 5 mm che dovranno essere coperte dai frontalini.
Guide dei cassetti:
Le ho ottenute con del listello di abete da 5 x 10 mm lunghi come l'interno del cassetto quindi 310 mm in modo da lasciare un po' di spazio sul fondo e sul davanti.
Lati base e testa del mobile:
Li ho ottenuti da una tavola spessa 18 mm in abete, le misure sono 348 x (35 moltiplicato al numero di cassetti). Io ho scelto di fare 15 ripiani e quindi i miei lati erano alti 525 mm.
La testa e la base come i lati sono ottenuti da una tavola da 18 mm, devono coprire il cassetto e terranno uniti i lati. Hanno quindi misura 348 x 385 mm. Le tavole sono spesse 18 ma ho fatto il conto con 20 mm per lasciare un po' di gioco ai movimenti dei cassetti.
A questo punto sono iniziate le fasi di assemblaggio, sono partito dai cassetti, incollando prima i due lati e il retro al fondo, successivamente ho aggiunto anche il frontalino.
Ripetuto questa operazione per 15 volte e verificato che fossero tutti abbastanza simili e senza eccessive inclinazioni ho costruito il resto del mobile.
Sono partito facendo delle scanalature profonde e larghe 5 mm in tutte le parti del mobile in modo da poterci mettere in seguito un fondo. Ho poi iniziato a fissare le guide per i cassetti sui due lati. Sono partito dal basso e mi sono segnato delle linee a distanza di 35 mm l'una dall'altra, man mano che piazzavo le guide facevo comunque una prova con un pezzo di listello dello stesso spessore del cassetto per vedere se scorreva.
Questa prova mi ha salvato da fare grossi errori, perché i listelli, anche se a occhio parevano dritti, una volta tagliati si storgevano e l'aggiunta della colla ne peggiorava la situazione.
A questo punto ho fissato con due viti i due lati alla base del mobile, ho aggiunto il fondo sul retro, anch'esso realizzato con un pezzo di lamellare da 5 mm come i fondi dei cassetti e una volta che il tutto era solido e sicuro ho finito fissando la testa. Le viti sono state incassate leggermente e stuccate per nasconderle alla vista.
Prova di inserimento dei cassetti.
Verificato che fosse tutto in quadro ho iniziato un altro lavoro abbastanza noioso. La creazione dei divisori per i cassetti. Per realizzarli ho preso del listello di abete da 10 x 5 come quello per le guide.
Il lavoro lungo è stato creare le scanalature da 5 x 5 mm per incastrarli uno con l'altro a distanza di 5 cm. Cosi facendo lo stesso divisore si può usare per ottenere gli spazi da 10 o da 5 centimetri.
Ora che la struttura del mobiletto portamonete era praticamente terminata ho deciso di verniciarlo con impregnante color noce scuro.
Ora il mobile era in sostanza finito, ma mancava un piccolo particolare che non sapevo proprio come affrontare. Le maniglie dei cassetti. Il discorso non era che non sapevo come le volevo ma che non le trovavo, ho trovato solo banali maniglie da mobili del bagno oltre tutto a costi non proprio irrisori.
Passa qualche giorno e come molte volte accade in questi casi, un mattina mia moglie mi fa;
"Perchè non ci metti delle palle di piombo?"
Subito l'idea mi pare assurda ma, pensandoci bene mi lascio prendere e provo a fare un pomello con una palla da avancarica e la cosa mi piace.
Recupero delle vecchie palle di moschetto napoleoniche che mi aveva regalato mio nonno quando ero bambino da lui trovate mentre piantava le patate. Le ho liberate alla meglio dall'ossido e le ho verniciate per stabilizzarle e evitare che i residui di piombo girino per casa.
Una volta pulite le ho forate per circa metà del loro diametro e ho incollato nel foto un pezzo di barra filettata da M3. Con un dado ho poi fissato i pomelli ai cassetti.
Ed infine il mobile portamonete finito,
In conclusione posso dire che mi sono divertito, era il primo mobiletto serio che costruivo quindi non mi posso lamentare, oggi lo dovessi rifare avrei qualche finezza in più che mi faciliterebbe nei lavori e mi farebbe ottenere un miglior risultato. Sicuramente ho imparato molto e dovessi costruire un altro monetiere impiegherei metà del tempo.
Un suggerimento che mi è stato dato da esperti del settore è quello di aggiungere un vellutino in cotone sul fondo del cassetto. Questo serve a far in modo che con le ripetute aperture le vibrazioni non consumino le medaglie o monete.
Da evitare anche il velluto sintetico perchè come le buste di plastica alla lunga può corrodere il metallo o macchiarlo.
Mi hanno anche suggerito di non dare l'impregnate sul lato interno a contatto con le monete per lo stesso motivo.
Per chi volesse qui trovate anche un video
Some time ago, during one of the many evenings spent to watch my father in the hospital , I decided to build a cabinet for storing my medals and other items. The choice is due to the enormous costs of professional minters and lack of cabinets on the market like the one I had in mind .
As always, before continuing, I would ask you, because everything I do is for passion, if you could kindly make a few clicks on the advertisement to the right or below. This will open a page of sponsors, to you it costs nothing and there are no viruses because they are all advertising google, then you can close it. I earn a few cents, and covers me those few domain expenses and website. Thank you very much.
First I made a drawing ; the first was on a handkerchief , I started from the space I wanted to achieve for the individual compartments for each drawer and I simply multiplied by getting the fund size of the drawer . I wanted a 10 x 5 cm , so that the medals would be accommodated comfortably with ribbon. Also I could get twice the compartments dividing in half in a 5 x 5 cm spaces . Here is the initial idea of the cabinet .
At this point I did some calculations and I cut the boards of the measures that I needed . Here below a list of my components but , as mentioned, it is very simple calculated the size of the various pieces , starting with the single interior compartment . Drawer bottoms : I wanted to get 6 adjacent spaces from 5 x 10 3-line , divided by 5 mm thick piping . The bottom of the drawer must then measure 50 x 6 + 5 x 5 = 325 mm wide by 100 x 3 + 5 x 2 = 310 mm in length , also I wanted to make sure that the bottom of the drawer gets wedged in the edges to a depth of 5 mm on the sides . I therefore increased the measures of 10 mm per side getting so that the funds of the drawers had to be 335 x 320 mm . I took as a material of 5 mm reed , I think that gives a good compromise as strength and weight.
