martedì 9 giugno 2015

Scatola di capsule per fucili ad avancarica e set di ricambi per pistola a luminello

Questa sera voglio condividere con voi l'ultimo mio ritrovamento fortuito e suo relativo restauro.
Ho trovato una scatoletta in cartone dentro ad un armadio di una vecchia casa diroccata che verrà abbattuta a causa della pericolosità per la vicinanza di una strada. L'armadio era pieno di polvere, dovuta alle tarme, ad anni di abbandono e incuria. Ho notizie certe che la casa sia disabitata da almeno gli anni '60, era di una lontana parente mancata senza eredi diretti.

Prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare un click sulle pubblicità a destra. Si aprirà una pagina di pubblicità a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille.

scatola per capsule fucile pistola avancarica a luminello

scatola per capsule fucile pistola avancarica a luminello

Quando ho visto la scatoletta e il suo contenuto, che vi mostrerò dopo, ho subito capito di cosa si trattava, purtroppo le condizioni erano davvero al limite della conservazione.

Per prima cosa ho lavato con un pennellino intinto in acqua facendo diversi passaggi e successiva asciugatura dato che l'acqua mi scollava il cartone e lo deformava.
Ogni volta dopo il lavaggio la richiudevo in modo che non si piegasse una volta asciutta e mantenesse la forma.
Sono andato avanti così fin quando il pennello non sporcava più l'acqua in cui lo intingevo.
A questo punto ho cercato un modo per schiarire la carta e far riemergere le vecchie scritte. La soluzione che mi è venuta in mente è stato l'uso dell'acido ossalico che vi ho descritto in tutte queste guide:

http://storieefoto.blogspot.it/2013/10/restauropulizia-latte-e-oggetti.html

http://storieefoto.blogspot.it/2014/07/restauro-porta-maschera-antigas-tedesco.html

http://storieefoto.blogspot.it/2014/10/pulizia-restauro-di-un-elmetto-tedesco.html

Anche se sulla carta non so sia l'ideale, tempo fa per sbaglio avevo messo un po' di acido ossalico su un vecchio giornale che avevo trovato accartocciato e utilizzato come tappo di una vecchia tanica, e mi ero accorto che le scritte tornavano abbastanza leggibili.
La stessa prova l'ho fatta prima sull'interno della scatolina e ho visto che qualcosa succedeva.
Ho quindi fatto qualche spennellata di una leggera soluzione di acido ossalico e acqua distillata osservando di volta in volta cosa succedeva.
Alla fine qualche dettaglio è riemerso.
A questo punto ho neutralizzato l'acido facendo un lavaggio con acqua e bicarbonato.
Una volta asciugata ho consolidato la scatolina utilizzando una soluzione abbastanza liquida di vinavil e acqua.
Lo so che non avrò seguito le procedure di un restauratore, anzi avrò fatto dei danni, ma almeno adesso la scatola è tornata ad avere una funzione e non ho più paura a toccarla.

Ecco il risultato

scatola per capsule fucile pistola avancarica a luminello

scatola per capsule fucile pistola avancarica a luminello

scatola per capsule fucile pistola avancarica a luminello

scatola per capsule fucile pistola avancarica a luminello

scatola per capsule fucile pistola avancarica a luminello

Sul tappo si legge "Capsule Garantite Infallibili" al centro una stella col numero 200 tutto attorno e le iniziali della probabile ditta produttrice.
Sull'interno del tappo invece le scritte si sono salvate un po' di più e si vede "Le nostre si garantiscono N. - 200 Consigliamo verificare il numero delle altre fabbriche"

Ed eccola invece con l'interno risistemato dalla ruggine.

scatola per capsule fucile pistola avancarica a luminello cavastracci luminello capsule

Il contenuto comprendeva ancora alcune capsule per fucile o pistola ad avancarica a luminello, un piccolo cavastracci, un luminello di ricambio, alcuni pallini di piombo, una barretta di piombo e una piccola pietra focaia.
Probabilmente la vecchia zia aveva conservato tutto e poi era finito nel dimenticatoio. Sullo stesso piano dell'armadio ho trovato anche una pietra focaia in selce più grande e tre viti che, non vorrei sbilanciarmi, ma hanno le fattezze di quelle usate per fissare la piastra sui fucili o pistole ad avancarica del periodo. Probabilmente risalgono ad una trasformazione di qualche schioppo da pietra focaia a luminello. Era consuetudine infatti non buttare via nulla e trasformare le vecchie armi con pietra focaia in armi a luminello.  Peccato solo non aver ritrovato anche l'arma.
Qualche particolare

scatola per capsule fucile pistola avancarica a luminello cavastracci luminello capsule
Capsule pallini e barretta di piombo

scatola per capsule fucile pistola avancarica a luminello cavastracci luminello capsule
Cavastracci richiuso

scatola per capsule fucile pistola avancarica a luminello cavastracci luminello capsule
 Cavastracci aperto

scatola per capsule fucile pistola avancarica a luminello cavastracci luminello capsule
Cavastracci come doveva essere utilizzato una volta messo su un'asta in legno 


cavastracci, pietra focaia, luminello, avancarica
Cavastracci, viti, luminello e pietre focaie in selce





venerdì 29 maggio 2015

Ebbene si Domenica 31 Maggio mi sposo.

