giovedì 31 luglio 2014

Come creare le maschere di luminosità in Photoshop

Questo week-end ho partecipato ad un workshop fotografico organizzato da Mondoviphoto (www.mondoviphoto.com) sulla fotografia di paesaggio.
Il docente era Luca Gino, fotografo paesaggista associato a Clickalps.
http://www.lucagino.it e www.clickalps.com
Durante le lezioni teoriche tra le tante cose si è parlato delle maschere di luminosità o luminosity masks.
L'argomento mi ha particolarmente interessato e, arrivato a casa, ho deciso di provarle subito, ma in rete ho trovato poca documentazione di facile comprensione allora ho deciso di scrivere questo articolo.

Prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare un click sulle pubblicità a destra. Si aprirà una pagina di pubblicità a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille.

Naturalmente è necessario conoscere le basi di photoshop, in particolar modo cosa sono i livelli e le maschere.
Fatta questa premessa inizio col dirvi cosa sono queste maschere di luminosità.
Come tutti sapete in photoshop sono molto utili i livelli nella gestione delle immagini. Per decidere su quale parte di un'immagine dovrà operare un livello di regolazione si usano le maschere che appunto mascherano la funzione di quel livello e lasciano inalterato quello che c'è sotto.
Le maschere sono normalmente un foglio bianco che man mano diventa nero associato ad un livello. Dove non voglio far operare il livello la maschera sarà nera dove invece deve fare quello per cui è nato sarà bianca.
Eterno problema è quello di fare maschere precise per non far comparire aloni o strani artefatti durante le elaborazioni.
Ecco che ci vengono in aiuto le maschere di luminosità.
Le maschere di luminosità non sono nient'altro che una scala di grigi ricavata dall'immagine che ci rappresenta quanta luce c'è all'interno di ogni pixel.
Esistono tre tipi di maschere di luminosità, quelle che faranno lavorare il nostro livello di regolazione sulle Luci, quindi la parte più luminosa dell'immagine, quelle sulle Ombre e quelle sui Mezzitoni.
Ogni tipo di maschera è poi diviso in 4 gradi d'intensità in modo da poter decidere dove lavorare con una precisione quasi maniacale.
L'inventore delle maschere di luminosità è l'americano Tony Kuyper questo il suo sito
http://goodlight.us/writing/luminositymasks-italian/luminositymasks-1.html

Ma veniamo al dunque.
Partiamo con l'aprire un'immagine in photoshop, il primo passo è quello di crearsi la maschera di luminosità standard Luci.
Per fare ciò basterà:
1) trascinare il canale RGB sul pulsante "Carica selezione" nella parte inferiore della paletta Canali;

Maschere di luminosità luminosity masks

2) a questo punto l'immagine vi comparirà con le formiche in movimento a evidenziare che avete selezionato tutte le aree con luminosità superiore al 50 % come qui sotto;

Maschere di luminosità luminosity masks

3) non preoccupatevene e fate click sul "Salva selezione come canale" che trovate sempre in basso.

Maschere di luminosità luminosity masks

- ultimo passaggio quello di rinominare questo canale in Luci facendo doppio click sul nome del canale che per default è Alfa 1. Ora vi siete creati la maschera di luminosità Luci, questa maschera sarà bianca dove la luminosità del pixel è il 100% e man mano diverrà sempre più scura fino ad arrivare al nero dove la luminosità è 0 %. 

Per tornare alle condizioni di partenza dovremo solamente fare un click sul canale RGB e deselezionare tutto nel modo che preferite. 

Partendo da questa maschera possiamo crearci tutte le altre. Ognuno le chiama come vuole, in giro ho visto Alte luci, Super luci e Iper luci, io in particolare le ho chiamate Luci, Luci+, Luci++ e Luci+++. Lo stesso vale per Ombre e Mezzitoni.