Edges of the drawers : I took the pine strip 30 x 10 mm on which I made a wide groove 5 mm deep 5 mm to 5 mm from one end . In this way each drawer remains deep 20 mm . I cut them to match the drawers , the long sides of 310 mm and the rear 335 mm . The fronts of the drawers I rather thicker made them because I wanted to have the same style of the rest of the cabinet . I've then taken from a table of 18 mm thick spruce measuring 35 x 335 mm . The 5 mm more height than the other edges are justified because of the high drawers will support guides 5 mm to be covered by front covers.
Drawer guides : I have obtained with the fir strip 5 x 10 mm long as the interior of the drawer then 310 mm so as to leave a bit ' of space on the bottom and the front.
Base and sides of the cabinet head : I got them from a thick board 18 mm spruce , measurements are 348 x ( 35 multiplied the number of drawers) . I chose to do 15 shelves and so my sides were high 525 mm . The head and the base as the sides are made from a 18 mm board , must cover the drawer and take the sides together . They then measure 348 x 385 mm . The planks are thick 18 but I made the calculation with 20 mm to provide a bit of space and ease of movement of the drawers .
At this point they started the assembly phase , I started from the drawers , before gluing the two sides and the rear to the bottom , then I added the bezel .
Repeated this for 15 times and verified that they were all pretty similar and without excessive inclinations I built the rest of the cabinet . I started doing some deep, wide grooves 5 mm in all mobile parts so that we can put a cross on the back . I then started to fix the guides for the drawers on either side . I started from the bottom and I scored the lines at 35 mm distance from each other , as they piazzavo guides however I did a test with a piece of strip of the same thickness of the drawer to see if you flowed . This test has saved me from making big mistakes , because the strips , although eye seemed straight , once you cut storgevano and adding glue it worsened the situation .
At this point I fixed with two screws to the two sides of the mobile base , I added the bottom of the back , which is also made with a piece of laminated 5mm as drawer bottoms and once everything was solid and safe I ended up staring at his head . The screws were slightly recessed and filled to hide them from view .
Verified that it was all in the context I started another fairly boring job . The creation of the dividers for the drawers . To realize I took the fir batten 10 x 5 as that for the guides . The long work was to create the grooves 5 x 5 mm to be clamped with one another at distance of 5 cm . So doing the same divider can be used to obtain the spaces or from 5 to 10 centimeters.
Now the furniture was finished in substance, but lacked a little detail that I did not know how to deal. The drawer handles. The speech was not that I did not know how I wanted but could not find them, I found only trivial handles furniture bathroom over everything costs not really ridiculous. A few days pass and as often happens in these cases, one morning my wife tells me; "Why do not you put the balls of lead?" Immediately the idea seems absurd to me, but I let myself think about it and I try to take a knob with a ball from muzzle-loading and what I like. Recovery of the old Napoleonic musket balls had given me my grandfather when I was a child he found while planting potatoes. I paid the best oxide and I painted in order to stabilize and prevent the tadpole lead deposits for home. Once clean I drilled for about half their diameter and I pasted in photos a piece of threaded rod M3. I then secured with a nut knobs and drawers.
In conclusion I can say that I enjoyed , was the first serious cabinet that was building so I can not complain , I had to do it today I would have some finesse more in the works that would facilitate me and I would get a better result . I definitely learned a lot and I had to build another moneyer take me half the time . A suggestion that was given to me by experts is to add a cotton velvet on the bottom of the drawer . This is to make sure that with the repeated openings vibrations do not consume medals or coins . Also avoid synthetic velvet because of how long the plastic bags can corrode metal or stain . They have also suggested not to give the impregnated on the inner side in contact with the coins for the same reason .
La scelta è stata dettata dall'enorme costo dei monetieri professionali e la mancanza sul mercato di mobiletti come quello che avevo in mente.
Con questo post sono arrivato a 100, è un piccolo compleanno per il mio sito, ma una grossa soddisfazione per me. Quando era nata l'idea del blog nella mia testa l'unico motivo era fermare e rendere disponibile gratuitamente la mia ricerca sull'aereo di Fontane, mai avrei pensato di continuare a scrivere. Vi ringrazio per la fiducia e la voglia che mi date a continuare.
Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.
Per prima cosa ho fatto un disegno; il primo è stato su un fazzoletto, sono partito dallo spazio che volevo ottenere per i singoli scompartimenti in ogni cassetto e da li ho semplicemente moltiplicato ottenendo la dimensione del fondo del cassetto.
Volevo uno spazio di 10 x 5 cm, in modo che le medaglie si sarebbero alloggiate comodamente col nastrino. Inoltre avrei potuto ottenere il doppio dei comparti dividendoli a metà in spazi di 5 x 5 cm.
Ecco un'idea iniziale del mobiletto.
A questo punto mi sono fatto un po' di conti e sono andato a farmi tagliare delle tavole delle misure che mi servivano.
Riporto di seguito una lista dei miei componenti ma, come detto, è molto semplice calcolarsi la misura dei vari pezzi partendo dallo singolo scompartimento interno.
Fondi dei cassetti:
Volevo ottenere 6 spazi adiacenti da 5 x 10 su 3 righe, divisi tra loro da bordini spessi 5 mm. Il fondo del cassetto doveva quindi misurare 50 x 6 + 5 x 5 = 325 mm di larghezza per 100 x 3 + 5 x 2 = 310 mm di lunghezza, inoltre volevo fare in modo che il fondo del cassetto si incastrasse nei bordi per una profondità di 5 mm sui fianchi. Ho quindi aumentato le misure di 10 mm per lato ottenendo così che i fondi dei cassetti dovevano essere 335 x 320 mm.