Lo volevo comunicare anche a voi che ogni tanto venite a fare un giro sul mio blog.
Ricordo i momenti dei preparativi con questa foto che mi è subito piaciuta.
Era una sera di primavera, stavamo facendo i sigilli per chiudere gli inviti con la cera lacca.
Il timbro con le nostre iniziali lo avevo trovato per caso, qualche tempo prima, ad un mercatino delle pulci. Stavo scavando tra oggetti polverosi, tra i quali avevo notato uno spaccascudi della prima guerra mondiale e mi è quasi finito tra le mani questo timbro. Sarà stato il destino.
In questa foto posso dire di aver racchiuso alcuni tasselli importanti della mia vita.
La mia futura moglie, una foto, un oggetto antico con chissà quale storia alle spalle.

Grazie ancora a tutti.

matrimonio timbro sigillo ceralacca CM







sabato 23 maggio 2015

23 Maggio 1915 - Cento anni fa l'Italia iniziava la sua prima guerra mondiale



Ciao a tutti, non ho voglia di fare commenti su una guerra su cui si è già detto di tutto e di più.

Vorrei solo ricordare il primo caduto italiano, Giusto Riccardo, molte volte chiamato erroneamente Di Giusto, e sperare che cose così abominevoli non accadano mai più.




Dalla testimonianza di Chino Ermacora,

come riportata nel volume "Il Battaglione Cividale nella Guerra 1915-18", pag 49


<<La sera del 23 maggio giunge un dispaccio al Comando del Battaglione.
Gli Ufficiali si radunano a rapporto. Al tramonto, squilla l'adunata.
L'ordine è di tenersi pronti e dormire vestiti, perché la sveglia sarebbe suonata per tempo.
Mezz'ora dopo, eravamo sprofondati nel fieno odoroso, addossati gli uni agli altri. Qualche parola, un rumore metallico di gavette contro le buffetterie; lo sfiatar delle mucche nella stalla sottostante; un odore acuto di letame.
Poche ore dopo (non era ancora mezzanotte) un fanalaccio scorre sui nostri volti. "Sveglia e silenzio: guai a chi accende fiammiferi!"
Ci muoviamo con le membra indolenzite, mezzo intirizziti. Scendiamo una scala a pioli. L'oscurità è fonda; bisogna servirsi delle mani in luogo degli occhi.
A poco a poco, però, si comincia a discernere le masse scure delle case e degli alberi, il biancore della mulattiera.
Volano ordini sottovoce, s'odono dei fischi.
Assistiamo non so per quanto tempo (la nozione del tempo s'era andata a mano a mano perdendo) alla sfilata di uno o due battaglioni piemontesi: sono Alpini che avevamo conosciuti di sfuggita qualche giorno innanzi.
Marciano in silenzio. S'avverte soltanto il rumore secco delle scarpe ferrate sui ciotoli. Finalmente ci accodiamo in fila indiana.
Era scoppiata la guerra, ma nessuno di noi lo sapeva. Raggiungiamo la sommità dello spartiacque: il confine.
Ad un tratto ci pare di udire due colpi. Chi è stato? la domanda vola da uno all'altro senza trovare risposta.
Ma la risposta l'abbiamo poco dopo, passando vicino alla cappella Schlieme: sul ciglio del sentiero, riverso nell'erba, geme un soldato austriaco.
E' un adolescente. Invoca la madre lontana: "Meine Mutter! Meine Mutter!"
Altri colpi, più fitti stavolta.
E' caduto uno dei nostri. Lo scorgo, infatti, tra due compagni curvi, supino sull'erba: è il soldato Di Giusto Riccardo da Udine - 16^ Compagnia, classe 1895 - il compagno biondo e taciturno, il primo Caduto nella grande guerra.
Mi chino su di lui un istante.
Alla luce crepuscolare scorgo un forellino nella sua fronte, sotto i capelli.
Un filo di sangue gli si arresta in un'orbita .... Sfioro il volto con la mano: è tiepido ancora ... >>


Per maggiori info http://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Di_Giusto


Io personalmente ricordo Galliano Giovanni, fratello di mio bisnonno, ormai finita la guerra, morì a causa di un incidente su una funivia durante lo smantellamento delle linee del fronte. I suoi genitori ricevettero la pensione di guerra che poi venne negata, dovettero anche restituire quello che avevano incassato e piangere un figlio. Solo io a distanza di 100 anni ho scoperto dove è sepolto e mi sono promesso di andarlo a trovare.