Per creare le maschera Luci+ si parte dalla maschera Luci e gli si interseca se stessa. Questi i semplici passi.
1) Attivo la maschera Luci facendo Ctrl+Click sulla stessa.
2) Premo la seguente combinazione di tasti Ctrl+Alt+Shift+Click sempre sulla stessa.
3) Salvo la selezione appena ottenuta premendo sul pulsante "Salva selezione come canale" che trovate sempre in basso. (Vedi punto 3 della creazione maschera Luci).
4) Rinomino il canale appena salvato in Luci+.

Per creare le maschere Luci++ si faranno gli stessi passaggi partendo dalla maschera Luci+ mentre per ottenere Luci+++ si partirà dalla Luci++.

Alla fine avremo queste 4 maschere.

Maschere di luminosità luminosity masks

Che ingrandite appariranno così.

Maschere di luminosità luminosity masks

Queste sembrano immagini in bianco e nero ed effettivamente lo sono ma facendoci Ctrl+Click sopra e attivando un qualsiasi livello di regolazione questo agirà solo sulle rispettive luci interessate.

Passiamo ora alle Ombre.
Crearsi la maschera Ombre è molto semplice, basta invertire la maschera Luci. 
Per invertire la maschera Luci basterà:
1) Attivare la maschera facendo Ctrl + Click sulla stessa.
2) Invertire la selezione, dal menù "Selezione" o tramite la combinazione di tasti Shift + Ctrl + I
3) Salvare la selezione come fatto prima al punto 3 premendo sul pulsante "Salva selezione come canale" e rinominarlo in Ombre. 
Le maschere Ombre+ Ombre++ e Ombre+++ saranno nuovamente ottenute intersecando tra loro come fatto per le maschere Luci+ Luci++ e Luci+++.
Alla fine vi troverete in queste condizioni.

Maschere di luminosità luminosity masks

E qui le 4 maschere di luminosità relative alle Ombre che diventano man mano sempre più selettive.

Maschere di luminosità luminosity masks

Ora all'appello mancano le maschere Mezzitoni, sono un po' più complicate da capire perché per ottenerle bisogna immaginare di sottrarre da una maschera completamente bianca la maschera Luci e la maschera Ombre, quello che rimane sono appunto i Mezzitoni.
Vediamo come ottenerla.

1) Premiamo Ctrl + A per selezionare tutto.
2) Premiamo Ctrl + Alt + Click sulla maschera Luci.
3) Ripetiamo il punto due premendo sulla maschera Ombre. 

!!! A questo punto molto probabilmente apparirà un errore che vi avvisa del fatto che photoshop non visualizzerà nessun tratteggio non essendoci nessun pixel con luminosità maggiore del 50% all'interno della selezione non preoccupatevene e cliccate su ok. !!!

4) Salviamo in un nuovo canale la selezione appena creata  premendo sul pulsante "Salva selezione come canale" e lo rinominiamo in Mezzitoni. 

Le altre maschere mezzi toni sono ottenute con la stessa procedura, ma sottraendo a coppie le altre maschere Luci+ e Ombre+.
Logicamente si possono combinare tra loro le varie maschere per ottenere altri effetti.

Alla fine avrete queste 16 maschere.

Maschere di luminosità luminosity masks

Queste le 4 maschere dei mezzitoni.

Maschere di luminosità luminosity masks


Tutte queste operazioni possono essere salvate in un'unica sequenza creandosi così un'azione che richiamata in un passo le creerà tutte.

Una volta create non ci basta che usarle come una normalissima maschera da applicare a un livello di regolazione o un'immagine sovrapposta. Vi ricordo che per attivare un canale come se fosse una maschera basta fare Ctrl + Click sopra il canale voluto e poi creare la maschera come facciamo normalmente dalla paletta livelli cliccando sul pulsante "Aggiunge una maschera".

Per chi non avesse voglia di crearle vi metto in download la mia azione. Basta scaricarla e aprirla in photoshop vi troverete tra le azioni un nuovo gruppo di azioni dal nome "Maschere di Luminosità". Il mio set crea le maschere una per volta o, se cliccate sull'ultima in basso, le crea tutte in un unico passo.