Come materiale ho preso del lamellare da 5 mm, credo che offra un buon compromesso come robustezza e peso.
Bordi dei cassetti:
Ho preso del listello di abete da 30 x 10 mm su cui ho fatto una scanalatura larga 5 mm profonda 5 mm alla distanza di 5 mm da una delle due estremità. In questo modo ogni cassetto rimane profondo 20 mm. Li ho poi tagliati di misura per abbinarsi ai cassetti, i lati lunghi 310 mm e i retro 335 mm. I frontali dei cassetti li ho invece fatti più spessi perché volevo avessero lo stesso stile del resto del mobiletto. Li ho quindi ricavati da una tavola di abete spessa 18 mm di misura 35 x 335 mm. I 5 mm in più di altezza rispetto agli altri bordi sono giustificati perché i cassetti appoggeranno su delle guide alte 5 mm che dovranno essere coperte dai frontalini.
Guide dei cassetti:
Le ho ottenute con del listello di abete da 5 x 10 mm lunghi come l'interno del cassetto quindi 310 mm in modo da lasciare un po' di spazio sul fondo e sul davanti.
Lati base e testa del mobile:
Li ho ottenuti da una tavola spessa 18 mm in abete, le misure sono 348 x (35 moltiplicato al numero di cassetti). Io ho scelto di fare 15 ripiani e quindi i miei lati erano alti 525 mm.
La testa e la base come i lati sono ottenuti da una tavola da 18 mm, devono coprire il cassetto e terranno uniti i lati. Hanno quindi misura 348 x 385 mm. Le tavole sono spesse 18 ma ho fatto il conto con 20 mm per lasciare un po' di gioco ai movimenti dei cassetti.
A questo punto sono iniziate le fasi di assemblaggio, sono partito dai cassetti, incollando prima i due lati e il retro al fondo, successivamente ho aggiunto anche il frontalino.
Ripetuto questa operazione per 15 volte e verificato che fossero tutti abbastanza simili e senza eccessive inclinazioni ho costruito il resto del mobile.
Sono partito facendo delle scanalature profonde e larghe 5 mm in tutte le parti del mobile in modo da poterci mettere in seguito un fondo. Ho poi iniziato a fissare le guide per i cassetti sui due lati. Sono partito dal basso e mi sono segnato delle linee a distanza di 35 mm l'una dall'altra, man mano che piazzavo le guide facevo comunque una prova con un pezzo di listello dello stesso spessore del cassetto per vedere se scorreva.
Questa prova mi ha salvato da fare grossi errori, perché i listelli, anche se a occhio parevano dritti, una volta tagliati si storgevano e l'aggiunta della colla ne peggiorava la situazione.
A questo punto ho fissato con due viti i due lati alla base del mobile, ho aggiunto il fondo sul retro, anch'esso realizzato con un pezzo di lamellare da 5 mm come i fondi dei cassetti e una volta che il tutto era solido e sicuro ho finito fissando la testa. Le viti sono state incassate leggermente e stuccate per nasconderle alla vista.
Prova di inserimento dei cassetti.
Verificato che fosse tutto in quadro ho iniziato un altro lavoro abbastanza noioso. La creazione dei divisori per i cassetti. Per realizzarli ho preso del listello di abete da 10 x 5 come quello per le guide.
Il lavoro lungo è stato creare le scanalature da 5 x 5 mm per incastrarli uno con l'altro a distanza di 5 cm. Cosi facendo lo stesso divisore si può usare per ottenere gli spazi da 10 o da 5 centimetri.
Ora che la struttura del mobiletto portamonete era praticamente terminata ho deciso di verniciarlo con impregnante color noce scuro.
Ora il mobile era in sostanza finito, ma mancava un piccolo particolare che non sapevo proprio come affrontare. Le maniglie dei cassetti. Il discorso non era che non sapevo come le volevo ma che non le trovavo, ho trovato solo banali maniglie da mobili del bagno oltre tutto a costi non proprio irrisori.
Passa qualche giorno e come molte volte accade in questi casi, un mattina mia moglie mi fa;
"Perchè non ci metti delle palle di piombo?"
Subito l'idea mi pare assurda ma, pensandoci bene mi lascio prendere e provo a fare un pomello con una palla da avancarica e la cosa mi piace.
Recupero delle vecchie palle di moschetto napoleoniche che mi aveva regalato mio nonno quando ero bambino da lui trovate mentre piantava le patate. Le ho liberate alla meglio dall'ossido e le ho verniciate per stabilizzarle e evitare che i residui di piombo girino per casa.
Una volta pulite le ho forate per circa metà del loro diametro e ho incollato nel foto un pezzo di barra filettata da M3. Con un dado ho poi fissato i pomelli ai cassetti.
Ed infine il mobile portamonete finito,
In conclusione posso dire che mi sono divertito, era il primo mobiletto serio che costruivo quindi non mi posso lamentare, oggi lo dovessi rifare avrei qualche finezza in più che mi faciliterebbe nei lavori e mi farebbe ottenere un miglior risultato. Sicuramente ho imparato molto e dovessi costruire un altro monetiere impiegherei metà del tempo.
Un suggerimento che mi è stato dato da esperti del settore è quello di aggiungere un vellutino in cotone sul fondo del cassetto. Questo serve a far in modo che con le ripetute aperture le vibrazioni non consumino le medaglie o monete.
Da evitare anche il velluto sintetico perchè come le buste di plastica alla lunga può corrodere il metallo o macchiarlo.
Mi hanno anche suggerito di non dare l'impregnate sul lato interno a contatto con le monete per lo stesso motivo.
Per chi volesse qui trovate anche un video
Some time ago, during one of the many evenings spent to watch my father in the hospital , I decided to build a cabinet for storing my medals and other items. The choice is due to the enormous costs of professional minters and lack of cabinets on the market like the one I had in mind .
As always, before continuing, I would ask you, because everything I do is for passion, if you could kindly make a few clicks on the advertisement to the right or below. This will open a page of sponsors, to you it costs nothing and there are no viruses because they are all advertising google, then you can close it. I earn a few cents, and covers me those few domain expenses and website. Thank you very much.