Custodisco gelosamente alcune lettere dal fronte dei due fratelli che ho trovato i soffitta nella vecchia casa di famiglia e alcune fotografie.


Le condivido con voi

Galliano Giorgio e Giovanni

I due fratelli Galliano Giorgio e Giovanni si salutano prima della partenza per il fronte.

Primo Reggimento Alpini, Battaglione Ceva, Pamparato, Classi 1889 1890 1891 1892 1893 01/08/1914

Primo Reggimento Alpini, Battaglione Ceva, Pamparato, Classi 1889 1890 1891 1892 1893 01/08/1914



Addestramento con le mitragliatrici


Vi segnalo infine questa pagina ricca di testimonianze di combattenti della prima guerra mondiale residenti nel cuneese.


http://www.bibliolab.it/materiali_dida/mat_forum/gmat6.htm

RIP a tutti i caduti di tutte le guerre.





martedì 31 marzo 2015

Croce commemorativa dell'undicesima armata

Questa sera vi faccio vedere il mio ultimo ingresso in collezione.
Come sapete mi piace il materiale relativo alle campagne italiane all'estero, in particolar modo quella russa e la greca albanese.
Questa croce non è una decorazione ufficiale, ma venne coniata su iniziativa di privati e concessa a tutti quelli che militarono nell'11° armata durante la campagna di Grecia Albania nel 1940-41.
Non è una croce rara, si trova comunemente sotto i 50 euro, un po' più difficile trovarla col nastrino rosso originale che è quello sottile, non più largo di 1,5 cm.
Ne esistono col retro inciso col nome del produttore e alcune lisce, su queste c'è il dubbio che siano riconi successivi al periodo bellico. Quelle con la dicitura Mori in basso sono ritenute coeve alle operazioni militari.
Esistono versioni con il numero undici in lettere romane "XI" molto più rare e alcune senza il nome dell'incisore in basso.
Come al solito i privati si fecero fare versioni mignon da poter apporre sui vestiti civili.
Queste sono le mie.
La prima è quella che preferisco, una mignon con nastrino d'epoca, misura 23 mm di lato.

croce 11 undicesima armata mignon

croce 11 undicesima armata mignon

Particolari

particolare croce 11 undicesima armata mori mignon

particolare croce 11 undicesima armata mori mignon retro

Questa invece è la classica, purtroppo leggermente scheggiata sul fronte, il lato è 41 mm.

croce 11 undicesima armata mori

croce 11 undicesima armata mori

particolare croce 11 undicesima armata mori

particolare croce 11 undicesima armata mori retro

L'ultima invece è la versione liscia, il nastrino è sicuramente postbellico.

croce 11 undicesima armata lisica

croce 11 undicesima armata liscia

particolare croce 11 undicesima armata retro


Per finire un insieme

croce 11 undicesima armata liscia mignon mori

Un'immagine d'epoca con la croce indossata.




Tonight I'll show you my last entry in my collection . As you know I like the material related to the Italian countryside , especially the Russian and Greek Albanian .
This cross is not an official decoration , but was struck on the initiative of private and given to all those who served in the 11th Army during the Greek campaign Albania in 1940-41 .
It is not a rare cross , you commonly buy under 50 Euros , a little more difficult to find with the original red ribbon that is thin , no wider than 1.5 cm .
There are with the back engraved with the name of the manufacturer and some smooth , there is no doubt that these are cones in the postwar period . Those labeled Mori bottom are considered contemporary military operations . There are versions with the number eleven in Roman letters " XI " very rare and some without the name of the engraver below.
As usual, the private is made ​​versions do mignon can put on civilian clothes . These are my . The first is what I prefer , a mignon with ribbon vintage , measuring 23 mm side .

venerdì 16 gennaio 2015

Musei Vaticani

Lo scorso week-end sono stato a Roma. Non ci ero mai andato e mi sono già promesso di tornarci.
Davvero una città spettacolare. Bellissima in tutto.
Se devo trovare una pecca è lo sporco in terra.
E' stato un viaggio turistico quindi mi sono dedicato alla fotografia solo per documentare e portarmi a casa qualche ricordo.
Durante questi tre giorni il primo l'ho passato ai Musei Vaticani, cosa dire? Poco, di fronte a tanto splendore. Mi ci andrà un mese prima di riuscire a rielaborare tutto quello che ho visto.
Di seguito vi metto le uniche due foto che mi sono rimaste impresse di quella giornata. Ritraggono entrambe la monumentale scala a doppia spirale elicoidale ideata da Giuseppe Momo per i Musei Vaticani e inaugurata il 7 dicembre 1932 da papa Pio XI.