PS: pare che su alcuni pc/versioni di photoshop la creazione di una selezione debba essere salvata ad ogni passaggio quindi compaiono un mucchio di ok da dare. Purtroppo non ho ancora trovato dove sta il problema. L'azione funziona ma logicamente è un po' noiosa da usare.














martedì 22 luglio 2014

Test cavalletto Benro A0680T





La settimana scorsa approfittando di un'uscita a fughi mi sono portato dietro il neo entrato nella mia attrezzatura.
Il cavalletto Benro A0680T, è un treppiede da viaggio, in lega di magnesio e alluminio.
Mi ha subito colpito per la sua piccola dimensione una volta richiuso e il fatto che viene venduto in kit con una piccola testa a sfera (la BH00) per circa 150 €.

Queste le sue caratteristiche

Carico massimo: 2,5 kg
Massima altezza: 138 cm
Numero di sezioni: 4
Peso: 1,2 kg

Incluse nella confezione ci sono i puntalini in ferro per usarlo in terreno instabile, il set di chiavi per il montaggio degli stessi e una bella custodia.
La fattura dei movimenti è ben curata e stabile. La testa ha un perno che blocca la leva di bloccaggio in posizione aperta quando viene tolto il corpo macchina, quando la si deve rimettere basta inserirla nell'incavo e la leva si richiude da sola bloccando il tutto.
La chiusura della gambe avviene piegandole verso l'alto e la testa rimane chiusa tra le stesse guadagnando spazio.

Questa le immagini rilasciate dal produttore che potete trovare sul sito del produttore:

http://www.benrousa.com/products/travel-angel/benro-a0680tbh00.aspx




La fortuna durante l'uscita mi ha accompagnato sia per i funghi che per uno scorcio che probabilmente non si ripeterà mai più. 
Un rospo perfettamente mimetizzato con sullo sfondo un bel porcino.

Qui trovate lo scatto che ho ricavato e il cavalletto all'opera con la mia fida canon 40d e il sigma 180 macro.
Ho scattato con iso bassi per non avere rumore e il diaframma molto chiuso in modo da avere la massima profondità di campo possibile. Ho poi scelto di usare un formato quadrato per stare al passo coi tempi :-)


ISO 200 1,6 sec f 22

Trovate lo scatto a risoluzione piena sul mio profilo 500 px.



Last week I went to look for mushrooms and I took the newly entered into my outfit. 
The tripod Benro A0680T, is a travel tripod, aluminum magnesium alloy. 
I was immediately struck by its small size when closed and is sold in a kit with a small ball head (the BH00) for about 150 €.

These are the characteristics 

Maximum load: 2.5kg 
Maximum height: 138 cm 
Number of sections: 4 
Weight: 1.2 kg

Included in the box are the tips iron for use in unstable ground, the set of keys for the installation of the same and a nice case. 
The bill of movements is well maintained and stable. The head has a pin that locks the locking lever in the open position when the machine body is removed. When you need to replace just plug in the recess and the lever closes automatically blocking everything. 
The closure of the legs occurs by bending upward and the head remains closed between the same gaining space.

This image released by Benro that can be found on the manufacturer's website:
http://www.benrousa.com/products/travel-angel/benro-a0680tbh00.aspx

Luck has accompanied me during the exit for both fungi and for a glimpse of that probably will not be repeated ever again.
A toad perfectly camouflaged against the backdrop of a beautiful bolete.

Here is the shot that I got to work and stand with my faithful Canon 40d and Sigma 180 Macro. 

Find shooting at full resolution on my profile 500 px.

domenica 6 luglio 2014

Medaglia commemorativa della 9° Armata della Campagna di Grecia e Jugoslavia in argento




Stasera condivido coi lettori di storie e foto l'ultimo mio acquisto.
E' stato casuale e non voluto, non la cercavo ma me la sono trovata per le mani e l'ho presa.
Nel web non ho trovato molta documentazione a riguardo quindi vi scrivo due righe.

Per la descrizione vi rimando a questo articolo dove avevo parlato della corrispondente medaglia in bronzo riservata alla truppa

http://storieefoto.blogspot.it/2014/04/medaglia-commemorativa-della-9-armata.html

Questa differisce solo per il materiale che come detto è argento e il marchio 800 che lo certifica, era riservata agli ufficiali che parteciparono agli scontri in grecia e jugoslavia nel periodo bellico.
L'ho pagata circa 90 €.