First I made a drawing ; the first was on a handkerchief , I started from the space I wanted to achieve for the individual compartments for each drawer and I simply multiplied by getting the fund size of the drawer . I wanted a 10 x 5 cm , so that the medals would be accommodated comfortably with ribbon. Also I could get twice the compartments dividing in half in a 5 x 5 cm spaces . Here is the initial idea of the cabinet .
At this point I did some calculations and I cut the boards of the measures that I needed . Here below a list of my components but , as mentioned, it is very simple calculated the size of the various pieces , starting with the single interior compartment . Drawer bottoms : I wanted to get 6 adjacent spaces from 5 x 10 3-line , divided by 5 mm thick piping . The bottom of the drawer must then measure 50 x 6 + 5 x 5 = 325 mm wide by 100 x 3 + 5 x 2 = 310 mm in length , also I wanted to make sure that the bottom of the drawer gets wedged in the edges to a depth of 5 mm on the sides . I therefore increased the measures of 10 mm per side getting so that the funds of the drawers had to be 335 x 320 mm . I took as a material of 5 mm reed , I think that gives a good compromise as strength and weight.
Edges of the drawers : I took the pine strip 30 x 10 mm on which I made a wide groove 5 mm deep 5 mm to 5 mm from one end . In this way each drawer remains deep 20 mm . I cut them to match the drawers , the long sides of 310 mm and the rear 335 mm . The fronts of the drawers I rather thicker made them because I wanted to have the same style of the rest of the cabinet . I've then taken from a table of 18 mm thick spruce measuring 35 x 335 mm . The 5 mm more height than the other edges are justified because of the high drawers will support guides 5 mm to be covered by front covers.
Drawer guides : I have obtained with the fir strip 5 x 10 mm long as the interior of the drawer then 310 mm so as to leave a bit ' of space on the bottom and the front.
Base and sides of the cabinet head : I got them from a thick board 18 mm spruce , measurements are 348 x ( 35 multiplied the number of drawers) . I chose to do 15 shelves and so my sides were high 525 mm . The head and the base as the sides are made from a 18 mm board , must cover the drawer and take the sides together . They then measure 348 x 385 mm . The planks are thick 18 but I made the calculation with 20 mm to provide a bit of space and ease of movement of the drawers .
At this point they started the assembly phase , I started from the drawers , before gluing the two sides and the rear to the bottom , then I added the bezel .
Repeated this for 15 times and verified that they were all pretty similar and without excessive inclinations I built the rest of the cabinet . I started doing some deep, wide grooves 5 mm in all mobile parts so that we can put a cross on the back . I then started to fix the guides for the drawers on either side . I started from the bottom and I scored the lines at 35 mm distance from each other , as they piazzavo guides however I did a test with a piece of strip of the same thickness of the drawer to see if you flowed . This test has saved me from making big mistakes , because the strips , although eye seemed straight , once you cut storgevano and adding glue it worsened the situation .
At this point I fixed with two screws to the two sides of the mobile base , I added the bottom of the back , which is also made with a piece of laminated 5mm as drawer bottoms and once everything was solid and safe I ended up staring at his head . The screws were slightly recessed and filled to hide them from view .
Verified that it was all in the context I started another fairly boring job . The creation of the dividers for the drawers . To realize I took the fir batten 10 x 5 as that for the guides . The long work was to create the grooves 5 x 5 mm to be clamped with one another at distance of 5 cm . So doing the same divider can be used to obtain the spaces or from 5 to 10 centimeters.
Now the furniture was finished in substance, but lacked a little detail that I did not know how to deal. The drawer handles. The speech was not that I did not know how I wanted but could not find them, I found only trivial handles furniture bathroom over everything costs not really ridiculous. A few days pass and as often happens in these cases, one morning my wife tells me; "Why do not you put the balls of lead?" Immediately the idea seems absurd to me, but I let myself think about it and I try to take a knob with a ball from muzzle-loading and what I like. Recovery of the old Napoleonic musket balls had given me my grandfather when I was a child he found while planting potatoes. I paid the best oxide and I painted in order to stabilize and prevent the tadpole lead deposits for home. Once clean I drilled for about half their diameter and I pasted in photos a piece of threaded rod M3. I then secured with a nut knobs and drawers.
In conclusion I can say that I enjoyed , was the first serious cabinet that was building so I can not complain , I had to do it today I would have some finesse more in the works that would facilitate me and I would get a better result . I definitely learned a lot and I had to build another moneyer take me half the time . A suggestion that was given to me by experts is to add a cotton velvet on the bottom of the drawer . This is to make sure that with the repeated openings vibrations do not consume medals or coins . Also avoid synthetic velvet because of how long the plastic bags can corrode metal or stain . They have also suggested not to give the impregnated on the inner side in contact with the coins for the same reason .
Etichette:
ass,
big,
building,
cabinet,
coin,
collezione,
collezioni,
collezionismo,
costruzione,
faleristica,
make,
medaglie,
mobiletto,
monete,
monetiere,
sex,
tit,
video
venerdì 29 luglio 2016
Il nevaio del Mondolè, il più a sud delle Alpi
Venerdì scorso ho fatto una veloce gita sulle mie montagne per togliermi dalla calura.
Alle 9 eravamo in cima al Mondolè, montagna che domina le piste da sci di Pratonevoso e Artesina nei comuni di Frabosa Soprana e Frabosa Sottana in provincia di Cuneo.
Il Mondolè (2380 m s.l.m.) è una cima che si raggiunge in poco tempo partendo dalla Balma, in un'ora e mezza scarsa si è in cima e la camminata è adatta a tutti.
La vista è bellissima dalla cima,come su tutte le montagne, ma questa è particolare perchè arrivati in cima, si può ammirare nel "calderone" sottostante i rimasugli di uno dei nevai più a sud delle Alpi.
Quest'anno data la scarsità delle precipitazioni nevose è ridotto ai minimi termini e addirittura si riesce a vedere il laghetto sottostante. L'anno scorso non ha superato l'estate a causa delle temperature altissime. Speriamo che quest'anno ce la faccia.