Sono state scattate entrambe a mano libera a 1250 ISO con la mia ormai vecchietta canon 40d e il tamron 17-50 2.8.

Le potete trovare a maggiore definizione sulla mia pagina 500px. https://500px.com/claudio82clod

Scala musei vaticani

Scala musei vaticani

giovedì 18 dicembre 2014

18 Dicembre 1935 - Anello Oro alla patria

Non tutti sanno che, esattamente 79 anni fa, il 18 dicembre 1935, ci fu la "Giornata della Fede", durante la quale gli italiani furono chiamati a donare le loro fedi nuziali in oro. Uno dei primi regali di Natale che fece il fascismo al popolo italiano.

Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.

Il 3 ottobre 1935 il Regno d'Italia invase l'Etiopia occupando direttamente il suo territorio. Il 6 ottobre 1935 la Società delle Nazioni condannò l'attacco da parte italiana e il 3 novembre furono approvate le sanzioni, decidendone l'entrata in vigore il 18 ( molti confondono tale data 18-11-35 con quella della giornata della fede perché è riportata all'esterno o all'interno degli anelli).
La deliberazione delle sanzioni fece esplodere le folle che scesero in piazza contro la Società delle Nazioni, provocando la mobilitazione interna. Il governo colse la palla al balzo e iniziò a raccogliere metalli utili per la causa bellica. 

L'Italia, per rispondere alle sanzioni, diede il via alla campagna "Oro alla Patria" e, un mese esatto dopo l'entrata in vigore della Società delle Nazioni, il 18 dicembre fu proclamata la "Giornata della Fede", giorno in cui venne chiesto agli italiani di donare le proprie fedi nuziali al fine di sostenere i costi della guerra e far fronte alle difficoltà.
Molti personaggi autorevoli del tempo, anche chi non appoggiava il regime, descrivono la cerimonia come la massima espressione patriottica di massa di tutti i tempi.
A coloro che donarono la propria fede d'oro venne data in cambio una fede in acciaio che portava la dicitura: ORO ALLA PATRIA - 18-NOV-35 XIV. 

Furono raccolte complessivamente 37 tonnellate d'oro e 115 d'argento.
Logicamente la gente agiata che appoggiava il governo appoggiò la propaganda fascista e donò di buona lena la propria fede. Nelle campagne, dove la povertà regnava, la cosa venne vista molto più in malo modo, anche perché si sa che molte volte a chi non aveva nulla da dare venne chiesto addirittura di donare le proprie pentole in rame.
Su queste ricevute e anche sulla tipologia delle fedi c'è molta varietà perché ogni zona aveva le sue.
Le varianti principali sono con scritta interna o con scritta esterna, in ognuno dei due casi ci può essere oppure no un fascio littorio di fianco alla scritta. Pare che la presenza del fascio venisse apposta se chi donava la fede era vedovo/a. Anche la data a volte può mancare.
In certi casi è presente una saldatura come se la fede sia stata adattata a misure diverse, anche questo non ne pregiudica l'originalità.
Non credo che ci siano fedi false dato lo scarso valore, in ogni caso basatevi su due o tre mie considerazioni.
E' molto più probabile che la fede sia una sola, all'epoca poche volte entrambi gli sposi avevano la fede in oro. La fede se indossata ha apparenza lucida, ma deve anche avere segni dovuti alla lavorazione al tornio, tenete conto che non venivano fatte con tanta cura.
Non bisogna confondere le fedi oro alla patria con quelle post belliche in duralluminio che venivano scelte dagli sposi nel primo dopoguerra a causa dell'altissimo prezzo dell'oro e della povertà di quasi tutta la popolazione italiana.
Questa è la mia, la si trova comunemente su cifre intorno dai 20 ai 30 euro se corredate di una qualche ricevuta.


18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio

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18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio

In collezione ho anche la relativa ricevuta che venne rilasciata dal podestà di turno.

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevuta partito nazionale fascista

Per commemorare quest'evento vennero stampate anche delle cartoline.

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

Aggiornamento 8 Aprile 2016
Aggiungo gli ultimi entrati in collezione in questi anni.

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista
Vista d'insieme, i tre in alto hanno la scritta esterna, uno ha i fasci. Gli altri tre hanno scritta interna. Tutti coi fasci.


18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

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