Medaglia commemorativa della 9° Armata della Campagna di Grecia e Jugoslavia in argento

Medaglia commemorativa della 9° Armata della Campagna di Grecia e Jugoslavia in argento

Medaglia commemorativa della 9° Armata della Campagna di Grecia e Jugoslavia in argento

Medaglia commemorativa della 9° Armata della Campagna di Grecia e Jugoslavia in argento

E qua assieme alla sua compagna in bronzo, notare il nastrino della seconda quanto è scolorito.

Medaglia commemorativa della 9° Armata della Campagna di Grecia e Jugoslavia in argento


Tonight I share with the readers of stories and photos my last purchase.
It was random and not wantedt.
On the web I have not found much documentation about it then I write two lines.

For the description, I refer you to this article where I talked about the corresponding bronze medal given to the troops

http://storieefoto.blogspot.it/2014/04/medaglia-commemorativa-della-9-armata.html

This differs only in the material as said is silver and the 800 mark that certifies. It was reserved for officers who participated in the fighting in Greece and Yugoslavia during the war.
I paid about 90 .






venerdì 23 maggio 2014

Distintivo commemorativo del Fronte Russo variante con spilla verticale - ARMIR - CSIR




Finalmente dopo molto cercare sono riuscito a farmi questo splendido regalo.
Si tratta del distintivo ufficiale per chi combatté sul fronte russo nella seconda guerra mondiale di cui vi ho già parlato in questo articolo:

http://storieefoto.blogspot.it/2013/03/distintivo-commemorativo-della-campagna.html

Questa è la variante più rara e probabilmente anche più antica che ha la spilla in verticale sul retro. Ho scritto probabilmente perché non si è ancora certi su quale dei due modelli venisse effettivamente consegnato ai militari in tempo di guerra anche se le testimonianze dicono che quasi tutti i distintivi recuperati da reduci ancora in vita o dai loro eredi hanno quasi sempre l'attacco verticale. Questo tipo di attacco molte volte si rompeva e veniva risaldato artigianalmente, in seguito venne modificata la produzione attaccandolo in prossimità di una delle due sciabole. Trovarne uno con la spilla verticale non è facilissimo, o meglio lo si trova comunemente su ebay a prezzi folli di qualche centinaia di euro, naturalmente invenduto.
Il suo valore al momento sta intorno ai 150 €.
Il distintivo del fronte russo con la spilla in diagonale invece venne prodotto in secondo momento e consegnato ai militari a guerra quasi finita molti non vennero consegnati dopo la disfatta del '43, infatti ne vennero trovati magazzini pieni con ancora la loro bustina originale.
Venne istituito con la circolare del 12/5/1943 di cui vi allego una scansione trovata nel web

Circolare distintivo armir csir 8 armata

Lo potevano indossare tutti i membri dell'8 armata comunemente conosciuta come ARMIR (Armata Italiana in Russia).
Ora vi metto qualche foto

distintivo fronte russo csir armir attacco verticale

distintivo fronte russo csir armir attacco verticale

E qui a confronto col suo compagno che ha l'attacco obliquo. Come potete vedere entrambi hanno la scritta azzurra, occhio che alcune riproduzioni moderne sono in nero.

distintivo fronte russo csir armir attacco verticale

distintivo fronte russo csir armir attacco verticale


Finally after a long search I was able to give me this wonderful gift. 
This is the official badge for those who fought on the Russian front in World War II which I have already mentioned in this article:


This is the rarer variant and probably the oldest that has the pin vertically at the rear. I wrote probably because we do not know which of the two models were delivered to the military in time of war. The witnesses say that almost all the badges recovered from veterans still alive or their heirs always have the pin vertically.
This type of brooch broke many times and was soldered by hand, following the production was modified by attaching in the vicinity of one of the two sabers. Finding one with the vertical pin is not easy. It is commonly found on ebay for crazy prices of a few hundred Euros, of course unsold.
Its value is currently around 150 €. 
The distinctive feature of the Russian front with the pin diagonally instead was produced in later and handed over to the military in the war almost over several were not delivered after the defeat of '43, in fact they were found warehouses filled with even their original sachet. 
It was established with the circular of 12.5.1943 of which I am attaching a scan found on the web.
Could be dressed by all members of the armed 8th commonly known as ARMIR (Italian Army in Russia). 
Now I put some pictures.









martedì 13 maggio 2014

Croce di Ghiaccio variante non marchiata - Ice cross variant unmarked




Ieri sono venuto in possesso di questa croce di ghiaccio, probabilmente postbellica. Lo si deduce dalla mancanza del marchio del produttore sul braccio in basso. In realtà non c'è chiarezza su questo tipo di croce di ghiaccio, alcuni le attribuiscono a produttori diversi da Lorioli del periodo bellico altri all'immediato dopoguerra. Il produttore quindi non è noto.
L'ho presa a 35 euro ed è particolarmente ben fatta. In particolare la vernice è intatta e non è uno smalto come sulle riproduzioni degli ultimi anni, l'ossidazione fa pensare che abbia già qualche annetto sulle spalle. Secondo me è dei primi anni 60 o fine anni 50. L'ossidazione è sopra la vernice quindi si può dedurre che non è stata riverniciata.
Il retro riporta le stesse scritte della sorella marchiata da Lorioli, le dimensioni sono leggermente più grandi di quella bellica
Il nastrino fa pensare che sia stata indossata o appesa in un quadretto quindi molto probabilmente è appartenuta a qualche reduce che magari non aveva potuto permettersela appena tornato dalla Russia.
Non dimentichiamo che alcuni reduci sono tornati anche dopo 10 anni dalla fine delle ostilità. Inoltre non è una decorazione ufficiale e quindi qualcuno potrebbe essersi tolto lo sfizio solo qualche anno dopo la guerra.
Non mi sbilancerei quindi sul fatto che sia bellica o no ma credo che sia davvero bella e ricca di storia.
Ora vi metto qualche foto di confronto con la croce di ghiaccio bellica, di cui avevo parlato qui:

http://storieefoto.blogspot.it/2013/06/croce-di-ghiaccio-ice-cross.html

Prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare un click sulle pubblicità a destra. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.
Click sulle foto per ingrandirle

croce di ghiaccio csir armir lorioli non marchiata

croce di ghiaccio csir armir lorioli non marchiata

Eccole a confronto, a parte il nastrino più mal concio di quella non marchiata a destra, a prima vista sono molto simili, anche se l'ossidazione e il colore fa subito capire che in realtà si tratta di due materiali diversi.

croce di ghiaccio csir armir lorioli non marchiata

Da questa foto si nota principalmente come le scritte di quella non marchiata siano leggermente più grandi. Inoltre la non marchiata pare rifinita con una specie di zincatura.

croce di ghiaccio csir armir lorioli non marchiata

Qui ho messo un particolare per vedere la differenza tra la vernice di quella non marchiata in alto e quella marchiata lorioli in basso. Si nota anche una leggera differenza tra le incisioni.

croce di ghiaccio csir armir lorioli non marchiata

Qui è dove si vedono di più le differenze. Quella marchiata a sinistra è un pelo più sottile, anche il taglio è molto più netto e non si vedono i segni della lama o lima di rifinitura. Non ho una bilancia di precisione per pesarle ma tenendole in mano direi che la non marchiata è leggermente più pesante. Si vede anche la differenza tra i due materiali. La cosa meno evidente invece è la vernice della marchiata che è quasi a filo del rilievo più interno, mentre in quella non marchiata la vernice è molto più "profonda".

croce di ghiaccio csir armir lorioli non marchiata

Infine questo confronto sui nastrini. Fotografandoli illuminati da una fonte ultravioletta salta subito all'occhio come quello della non marchiata Lorioli sul retro sia frutto di una tintura con prodotti tessili recenti. Sulle vernici della croce invece le differenze con raggi ultravioletti sono minime.