Condivido con voi qualche scatto panoramico ottenuto col Sony Xperia Z1. Le foto sono tutte scattate a mano libera, lavorate successivamente in photoshop e migliorate coi filtri Nik collection che vi avevo descritto qui.
http://storieefoto.blogspot.it/2016/04/due-scatti-per-provare-i-filtri-nik.html
Un'altra particolarità di questo monte è che molto frequentemente viene avvolto dalle nebbie e si possono ammirare spettacoli dove le nubi sottostanti sembrano un mare di panna, proprio come è successo a noi.
Come sempre vi suggerisco di visualizzare le foto in formato pieno sul mio profilo flickr qui il software mi costringe a ridimensionarle.
https://www.flickr.com/photos/claudio82clod/
Cominciamo con una visione dalla cima guardando verso l'arco alpino, tutto a sinistra quasi coperto dalle nuvole c'è il Mongioie e a destra la Cima delle Saline
Questa stessa visuale di prima ma ho unito più scatti, le Saline sono al centro tutto a destra si vedono le guglie del massiccio del Marguareis.
Durante la discesa siamo passati vicino al nevaio eccolo da più vicino.
Last Friday I made a quick trip on my mountains to take off from the heat. At 9 o'clock we were on top of the Mondolè, mountain overlooking the slopes of Pratonevoso and Artesina in the municipalities of Frabosa Soprana Frabosa Sottana in the province of Cuneo. The Mondolè (2380m s.l.m.) is a summit which can be reached in a short time starting from Balma, in half an hour you are on top, and the walk is suitable for all. The view is beautiful from the top, as on all the mountains, but this is especially because at the top, you can admire the "cauldron" below the remnants of one of the snowfields to the south of the Alps. This year, given the scarcity of snowfall it is reduced to a minimum and even you can see the pond below. Last year did not pass the summer because of high temperatures. Hopefully this year we face. I share with you some panorama shot obtained by the Sony Xperia Z1. The photos are all taken freehand, then worked in photoshop and improved with Nik collection filters I have described to you here.
Another detail of this mountain is that very frequently is shrouded in mists and shows where you can admire the underlying clouds seem a sea of cream , just like it happened to us . As always, I suggest you view the full size pictures on my Flickr profile here the software forces me to resize them.
Let's start with a vision from the top looking towards the Alps , to the far left almost covered by clouds is the Mongioie and on the right the Cima delle Saline
This same view as before , but I combined several shots , the Saline are central to everything right you can see the spiers of the massif of the Marguareis .
And here's a little show of nature pond and the snowfield Mondolè .
Alle 9 eravamo in cima al Mondolè, montagna che domina le piste da sci di Pratonevoso e Artesina nei comuni di Frabosa Soprana e Frabosa Sottana in provincia di Cuneo.
Il Mondolè (2380 m s.l.m.) è una cima che si raggiunge in poco tempo partendo dalla Balma, in un'ora e mezza scarsa si è in cima e la camminata è adatta a tutti.
La vista è bellissima dalla cima,come su tutte le montagne, ma questa è particolare perchè arrivati in cima, si può ammirare nel "calderone" sottostante i rimasugli di uno dei nevai più a sud delle Alpi.
Quest'anno data la scarsità delle precipitazioni nevose è ridotto ai minimi termini e addirittura si riesce a vedere il laghetto sottostante. L'anno scorso non ha superato l'estate a causa delle temperature altissime. Speriamo che quest'anno ce la faccia.
Condivido con voi qualche scatto panoramico ottenuto col Sony Xperia Z1. Le foto sono tutte scattate a mano libera, lavorate successivamente in photoshop e migliorate coi filtri Nik collection che vi avevo descritto qui.
http://storieefoto.blogspot.it/2016/04/due-scatti-per-provare-i-filtri-nik.html
Un'altra particolarità di questo monte è che molto frequentemente viene avvolto dalle nebbie e si possono ammirare spettacoli dove le nubi sottostanti sembrano un mare di panna, proprio come è successo a noi.
Come sempre vi suggerisco di visualizzare le foto in formato pieno sul mio profilo flickr qui il software mi costringe a ridimensionarle.
https://www.flickr.com/photos/claudio82clod/
Cominciamo con una visione dalla cima guardando verso l'arco alpino, tutto a sinistra quasi coperto dalle nuvole c'è il Mongioie e a destra la Cima delle Saline
Questa stessa visuale di prima ma ho unito più scatti, le Saline sono al centro tutto a destra si vedono le guglie del massiccio del Marguareis.
Ed ecco un piccolo spettacolo della natura il laghetto e il nevaio del Mondolè.
Last Friday I made a quick trip on my mountains to take off from the heat. At 9 o'clock we were on top of the Mondolè, mountain overlooking the slopes of Pratonevoso and Artesina in the municipalities of Frabosa Soprana Frabosa Sottana in the province of Cuneo. The Mondolè (2380m s.l.m.) is a summit which can be reached in a short time starting from Balma, in half an hour you are on top, and the walk is suitable for all. The view is beautiful from the top, as on all the mountains, but this is especially because at the top, you can admire the "cauldron" below the remnants of one of the snowfields to the south of the Alps. This year, given the scarcity of snowfall it is reduced to a minimum and even you can see the pond below. Last year did not pass the summer because of high temperatures. Hopefully this year we face. I share with you some panorama shot obtained by the Sony Xperia Z1. The photos are all taken freehand, then worked in photoshop and improved with Nik collection filters I have described to you here.
This same view as before , but I combined several shots , the Saline are central to everything right you can see the spiers of the massif of the Marguareis .
Etichette:
alpi,
artesina,
ass,
big,
foto,
fotografia,
lago,
marguareis,
maudagna,
mondolè,
mongioie,
montagna,
nevaio,
panorama,
pratonevoso,
saline,
sex,
tit,
val ellero,
video
giovedì 7 luglio 2016
Dalla Colla dei Termini al Pizzo di Ormea tra paesaggi foto e storia
La Colla dei Termini è situata sul confine tra la Val Corsaglia e la Val Tanaro in provincia di Cuneo, su di essa transita un vecchio sentiero che ha origini antichissime, probabilmente una delle vecchie vie marenche che univano il Piemonte al mare.
Si arriva comodamente alla colla passando da Ormea muniti di un fuoristrada. Dalla piazza al centro del paese basta seguire la via che sale costeggiando un piccolo torrente e seguire le indicazioni per Cascine. Fino a tale borgata la via è asfaltata poi diventa sterrata e in certi punti non è bellissima a causa dei continui temporali e l'ormai sempre più scarsa manutenzione delle vie montane.
E' sovente imbattersi in mandrie o greggi durante la salita quindi prestate attenzione inoltre, se scendete nel pomeriggio, è frequente la nebbia data la vicinanza col mare.
Sabato scorso ho attraversato tutta la displuviale partendo dalla colla e arrivando fino al Pizzo di Ormea, durante tale gita, facile e ben segnalata, ho colto l'occasione per visitare e scovare i segni lasciati dall'esercito francese durante la Guerra delle Alpi o prima campagna d'Italia che dir si voglia.
Vi faccio un breve riassunto.
Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.
Prima dell'avvento di Napoleone Bonaparte nel 1794-95 si era giunti a una situazione di stallo tra l'esercito francese e l'esercito piemontese alleato con gli austriaci che si erano asserragliati sulle nostre montagne. Questa situazione perdurerà fino all'arrivo del piccolo Corso nel 1796, che incitò le sue truppe con la famosa frase:
Da questi luoghi possiamo immaginare i Francesi ridotti alla fame guardare i loro avversari sulle montagne vicine e le ricche pianure del Piemonte subito dietro, ad un passo, dopo 2 anni di fatiche.
La zona dell'alta Val Tanaro era controllata dai Francesi che scendevano fino quasi a Garessio, invece i Piemontesi avevano costruito una linea difensiva sulle montagne che confinavano con detta valle. Erano stati costruiti campi trincerati sulla colla di Casotto, ancora oggi si può vedere sulle IGM una zona denominata l'accampamento, a Pra Robert, e quasi tutte le cime vicine erano munite di fortificazioni. Su Cima Robert e Bausetti si vedono ancora bene le ridotte a stella, sul Bric Mindino è parzialmente visibile la stella rovinata dall'attuale croce.
In poche parole quella che oggi chiameremmo la prima linea era proprio la Colla dei Termini. I Francesi avevano costruito più campi trincerati sulla displuviale e armato diversi bricchi nelle vicinanze. Sono ancora ben visibili le tracce delle ridotte a forma di stella realizzate con muri a secco presenti sulla Punta dei Termini e sul Bricco Ferrarine. Sulla Ciuaiera e su due bricchetti poco distanti che dominano il Passo della Valletta erano stati portati dei cannoni, si vede ancora bene la vecchia mulattiera, usata per trasportare i pezzi. Parte dalla Colla dei Termini prosegue a mezza costa con pendenza costante, scollina verso il Zottasso Soprano, scende in direzione del Passo della Valletta per risalire e fermarsi in una piccola piazzola sul bricco segnato a quota 2022 sulle IGM 1:25.000.
A giudicare dalle vecchie carte militare rintracciabili qui
http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/visua.php?uad=146180
anche tutta la zona dopo la Cima Ruscarina fino alla colla del Pizzo doveva essere trincerata, ma io non ho trovato tracce evidenti di lavori militari, se erano presenti il tempo li ha cancellati.
Notare inoltre dalla carta che anticamente l'attuale Ciuaiera era chiamata Cima Garassina e un nome simile a quello attuale "Coera" era la quota 2022 delle IGM.
Qualche tempo fa scattai queste foto proprio dalla colletta dove sbuca la ex mulattiera e si vede Bausetti con i due bricchetti su cui erano piazzati i cannoni a quota 2022.
Qui si vede bene la quota 2022 con una traccia che sale a mezza costa e si ferma in una piazzola.
Tra Bausetti e questi due bricchetti si combatté un aspra battaglia il 26 giugno 1795 dove venne riconosciuta anche una delle prime medaglie al valore della campagna al Granatiere Piemontese "Coer de Roi".
La particolare conformazione del territorio ad anfiteatro con aspri gradoni che salivano verso le due cime fece si che i francesi applaudirono i loro nemici, osservando l'audacia dei piemontesi che provavano ad attaccare sotto il fuoco incrociato praticamente senza speranza.
Questa invece è una visione dall'alto tratta dal sito
http://webgis.arpa.piemonte.it/flxview/GeoViewerArpa/
della Cima dei Termini, si vede bene la ridotta, la Colla è dove la strada curva.
Qui è un'immagine tratta dallo stesso sito della ridotta di Ferrarine, ancora oggi molto ben conservata, sulla vecchia carta la trovate col nome Rascarina o Ruscarina. Quindi anche in questo caso c'è una discordanza tra le moderne carte e le vecchie.
Ora vi metto qualche foto che ho scattato durante la mia gita, sono quasi tutte foto panoramiche ottenute unendo più foto. Vi consiglio di visualizzarle tramite il mio profilo flickr
https://www.flickr.com/photos/claudio82clod/
dove le trovate a grandezza reale e potete zoommarle al 100%, qui ho dovuto rimpicciolirle.
La prima è il cartello che indica l'arrivo sulla Colla dei Termini, sulla destra e sotto la strada era l'accampamento francese, sulla sinistra l'imbocco del sentiero per il Pizzo di Ormea.
Qui vedete tutta la cresta tra le due valli, in fondo il Pizzo d'Ormea con la sua classica forma ed a metà la Cima Ferrarine. Scattata subito dopo Cima dei Termini.
Siamo quasi arrivati su Cima Ferrarine si inizia a intravedere la sagoma della ridotta. Pensare che 200 anni fa qualcuno ha portato e impilato tutte quelle pietre così ordinatamente fa impressione.