croce di ghiaccio csir armir lorioli non marchiata UV






Yesterday I bought this cross ice, probably post-war. This is apparent from the lack of the brand of the producer on the lower back.
In fact there is no clarity on this type of cross ice, some ascribe to producers other than Lorioli wartime some other immediate postwar period. The manufacturer is therefore not known.
I got it for 35 euro because it is particularly well done. Maybe it's even heavier than those marked by Lorioli. In particular, the paint is identical to the original and is not a glaze as on those of the last years, the oxidation suggests that already has some year on the shoulders. I think it's the early 60's late 50's.
The back is the same as that marked by Lorioli on two lines.
Watching the tape you know it's been worn or maybe hanging. So the decoration is probably belonged to some veteran that maybe he could not afford just returned from Russia.
Or when the veteran is back in Italy is already producing this model, I remind you that some veterans have returned after 10 years from the end of hostilities.

martedì 6 maggio 2014

Temporale su Villanova Mondovì - Come scattare foto ai fulmini

Qualche giorno fa sembrava che tutti gli dei si fossero messi d'accordo per far convergere su Villanova Mondovì i peggiori elementi atmosferici.
Di colpo il cielo è venuto scuro e si è alzato un vento che non lasciava presupporre niente di buono.
Ero pronto con cavalletto Manfrotto e la Canon per partire a caccia di fulmini, ma ben presto mi sono accorto che mi stava venendo in contro e il posto migliore dove piazzarsi era il terrazzo di casa.
Ho iniziato a scattare, ma in men che non si dica, il temporale si è spostato e il meglio di se l'ha dato in un punto a me coperto e troppo distante.
Sono riuscito a catturare un solo fulmine e anche se l'immagine non è nulla di che la condivido con voi.
La posa è uno scatto di 10 secondi a 100 iso e f 16, ma avendo paura che l'immagine si bruciasse ho coperto la lente col palmo della mano appena ho visto il fulmine.

come fotografare fulmini lampi temporali tempeste

Per scattare foto ai fulmini, la cosa principale è avere la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.
In seconda battuta bisogna sapere giusto due o tre note tecniche.
Ho visto gente cercare di catturare il fulmine in tempo reale, ma questa non è la via corretta anche perchè i tempi di reazione del cervello umano sono intorno al decimo di secondo e in quell'arco di tempo il fulmine è già finito.
Per catturare un fulmine bisogna montare la macchina sul cavalletto, inquadrare il panorama dove pensiamo che avverrà il lampo e impostare la messa a fuoco in manuale.
Anche la macchina fotografica va impostata in manuale.
Io normalmente cerco di tenere gli ISO al minimo e un tempo di scatto di qualche secondo. Logicamente sarebbe più comodo fare scatti lunghi, ma questo non sempre è possibile specialmente se la luce è alta, inoltre tempi lunghi ci obbligano ad avere diaframma chiuso il che fa apparire il fulmine sottile e poco appariscente. Anche l'uso di filtri neutri non ci aiuta nell'intento, perchè anche il lampo viene attutito da quest'ultimi.
Se siamo molto fortunati e il temporale avviene di notte possiamo permetterci anche scatti di una trentina di secondi, occhio a non esagerare che il rumore diventa molto visibile e fastidioso.
E' utile comunque fare qualche scatto di prova per verificare che l'esposizione sia corretta, tenete conto che il fulmine potrebbe falsarvi l'esposizione bruciando le nuvole vicine, a questo scopo io se sto usando tempi di una decina di secondi una volta che il fulmine avviene copro l'obiettivo a mano col suo coperchio per evitare che la luce di fondo mi schiarisca maggiormente la scena.