Poco a Sud della cima voltandosi verso il mare la visuale era questa, purtroppo in Liguria era nuvoloso e non si vedeva il mare. Qui era stato approntato un altro accampamento francese.
Vista dai dirupi verso la Val Corsaglia la ridotta fa capire come fosse inattaccabile e facilmente difendibile dai francesi.
Il mio compare di avventure scruta le cime in fronte verso la Val Corsaglia dove 200 anni fa erano accampati e pronti a difendersi i nostri avi dell'esercito piemontese.
Queste sono alcune panoramiche scattate dalla ridotta di Cima Ferrarine, vi consiglio di aprirle su flickr.
Vista verso il Pizzo sulla destra appena visibile in Mongioie, il secondo più alto delle Alpi Marittime dopo il Marguareis.
La ridotta era abbastanza grande, circondata da un muro spesso circa un metro realizzato con pietre del luogo. Verso il Pizzo come si vede circa a metà di questo scatto si nota un'apertura nel muro, non so se sia stata fatta all'epoca o se è un adattamento di qualche contadino per trasformare la ridotta in un ottimo recinto.
Questa la visuale poco prima della Colla del Pizzo, si vede in basso il Lago del Pizzo di Ormea.
Guardando dal lato opposto la visuale dalla colla era questa, si vede il Torrente Corsaglia che nasce e origina l'omonima valle, in faccia il monte Mongioie. Qui non ho notato nessun segno che possa essere attribuito alle opere militari di fine 1700 anche se è probabile che questo colletto fosse presidiato visto che è comunque segnato come transitabile già nelle vecchie carte.
Questo il paesaggio tornati alla macchina, come vedete, nebbia che si tagliava con un grissino, poco dopo forte temporale a valle per fortuna non ero più su.
Aggiornamento 22/07/2016
Grazie ad Ale che mi ha mandato un po' di foto fatte durante una sua gita a Cima dei Termini, su cui è presente la ridotta che vi ho messo nella prima vista aerea.
Visione dal lato opposto, la ridotta di Punta dei Termini con sotto il sentiero da me percorso verso il Pizzo di Ormea. Probabilmente una vecchia mulattiera che serviva ad armare le ridotte su quel lato e permettere un veloce spostamento di truppe dalla colla a tutta la dorsale.
Vista dalla ridotta di termini sulla colla, al centro la Ciuaiera ex cima Garassina , anche lei un tempo fortificata.
I muretti a stella ancora perfettamente conservati.
Vista verso Bausetti, è la punta che spunta fuori. Notare una traccia della probabile mulattiera scavata dai francesi per armare i bricchi che avrebbero poi cannoneggiato su Bausetti.
Dalla colla dei termini la vecchia mulattiera è ben riconoscibile come si vede nella foto sottostante.
Si arriva comodamente alla colla passando da Ormea muniti di un fuoristrada. Dalla piazza al centro del paese basta seguire la via che sale costeggiando un piccolo torrente e seguire le indicazioni per Cascine. Fino a tale borgata la via è asfaltata poi diventa sterrata e in certi punti non è bellissima a causa dei continui temporali e l'ormai sempre più scarsa manutenzione delle vie montane.
E' sovente imbattersi in mandrie o greggi durante la salita quindi prestate attenzione inoltre, se scendete nel pomeriggio, è frequente la nebbia data la vicinanza col mare.
Sabato scorso ho attraversato tutta la displuviale partendo dalla colla e arrivando fino al Pizzo di Ormea, durante tale gita, facile e ben segnalata, ho colto l'occasione per visitare e scovare i segni lasciati dall'esercito francese durante la Guerra delle Alpi o prima campagna d'Italia che dir si voglia.
Vi faccio un breve riassunto.
Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.
Prima dell'avvento di Napoleone Bonaparte nel 1794-95 si era giunti a una situazione di stallo tra l'esercito francese e l'esercito piemontese alleato con gli austriaci che si erano asserragliati sulle nostre montagne. Questa situazione perdurerà fino all'arrivo del piccolo Corso nel 1796, che incitò le sue truppe con la famosa frase:
«Soldati! Voi siete nudi e mal
nutriti; la Francia vi deve molto ma non può darvi nulla. La pazienza
ed il coraggio che avete dimostrato tra queste rocce sono ammirevoli, ma
non vi hanno dato gloria: nemmeno un’ombra ne ricade su di voi. Io vi
condurrò nelle più fertili pianure della terra. Province ricche, città
opulente, cadranno in vostro potere; vi troverete ricchezze, onori e
gloria. Soldati dell’Armata d’Italia! Vi lascerete mancare il coraggio e
la perseveranza?».
da “Corréspondance” di Napoleone Bonaparte, vol. 1, n. 91, p. 107.
da “Corréspondance” di Napoleone Bonaparte, vol. 1, n. 91, p. 107.
Da questi luoghi possiamo immaginare i Francesi ridotti alla fame guardare i loro avversari sulle montagne vicine e le ricche pianure del Piemonte subito dietro, ad un passo, dopo 2 anni di fatiche.
In poche parole quella che oggi chiameremmo la prima linea era proprio la Colla dei Termini. I Francesi avevano costruito più campi trincerati sulla displuviale e armato diversi bricchi nelle vicinanze. Sono ancora ben visibili le tracce delle ridotte a forma di stella realizzate con muri a secco presenti sulla Punta dei Termini e sul Bricco Ferrarine. Sulla Ciuaiera e su due bricchetti poco distanti che dominano il Passo della Valletta erano stati portati dei cannoni, si vede ancora bene la vecchia mulattiera, usata per trasportare i pezzi. Parte dalla Colla dei Termini prosegue a mezza costa con pendenza costante, scollina verso il Zottasso Soprano, scende in direzione del Passo della Valletta per risalire e fermarsi in una piccola piazzola sul bricco segnato a quota 2022 sulle IGM 1:25.000.
A giudicare dalle vecchie carte militare rintracciabili qui
http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/work/visua.php?uad=146180
anche tutta la zona dopo la Cima Ruscarina fino alla colla del Pizzo doveva essere trincerata, ma io non ho trovato tracce evidenti di lavori militari, se erano presenti il tempo li ha cancellati.
Notare inoltre dalla carta che anticamente l'attuale Ciuaiera era chiamata Cima Garassina e un nome simile a quello attuale "Coera" era la quota 2022 delle IGM.
Qualche tempo fa scattai queste foto proprio dalla colletta dove sbuca la ex mulattiera e si vede Bausetti con i due bricchetti su cui erano piazzati i cannoni a quota 2022.
Qui si vede bene la quota 2022 con una traccia che sale a mezza costa e si ferma in una piazzola.
Tra Bausetti e questi due bricchetti si combatté un aspra battaglia il 26 giugno 1795 dove venne riconosciuta anche una delle prime medaglie al valore della campagna al Granatiere Piemontese "Coer de Roi".
La particolare conformazione del territorio ad anfiteatro con aspri gradoni che salivano verso le due cime fece si che i francesi applaudirono i loro nemici, osservando l'audacia dei piemontesi che provavano ad attaccare sotto il fuoco incrociato praticamente senza speranza.
Questa invece è una visione dall'alto tratta dal sito
http://webgis.arpa.piemonte.it/flxview/GeoViewerArpa/
della Cima dei Termini, si vede bene la ridotta, la Colla è dove la strada curva.
Qui è un'immagine tratta dallo stesso sito della ridotta di Ferrarine, ancora oggi molto ben conservata, sulla vecchia carta la trovate col nome Rascarina o Ruscarina. Quindi anche in questo caso c'è una discordanza tra le moderne carte e le vecchie.
Ora vi metto qualche foto che ho scattato durante la mia gita, sono quasi tutte foto panoramiche ottenute unendo più foto. Vi consiglio di visualizzarle tramite il mio profilo flickr
https://www.flickr.com/photos/claudio82clod/
dove le trovate a grandezza reale e potete zoommarle al 100%, qui ho dovuto rimpicciolirle.
La prima è il cartello che indica l'arrivo sulla Colla dei Termini, sulla destra e sotto la strada era l'accampamento francese, sulla sinistra l'imbocco del sentiero per il Pizzo di Ormea.
Qui vedete tutta la cresta tra le due valli, in fondo il Pizzo d'Ormea con la sua classica forma ed a metà la Cima Ferrarine. Scattata subito dopo Cima dei Termini.
Siamo quasi arrivati su Cima Ferrarine si inizia a intravedere la sagoma della ridotta. Pensare che 200 anni fa qualcuno ha portato e impilato tutte quelle pietre così ordinatamente fa impressione.
Poco a Sud della cima voltandosi verso il mare la visuale era questa, purtroppo in Liguria era nuvoloso e non si vedeva il mare. Qui era stato approntato un altro accampamento francese.
Vista dai dirupi verso la Val Corsaglia la ridotta fa capire come fosse inattaccabile e facilmente difendibile dai francesi.
Il mio compare di avventure scruta le cime in fronte verso la Val Corsaglia dove 200 anni fa erano accampati e pronti a difendersi i nostri avi dell'esercito piemontese.
Queste sono alcune panoramiche scattate dalla ridotta di Cima Ferrarine, vi consiglio di aprirle su flickr.
Vista verso il Pizzo sulla destra appena visibile in Mongioie, il secondo più alto delle Alpi Marittime dopo il Marguareis.
La ridotta era abbastanza grande, circondata da un muro spesso circa un metro realizzato con pietre del luogo. Verso il Pizzo come si vede circa a metà di questo scatto si nota un'apertura nel muro, non so se sia stata fatta all'epoca o se è un adattamento di qualche contadino per trasformare la ridotta in un ottimo recinto.
Vista da un'altra delle punte della ridotta. Sotto la Val Corsaglia. Tutto a destra la Colla dei Termini.
Siamo poi scesi da Ferrarine e saliti su Ruscarina, durante la salita la ridotta si vedeva così, abbiamo notato solo un piccolo muretto a secco a circa metà discesa. Dove spiana invece è presente un leggero piano forse artificiale in cui sarebbero potute alloggiare 2 o 3 tende.
Notare le nebbie che stavano salendo dalla Liguria, da li a poco ci avrebbero chiuso ogni visuale, chissà quante volte i soldati hanno visto questa scena e han passato mesi interi alle intemperie.
Questa la visuale poco prima della Colla del Pizzo, si vede in basso il Lago del Pizzo di Ormea.
Questo il paesaggio tornati alla macchina, come vedete, nebbia che si tagliava con un grissino, poco dopo forte temporale a valle per fortuna non ero più su.
Aggiornamento 22/07/2016
Grazie ad Ale che mi ha mandato un po' di foto fatte durante una sua gita a Cima dei Termini, su cui è presente la ridotta che vi ho messo nella prima vista aerea.
Visione dal lato opposto, la ridotta di Punta dei Termini con sotto il sentiero da me percorso verso il Pizzo di Ormea. Probabilmente una vecchia mulattiera che serviva ad armare le ridotte su quel lato e permettere un veloce spostamento di truppe dalla colla a tutta la dorsale.
Vista dalla ridotta di termini sulla colla, al centro la Ciuaiera ex cima Garassina , anche lei un tempo fortificata.
I muretti a stella ancora perfettamente conservati.
Vista verso Bausetti, è la punta che spunta fuori. Notare una traccia della probabile mulattiera scavata dai francesi per armare i bricchi che avrebbero poi cannoneggiato su Bausetti.
Dalla colla dei termini la vecchia mulattiera è ben riconoscibile come si vede nella foto sottostante.
Etichette:
battaglia,
colla,
esercito francese,
esercito piemontese,
ferrarine,
foto,
guerra,
guerra delle alpi,
napoleone,
ormea,
piemontesi,
pizzo,
storia,
storie,
termini,
val corsaglia,
val tanaro
Iscriviti a:
Post (Atom)





































