lunedì 28 aprile 2014

Battaglia di Valcasotto - Panorama da Frassanea

In questo lungo ponte del 25 aprile mi sono dedicato un giorno a visitare le borgate nei dintorni di Valcasotto che non avevo ancora visitato.
Valcasotto è un piccolo abitato dell'omonima valle e fu teatro tra il 13 e il 17 marzo del 1944 di una battaglia tra le truppe tedesche e i ribelli partigiani che si erano raccolti in quelle montagne. Il tutto avvenne all'interno di una più vasta operazione di lotta alla resistenza organizzata dalla Wermacht, dalla Luftwaffe e da reparti della RSI in tutte le valli alpine piemontesi di cui fece parte anche la battaglia di Pasqua della Val Ellero.
Per chi volesse saperne di più consiglio di leggere gli appunti dell'allora parroco di Pamparato Don Emidio Ferraris che potete recuperare qui:

http://comune.pamparato.cn.it/territorio_valcasotto

In particolare volevo visitare l'abitato di Frassanea avendo letto pochi giorni fa la testimonianza di Carlo Dalmasso classe 1925 apparsa su Provincia Granda (storico giornale locale) che vi riporto:


«In quel periodo facevo parte della Raf, la "volante mobile" di Pamparato (dovevamo procurare munizioni e vestiario), ma il 13 marzo, un lunedì, giorno dell'attacco tedesco, il mio distaccamento, comandato da Italo Corderò, era stato mandato verso Serra. Dopo aver combattuto per qualche ora, al pomeriggio tornammo a Tagliante». Ma era solo l'inizio. «Alla sera Mauri (il comandante Enrico Martini, ndr) ci ordinò di partire all'alba, passare lungo il costone e andare a prendere alle spalle i tedeschi che volevano salire verso la frazione Valcasotto. Ci fermammo alla Frassanea, un gruppo di rocce a poche centinaia di metri dalla strada, che era abbastanza stretta per la neve ai lati. Eravamo una decina, quasi tutti di Mondovì, con tre fucili mitragliatori e i moschetti, niente di più. Riuscimmo a colpire la prima autoblindo della colonna e così cominciammo il "tiro a segno". Ne abbiamo fatti fuori tanti. È brutto da dirsi, ma quella era guerra. In dieci li bloccammo tutto il giorno. Ci spararono tanti di quei colpi di mortaio che le rocce attorno a noi furono sgretolate. Ma ne uscimmo senza un graffio. Solo verso sera, quando capirono che non riuscivano a proseguire, i Tedeschi mandarono una squadra di sciatori a sorprenderci alle spalle. Gli uomini di Mauri furono costretti a dividersi in piccoli gruppi e disperdersi.
Riuscii a tornare a casa a Mondovì la domenica sera, il 19 Marzo. Non mangiavo da 8 giorni, mia madre mi riconobbe solo dalla voce. A diciotto anni fu veramente il battesimo del fuoco. Andare nei repubblichini sarebbe stato più facile ma scelsi la strada che mi sembrava più giusta. A distanza di settant'anni ne sono ancora convinto.»

Questa la visuale a 180 gradi che dovevano avere i ribelli durante quei tragici momenti dalle rocche di Frassanea. Come potete vedere siamo davvero una posizione strategica a picco sulla via sottostante quindi i tedeschi credo passarono momenti non proprio simpatici con 10 partigiani che gli sparavano sulla testa. A sinistra vedete l'imbocco della valle verso Pamparato, sulla destra l'abitato di Valcasotto. Non visibile l'abitato di Tagliante subito a destra, poi la valle prosegue col Castello di Casotto, la Correria, cascina Biula e il Baraccone e la Colla di Casotto che comunica con la Val Tanaro tutti luoghi interessati dagli scontri.
L'immagine è stata ottenuta unendo 4 scatti verticali da 20 Mpx l'uno.

(click per ingrandire)

Panorama Valcasotto 180° da Frassanea

La stessa foto la trovate in piena risoluzione sul mio profilo flickr al seguente link.

https://www.flickr.com/photos/claudio82clod/14059613733/sizes/l

Qui invece alcuni scatti delle case ormai diroccate della vicina borgata scattate con il fedele Sony Xperia Z1dove probabilmente alloggiarono anche i ribelli per qualche tempo.





Dove ho lasciato la macchina ho anche avuto un veloce incontro con una vipera che se l'è data a gambe alla velocità della luce.